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Di Bianchin Francesca
Mi fa ridere se non piangere, un mondo che è continuamente alla rovescia di come dovrebbe essere, un mondo in contraddizione con le sue stesse leggi, leggi emanate da uomini che le creano e  le disfano a loro piacimento e  come gradiscono  a loro.

È proprio di questi giorni in un tam tam che si sta propagando sulla rete, la notizia della possibilità di dichiarare incostituzionale la legge sull’aborto.

Le motivazioni in queste testuali parole: In quanto violerebbe gli articoli della Costituzione 2 (diritti inviolabili dell’uomo), e 32 (tutela della salute) e rappresenterebbe una possibile lesione del diritto alla vita dell’embrione. Un’affermazione quest’ultima basata sulla sentenza della Corte di giustizia dell’Ue del 18 ottobre 2011, secondo cui “l’embrione umano è stato riconosciuto quale soggetto da tutelarsi in modo assoluto.

Ed è qui che mi viene da ridere e mi suscita anche molta rabbia, una società che asserisce che un feto è un essere umano e va tutelato è una società degna di essere chiamata umana, ma poi ci si ferma qui, una volta che l’embrione è stato fatto nascere, è diventato essere umano, per gli anni a venire può anche morire di fame, perché la tutela non c’è più, quindi quei dotti intelligentoni, quei baciabanchi  della domenica, quei credenti isterico ortodossi, mi fanno davvero arrabbiare, ci si infervora molto su un argomento come l’aborto, perché la vita è sacra e va protetta dal concepimento, dicono loro, ma poi tutti questi bei paroloni e le manifestazioni che ne derivano, finiscono nel cesso una volta che l’essere umano è nato, a quel punto  si deve arrangiare, se ha soldi mangia, altrimenti muore di fame, la vita a questo punto non va più protetta, ci si può anche permettere di avere una società dove ogni 5 secondi un bambino muore di fame,… 1,2,3,4,5 un  bambino è morto, 1,2,3,4,5, un altro bambino è morto…

Il feto è nato e quindi la battaglia finisce qui, anche la chiesa stessa mi fa mal digerire la colazione quando leggo certe notizie, è contro l’aborto perché la vita è sacra davanti a Dio, ma io dico, la vita deve essere sacra anche quando uno è nato, allora magari si spogliasse un po’ di tutti i suoi averi, della banca che non lo dico io, ma i giudici, fa affari con la mafia, con i traffici illeciti, e dia da mangiare a tutte quelle popolazioni che stanno morendo di fame, ormai anche nella ricca Europa, vedi la Grecia e i suoi bambini.

Gli stati, i governi, la smettano di continuare con questo capitalismo demoniaco in cui sopravvive solo il più forte, e se pensano che un embrione va tutelato tutelasse anche la vita dopo la sua nascita, altrimenti non avrebbe  senso nemmeno tutelare l’embrione.

Un essere umano che diventa adulto non deve essere abbandonato a sé stesso perché diventa adulto, non può essere lasciato alla mercè del mondo, diventare adulti non può significare che lo stato e la società ti lascia senza lavoro, senza soldi, senza cibo, fregandosene di come vivi, non siamo nella giungla di un milione di anni fa dove  l’uomo primitivo viveva di caccia.

L’embrione merita di vivere, di essere tutelato dal concepimento fino alla sua morte perché è un essere vivente, perché è una scintilla di Dio, e tutelare l’uomo nel cammino della sua vita vuol dire tutelare Dio.

Altrimenti è inutile essere contro una legge che almeno ha evitato che fosse praticata ugualmente clandestinamente e a discapito della salute e della vita delle donne.

Ecco queste contraddizioni che l’uomo porta con sé e in primis la chiesa, mi fa davvero pensare che siamo ben lontani da una società equa ed evoluta, quindi mi fa sorridere chi lotta per certi suoi principi e non si accorge che il resto del mondo  sta andando esattamente al contrario di quei principi in cui crede, e non fa nulla per cambiare la società, perché pensano, così è e così deve essere, perché gli aggrada così, perché preferiscono lottare a metà, perché preferiscono usare il cervello a metà di quel che dovrebbero, magari  anche per loro interessi personali.

Bianchin Francesca

11 giugno 2012

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