Giorno: Febbraio 25, 2008

I Diritti negati all’infanzia

I DIRITTI NEGATI ALL’INFANZIA Convegno al teatro cicconi “La fame nel mondo è un investimento nella nostra società” Qualsiasi società dotata seppur di un minimo quoziente intellettivo comprende l’esigenza di garantire il futuro alle nuove generazioni e quindi al pianeta stesso che la ospita. Tale primario obiettivo detiene quindi la priorità su qualsiasi programma, organizzazione o progetto sociale. La salute del pianeta e la salvaguardia della crescita dei bambini e dei giovani dovrebbero essere la preoccupazione costante da parte di tutti gli abitanti del pianeta, nessuno escluso. Tutti sono chiamati a dare il proprio importante apporto a questa collettiva educazione di crescita, gli anziani con la loro saggezza, gli adulti con il loro esempio, i governanti con le loro leggi, e così via. I bambini e i giovani, la forza del futuro, dovrebbero solo ricevere, perché il loro dare è insito nel vivere in mezzo a noi. Dovrebbero essere seguiti con amore nella loro crescita, accompagnati passo, passo nel cammino della vita, rispettando le caratteristiche di ciascuno di loro, amplificando i loro valori, imparando da ogni loro gesto tutti i giorni, assicurandogli tutte le necessità affinché il loro valore innato e la loro splendida e irripetibile creatività possano esprimersi al

NAZIONALISMI VELENO D’EUROPA

DAL CIELO ALLA TERRA HO SCRITTO IL 25 FEBBRAIO 2008: VI PREGO DI LEGGERE ATTENTAMENTE L’ARTICOLO DI QUESTA IMPORTANTE GIORNALISTA DEL QUOTIDIANO ITALIANO “LA STAMPA” CHE DIMOSTRA CHIARISSIMAMENTE QUANTO DA NOI ANNUNCIATO, CIOÉ CHE L’UNIONE EUROPEA É IN BALIA DI FORZE POTENTI E OCCULTE, MA FACILMENTE INDIVIDUABILI. LA GRANDE BATTAGLIA DI ARMAGHEDON É IN CORSO.                                                                       GIORGIO BONGIOVANNI Sant’Elpidio a Mare (Italia) NAZIONALISMI VELENO D’EUROPA di Barbara Spinelli Nata per stemperare i nazionalismi violenti, l’Unione Europea ha compiuto in questi giorni un passo paradossale, dagli effetti forse sinistri quasi senza rendersene conto, la maggior parte dei suoi Stati ha decretato che l’indipendenza del Kosovo era una cosa non solo ineluttabile ma buona e giusta, così come il Signore vide che erano una cosa buona la terra e il cielo appena creati. D’un colpo i principali governi europei hanno smentito la propria storia, decidendo di proteggere uno Stato che ha come palese ragion d’essere la segregazione etnica. Si sono trasformati in una forza che legittima Stati razziali, inserendoli in una Comunità che a parole li rifiuta. Dicono i fautori del riconoscimento che la mossa era ineluttabile, visto il naufragio della diplomazia. Dicono anche che non sarà vera indipendenza, e che dunque