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Dopo il Funima Day abbiamo modo di ritrovarci tutti insieme alla cena di beneficienza organizzata in favore della Funima dai nostri fratelli di Pordenone, con l'onore di avere con noi anche Salvatore Borsellino al quale, al termine della serata, il nostro chitarrista Michele Pucci dedica alcuni brani suonati come sempre divinamente con la sua chitarra.
Il ghiaccio sulle macchine accoglie la nostra uscita dal ristorante. Il freddo pungente ci fa salutare rapidamente i fratelli per rientrare nelle rispettive case dove siamo ospiti. L'appuntamento è fissato per domani per la riunione dell'arca che terremo in un locale, vista l'impossibilità di recarci all'arca Alea per il freddo intenso e lo spazio troppo piccolo per ospitare tutti.
Dopo la comunione del pranzo vissuto insieme, Giorgio ci allieta con le armoniose note della sua musica. I guanti bianchi ...  le sue mani ... le sue dita sacre toccano la tastiera creando quella magica armonia che penetra l'anima di coloro che vivono in sintonia con la Vita.
Domenico prende la parola esprimendo la gioia di tutto il gruppo di Pordenone nel sentirsi utili e partecipi in un’Opera tanto importante, sottolineando la gioia di andare al proprio lavoro, seppur con sacrificio, con la consapevolezza di farlo non per se stessi ma per il servizio a questa causa e sapendo di essere accanto a Giorgio durante le missioni a cui è chiamato: “Noi sentiamo di esser lì con te, così come tu ci avevi detto quando sei partito la prima volta in Sud America e questa frase mi ha emozionato tantissimo e non me la dimenticherò mai. Sappiamo che una parte del nostro sacrificio viene messa a disposizione di una causa giusta”.
Quella piccola parte di uomo che mi è rimasta” dice Giorgio, “una piccola parte perchè vi è la predominante della parte spirituale, ma la parte di uomo che sorride, mangia, abbraccia, ama ... questa parte vi può dire solo una cosa ringraziandovi per ciò che fate: io non vi tradirò mai. I vostri sacrifici non saranno traditi piuttosto darò la vita. Come messaggero di Dio non vi devo dire niente voi sapete chi sono. Ricordatevi che anche voi siete “Arat Ra” perchè portate la mia genetica, siete i miei fratelli, non siete i miei discepoli, perchè avete la luce che viene dal Cosmo, dalle Stelle, dagli Universi che deriva dal nostro Padre Adonay Arat Ra ... Lui ha detto -Separerò i miei figli dalle figlie e dai figli degli uomini- quando il numero sarà compiuto il vostro fratello se ne andrà perchè avrà compiuto la sua missione”.
Raul Bagatello insieme a Gaby esprimono il loro profondo ringraziamento per il grande amore e per l'importante aiuto ricevuti dai nostri amati fratelli del Sicomoro. “Voglio ringraziare tutti” dice Raul “per questi giorni, ho conosciuto molte anime nuove e voglio ringraziare Antonio e Lores che hanno dovuto sopportarmi per sette giorni, Walter e Mara e tutti coloro che hanno avuto fiducia in me, ho visto il  vostro grande cuore aperto verso di me e potrò solo ringraziare per tutto ciò che avete fatto per la Funima. Questa è anche la mia famiglia, io in Argentina lo dico sempre. E prima di tutto ringrazio Dio che mi ha dato la possibilità di poter stare in questo cammino. Grazie, vi amo tanto”. E la cara Gaby che ringrazia Domenico e tutti: “... grazie per tutto ciò che avete fatto ... per il Funima Day a nome dei bambini soprattutto”.

Giorgio esprime la propria gioia per i bambini che riceveranno il frutto di questi giorni ringraziando il lavoro e la generosità del triveneto e sperando che le prossime tappe del viaggio in Italia di Raul possano portare ancora tanti frutti. Ci trasmette poi le parole di Salvatore Borsellino che ci danno un grande onore e ci fanno sentire una grande responsabilità. Le parole di un sentimento trasmesso a Giorgio il giorno prima: “Quando incontro la tua gente io ritorno a casa con il cuore pieno e con quella forza che mi spinge a non lasciare ...”. Salvatore che porta in se quella grande Luce, quella grande forza coronata dai più profondi valori di suo fratello Paolo.
Il discorso si incentra poi  nel cuore dell'incontro.
Giorgio raccomanda ai fratelli di Pordenone, un gruppo unito, serio, attivo e produttivo nell'opera, di non sottovalutare l'importanza dello scambio dei propri gesti d'affetto con i propri fratelli, di dimostrare la propria tenerezza e il proprio amore verso l'altro. Gesti necessari per amplificare i valori dello spirito che ci permetteranno di superare le prove a cui tutti siamo e saremo chiamati ad affrontare nel corso di questa missione in piena battaglia di Armaghedon. “Se voi unite la manifestazione dell'affetto con l'importante lavoro che fate, diventerete Angeli, messaggeri di Dio”.

Ora dobbiamo andare avanti” continua Giorgio, “i tempi sono molto difficili e saranno sempre più difficili, e non sempre avremo momenti come questo. Dovete prepararvi a grandi eventi a livello nazionale e anche di natura catastrofica e violenta ma se noi stiamo uniti così come siamo ora, nessuno ci potrà torcere nemmeno un capello, anzi potremo risvegliare tutte le persone che cadranno in depressione e perderanno la speranza per gli eventi ai quali assisteranno e a quel punto cercheranno voi... se siamo pronti a questo allora compiremo la nostra missione, altrimenti soccomberemo. Dobbiamo continuare a fare ciò che stiamo facendo ma con un impegno maggiore. Se non saremo uniti non supereremo le prove. Ecco perchè vi dico “baciatevi ed abbracciatevi” perchè questo è più importante del lavoro che, da solo, non sarà sufficiente a farci superare le prove. È meglio, nel futuro, rinunciare ad una ulteriore attività che possa rischiare di farvi dividere ma stare più uniti. Se sorge un problema, fermatevi e risolvetelo, e solo dopo continuate con la vostra attività operativa. Se vi dico questo si vede che questo momento arriverà e io voglio avvisarvi prima. I grandi eventi non colpiranno dove i figli di Dio sono in missione. Se ciò accadrà significa che i figli di Dio non sono più in missione. L'Italia sarà invasa da segni celesti ... noi dobbiamo essere testimoni di questi segni ... il diavolo cerca di nasconderli attraverso i mezzi di informazione che non informano, quindi il compito è affidato a noi. Io conto molto in voi per la missione in Sicilia... i nostri fratelli siciliani devono fare un grosso lavoro  ... voi darete il vostro esempio di organizzazione ed efficienza nel lavoro e loro vi daranno l'esempio della passione di cui sono capaci. Si, io sono stanco però ce la farò perchè c'è la mia famiglia, perchè ci siete voi ... Non parlerò più con moderazione, voglio addittare dove si trova il male. Ognuno poi farà la sua scelta”.
Domenico ringrazia Giorgio ribadendo che così come l'aiuto dell'arca di Pordenone lo aveva sorretto nella missione in Sud America così sarà anche per la Sicilia. Poi racconta dell'importante segno della Madonnina pubblicata anche sul nostro sito manifestatosi alcuni giorni prima in un’immagine apparsa su una parete durante la visita di Raul ad una nostra cara sorella.

L'incontro prosegue quindi con le domande dei fratelli giunti per l'occasione da diverse parti del nord Italia alle quali seguono le risposte sempre esaustive di Giorgio ...

Il contatto di massa è un evento che le potenze celesti stanno programmando per tutta l'umanità. Sarà il momento in cui l'umanità sarà chiamata all'ultima e definitiva scelta. Probabilmente questa manifestazione massiva coinciderà con la seconda venuta di Gesù Cristo sulla terra.

Si, gli extraterrestri si possono manifestare anche a persone singole prima del loro contatto massivo ma solo ed esclusivamente se queste hanno una missione specifica con Loro. In questo caso  chiederanno alla persona scelta di lasciare tutto, compreso moglie e figli e di spogliarsi di tutto per dedicarsi completamente e totalmente alla missione ... ( moglie e figli potranno decidere di condividere quella missione ma donando anche loro tutto se stessi in totale spirito altruistico). Questo è uno di quei segni che dimostra che la persona ha un vero contatto. Non sarà una vita facile perchè sarà basata sul sacrificio e sulla disponibilità totale ... Hai la febbre? Ti diranno: Alzati e parti, devi parlare ... Hai un dolore insopportabile? Ti diranno: Alzati e scrivi...

Si, è vero che gli extraterrestri si sono manifestati anche ai potenti ma solo per mostrare la loro  tecnologia, il loro messaggio lo hanno rivelato e continuano a rivelarlo tramite i contattati da Loro scelti.

Noi abbiamo il compito di risvegliare le anime, così come noi siamo stati risvegliati, e portarle sul piano della coscienza Cristica, indicare loro il cammino Messianico cioè il passo glorioso di Cristo,  portare la parola di Cristo, annunciare la Sua venuta e mentre facciamo questo dobbiamo lavorare in favore della vita. Se stringiamo il cerchio della nostra missione abbiamo anche un terzo compito: denunciare l'anticristo. Che è ciò che abbiamo fatto ieri sera. Le anime si possono risvegliare anche attraverso il processo della denuncia ma è un processo che avviene solo per certe anime, la maggioranza delle anime si risveglia attraverso l'amore per Cristo  ... quindi parlando del Suo Vangelo, della Sua venuta, dei nostri fratelli celesti, della nuova rivoluzione universale copernicana ... che l'universo è abitato, che siamo un granello di sabbia nel deserto del Sahara e una goccia dell'oceano nell'oceano.

L'illuminazione e il contatto diretto può avvenire ma in seguito al processo dell'iniziazione, non avviene mai o quasi mai durante il processo dell'apprendimento dell'iniziazione, avviene dopo.
Per essere quello che sono, per poter trasmettere a voi oggi questa conoscenza mi hanno preparato per dieci anni, ma voi per poter risvegliare altre anime non avete bisogno di aspettare dieci anni perchè avete avuto un segno visibile, tangibile, che io non ho avuto, io ho avuto un maestro che mi ha guidato ma voi avete avuto un grande segno che avete visto con i vostri occhi, per questo è più rapido l'apprendimento.

Loro dicono che siamo una razza difficile e anche mostruosa ma non siamo i meno evoluti dell'universo, ci sono razze meno evolute della nostra ma molto meno mostruose. Noi abbiamo fatto un patto scellerato con le forze negative quindi abbiamo sviluppato rapidamente i valori del male rispetto a quelli del bene, per scelta non per imposizione, questo ci ha fatto crescere molto sul piano della scienza e della tecnologia e poco, quasi niente, sul piano della spiritualità. Se questo processo continua ad andare avanti di questo passo porterà inevitabilmente la civiltà umana all'autodistruzione ecco perchè occorre immediatamente un radicale cambio interiore se la civiltà umana vuole sopravvivere altrimenti non sopravvivrà. - Ciò che possiamo fare noi- dicono Loro -è salvare una piccola percentuale che porta in se i valori della Cristica coscienza, preservarli e poi farli ritornare sulla terra perchè possano costruire una nuova civiltà.

Ho un'altra domanda a cui devo rispondere, una domanda provocatoria rivoltami dalle forze negative e per la cui risposta ho chiesto aiuto ai miei Maestri Cosmici, le Potenze Celesti. La domanda è stata questa: “Ma se Gesù Cristo non ritornasse e non si manifestasse che cosa succederebbe sulla terra secondo te? Rispondere: -E' impossibile- nella filosofia cosmica è proibito, non si può rispondere -E' impossibile- perchè sarebbe una contraddizione in termini, non esiste infatti nell'universo la parola impossibile, ci deve essere un’alternativa sempre a una nuova trasformazione inaspettata. Allora le potenze celesti mi hanno risposto: -Se il Padre Adonay dovesse proibire a Suo figlio di manifestarsi noi interverremo prelevando sette, otto milioni di persone e abbandoneremo il pianeta. E poi lasciamo immaginare a te figliolo cosa succederà nel pianeta-. Ma è un’ipotesi inverosimile in quanto Loro stessi mi confermano che questa manifestazione ci sarà. Anzi dal 2005 questo processo si è accelerato ... se vedete croci manifestarsi in cielo e in terra significa che Lui ci sta dicendo: -Sono qua, sono ritornato!- E se io ho ricevuto le stigmate permanenti è un segno che Lui è qui altrimenti non avrei ricevuto le stigmate ma un altro segno.

Il Maestro Gesù ha detto: -Non date le perle ai porci-.
Io sono il primo che vuole diffondere la verità ma vado solo dove sono inviato, non vado nelle piazze a fare il comizio ... devo andare lì dove c'è un anima che vuole essere risvegliata. Anche perchè nel caso dei valori spirituali è una questione di evoluzione, e quindi non tutti sono pronti a riceverli. Nel caso della denuncia è diverso perchè non è questione di evoluzione è il valore base della convivenza civile. Chi grida più forte vince.

Ci sono due categorie di extraterrestri, quelli umani come noi, che appartengono alla terza e alla quarta dimensione e poi gli Esseri di Luce che sono molto speciali, ci sono quelli che hanno un corpo sottile come quello dei bambini ... non mangiano animali, mangiano cibi predigeriti come il miele che è digerito prima dalle api. Nella loro super civiltà hanno un loro stato unico rappresentato e organizzato da coloro che noi potremo definire scienziati e teologi cioè un matrimonio tra la scienza e la religione, non ci sono politici, per ovvie ragioni, la politica è rappresentata dalla società stessa attraverso la cultura, la scienza, ecc. In alcuni mondi ci sono degli stati confederati con i propri costumi e le proprie tradizioni , il governo è centrale. Vivono in pace e la loro attività non è lavorativa. Loro mi dicono: -Voi non lavorate, voi siete schiavi!- I lavori per le esigenze personali, mangiare, bere, lavare, coltivare, ecc. sono svolti dai robot meccanici e biologici, sono gli androidi che sono come gli esseri umani ma in realtà sono dei robot.  Loro quindi si occupano di ciò di cui dovremmo occuparci anche no , cioè vivere nella ricerca, nella scoperta, nell'investigazione e nel trasmettere ad altre civiltà i valori che Loro hanno acquisito. Sapete quali sono gli istituti più importanti degli extraterrestri? Le scuole. Scuole di formazione di tutti i tipi. Dopo che la persona termina la scuola, sceglie di vivere nel pianeta per contribuire allo sviluppo della propria società o decide di andare nelle scuole speciali che crea quel mondo che sono le flotte che viaggiano nell'universo per aiutare altri popoli nella crescita spirituale. Io ho visitato alcuni di questi mondi. Le case hanno forma circolare, non hanno spigoli e gli appartamenti sono come quelle che noi possiamo definire le nostre case popolari, ma non ci sono coloro che hanno di più e coloro che hanno di meno, quindi tutti hanno diritto a godere della massima e alta tecnologia del pianeta, sia colui che è addetto alla pulizia delle strade (è un esempio) sia il rappresentante del pianeta. Anche Loro sono stati aiutati nella propria evoluzione ma Loro hanno accettato l'aiuto a differenza di noi ….  non hanno bisogno di mangiare, succhiano direttamente l'energia dalle cose viventi senza destabilizzarla o ucciderla.
Un altro istituto molto importante per gli extraterrestri è quello sullo studio del concepimento. La preparazione a questo atto creativo avviene per anni nelle scuole, perchè per loro creare la vita significa creare Angeli, non come accade sulla terra. Occorrono circa dieci anni di preparazione con la guida di maestri.
Per procreare oggi nella società in cui viviamo devi sapere quale futuro vuoi dare a tuo figlio, se non lo sai è meglio che non lo metti al mondo. La vita di coppia deve essere carismatica, piena d'amore, di tolleranza, passione, tenerezza, comprensione reciproca, obiettivi comuni ... altrimenti si mettono al mondo i figli per farli soffrire.

L' umanità di questo pianeta è nata per ubbidire al patto che Dio aveva stabilito con essa e quindi per evolversi. Il Padre gli aveva offerto tre patti, il primo quando gli dette l'intelligenza, il secondo attraverso Mosè con le tavole della Legge e l'ultimo, il terzo, mandando addirittura Suo figlio Gesù Cristo, (altre offerte sono state date in altri luoghi del mondo con diversi maestri incarnati prima e dopo Cristo). Adesso c'è la selezione. Cioè nel terzo patto-offerta è inclusa la seconda venuta di Cristo e quindi LA GIUSTIZIA  che instaura sulla terra il regno di Dio.
Le umanità nascono per soddisfare il progetto dell'universo, del cosmo che ha bisogno di proliferare continuamente e creare delle civiltà che possano raggiungere la coscienza in Dio e ritornare a Lui. Questo è lo scopo di tutti gli esseri creati, di ritornare a Lui e di contemplare la Sua creazione.

È possibile guarire i nostri nodi karmici?
Si è possibile, il nostro karma lo possiamo sanare nel momento in cui sposiamo gli insegnamenti di Cristo, qualsiasi esso sia, anche se sei stato un delinquente, un assassino; se sposi il Cristo ti riscatti ma se hai ucciso devi dare la vita per Cristo, se hai rubato devi dare tutto ciò che hai rubato a coloro che hanno bisogno, non ci si riscatta solo pentendosi e proseguendo tranquillamente con la propria vita.

I segreti dell'immortalità.
Non ci sono segreti nell'immortalità. Lo spirito è immortale quindi tutti siamo immortali. Ognuno di noi è eterno.

L'evoluzione della coscienza avviene attraverso l'esperienza nella materia, più fai esperienza più acquisisci evoluzione.

Che cosa è la morte ...
La morte è un passaggio, accade così come quando nasce un bambino sulla terra, lo spirito va in un altra dimensione e si trova spaesato, ci sono altri esseri che ti aiutano come quando nasci sulla terra. Poi piano piano ti ricordi cosa è successo. Quando noi moriamo, mamma morte ci partorisce in un’altra dimensione dove immediatamente cerchiamo un conforto. Questo avviene immediatamente nella morte violenta. Nella morte lenta invece si attraversa il famoso tunnel dove si vede nel fondo una luce ... dopo aver percorso questo tunnel ti trovi nell'al di là.

Con Amore
Sonia Alea
Sant'Elpidio a Mare, 19 gennaio 2009

Il pianto di un bimbo benedice la Terra.

È il suo saluto al mondo, il suo arrivo nella nostra casa.
È nato un bimbo! È un giorno di festa! Un momento sacro da condividere insieme.
La vita ci ha donato un suo figlio affidandolo alle nostre cure.
Piccolo, indifeso, delicato. Infinita tenerezza ... divina purezza.
Benedetta  o Donna che crei la vita ... Benedetta figlia della Celeste Madre sublime ...
Benedetta o figlia della Madre Terra ...
Le doglie del parto e poi la gioia più grande ... accogliere il proprio piccolo tra le braccia ... accocolarlo a se ... il piccolo ci si adagia ... si accuccia ... riconosce il profumo ... la vibrazione ... l'energia ... è la sua mamma ... con piccoli movimenti ancora sconnessi cerca qualcosa ... ha fame ... il seno della sua mamma è lì pronto per lui dove ci si attacca con tutta la passione, cercando il suo rifugio da un mondo sconosciuto, affidandosi completamente a lei. Quale emozione, quale senso di pienezza, quale situazione può essere più bella, meravigliosa, sublime che dare alla luce la vita ... un bimbo ... crescerlo, curarlo e proteggerlo nel cammino dei suoi giorni ... nelle tappe della sua vita ...
E sentirsi chiamare: “Mamma!” ... quale più bella poesia, quale più splendida melodia per i nostri cuori ... quale più grande onore ...
Cuccioli da proteggere, tutelare, crescere. Dalla loro mamma ... al loro papà simbolo di protezione, forza e sostegno ... all'umanità intera ... indifesi, si affidano completamente, cercando rifugio.
Poi quelle agghiaccianti immagini rompono la poesia della Creazione...  il suo armonico e armonioso equilibrio... e l'amara coscienza riprende improvvisa il suo posto ... il nostro mondo non ama i propri figli ... li uccide ... Il cuore improvvisamente di ghiaccio sembra spezzarsi dentro il petto ... un grido disperato giunge al Cielo ... che la Giustizia di nostro Padre possa abbattersi su questa umanità che ogni giorno uccide, violenta, distrugge la Sua Creazione, i Suoi figli benedetti.
I piccoli adagiati per terra, inermi, oramai senza vita  e in braccio ai loro cari che gridando correndo disperati per il dolore che improvvisamente li ha trafitti ... il sangue scorre da quei piccoli corpicini  mutilati, uccisi da uomini assassini ... palestinesi, israeliani, americani, europei, asiatici, cinesi, russi ... che importanza ha? ... sono i nostri bambini ... i bambini della nostra umanità ... 
Piccole boccucce di rosa in quei visi bianchi oramai freddi ... occhi dolci socchiusi ... Angeli volati via, lontano, tra le braccia di quel Cielo che li può nuovamente proteggere ... tra le braccia della Madre della Vita che con il Suo Celeste manto li accoglie nuovamente a se ... non torneranno più in questo mondo, no, fino a quando la strage degli innocenti sarà terminata e l'uomo ritornerà a sigillare il suo patto con Suo Padre, il Dio Onnipotente ed Eterno. Presto, quando Suo Figlio il Cristo si manifesterà al mondo per il Giudizio Universale. Quel giorno gli empi tremeranno e i malvagi si strapperanno le carni a sangue per il terrore. Il terrore del Giudizio su colpe imperdonabili. I piccoli pargoletti del Cielo saranno liberati nei giardini del Paradiso ... i giusti, gli uomini di buona volontà, gli assetati di giustizia saranno finalmente saziati e la loro gioia sarà grande.
Maestro Gesù torna ... ti preghiamo ... torna presto ... presto!

Vangelo di Luca. Cap. 21: «Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta». 7 Gli domandarono: «Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?».
8 Rispose: «Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: "Sono io" e: "Il tempo è prossimo"; non seguiteli. 9 Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine».
10 Poi disse loro: «Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, 11 e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo. 12 Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. 13 Questo vi darà occasione di rendere testimonianza. 14 Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; 15 io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere. 16 Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; 17 sarete odiati da tutti per causa del mio nome. 18 Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà. 19 Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime. 20 Ma quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate allora che la sua devastazione è vicina. 21 Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano ai monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli in campagna non tornino in città; 22 saranno infatti giorni di vendetta, perché tutto ciò che è stato scritto si compia.
23 Guai alle donne che sono incinta e allattano in quei giorni, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. 24 Cadranno a filo di spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani siano compiuti.
25 Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, 26 mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
27 Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria grande.
28 Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». 29 E disse loro una parabola: «Guardate il fico e tutte le piante; 30 quando già germogliano, guardandoli capite da voi stessi che ormai l'estate è vicina. 31 Così pure, quando voi vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. 32 In verità vi dico: non passerà questa generazione finché tutto ciò sia avvenuto. 33 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. 34 State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso; 35 come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. 36 Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».

Con il cuore  triste e afflitto e per gli eventi drammatici ed agghiaccianti avvenuti in questi giorni sulla striscia di Gaza, nella stessa terra in cui il Cristo poggiò duemila fa il Suo regale passo, ma con la immensa gioia che il Suo ritorno è prossimo, mi accingo a riportare gli importanti eventi vissuti in Italia dal rientro di uno dei suoi messaggeri, Giorgio Bongiovanni, dall'America Latina fino ad oggi. Questa sarà la prima parte di una lunga cronaca divisa in tempi che seguirà nei prossimi giorni.

Ci lasciamo la città di Rosario alle spalle portandoci dietro il prezioso valore di ognuno dei fratelli incontrati. Il dottor Roberto, per gli amici “Beco” e la sua dolcissima sposa Graziela ci accompagnano in macchina per cinque ore di viaggio fino alla città di Buenos Aires insieme ad alcuni carissimi fratelli di Rosario, Ines, Silvia, ... . Così come ironicamente profetizzato il caro Beco non può resistere alla “tentazione” di formulare il suo prezioso papiro di domande e grazie a lui e alla stessa Graziela abbiamo quindi il piacere di trascorrere il viaggio immersi in una vera e propria lezione spirituale che sarà riportata in una delle prossime cronache. Giungiamo quindi come se il tempo non fosse quasi trascorso all'aeroporto Ezeiza della capitale dove troviamo Juan Josè, Veronica e Paola  che ci aspettano per salutarci. Gli ultimi abbracci. Il volo per tornare a casa.

La bella Italia ci aspetta.
L’Italia dell’arte e della cultura, l’Italia dalle grandi menti, l’Italia dai grandi santi e dai grandi martiri. L’Italia della mafia, della corruzione e l'Italia dei Giusti. L’Italia della gente onesta e l’Italia dei disonesti. L'Italia  dalle cause giuste e l'Italia dalle cause perse. L'Italia del sostegno. Sostegno di tanti volontari che grazie ad una profonda sensibilità dedicano parte del loro tempo all'aiuto verso i più bisognosi. È la nostra Italia. È l'Italia della Funima International che ha il merito di sostenere circa 1700 bambini nel territorio sud americano, di dare loro le primarie necessità ridonando loro la dignità del proprio vivere. Sono i nostri bambini, sono i bambini di Raul Abel Bagatello, il missionario delle Ande. Ed è proprio lui ad essere ancora una volta qui con noi, insieme alla sua carissima compagna Gaby. Abbiamo la gioia di averli qui con noi nella nostra  terra. Un viaggio dedicato alla raccolta fondi per i bambini che sulle Ande aspettano di mangiare ... ogni giorno. Un viaggio dedicato alla sensibilizzazione della gente e al risveglio delle anime ad una presa di coscienza, la coscienza che non potrà mai esistere una società civile fino a quando un solo bambino morirà per la fame o per l'ingiustizia dell'uomo nella propria umanità. Il necessario a tutti e il superfluo a nessuno, questa è la prima regola della Suprema Legge della Giustizia in una società umana.

Ed è proprio “La Giustizia scomparsa” il titolo del Funima Day che quest'anno vede come relatori Giorgio Bongiovanni direttore della rivista Antimafia Duemila e fondatore della Funima International in Italia, Raul Bagatello presidente della Funima International e della Funima Argentina, Guido Barbera, Presidente del Coordinamento Nazionale CIPSI e Salvatore Borsellino fratello del Giudice Paolo Borsellino assassinato dalla mafia il 19 luglio 1992.

Domenico Santin, presidente dell'associazione culturale “Il Sicomoro” presenta la conferenza ringraziando le autorità presenti e lasciando la parola all'assessore comunale che esprime la propria soddisfazione nell'ospitare questo incontro ed affrontare un tema tanto delicato con ospiti di tale riguardo e di “notevole spessore umano”. Miriam Andaloro ha il compito di moderare la prima parte dell'incontro che con grande freschezza e spontaneità dirige, passando la parola volta volta ai relatori. Mara Testasecca presenta la Funima International relazionando gli obiettivi raggiunti fino ad oggi nelle diverse mense dislocate in America Latina. Mara sottolinea la preoccupazione delle realtà che la Funima tocca con mano trovandosi, così come tante altre associazioni, ad operare sul posto e non a distanza, una realtà che mette a nudo le indigenti situazioni di tante, troppe persone, e punta il dito sulla scarsità di informazione colpevole troppo spesso di silenzi inaccettabili. La parola passa quindi a Giorgio Bongiovanni che presenta al pubblico il missionario Raul Abel Bagatello, un uomo che ha lasciato tutto nella sua vita per dedicarsi ai bambini che vivono in condizioni ancora peggiori di quelli che abitano nelle Favelas alle periferie delle città. Sono i bambini dimenticati, quelli neanche censiti dal governo, inesistenti per la nostra società. Scorrono le immagini del filmato realizzato dal giornalista Jean Georges Almendras che conduce il pubblico verso l'opera di questo “semplice ma grande uomo, per le sue opere”, come Giorgio lo definisce. Il filmato scorre portandoci di fronte a quella dura realtà, e al grande sacrificio del lavoro di quest'uomo e di tanti uomini e donne che lo accompagnano in questa missione di donazione continua. Gli occhi di quei bambini non possono non entrare nel cuore dei presenti ... Raul, dopo una settimana di intensa attività, senza un attimo di respiro, dedicata ai diversi, numerosissimi appuntamenti con tante persone, accompagnato dalla carissima Gaby e dalla nostra Mara, prende la parola: “Mi sono reso conto che è in corso una guerra della fame” dice Raul “i potenti attraverso i mezzi di informazione ci distraggono dalle realtà e non ci dicono la verità ... questo che avete visto non è un film, è la verità ... è vera quella sofferenza”. Raul prosegue spiegando al pubblico lo scopo che si prefigge la Funima oltre a quello primario di garantire il cibo a tutti i suoi bambini, che consiste nella loro educazione ai sani principi etici e morali, affinchè un domani possano lavorare e vivere una vita migliore delle prospettive che hanno oggi e che consiste ancora nel dimostrare ai governi, alle religioni che si può fare tanto anche non avendo niente .. “perchè io non ho niente” dice Raul Bagatello “ma con l'aiuto di Colei che mi accompagna (la Vergine Maria) sono riuscito a fare tutto ciò che ho e abbiamo fatto ... voi avete una grande fortuna a vivere qui, perchè la realtà è molto diversa però avete molti fratelli nell'altro continente che spero un giorno non debbano più vivere ciò che oggi vivono ... Solo una persona potrà veramente fare giustizia un giorno, e quella persona è Gesù Cristo ...”. Raul conclude la sua relazione ringraziando la generosità dell'Italia e ringraziando Giorgio “... La cosa più bella che ho conosciuto in Italia è stata Giorgio Bongiovanni”. Ed è a lui che lascia la parola che con parole taglienti per quella sete di giustizia che non trova ristoro, profetizza il futuro dei Paesi oggi ricchi: “I fratelli argentini ringraziano l'Italia ma presto sarà l'Italia a dover chiedere aiuto ai fratelli argentini!”. La sala è colma di persone, i nostri carissimi fratelli di Pordenone insieme ai nostri giovani della Funima sono costretti a chiedere in extremis un altra sala al piano di sopra che con un grande schermo proietterà tutta la conferenza in contemporanea. Immediatamente anch'essa, con nostra grande gioia, si riempie di persone. La nostra Miriam irradiatrice di dolce freschezza ringrazia Giorgio per averci insegnato il profondo valore della solidarietà e della collaborazione, passando poi a lui la parola. Giorgio Bongiovanni invita il pubblico a sostenere l'associazione Funima, sottolineando la trasparenza della stessa e del suo presidente e ricordando che aiutare e sostenere chi soffre significa seguire l'insegnamento cristiano. “Aiutare un’associazione vera e trasparente come quella del mio amico Raul Bagatello” continua Giorgio “non è solo sentirsi bene dentro ma è contribuire a lavorare in favore della vita, la vita dei bambini, il futuro della nostra stessa esistenza e di questo vi voglio ringraziare ...  Ricordiamoci che Cristo giudicherà dalle opere”. Forti emozioni hanno arricchito fino ad ora i nostri spiriti, ora è il momento dell'amaro “perchè la verità fa male” dice Giorgio “entreremo nel tema della mafia, dell'antimafia, della criminalità dei potenti, della situazione della magistratura, l'ultimo caso quello del dott. De Magistris, vi farete la bocca amara ma per poi gonfiarvi il cuore e darvi la forza di scendere in piazza a protestare, a fare qualunque cosa per migliorare la situazione catastrofica che viviamo oggi nel nostro paese”. Il discorso si incentra quindi sul cuore della conferenza: “... Ma perchè succede questo?” domanda Giorgio ad un pubblico attento e concentrato proseguendo con una logica incontestabile “Perchè ci sono trentamila bambini che muoiono di fame ogni giorno ... perchè questa miseria nel mondo, qual'è la ragione? Il dieci per cento della popolazione mondiale possiede tutte le ricchezze del pianeta ... Ecco la Giustizia scomparsa! Questa società opulenta e globalizzata che ci hanno inculcato tutti gli imperi, l'impero d'occidente, l'impero d'oriente, tutte le grandi politiche della liberalizzazione economica, hanno prodotto un risultato catastrofico. La colpa di chi è? Delle grandi multinazionali, dei grandi governi, delle mafie, di tutto questo sistema criminale integrato che regge il mondo. Ma quale mondo? Quello del dieci per cento, perchè l'ottanta per cento della popolazione sta morendo di fame ... dove non si possono risolvere i problemi attraverso una politica più o meno democratica e  mezzo corrotta, bisogna intervenire con le guerre, ma chi entra a vedere le statistiche della vendita delle armi nel mondo? Nessuno! La grande stampa nazionale? Avete mai letto sul corriere della sera il bilancio della vendita di armi dell'anno 2007? O avete letto una di queste news pubblicata dall'agenzia ANSA italiana? Spero che qui in sala ci sia un collega dell'agenzia ANSA che  più tardi dica: “Hanno detto a quel convegno che l'anno scorso sono stati spesi 1500 miliardi di dollari per la vendita di armi nel mondo. Il presidente Bush per salvare le banche americane ha obbligato, dopo vari problemi affrontati durante il congresso, a erogare 700 miliardi di dollari per salvare alcune banche americane, vi ricordate il crollo? Ecco, questa è Giustizia scomparsa, perchè l'economia in questo momento viene sorretta nel mondo, per quel poco rimasto, dalla vendita delle armi e dal traffico internazionale degli stupefacenti. E chi sono coloro che trafficano in droga? Le grandi criminalità organizzate. E allora la domanda: perchè lo stato italiano non riesce a sconfiggere la mafia? Qual'è la risposta? Lascio a voi dedurre la risposta del perchè lo stato italiano da 500 anni, ma soprattutto negli ultimi 50 anni, non riesce a sconfiggere la mafia ... La mafia, cari amici, è una grande, grandissima potenza economica mondiale, inserita all'interno degli stati, non tutti, ma quello italiano sicuramente si”. Giorgio Bongiovanni chiude così il suo intervento nella prima parte di questo congresso. Un discorso che non lascia spazio a dubbi, a incomprensioni, la Verità è oramai sotto gli occhi di tutti, purtroppo. La parola passa quindi al moderatore. Miriam presenta il prossimo relatore, Guido Barbera, presidente del CIPSI coordinamento di iniziativa popolare e di solidarietà internazionale. Un coordinamento che riunisce 46 associazioni, alla quale si è associata anche la Funima International, “Ci siamo associati perchè”, spiega Miriam, “è un coordinamento che apre le porte a qualsiasi associazione metta in atto azioni concrete e serie. Ma quando un coordinamento di ONG come il CIPSI va all'unione europea o al ministero degli affari esteri a chiedere fondi per i progetti delle associazioni che lavorano in Africa, in Asia e in America Latina i fondi non ci sono perchè c'è la crisi ma per salvare la cupola dei ricchi i fondi ci sono sempre”. Miriam presenta la relazione del presidente che si incentrerà principalmente su una delle campagne più forti affrontate dal suo coordinamento nel corso di 20 anni, alla quale ha aderito anche, appunto, la nostra Funima International impegnandosi a sensibilizzare l'opinione pubblica su questo gravissimo problema, si tratta della campagna “libera l'acqua”. Quest'anno però il colpo è stato veramente duro. In Italia l'acqua è stata privatizzata! La notizia è passata nel silenzio più assoluto. Il nostro “caro” parlamento infatti, il 5 agosto, mentre gli italiani erano in vacanza, ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112, scritto dal ministro Tremonti, dove nel comma 1 si afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Il governo Berlusconi  ci ha quindi delegittimato di questo bene primario e ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce e sarà gestita da multinazionali internazionali. Non ci sono parole per definire ciò che sta accadendo giorno dopo giorno in una società tanto folle e incosciente.
Il testimone passa alle immagini di un filmato che ci immerge nella bellezza, nella purezza, nell'indispensabile necessità di questo elemento della terra ... l'Acqua ... che vive ... che purifica ... che scorre ...  immagini che raccontano l'utilizzo dell'acqua in tutte le necessità dell'uomo, in tutte le popolazioni del mondo ... bimbi africani nelle rive dei fiumi ... bimbi che bevono, donne che lavano nei corsi d'acqua ... alle quali si sovrappongono le parole che la descrivono ... che spiegano ... che accusano ...
... acqua di vampiri planetari assetati, che privatizzano la sete altrui ... dalle loro limousine che sbandano passando sui corpi dei loro stessi figli quotati in borsa, che sanciscono il possesso dei bisogni ... e mettono un’etichetta, un prezzo su tutto ... su tutto ... e toccherà purè all'aria, se non possiamo bere non potremo respirare senza il loro consenso. ...  e sarai bendata acqua davanti a plotoni di esecuzione di governi corrotti e corruttori, loro ti vogliono uccidere e ucciderci, lo dobbiamo impedire in ogni modo costi pure quel poco di sensato che resta in noi, non possiamo venderti, non possiamo comprarti, sei il sangue limpido di nostra madre, il segno celeste di nostro padre, acqua che ti vorrei libera persino dal bicchiere qui sulle mie labbra che ormai faticano persino a pronunciarti ... acqua ...  acqua ... acqua ... acqua è la fonte che disseta, l'acqua è sacra, l'acqua è vita, rappresenta il bene indispensabile in ogni ciclo biologico, dall'acqua dipende la salute individuale e collettiva, troppo spesso diamo per scontata la sua presenza (1 persona su 4 non ha acqua potabile) noi viviamo in una società dove predomina l'economia di mercato, la competitività orienta tutte le scelte politiche economiche sociali e persino educative, il profitto diviene così l'unica regola ma l'acqua non è una merce .... l'acqua è un bene comune, patrimonio dell'umanità, (1 miliardo e 600 milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile ... nel 2050 oltre 4 miliardi di persone soffriranno di mancanza d'acqua ... 2 miliardi e 600 milioni di persone nel mondo non hanno accesso ai servizi igienico-sanitari di base ... i paesi ricchi consumano l'80% delle risorse idriche). La solidarietà è un principio che predilige la redistribuzione della ricchezza per il bene comune, la salvaguardia e la disponibilità dell'acqua per tutti rappresenta un’azione di grande rilievo, il futuro è una nuova narrazione dell'acqua, senza sprecarla e senza inquinarla. L'acqua è indispensabile in quanto è vita (la superficie del nostro Pianeta è coperta per il 71% dall'acqua, il 3 % è rappresentata da acqua dolce contenuta per il suo 50% nei ghiacciai. In Italia si perdono nelle condutture “colabrodo” 104 litri d'acqua per abitante al giorno, pari al 27 % dell'acqua prelevata) ... l'acqua è fluida, fluente, in costante movimento e in costante cambiamento ... è potenza espressa della natura, è veloce e precipitosa, in nessun momento è uguale a se stessa ... è espansione e profondità, bellezza  e armonia, è sessualità, fertilità, purificazione distruzione e rinascita ... l'acqua è estremamente adattabile passiva e ricettiva, scorre sempre verso il basso e prende tutto quello che trova, senza argini si dispera, porta la vita, la fertilità, dove va nasce qualcosa, spesso è imprevedibile, illogica, esplode in una creatività inaspettata ... sue sono le intuizioni e le istintualità .... (ogni 17 secondi un bambino muore per problemi legati all'acqua ) ...  i corsi d'acqua tendono ad incontrarsi ad unirsi a crescere insieme, l'acqua tende ai legami, all'unione. La comunicazione dell'acqua è profonda, completa .. le acque corporee trasportano trasformatori, ormoni, neurotrasmettitori, linfociti, a cellule ed organi, senza la comunicazione umorale il corpo non potrebbe funzionare come un insieme ... l'acqua vince cedendo, cambiando forma, adattandosi alle circostanze, aggirando gli ostacoli che incontra, ma inesorabilmente dalla sorgente in cui nasce pian piano giunge al mare diventando prima torrente, poi fiume in un processo di continua trasformazione che è la sua vera forza ... (Ogni anno 15 milioni di bambini muoiono o si ammalano a causa delle malattie che l'acqua infetta trasmette. L'assenza o la cattiva qualità dell'acqua in Africa e in Asia portano a morte ogni anno 3 milioni di esseri umani per dissenteria). Il sud del mondo non ha da bere, il nord spreca ...Ci si dimentica che l'acqua è patrimonio dell'umanità ... (disponibilità giornaliera di acqua per persona: USA 425 litri, Italia 250 litri, Francia 150 litri, Madagascar 10 litri) ... stiamo perdendo il rispetto, persino la confidenza con l'acqua ... Tutto è iniziato un giorno quando il tempo era splendido ma l'uomo del fiume non era allegro qualcosa si era spezzato, e quel qualcosa non stava lassù nell'imperscrutabile globale, ma stava davanti a noi, lo si vedeva da impercettibili segni sulle rive, non era il collasso del territorio, era qualcosa nella nostra testa, i bambini non giocano più nell'acqua e il fiume non ha più una storia da raccontare ... era il cambiamento dello stile di vita verso gli altri e più in generale verso il pianeta ... l'acqua è un diritto , l'acqua è sacra, l'acqua è di tutti...”. Il presidente Guido Barbera prende la parola ... il discorso inizia sul racconto di una situazione vissuta in India durante una piovosa giornata ... un albero era caduto in mezzo ad una strada e bloccava tutto il traffico ...  tanti uomini scendono dalle macchine e si fermano a guardare quanto accaduto, poi arrivano i  militari e anch'essi guardano questo grande albero in mezzo alla strada ... arriva un bambino, vede questa confusione e si avvicina all'albero e inizia a spingerlo, tentando di spostarlo, allora altri bambini arrivano e lo aiutano spingere, a quel punto anche i grandi decidono che forse quella è la soluzione più semplice e aiutano i bambini ... la strada viene quindi liberata per la gioia di tutti ... “Io  credo” dice il presidente del CIPSI “che i grossi problemi di oggi, nascano molto spesso da una nostra irresponsabilità, dall'aver talmente complicato il nostro modo di vivere che anche quando siamo di fronte a piccoli ostacoli ci spaventiamo e aspettiamo che ci sia qualcun altro a trovare la soluzione del problema. Probabilmente dovremo semplicemente recuperare ciò che nel Vangelo dice -Se non diventerete come bambini...-, cioè ritrovare la semplicità dell'essere bambino. I bambini, se li mettete insieme, giocano così come l'acqua che tende ad incontrarsi, parlano tra di loro anche se parlano lingue diverse mentre noi grandi creiamo sempre barriere, ostacoli, aspettiamo sempre che ci sia qualcun altro ... la giustizia io credo che nasca innanzitutto da un senso di responsabilità nell'approccio con l'altro ... sono io persona che poi decido se voglio guadagnarci dall'altro o se voglio trovare il modo per vivere bene insieme all'altro e purtroppo le tendenze oggi sono che vogliamo guadagnarci, vogliamo sempre guadagnarci di più ... allora dove sta il problema? Sta nel nostro modo di relazionarci con gli altri. Il diritto nasce da un contesto di società, di collettività, non di individualismo e se noi ci approcciamo con il concetto di avere di più è difficile che rispettiamo il diritto dell'altro ...   entro il 2010 la gestione dell'acqua sarà tutta privatizzata ... l'acqua purtroppo è un business spaventoso proprio perchè ne abbiamo bisogno per vivere ... la Francia è il paese per eccellenza padrone dell'acqua perchè le grandi multinazionali che gestiscono l'acqua nel mondo sono francesi eppure il sindaco di Parigi ha di recente avviato  un progetto di ripublicizzazione dell'acqua, allora mentre un sindaco di una città come Parigi torna indietro comprendendone l'importanza, noi confermiamo invece che l'acqua deve essere per forza privatizzata. È una questione di scelte politiche ma anche di responsabilità ... è necessario un punto di equilibrio tra il troppo e il niente che è per il nostro benessere. ... vi è un livello di responsabilità di ogni singola persona. ... Fra tre giorni ricorderemo i sessant'anni della dichiarazione della carta dei diritti umani ... il problema sta però nel fatto che questa carta non è rispettata in nessun paese del mondo. Il diritto all'alimentazione, il diritto alla sanità, il diritto all'istruzione, sono diritti dichiarati sulla carta, il diritto all'acqua abbiamo chiesto per la seconda volta che venisse inserito invece niente ... non vi sarebbe il ritorno economico!!! ... noi dovremo rispondere ad una domanda: è vero o non è vero che tutti gli esseri umani nascono con la stessa dignità, con gli stessi diritti? Così com'è il mondo oggi, no, non esiste questa dignità uguale per tutti gli esseri umani e questo è molto grave perchè se già dalla nascita non vi è una uguale opportunità per tutti, io credo che non potremmo mai avere civiltà, non potremmo avere giustizia, perchè per avere civiltà dobbiamo avere rispetto delle persone, riconoscimento dell'altro, una capacità di dialogo, di incontro, recuperare i valori dello stare insieme, una società che ruota intorno ad interessi non potrà mai essere civile, ma solamente incivile, e inciviltà significa ingiustizia, significa Giustizia scomparsa. Dobbiamo creare una catena che possa trasformarsi in una politica diversa, ma questa politica la dobbiamo fare tutti insieme, non è una delega in bianco ad alcuni amministratori, alla politica, ecc, ma è la nostra capacità di trovare un punto di equilibrio per vivere in una civiltà, per poter vivere bene insieme. La responsabilità non è solo dei politici quindi ma anche dei cittadini, è una responsabilità che dobbiamo assumerci se vogliamo cambiare questo volto e lasciare ai nostri figli non solo l'acqua come bene comune ma anche le altre risorse del pianeta e dei valori sui quali veramente si possa fondare una vera civiltà”.
Il primo tempo di questa nuova edizione del Funima Day termina così. Tante parole, tante immagini, tante emozioni, che speriamo porteranno nuovi frutti perchè il carico della responsabilità del sapere è pesante sulle nostre spalle, deve essere alleggerito con i nostri frutti, con le nostre nuove idee che producano cambiamento, che spingano contro quella corrente distruttiva che dilaga, che soffoca, che uccide. Gli applausi accompagnano il termine di questa prima parte ma prima di chiudere, un fuori programma ci viene anticipato da Miriam con la presentazione del presidente dell'associazione Naomi Sart, Mauro Stefanuto, che dedica a Giorgio e alla Funima, attraverso la poesia, alcuni pensieri sulla Giustizia spiegando che molti artisti esprimono la sete di giustizia con la propria arte. E infine Mara, che desidera esternare il ringraziamento a Giovanni e Miriam dicendo che finchè ci saranno giovani come loro capaci di coordinare un'associazione e di trascinare gli altri, noi adulti abbiamo solo il dovere, oltre che la gioia, di aiutarli ed appoggiarli. Giorgio invita quindi suo figlio Giovanni, impegnato dietro le quinte con la regia, per un saluto al pubblico che gli dedica un applauso.

Nel piccolo break che da modo alle persone di rifocillarsi per qualche minuto e di prendere respiro abbiamo modo di poter scambiare i commenti con i nostri amici, fratelli e collaboratori dell'associazione il Sicomoro che hanno allestito all'entrata un bellissimo stand, ricco di colori e di materiale informativo e oggetti offerti per la raccolta fondi in favore dei bambini della Funima. Un momento che ci dà la possibilità di darci un’idea di quanta gente è presente, gente che sale al primo piano, altri che scendono ... ma giunge l'ora del secondo tempo, tutti prendono nuovamente posto. E i posti a sedere sono nuovamente al completo.

Il presidente del Sicomoro da inizio a questa seconda parte del congresso con un impeto ed un’energia di uno spirito eternamente giovane e combattente. Un combattente al servizio del Re Supremo, Gesù Cristo, al servizio dei Suoi Sacri e intravalicabili valori. Domenico Santin sprona le anime presenti ad avere una maggiore forza, spinge la gente ad una reazione perchè non si può accettare che vengano approvate leggi come quest'ultima sulla privatizzazione dell'acqua, perchè le cose devono cambiare e solo con la volontà e l'azione si possono ottenere i risultati. Emozionato ed onorato per la presenza di Salvatore Borsellino rivolge lui un sentito ringraziamento.

La caporedattrice del giornale Antimafia Duemila, Anna Petrozzi, modera il secondo tempo dell'incontro con la sua consueta aristocratica serietà  e  delega la spiegazione della motivazione dell'assenza del dottore De Magistris, altro atteso ospite della serata, al direttore Giorgio Bongiovanni che prende nuovamente la parola: “Il dottore De Magistris nonostante non sia qui fisicamente è  comunque presente perchè solidale con la nostra iniziativa”. Il direttore trasmette le scuse del Magistrato all'attento pubblico di Pordenone con la promessa della sua prossima presenza ad un nuovo futuro incontro. La spiegazione dell'assenza: “In questo momento non posso parlare”. Giorgio spiega a tutti i presenti che purtroppo, dopo gli ultimi avvenimenti che lo avevano riguardato, qualsiasi frase il magistrato avrebbe pronunciato sarebbe stata immediatamente strumentalizzata dal potere o da chi vuole zittirlo e forse anche ucciderlo così come è stato ucciso il giudice Paolo Borsellino che ai suoi tempi viveva le medesime situazioni ... il problema reale è che il dottor De Magistris attraverso le sue inchieste aveva scoperto i fili di un intreccio tra personaggi massonici, politici, fino a giungere persino a ministri che tessevano affari illegali con i soldi dell'unione europea e dello stato italiano. Dopo essere riusciti a strappargli di mano le sue inchieste, quindi, accusandolo di colpe inesistenti, la procura competente, sotto richiesta dello stesso magistrato, ha indagato sul fatto avvenuto dimostrando come al Dottor De Magistris sia stato realmente impedito dai suoi superiori di proseguire con le sue indagini, in questa accusa sarebbero coinvolti lo stesso csm, i magistrati della sua stessa procura e soprattutto i suoi superiori. Apparentemente quindi questa nuova indagine della procura di Salerno dimostrerebbe che sia stato armato un complotto contro di lui.

Anna Petrozzi prende la parola sottolineando il grande privilegio di poter ricevere delle vere informazioni e puntando il dito sulla gravissima responsabilità dell'informazione come una delle cause che determinano l'ingiustizia sociale. L'informazione che giunge alla gente infatti purtroppo è manipolata, alterata, e le persone determinano le proprie scelte, le proprie opinioni, andando a votare  sulla base di queste informazioni. “Veniamo continuamente ingannati” prosegue la caporedattrice “a meno che non ci siano persone intraprendenti che non si arrendono e, seppur con difficoltà, la verità se la vanno a cercare da soli. La mia opinione è che il fatto che oggi De Magistris non può  essere qui a parlarvi in un convegno in cui comunque si parla di bambini è una vera ingiustizia. Perchè l'articolo 21 della nostra costituzione sancisce che ognuno di noi è libero di parlare, invece oggi un magistrato che ha semplicemente fatto il proprio dovere non si è potuto esprimere, probabilmente non sarebbe mai entrato nei termini della vicenda che lo vede coinvolto ma voi avreste avuto il diritto di sentire quello che lui aveva da dirci. Noi dobbiamo pretendere di sapere le cose”. La dottoressa Petrozzi rivolge quindi la domanda a Giorgio Bongiovanni: “Direttore cosa significa che la giustizia e scomparsa?”.
Il direttore di Antimafia duemila, Giorgio Bongiovanni, prende quindi ancora la parola: “Giampiero Fiorani è un banchiere, ex presidente del banco di Lodi, ed è stato condannato a tre anni di carcere per corruzione, tangenti, truffa, ecc. Si è dichiarato reo-confesso. Questo banchiere dice ai giudici qualcosa che la stampa italiana ha praticamente ignorato tranne un libro di un collega che si chiama Malagutti, tranne piccoli lanci di agenzia ripresi dalla repubblica, piccoli trafiletti, mentre di tutte le altre dichiarazioni di Fiorani sono stati riempiti i giornali ...  Giustizia scomparsa e Informazione scomparsa quindi ...
- Io ho perso ogni tipo di credibilità, di referenza con la Chiesa – spiega Fiorani al pubblico ministero Fusco – Mi dispiace dirglielo, l’ho persa completamene… (…) L’ho contestato al Cardinale Re, che ho rivisto, l’ho contestato ad altri personaggi perché ho detto: ‘Voi siete un’associazione che è la peggiore che c’è al mondo, no un conto è la fede, un conto è la Chiesa’ (…) ‘Voi vedete uno che vi dà i soldi, come io vi ho sempre dato i soldi in contanti, contabile che ho, ma andava tutto bene. Dall’altra parte quando una persona poi è in disgrazia, non fate neanche una chiamata a sua moglie per sapere se sta bene o male’. Io l’ho apertamente detto. Sa cosa mi hanno risposto? Che la chiesa è fatta di uomini e gli uomini sbagliano”-.
Lo sfogo prosegue con una confessione e una pseudo minaccia di vendetta: -… io contesterò nelle sedi opportune… perché io i primi soldi neri li ho dati al Cardinale Castillo Lara, quando ho comprato la Cassa Lombarda. Che mi ha chiesto di dargli 30 miliardi delle vecchie lire possibilmente su conto estero, non sul conto del Vaticano. Io allora beh, tranquillo, con Mazza dico: ‘Allora, mi dia il conto del Vaticano che bonifichiamo la somma’, ‘No, bonifichiamo Bsi (Banca Svizzera Italiana) Lugano, mi dice’-. Alle domande del pm Fiorani chiarisce tutto l’antefatto. Una quota della Cassa Lombarda, il 30%, è di proprietà dell’Aspa (Amministrazione del patrimonio della sede apostolica) di cui dal 1989 è presidente il cardinale venezuelano Rosario Josè Castillo Lara. Il quale, secondo la ricostruzione del banchiere, avrebbe chiesto di far transitare il denaro tramite conti esteri per farlo poi depositare in un conto presso la Bsi di Lugano. La quota del Vaticano fu infatti prima intestata ad una società della Banca Svizzera poi girata alla famiglia Trabaldo Togna proprietaria della Cassa Lombarda che poi avrebbe venduto alla Lodi.
Così Fiorani trasferisce con un bonifico bancario i 30 miliardi delle vecchie lire su questo conto svizzero e aggiunge al magistrato: “Ci sono tre conti del Vaticano (alla Bsi di Lugano ndr.) che erano su penso, non esagero, dai due ai tre miliardi di Euro.!”.
Inutile dire che non è stato possibile effettuare alcun accertamento sulle dichiarazioni di Fiorani che riguardano la finanza Vaticana come in nessuno dei casi che in passato hanno coinvolto i vertici porporati. Intoccabili, ingiudicabili, improcessabili, qualsiasi sia il crimine o l’ingiustizia da loro commessa.“Voi l'avete letto da qualche parte questo?” Chiede Giorgio disgustato “No” risponde lui stesso. “Allora io chiederei al pm -Mi scusi dottore ma avete fatto le indagini?” E lui mi risponderebbe: -Si ma non abbiamo trovato i riscontri per cui non possiamo mettere sotto inchiesta i cardinali-. ... Giusto!” dice Giorgio, “ma la stampa? Perchè la stampa non ne ha parlato? Ecco, questi sono i poteri forti. Il pentito Francesco Marino Mannoia al giudice Falcone e al giudice Borsellino rivelò che parte dei soldi della mafia venivano riciclati nel banco del Vaticano. I giudici si attivarono a fare le indagini ma poi vennero fermati ... quando  attacchi i poteri forti, il sistema integrale criminale che governa questo paese ti uccide o ti tappa la bocca o ti ignora ...”. Giorgio invita il pubblico alla lettura del libro “Il ritorno del Principe” di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato, per poter capire la situazione del nostro paese, leggendone un piccolo stralcio: “Non è vero che la mafia è quella che si vede in tv e che i corrotti e i criminali sono una malattia della nostra società, qui in Italia la corruzione e la mafia sembrano essere costitutive del potere, a parte poche eccezioni. La costituzione ad esempio, che dobbiamo difendere anche con i bastoni nei fondamenti basilari, ... anche le stragi sono utili alla politica del principe, il principe è il sistema di potere delle banche dell'alta finanza della politica, massoneria deviata, servizi segreti, ecc ci sono i volti presentabili di Totò Riina,  Lo Piccolo, Provenzano ... la mafia è la borghesia mafiosa che si presenta nei grandi salotti buoni e riesce a piazzare i suoi uomini in parlamento ma il potere e la mano sono gli stessi ...”. Il direttore del giornale antimafia conclude: “Quando voi vedete un signore a 89 anni che si chiama Licio Gelli (“maestro venerabile” della Loggia Massonica P2 ndr) in televisione che dice: -noi avevamo nelle mani il paese, avevamo i carabinieri, i magistrati, i servizi segreti, otto ministri in parlamento- e poi dover ascoltare il messaggio che lancia questo personaggio: -io gli immigrati li metterei nei campi di concentramento-”. “Allora” dice Giorgio “pensiamo bene al significato di questa frase ... e se vogliamo veramente fare qualcosa dobbiamo unirci, al di là di tutte le ideologie, per salvare il nostro paese da una eventuale, prossima, quasi decisiva, feroce dittatura mascherata con il nome di democrazia”.
Il grande applauso accoglie le chiare e forti parole di Giorgio, parole che tagliano perchè supportate da prove, parole che smascherano e parole che consolano. Consolano gli assetati di Giustizia come Salvatore Borsellino fratello del Giudice Paolo Borsellino che Giorgio è onorato di avere al suo fianco ancora una volta e che inizia il suo intervento accolto dall'applauso caloroso del pubblico in sala. “Io ringrazio innanzitutto Funima che avevo conosciuto a Palermo a palazzo Steri a luglio di quest'anno quando abbiamo parlato insieme con Giorgio durante la conferenza dal titolo: -La seconda repubblica fondata sul sangue di Falcone e Borsellino- e questo ce lo dobbiamo ricordare perchè è la verità”. Leggiamo sul suo volto, visibilmente provato, tutta la sofferenza, la rabbia e lo sconforto per le troppe ingiustizie subite, troppe, ma lo vediamo anche profondamente commosso: “Io oggi ero venuto qui per parlare” dice con la voce rotta dall'emozione, “invece ho ascoltato ... e dopo aver ascoltato vi giuro che non so più parlare, perchè mi sento inadeguato, perchè io sono qui a parlarvi della giustizia scomparsa, della giustizia che cerco per mio fratello, che tutta l'Italia cerca per mio fratello ... però dopo vedo quei bambini sulle Ande e vedo sulle loro facce i segni di quello che soffrono, vedo quei bambini che vivono senz'acqua, quei bambini che muoiono per il freddo, per la mancanza d'acqua ... e allora se anche io riuscissi a trovare giustizia per mio fratello ... mi chiedo: ma a che cosa servirebbe se poi ci sono quelle ingiustizie? Non servirebbe a niente! Prima ho avuto l'impulso di andare ad abbracciare Raul  mentre lui parlava e mentre vedevo quelle immagini e io ti giuro Raul” la voce rotta da un pianto trattenuto “non riesco proprio più a dire niente pensando a quelle che sono le vere ingiustizie ... quelle sofferenze di quei bambini ci sono da secoli e purtroppo ci continueranno ad essere per secoli ... allora io dico: cosa sto a cercare giustizia per un fatto contingente, per l'Italia, quando poi nel mondo continuano ad esserci queste cose ... ti giuro che lascerei tutto e verrei a lavorare con te ...” e Salvatore continua nella sua confessione pubblica ... in quella sua umiltà della quale avremmo tutti tanto da imparare ... nella sala il silenzio assoluto ...  percepiamo quel dolore, quella disperazione, quella rabbia, quella incolmabile sete di Giustizia ... “Nella mia vita ho fatto scelte egoistiche perchè a 27 anni sono andato via dalla Sicilia, volevo allontanarmi da un ambiente in cui pensavo di non poter vivere ... dover chiedere dei favori per poter trovare un lavoro e poi a mia volta dover restituire i favori  ... pensavo di non poter far crescere i miei figli in una terra come quella ... ma ho fatto solo una scelta egoistica che non è servita a niente, quel cancro dal quale io credevo di scappare è un cancro creato in conseguenza al fatto che lo stato ha abbandonato quelle regioni, la Sicilia, la Puglia, la Calabria, la Campania, ecc, le ha abbandonate al controllo della criminalità mafiosa e le ha abbandonate per poter ottenere quel serbatoio di voti che poi sono serviti per governare e per questo sono andato via, sono scappato, ed ora mi ritrovo tutto ... da Palermo a Milano ... andando in giro mi ritrovo nello stesso ambiente in cui mi trovavo quaranta, cinquant'anni fa a Palermo, perchè allora noi vivevamo a Palermo ...  lo stesso mio fratello nella sua ultima lettera parla di quella colpevole indifferenza (che io mantenni fino ai quarant'anni) ... è questo quello che diceva di se stesso, perchè forse non ci rendevamo conto, pensavamo che ci fosse una guerra tra mafie che si sparassero tra di loro, non ci rendevamo conto cosa era il marcio che c'era in quella terra. Oggi io vado in giro e mi rendo conto di come questo cancro sia andato in metastasi e abbia pervaso oramai tutta l'Italia, tutti i paesi, dove pensate che vengano impiegati i capitali della mafia ... vengono reciclati qui al nord dove c'è ancora ricchezza, anche se il futuro che vediamo in prospettiva non è dei migliori, questi immensi capitali vengono reciclati attraverso operazioni che sembrano lecite, acquisizioni di aziende, supermercati, ecc., vengono impiegati nella corruzione dei politici per poter ottenere gli appalti, esattamente ciò che succedeva anni fa in Sicilia ... e quando parlo con la gente vedo che non si sono resi conto che la mafia ce l'hanno lì, alle porte di casa, e anche qui adesso gli appalti si assegnano attraverso questi meccanismi ... quello che è diventato il più grosso business di oggi è il trattamento dei rifiuti, ed è così che ci avvelenano. E pensate che chi acquisisce queste aziende per reciclare dei capitali abbia poi a cuore la sorte delle persone che lavorano in queste aziende? Non gli interessa nulla di nessuno e da qui poi la cassa integrazione, gente che viene licenziata, ditte che falliscono, certo non si vedono i morti nelle strade, ma cosa credete che perdere il lavoro a cinquant'anni non sia peggio che morire? ... voi non le vedete queste cose ma rendetevi conto che è così, reagite perchè altrimenti fate la stessa scelta egoistica che ho fatto io a ventisette anni ... non si scappa ... bisogna reagire ... bisogna reagire ... Una volta io parlavo di indifferenza, dicevo che il cancro peggiore era l'indifferenza, oggi siamo giunti a qualcosa di molto peggiore, siamo giunti all'assuefazione, oggi possiamo sentire qualsiasi notizia e nessuno fa niente, non c'è reazione ... sempre che riusciamo a sentirla la notizia perchè oggi la stampa in Italia è una stampa omologata non è assolutamente libera, ma non perchè qualcuno gli dice questo puoi scriverlo e questo no, come magari in passato, ma si è automologata per poter fare carriera o per non essere cacciati via, ecc ... io mi sto rendendo conto che siamo un popolo di servi, siamo un popolo di schiavi ... ci trattano come analfabeti e forse lo siamo se non siamo capaci di reagire ... I programmi politici in Italia sono ormai cose studiate negli studi di marketing dove si mette quello che la gente si vuole sentire dire... mai c'è stata in Italia una volontà autonoma dello stato di combattere la criminalità organizzata, lo stato ha sempre fatto affari, ha sempre lavorato insieme alla criminalità organizzata. Ci parlano di antistato ma la mafia non è un antistato, quell'antistato è dentro lo stato ed è riuscita ad arrivare ai vertici delle istituzioni”. Salvatore Borsellino prosegue con un impeto che travolge chi gli sta di fronte, la forza di Paolo è con lui, dice che nonostante oggi non vorrebbe parlare sente il dovere di farlo per tutte quelle sedie vuote che in questi decenni si sono create ... la sedia di Falcone ... la sedia di Borsellino ... la sedia di Dalla Chiesa ... Pio La Torre  ... Padre Puglisi ... il Giudice Signorino ... Peppino Impastato ... e ancora tante tantissime altre ... un vuoto che fa rumore ... un vuoto che grida Verità e Giustizia ... “Oggi per poter fare il proprio dovere un giornalista o un magistrato o chiunque deve per forza diventare un eroe ... anche se non si possono più chiamare neanche eroi”, questo appellativo viene usato ai tempi d'oggi purtroppo per esaltare altre “tipologie” di persone... si sofferma sul caso De Magistris, Salvatore, avvallando  e sottolineando i concetti espressi antecendentemente dal direttore di Antimafia Duemila Giorgio Bongiovanni, accusando fortemente il CSM, organo regolatore delle procure, purtroppo asservito anch'esso al potere, accusando il presidente della repubblica che dovrebbe garantire la salvaguardia della nostra Costituzione, oggi seriamente in pericolo ... “Purtroppo” continua Borsellino, “lo stato in cui è oggi la nostra giustizia, in particolare il CSM, organo di governo della magistratura, è devastante ... piena di giudici corrotti, giudici massoni, giudici arrivati ad occupare quel posto solamente grazie alla carriera, servendo altri giudici come il caso di Corrado Carnevale che è riuscito a far annullare 500 processi di mafia dopo anni di lavoro e uomini uccisi per portare avanti quelle indagini ... i processi venivano annullati per una fotocopia mancante, per una virgola in meno, e cose di questo genere ...”, prosegue con la sua denuncia Salvatore come un fiume in piena, raccontando fatti sconcertanti vissuti nel passato durante il lavoro in procura di suo fratello Paolo prima che venisse barbaramente assassinato ... una strage di cui ancora non si conoscono  neanche i nomi degli esecutori ...  Salvatore parla dei troppi punti oscuri nelle indagini ... punti ... luoghi e persone che non si possono toccare ... “Quest'anno io ho giurato che andrò in via d'Amelio con l'agenda rossa in mano insieme a tutti quelli che vorranno venire con me e poi andremo a palazzo di giustizia e poi davanti alla sede della prefettura a sventolare l'agenda rossa, a chiedere dov'è quell'agenda rossa ... perchè è su quell'agenda rossa che è stata sottratta che oggi si basano i ricatti incrociati  e non permetterò a certa gente di mettere corone di fiori, se vogliono mettere corone che vadano a metterle altrove”. Un lungo applauso scroscia improvviso, le circa 500 persone presenti che riempiono le due sale, al primo e al secondo piano, si alzano in piedi, viene onorata la memoria di troppe morti innocenti per il valore della Patria, di una patria che non li ha saputi proteggere, tutelare, di una patria che li ha uccisi ... tutti sono in piedi per unirsi al sentimento di Salvatore Borsellino, un sentimento che brucia dentro come il fuoco ... il fuoco della rabbia ... il fuoco di quel desiderio di Giustizia che anima i Giusti, che anima la gente onesta ... Salvatore, anche lui in piedi, grida i nomi di quei giovani ragazzi morti accanto a Paolo ... e ancora continua: “Stanno cercando di distruggere anche l'istruzione facendola diventare privata, stanno togliendo i fondi all'istruzione, i nostri ragazzi l'hanno capito e sono andati nelle strade ma sapete cosa ha detto un nostro ex presidente della repubblica? Per ciò che ha detto tutto il paese si sarebbe dovuto indignare ...  io credo che i nostri ragazzi non si meritino quelle manganellate ... io credo che siamo noi che ci meritiamo quelle manganellate perchè siamo noi che abbiamo consegnato a questi ragazzi un paese senza futuro ... siamo noi che costringiamo a mandare questi ragazzi a lottare per il loro futuro, un futuro che non hanno ... noi meritiamo quelle manganellate per questo disgraziato paese che noi abbiamo consegnato ai nostri figli”. Una mano sulla fronte ... il volto provato, la disperazione di un giusto che grida ancora grida: Giustizia!

Un lungo, lunghissimo applauso conclude la relazione di Salvatore Borsellino, Giorgio lo abbraccia  come a volerlo consolare, a volergli togliere un po' del suo dolore.
Non ho da aggiungere molte altre parole alle parole di Salvatore” conclude Anna Petrozzi “ma vorrei solo dire una cosa: è vero che in Italia c'è molta poca informazione ma una volta che ce l'abbiamo, abbiamo una responsabilità su quella informazione e questa sera volenti o nolenti, questa responsabilità ce l'abbiamo tutta”. Giorgio chiude quindi l'incontro ringraziando Salvatore Borsellino per la sua presenza, la Funima, i ragazzi dell'organizzazione, esprimendo la speranza che la gente possa veramente far nascere dentro quella sana rabbia che spinge all'azione, alla volontà del cambiamento.

Una forte denuncia è stata fatta ... tanti fondi per i nostri bambini delle Ande sono stati raccolti.
Una nuova giornata di buoni frutti.

Con tutto l'Amore
Sonia Alea

Sant'Elpidio a Mare, 17 gennaio 2009

L'UNIONE DEI FRATELLI ARAT - RA

Un delizioso vestitino corto scopre le sue tenere e paffutelle gambette. Le guance rubiconde, le mani aperte verso la Celeste Madre che di fronte a lei, in un  intimo colloquio, sembra affrontare seri discorsi di grande preoccupazione per il mondo. È una tenera bimba che ha da poco compiuto il suo primo anno di vita sulla terra. In punta di piedi parla con la sua Madonnina. “Mamma cosa dobbiamo fare? Come possiamo aiutare questa umanità?” sembra dire. È la emozionante immagine ritratta in una fotografia pubblicata su un giornale, di una bimba che parla con la statua di una bellissima Madonnina situata nel giardino della sua casa. Un’immagine che riempie il cuore di profonda emozione e che non ha bisogno di ulteriori commenti. Non è la prima immagine di questo
tipo che vediamo, quante volte abbiamo scorso i nostri bambini in atteggiamenti di tenerezza e di preghiera verso le immagini di Gesù e della Santa Vergine Maria. 
La purezza dei bambini ... la loro spontaneità ... il loro parlare con il cuore ... la loro spontanea sintonia con la vita che si manifesta ... I bambini ... da amare ... da proteggere ... da tutelare ... da seguire ... da ascoltare ... osserviamoli e impariamo da loro, tutti i giorni. Lottiamo per loro, troviamo la forza di superare le nostre limitazioni per loro, troviamo la volontà di sacrificarci per loro ... per il loro futuro. Per i nostri preziosi figli ... per i nostri stupendi bambini della Funima, per tutti i bimbi che vivono in Argentina, in Paraguay, in Uruguay, in Cile, in Messico, per i bambini italiani, per quelli che vivono in Africa, per quelli che hanno scelto di nascere in Asia, per quelli che vivono in Russia, per coloro che vivono in Australia, nei Paesi Arabi, nel resto dell'America e in tutto il mondo ... perchè tutti sono i nostri figli, figli della nostra casa, figli della nostra Terra, figli della nostra Madre, Myriam. Custodiamo i figli che ci sono stati affidati dal Cielo, quelli venuti dal nostro sangue e coloro che ci sono stati messi accanto, con tutto l'amore di cui siamo capaci ... parliamo con loro ... non sfioriamoli MAI per ammonirli, neanche con un dito, non sono quelli i metodi per dare loro un insegnamento ma fermiamoci ad ascoltarli, tranquillizziamoli, guardiamoli negli occhi e parliamo loro con sincerità, come se stessimo parlando con un adulto perchè loro sono più adulti di noi. Ogni schiaffo, ogni sculacciata data loro, anche se potete pensare sia fatta per amore, è una nuova lancia che trafigge il cuore di Gesù. Lui, il nostro amato Maestro, vero Uomo, vero Compagno, vero Figlio, vero Fratello, vero Padre,  Maestro di profondo Amore e di vera Giustizia, ha parlato di loro con grande tenerezza, grande chiarezza e grande severità ... “Allora gli furono portati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li sgridavano.  Gesù però disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli». E dopo avere imposto loro le mani, se ne partì (Matteo 19,13).
In quell'ora i discepoli si accostarono a Gesù e gli chiesero: «Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?». E Gesù, chiamato a sé un piccolo fanciullo, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico: se non vi convertite e non diventate come piccoli fanciulli, voi non entrerete affatto nel regno dei cieli. Chiunque diventerà piccolo come questo fanciullo, sarà il più grande nel regno dei cieli.  E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me.  Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare” (Matteo 18,1).
I bambini sono gli Angeli che Gesù ha mandato in mezzo a noi, i Suoi Angeli, non dobbiamo dimenticarlo mai. E dobbiamo avere piena coscienza della grande, immensa responsabilità che noi genitori ci siamo assunti nel ricevere in dono la loro tutela. I nostri figli non ci appartengono perchè appartengono alla Sacra Creazione, allo Spirito Santo, ma abbiamo avuto l'onore e il privilegio di avere nelle nostre mani la loro custodia, la custodia dei loro preziosi spiriti. Abbiamo il dovere quindi di custodirli e di farli crescere guidati dagli insegnamenti universali che ci sono stati lasciati in eredità dal Cristo e che i fratelli delle Stelle ci esortano a realizzare e seguire continuamente. Abbiamo il dovere di far crescere i nostri figli circondati dal nostro amore, dall'amore dei genitori, dall'amore della comunità in cui vivono, in un clima di serenità e di pace. Ricordiamoci che i bambini hanno solo il diritto di chiedere e noi  adulti solo il dovere di dare a loro. Solamente quando riusciamo a fare questo possiamo permetterci ed avere l'onore di lavorare per la nostra Opera, di servire una causa giusta, altrimenti tutto ciò che facciamo non ha alcun senso. Il Cielo prima di tutto ci chiederà conto della nostra presenza, della nostra primaria missione accanto ai nostri figli. Di quanto noi abbiamo saputo dare loro, di quanto li abbiamo tutelati. Non è questione di tempo. È questione di qualità. Nei giorni di questo tempo i nostri bambini muoiono per fame, per malattie, a milioni ogni giorno, soffrono per le inaudite violenze inferte sui loro corpicini indifesi da adulti perversi e assassini ... tutta la pena, il dolore e la compassione che sentiamo per questi piccoli martiri trasformiamoli in amore, dedizione, cura e attenzione nei confronti dei nostri figli, dei bimbi che ci sono accanto e di coloro che ci sono stati affidati. Con il sentimento che ogni carezza data a loro è una carezza rivolta a tutti i bambini del mondo. “Se non diventerete come bambini non entrerete nel regno dei cieli” ... con il cuore di un bambino puro e spontaneo che è capace di incantarsi guardando un filo d'erba  o una goccia di rugiada,  lasciando da parte la razionalità umana spesso ingannatrice e fuorviante, possiamo avvicinarci ai piedi di quella croce e prepararci a vivere la Santa Comunione degli Spiriti cari al Cristo.
A Montevideo, in Uruguay nel mese di novembre abbiamo vissuto una comunione nel comedor “Un rayo de Luz” tra i bambini venuti per consumare il pasto della merenda-cena offerto ogni giorno nei tavoli benedetti della deliziosa mensa creata da Giorgio e Raul. Custodita, seguita e portata avanti dalla Cara Elena, Ariel e dalla loro dolcissima figlia e poi da Chacho, Alicia, Daniel e i fratelli di Montevideo, di Maldonado e delle altre arche in Uruguay. Mentre Giorgio documenta, davanti alla telecamera tenuta dalla nostra Sole, le migliorie fatte alla mensa con l'acquisto dello scaldabagno, del lavandino per lavarsi le mani, ecc. noi approfittiamo, insieme agli altri fratelli presenti, di quel momento per condividere con i bambini, che nel mentre sono arrivati numerosi, alcuni attimi insieme. È una gioia stare in mezzo a loro, gioire insieme a loro mentre si preparano alla comunione della mensa, scherzare e ridere con loro mentre guardano i loro volti, le loro espressioni nelle fotografie appena scattate ... tuffarsi nei loro sorrisi pieni di vita ... nei loro occhi pieni di speranza ...  nei loro sguardi tutti diversi, ma ciascuno unico nella sua bellezza ... specchi d'infinito amore ... purezza sublime ... perle adagiate sul fango di questa ingrata e assurda società.
Una comunione vissuta anche nella sede di “Un punto en el infinito” nell'ultima riunione dell'arca prima di partire per la città di Rosario ... le parole di Giorgio sulla responsabilità delle arche di questa terra che rappresenta la sua seconda casa, un faro di Luce, punto di riferimento, punto di forza per tutte le arche dell'America Latina ...  le raccomandazioni di un padre verso i suoi figli per i prossimi mesi di attesa ... per il procedere del cammino sempre più irto, sempre più intenso e carico di maggiore responsabilità ... il suo saluto, il nostro saluto ai carissimi fratelli di Montevideo, di Maldonado, di Fray Bentos, che rappresentano tutti i fratelli della benedetta terra di Uruguay ... e poi il pane e il vino benedetti dal Calice Vivente ... dal sigillo di quei segni che ci portano inevitabilmente dinanzi al sublime valore trascendente della croce, al suo profondo significato ... ai Suoi piedi ... ci accostiamo a quel pane e a quel vino e quegli indelebili attimi, scolpiti nel tempo, ritornano ancora una volta a noi ...  Gesù-Cristo. Quel volto divino di una bellezza affascinante e insuperabile, il corpo alto, di una regale maestosità, impossibile da paragonare, maestoso, fiero ed imponente in grado di emanare una tale bellezza e forza divina da incantare gli elementi della natura che si inginocchiano al Suo cospetto obbedendo al Suo volere ...  Durante l'ultima cena vissuta insieme ai suoi apostoli con le Sue incantevoli mani prese il pane e pronunciata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro dicendo: “Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati. Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio”... Lui è in mezzo a noi. La profondità del momento ci commuove fino alle lacrime. L'unione dei nostri spiriti aureolati dalla Sua folgorante Luce d'Amore. Niente può darci una gioia e un senso di pienezza più grande. E così ci apprestiamo a partire con dentro il cuore ciascuno di loro.
Arriviamo a Rosario in occasione dell'incontro di tutte le arche dell'Argentina prima della partenza di Giorgio e nostra insieme a lui, per l'Italia, dalla nostra amata famiglia. Ci accompagnano in questo viaggio, Erika, Georges e il piccolo Giorgio David. Siamo felicissimi di poter riabbracciare Juan Alberto questa volta insieme ai suoi amati figli, Valeria, Flavia e Nicolas, di riabbracciare Ines, Giorgina, Vanessa, Andres, e tutti gli altri carissimi fratelli di questa benedetta città, una città che ha partorito un'arca molto speciale, un arca giovane ma carica di entusiasmo e di un amore fraterno che ci commuove. Innamorarsi del messaggio e del messaggero è importante e fondamentale ma se non ci si innamora dei propri fratelli vedendo il Cristo attraverso di loro non si può proseguire nel cammino non riusciremo a portarlo avanti. E siamo felicissimi di poter vedere e abbracciare, anche, ben nove fratelli venuti dal Paraguay che rappresentano tutti gli altri rimasti nella propria terra ma insieme a noi con tutto il cuore, che gioia grande! E poi tutti, tutti gli altri, delle diverse arche argentine, e i rappresentanti delle arche in Uruguay, ognuno speciale e grande per il Cielo e per l'opera che serviamo. E con la presenza del Calice vivente della Comunione Cristica non può non crearsi una bella, profonda, intensa comunione spirituale.
È tutto pronto. L'arca Lily Mariposa di Rosario ha organizzato impeccabilmente tutto, curando anche i minimi dettagli, dall'accoglienza per circa duecento fratelli ospitati, a tutto l'incontro, alla cena di beneficenza, alla riunione dell'arca.
Juan Alberto apre la serata annunciando la prossima apertura del nuovo sito di Antimafia in Argentina: “È arrivato il momento di non parlare ma di iniziare a fare. Siamo disposti a dire perchè ci siamo e cosa facciamo? Non è un compito tanto difficile ma neanche facile. Posso parlare della profonda emozione che ho dentro, che non è solamente dovuta alla presenza fisica e spirituale di Giorgio ma anche alla presenza spirituale di tutti voi.
Grazie a tutti. Anche lei, Liliana è presente con lo spirito accanto a lui, accanto ai suoi figli preziosi, accanto a quell'arca che porta il suo nome, accanto a tutti noi.
Giorgio prende la parola prima di cedere il microfono a Raul Bagatello: “Prima di lasciare la parola a Raul vi volevo dire per tranquillizzare i vostri spiriti che tornerò in maggio o giugno e prossimamente in altri viaggi, sempre se Dio lo vorrà, se i miei piedi mi porteranno e se gli eventi lo permetteranno. Io penso di si. Abbiamo una sorpresa per Raul, più tardi vedremo di cosa si tratta perchè questo incontro è dedicato anche alla Funima, ai bambini della Funima”. “La cosa più importante” dice poi Raul “è l'unione, dobbiamo essere felici per l'opera che facciamo ... oggi sono felice di vedere tanti di voi e anche tanti volti nuovi ... che mi danno la forza per andare avanti... poi aspetto la sorpresa di Giorgio ...”. Commenta scherzando con lui e Giorgio prende ancora la parola per entrare nel vivo dell'incontro: “Uruguay, Paraguay, Argentina e le altre nazioni del latino america ... in realtà siamo un’ unica famiglia spirituale, non ci sono nazioni che ci dividono, amiamo le nostre terre di origine però apparteniamo alla stessa famiglia spirituale, il nostro padre è il Cristo Gesù e il padre del Cristo stesso Adonay che è il sole, il suo corpo spirituale non è stato mai visto ma si manifesta in Suo figlio Gesù Cristo”. Giorgio si sofferma a spiegare il profondo significato dell'ultima toccante preghiera rivolta da lui alla Vergine attraverso la quale viene rivelata l'essenza divina della Madonna, Madre e Padre degli uomini “Lei è il Padre che si manifesta in forma di Madre”. Una preghiera firmata “I tuoi figli Arat Ra”. Siamo tutti riuniti qui oggi” dice Giorgio “quelli che rappresentano tutti i fratelli che lavorano nelle attività di “Dal cielo alla terra” e tutti coloro che lavorano per “Funima” anche voi cari fratelli siete Arat Ra perchè avete la stessa mia genetica che viene dal Cosmo, dalle Stelle, siete stati generati dal Dio Arat Ra e dallo Spirito Santo per questo vi chiamo fratelli e non discepoli o amici. Ora voi dovete realizzare questa genetica con il rischio di poterla anche perdere, come tutti i missionari che possono essere presi dalle forze negative. La mia missione è unire tutti i chiamati, tutti quelli che possiedono la genetica GNA, che non significa essere più importanti, siamo parte di una tribù spirituale che ha il compito di preparare la seconda venuta del Cristo. É la tribù di Giovanni l'apostolo, il discepolo prediletto, o ancora meglio è la tribù dei due Giovanni (Battista e l’evangelista) che sono i due discepoli del Cristo che hanno la missione di portare i chiamati ai piedi di Gesù nella sua seconda venuta. La mia missione è questa, risvegliare tutti gli Arat Ra. Questa è una missione che devo compiere a costo della mia vita, voi risvegliati avete una grande responsabilità, quella di proteggere la Luce che avete dentro e risvegliare nuove anime, ma anche un grande rischio, quello di poter perdere questa genetica. Un rischio che si paga con la seconda morte. Ecco perchè è importante continuare a lavorare così come stiamo facendo per evitare che il nemico numero uno ci possa dividere. Ecco perchè vi chiedo sempre l'unione spirituale, dobbiamo avere gli stessi obiettivi, dobbiamo amarci ... amarci ... amarci. Mi sento molto emozionato oggi perchè sento che siamo presenti qui tutti con l'amore, quello che prevale è l'amore verso di me e a me questo da tanta forza per ciò che dovrò affrontare. È importante questa unione, questo desiderio di condividere, dobbiamo imparare a superare le nostre differenze e nei momenti più cruciali e difficili dobbiamo stare ancora più uniti. Il Cristo non ci chiede la perfezione, Lui conosce le nostre miserie umane, Lui ci chiede la disponibilità a servirLo e ci chiede di riconoscerci tra noi. L'incontro di oggi è un test attraverso il quale il Cielo sonda i nostri cuori per vedere se veramente ci riconosciamo tra fratelli, non nella faccia ma nel profondo del nostro spirito. Un test per sondare la nostra disponibilità alla chiamata del Cielo. Per questo voglio ringraziarvi tutti, anche coloro che non sono potuti venire per ragioni umane ma sono presenti spiritualmente. Coloro invece che non sono venuti per ragioni spirituali resteranno soli e soli non si può vincere una battaglia. Ognuno di voi ha un ruolo preciso in questa  battaglia ma tutti quanti lavoriamo per la Confederazione interstellare, per i fratelli della Luce e per il Capo assoluto che è il Cristo. Dobbiamo anelare a fare sempre meglio per Lui perchè senza di Lui, senza il Suo sacrificio sulla croce non saremmo potuti esistere. Lui ha fatto un grande atto di giustizia sulla croce, non è stato un sacrificio di amore, o meglio questo è la conseguenza, ma è stato un supremo atto di giustizia perchè con questo atto Lui ha salvato gli innocenti. Ma se avesse messo in atto la Giustizia Suprema tutti quanti avremmo fatto la morte seconda perchè nel momento più importante della storia umana, duemila anni fa, Lo abbiamo fatto crocifiggere per paura di essere testimoni di fronte alla richiesta della sua esecuzione. Noi eravamo tutti presenti lì ... ecco perchè Gli dobbiamo la vita spirituale. Mai dovete pensare che il Cristo sia stato debole o troppo misericordioso, perchè Lui è stato giusto. E ora ritornerà ...  ma in un altra forma ... ritornerà con la Giustizia, verrà con la spada per giudicare. Noi dobbiamo essere testimoni del Suo messaggio. Ci chiede di amarci, di stare uniti per Lui  e per noi stessi, per farci evolvere. I prossimi eventi ci metteranno alla prova tutti. Ecco perchè questa unione oggi è importante, per coloro che si trovano in America, in Russia, in Italia, in Africa, dobbiamo Riconoscerci ... dobbiamo amarci, cercarci, unirci ... “Fratello hai bisogno di me? Come stai? Cosa possiamo fare insieme? La nostra vittoria è spirituale, la battaglia di Armagheddon è una battaglia spirituale dove Lucifero vuole conquistare più anime possibili ... l'unione dei fratelli Arat Ra scaccia la sua presenza ... l' Unione con i propri fratelli... già solo pensandola, vivendola dentro, scaccia la vicinanza delle forze negative. È necessario alimentarsi spiritualmente, questo è uno dei messaggi che oggi vi darò, il più importante, l'alimentazione spirituale è indispensabile tra di voi, tra le arche e  con la Funima, incontrarsi, parlare della nostra missione, dei messaggi, di ciò che sta accadendo nel mondo, dei segni che si manifestano, diffondere il messaggio, non solamente lavorare quindi e compiere ciò che abbiamo da fare ogni giorno, ma anche alimentarsi spiritualmente amplificando la nostra unione, altrimenti non potremo andare avanti. Alimentando questa forza si lascia fuori dal nostro tempio la forza negativa. Il tempio di Cristo è il corpo umano, non è fatto di pietra. Il Maestro rispondeva al sinedrio e ai suoi apostoli  “... Il tempio di mio padre non è fatto di pietra”. Oggi questo luogo riunisce i nostri templi, cioè i nostri corpi dove all'interno risiedono i nostri spiriti. Ecco quindi il significato della Messa, l'unione dei templi per vivere la comunione degli spiriti che uniti divengono un solo tempio. Se non saremo capaci di fare questo perderemo la genetica. Questa costante alimentazione spirituale amplifica l'entusiasmo, l'amore, senza di essa entreremo in una tentazione che si chiama stanchezza spirituale che ci porterà a perdere. Ogni riunione, ogni incontro fatto dalle arche è una alimentazione spirituale indispensabile perchè fa crescere dentro di noi una sempre maggiore disponibilità. Il mio padre spirituale Eugenio Siragusa mi ha inculcato questo valore, mi diceva continuamente: “Stai insieme ai tuoi fratelli. State uniti, superate le differenze umane”. Sono contento dei miei fratelli di Buenos Aires, sono contento che oggi sono qui, vi amo tanto, anche se li sgrido sempre, sono qui, uniti alla famiglia, perchè questa è la famiglia. Se staremo così uniti come oggi, supereremo la debolezza umana e vinceremo”.
Le profonde parole cariche di una vibrazione e di un valore che non trovano tempo e spazio entrano nella profondità dei nostri spiriti, concetti ben noti ma sempre nuovi da meditare e determinare, migliorando continuamente ... ancora il Verbo si fa parola e l'eternità e l'universalità di quegli insegnamenti ritornano a noi con tutta la loro immensità.
L'emozione riga il viso di molti ... Giorgio continua presentando i suoi due fratelli che sempre lo hanno accompagnato e lo accompagnano nella missione in America Latina: Juan Alberto Rambaldo e Raul Bagatello. “In Argentina” dice “ho due apostoli. La maggior parte di voi mi ha conosciuto duemila anni fa, ma due in particolare sono due apostoli che stanno qui al fianco mio, mi hanno accompagnato dalla Galilea e mi ubbidiscono perchè sanno chi sono, mancano altri due  ... gli apostoli comunque non erano solo dodici ... alcuni erano nel sinedrio (Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea), poi c'era Maria Maddalena, Giuseppe ... Questi due apostoli seduti al mio fianco sanno cosa devono fare e hanno la stessa missione anche se con aspetti diversi ...  il loro maestro è qui e quindi anche se a volte devono superare delle prove non si divideranno ma staranno sempre insieme. Un'altro apostolo che mi sta accanto in Uruguay è un mio amico da quasi trenta anni ed è Georges Almendras, la persona che sta accanto ad Erika e al loro figlio guerriero Giorgio David, lui ha preso la responsabilità di antimafia in Uruguay mentre Erika prende il suo posto come rappresentante dell'arca e delle attività “Dal cielo alla terra”. Giorgio presenta così l'anteprima del bellissimo filmato appena realizzato con grande professionalità da Jean George Almendras, con l'ausilio del nostro tecnico video Sebastian Rodriguez, chiamandolo al microfono. “Funima” dice Georges Almendras “rappresenta una parte della condizione umana ... ho realizzato questo video in seguito ad un viaggio fatto con mio figlio Giovanni sulla cordigliera argentina in visita alle mense della Funima, manca ancora una parte del mio lavoro dedicato alla Funima che è la realizzazione di un libro che sarà prossimamente pubblicato. Parlare di Funima significa parlare dell'azione disinteressata di persone che si sono donate a questa missione per i bambini che vivono una forte sofferenza ... parlare di Funima è vedere il sorriso dei bambini alla presenza di un piatto di cibo ... è il valore affettivo che ha quel piatto ...”. Georges ringrazia Raul per avergli permesso la realizzazione di questo filmato con il suo aiuto e ringrazia Studio 3 tv Uruguay. “Questo video” dice ancora Georges “è dedicato ai Paesi ricchi, a coloro a cui non manca niente, e anche a noi non manca niente...”.
Le immagini iniziano a scorrere davanti allo schermo, la musica caratteristica della zona ci conduce passo dopo passo al corpo della Funima, alle mense attive dislocate nei vari siti andini, agli uomini e donne che la portano avanti a partire da Raul ... emozionante vedere Raul, Gaby, i nostri fratelli impegnati nei comedor, altri nelle attività a latere, che si adoperano giorno dopo giorno per sostenere quotidianamente questa grande opera ... e poi loro ... i bambini ... protagonisti purtroppo di questa attività che come tante volte ha detto Raul non dovrebbe esistere, perchè mai dovrebbero esserci bambini che muoiono di fame... ancora i loro occhi profondi ... le loro manine tagliate dal freddo ... il loro sguardo ... giudizio di Dio sugli uomini. “Honrar la vida ... Honrar la vida” dice la canzone che accompagna le toccanti immagini dei volti di tanti bambini. Il logo della Funima e i titoli di coda concludono gli intensi trenta minuti di filmato. Un applauso esplode in sala, ci alziamo in piedi, in segno di devozione ... in segno di ringraziamento ... in segno di riconoscenza ... per Raul, per  il grande lavoro svolto fino ad oggi da lui e da tutti i componenti della sua bellissima Funima, per la nostra Funima International ... tanti sentimenti ci esplodono dentro insieme a quell'applauso che dura tanti minuti, non saprei dire quanti.  Il pensiero non può non andare a Giovanni, rappresentante della Funima in Italia, insieme a Mara, ... e a Lorella. Giorgio non può trattenere le lacrime pensando a Lei, questo essere tanto speciale, puro e limpido come un cristallo che da sempre lo ha accompagnato e lo accompagna in questa difficile missione, sollevandolo dalle cadute, sorreggendo il suo passo, accompagnandolo con il suo sguardo ... sempre ... “... È una presenza fisica”, dice Giorgio, “che ho nella mia famiglia, come una presenza d'amore incondizionato ... è quello di Lorella ... È come se la Vergine mi guarda ogni giorno attraverso i suoi occhi ... la madre di mio figlio Giovanni”.
Raul prende la parola: “Questa è una serata fatta per piangere ... Spero tanto che questi bambini possano vivere un giorno in un mondo degno di essere vissuto ... la missione di Funima non è la mia ma è del cielo, io cerco solo di fare il possibile per portarla avanti insieme a coloro che mi accompagnano, per questo ringrazio questa famiglia ... ma voglio ringraziare  in particolare oggi un maestro che ci aiuta a  prendere coscienza e ad apprendere sempre di più ...”.
Giorgio annuncia il prossimo viaggio di Raul e Gaby in Italia nel mese di novembre/dicembre con la speranza che questo video possa far innamorare tante persone che ci aiuteranno a raccogliere tanti fondi per questi bambini. Ma le emozioni non sono finite. I bellissimi giovani del Mar de la Plata vicino a Buenos Aires donano a Giorgio un breve filmato che viene immediatamente proiettato, dedicato alla Vita, al Cosmo e alla nostra meravigliosa opera nel mondo. Giorgio felice abbraccia questi giovani che rappresentano oggi i giovani di tutte le bellissime arche nate nel mondo, pieni d'amore e di passione, pronti e ansiosi di servire questa missione sempre più intensamente.
“Quando la vita ci presenta delle difficoltà ricordiamoci dei preziosi momenti vissuti insieme e  pensiamo ai momenti che ancora potremo vivere. Il prossimo anno, nel mese di giugno del 2009 compirò 33 anni di opera e 20 anni in cui le stigmate sono presenti nel mio corpo. E la battaglia continua, sempre più forte.
Giorgio prosegue quindi presentando i fratelli che rappresentano l'arca dell'Uruguay e del Paraguay, ricordando i nostri fratelli del Cile che non sono potuti essere presenti fisicamente, ma si certamente spiritualmente, e annunciando il prossimo viaggio nel loro Paese fissato per il prossimo anno. La parola passa quindi a Erika: “Volevo dire che Funima e Dal cielo alla terra sono un’unica cosa ... che Funima rappresenta una parte della missione di Giorgio ... dobbiamo sviluppare lo spirito in qualcosa di pratico ...  alimentare il sentimento di stare insieme e di lavorare e quindi come ci diceva “qualcuno” imparare a materializzare la spiritualità ...”. Giorgio presenta Anubis dicendo: “Anubis è la mia mano e i miei occhi in tutte le lettere che riceviamo da tutto il Sud America”. “Sono felice di essere qui insieme a tutti i fratelli... che sono tanti anche se molti non sono potuti venire” dice la nostra cara Anubis che ha accompagnato Giorgio nella grande missione in Messico nel febbraio 2006 e che accanto a Erika ha in mano la responsabilità della redazione “Dal cielo alla Terra” per tutto il latino america, e continua “grazie a tutti e soprattutto a te Giorgio”.
La parola passa quindi alla cara Chantal: “Noi vogliamo fare un regalo a te Giorgio che è questo progetto chiamato Madre Terra in onore alla Vergine, che aiuta molti bambini vittime della pedofilia ...” Giorgio ricorda a Chantal la promessa che anni addietro le aveva fatto sulla nascita dell'associazione Giustizia e Verità da lui fondata e sui frutti che questa avrebbe portato. Chantal prosegue:  “Io voglio dire a te, uomo d'onore, che anche noi siamo persone d'onore e quindi questo risultato è per te Giorgio. Un umile lavoro, dal primo granello di sabbia, fino a tutto ciò che si è fatto fino ad ora ... mi è piaciuto tanto quando hai detto che dobbiamo alimentarci dentro, insieme, e in questo momento voglio dire che c'è una persona di Buenos Aires che oggi non è qui, perchè sta installando l'impianto elettrico alla Colmena in Paraguay. Questa è l'unione nella pratica”. L'esempio di Chantal è veramente calzante, Toby infatti che ha lasciato in questi giorni la sua bellissima compagna Soledad e i suoi figli venuti a Rosario con altri fratelli, per andare appunto a la Colmena, ha sacrificato questi intensi e ricchi momenti spirituali per prestare la sua opera in quel momento più utile in un’altra arca. Dobbiamo imparare sempre e continuamente dai nostri fratelli che ci stanno accanto. Anche il nostro carissimo Omar Cristaldo prende la parola ringraziando l'organizzazione dei fratelli di Rosario e proseguendo con il suo ringraziamento a Giorgio “ ... Lui con tutta la sua stanchezza continua ... dobbiamo sentire che siamo parte della sua opera, parte dell'opera del Cristo ... grazie a lui e a tutti voi per poter essere qui oggi e condividere tutto questo”. Giorgio prosegue con le presentazioni: “Voglio presentarvi una persona al quale trent'anni fa dissi: devi diventare un giudice, e oggi ecco a voi il giudice che collabora come giornalista antimafia in Italia. Il nostro fratello del Paraguay Jorge Figueredo (giudice penale di una città del Paraguay) prende quindi la parola: “Grazie Giorgio ... è molto tempo che ti conosco ... spero di non sbagliare in questa missione ...  grazie Giorgio”. E ancora la presentazione di una nostra cara bellissima sorella che Giorgio e tutti noi abbiamo la gioia di conoscere per la prima volta: “... La signora Flor che oggi è qui insieme a noi e con la quale dobbiamo creare un arca negli Stati Uniti dove vive e in Perù la sua terra d'origine”. “Il mio motivo di essere qui oggi” dice Flor “è quello del desiderio di formare un arca ... perchè l'arma per lottare contro il male ... è l'amore. E ancora, per concludere, la nostra cara sorella Hilda, moglie di Omar Cristaldo, prende la parola per esprimere il suo sentimento d'amore: “Non posso esprimere tutto ciò che sento per voi, sono tanti anni che vi conosco e  sempre la mia gioia è più grande ...”. All’incontro è presente anche Giovanna, la nostra amatissima sorella che ci ha donato a Buenos Aires il sublime messaggio della Madre celeste e che anche oggi ci trasmette parole di forza e d'amore.
È bello ascoltare. È bello imparare. È bello godere della felicità degli altri che diviene anche la nostra. Giorgio ringrazia profondamente tutti i fratelli per gli aiuti raccolti in favore della nostra opera  che per sostenersi necessita del continuo sacrificio di coloro che la portano avanti in Italia e delle spontanee donazioni dei sostenitori. “Volevo solo dirvi” dice Giorgio “che tutta la mia vita appartiene al Cristo, non a me ... e ciò che avete fatto ... i fratelli che si sono sacrificati e non sono venuti per aiutarmi ... questo per me non ha prezzo ... però posso dirvi solamente questo: Io non fallirò, compirò”.  Un caldo applauso accoglie le parole di un uomo che ha incarnito in se il valore della riconoscenza e chi lo conosce bene lo sa.
Una pausa ci dà modo di scambiarci abbracci e parole e di poter fare un break con qualcosa di caldo da bere e qualche dolcetto da mangiare.
Poco dopo Giorgio riprende la parola annunciando il prossimo congresso antimafia a Rosario e sottolineando l'importanza di poter ascoltare il giornalista Giulietto Chiesa sulla chiara e lucida analisi della situazione mondiale. Si sofferma inoltre sull’importanza di sostenere questi giusti nel mondo che si sentono spinti ad andare avanti quando sentono l'entusiasmo della gente intorno a loro. Viene quindi  lasciato spazio alle domande dei fratelli alle quali Giorgio risponde con la solita  sapienza e saggezza che ancora una volta ristorano i nostri spiriti portandoli in mondi lontani.

L'incontro termina tra gli abbracci felici di tutti, con alcuni fratelli ci salutiamo perchè partono per ritornare a casa ... qui le distanze sono enormi da un luogo ad un altro ... si tratta sempre di ore di strada! Con la maggior parte di loro invece ci incontriamo la sera per la cena di beneficenza organizzata in favore dell'Opera di “Antimafia” e “Dal cielo alla terra”. Una serata all'insegna dell'armonia, dell'allegria e dell'amore ... la deliziosa cena preparata dall'associazione molisana e i loro simpaticissimi componenti è servita ai tavoli dagli uomini e dai ragazzi con tanto di curiosi capellini colorati mentre la carissima Anita presenta sul palco cantanti e musicisti argentini che si susseguono nelle loro performance. Poi l'Ave Maria cantata in maniera sublime innalza la nostra preghiera a Lei, Madre nostra, che con il Suo Celeste manto possa proteggere il Suo messaggero, i Suoi apostoli e tutti noi Suoi umili servitori nel cammino di questa Santa Opera Celeste.  Una Opera Celeste che stringe a se i chiamati che se vorranno potranno divenire eletti ... tre di loro il giorno successivo durante la visita all'arca ricevono in dono il rubino che sarà incastonato nella stella d'oro, simbolo del Sole, che ha il potere di amplificare le nostre vibrazioni, positive se sono positive o negative se sono negative e che impegna coloro che lo portano ad un “si” incondizionato al servizio delle direttive celesti, al servizio della missione a cui sono stati chiamati. Tre stelle, simbolo della chiamata al servizio della tribù giovannea, sono state donate oggi a  Daniel, Martin e Silvia.
Uomini al servizio del Cristo, al servizio della Sua Causa e di quella del Suo e nostro Padre Adonay Arat Ra per il trionfo della Suprema Giustizia anche in questo martoriato pianeta, affinchè non siano più versate lacrime di sofferenza degli innocenti perchè ogni lacrima di sofferenza di un bambino è una nuova stella che si spegne in cielo.

Con profonda devozione
Sonia Alea

Sant'Elpidio a Mare, 5 dicembre 2008

AMATEVI GLI UNI GLI ALTRI COME IO HO AMATO VOI

“Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”, disse il Maestro Gesù duemila anni fa ai suoi apostoli. Sono trascorsi duemila anni e ancora oggi ci viene rivolto il medesimo richiamo ….  Unitevi come fratelli al servizio dell’amore di Cristo …  al servizio della Vita ... figli dello stesso Padre, figli della stessa Madre.
È il cuore del messaggio che racchiude il richiamo continuo di Giorgio Bongiovanni alle arche. Lo stesso rivolto anche all’arca di Maldonado, sabato, durante la riunione con i fratelli, poco prima della conferenza pubblica. Amarsi … ma non di un amore “normale”. Amarsi di un amore speciale … un livello più alto d’amore di quello vissuto fino ad ora … Le arche non hanno motivo di esistere se non realizzano il primo livello di vero Amore, quello altruistico. Un amore che altruisticamente dà ma che anche riceve. Per arrivare poi ai gradi più superiori dell’Amore: l’Amore disinteressato che dà senza nulla chiedere e senza nulla ricevere, e poi l’Amore incondizionato, l’Amore che dà tutto fino alla propria vita che è l’Amore di Cristo …  Un amore speciale tra fratelli, quindi, privo di gelosie, invidie, “non sentirsi meglio del proprio fratello” … solamente con tali presupposti le nostre piccole comunità possono sopravvivere agli eventi, alle difficoltà, alle tentazioni di colui che vuole e cerca la separazione, l’isolamento, delle anime care al Cristo, per strapparle alla Sua vigna. “Amarsi … Amarsi …” il Calice Vivente della Comunione Cristica esprime tali concetti  emanando il magico incantesimo dell’unione, che sempre la sua presenza crea, rendendo possibile l’apparente impossibile … un uccellino dai variopinti colori intona il suo canto. Il canto della Vita che gioisce di quelle parole ci indica il cammino da seguire … Mi lascio cullare da quell'armonioso canto … il velo del tempo si squarcia …l’odore di quella sabbia mista a terra … i Suoi sandali … i Suoi piedi … profumati  e bellissimi … e l’eco di quelle parole che risuonano affacciandosi dall’eterno presente di quel tempo:  “… Il mio comandamento è questo: amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici se fate quel che io vi comando. ... Non siete voi che avete scelto me, ma io ho scelto voi, e vi ho destinati a portare molto frutto, un frutto duraturo. Allora il Padre vi darà tutto quel che chiederete nel nome mio. Questo io vi comando: amatevi gli uni gli altri”… l’eco di quelle parole giunge nuovamente a noi in questo tempo … Il Calice vivente avvolge d'unione gli spiriti nella terra dei chiamati tendendo la mano a coloro che si trovano in difficoltà, si dispera, lotta ogni giorno perché questa forza non venga distrutta ma rimanga integra.
Perché non riusciamo a realizzare completamente e definitivamente questo valore fondamentale e sublime? Perché alcune volte tendono a crearsi anche nelle nostre arche nuove correnti, perché non si riesce sempre a creare un corpo unico, è corretto, logico e produttivo dividersi in gruppi operativi per necessità organizzative, ma non nella essenza della comunità che deve rimanere, quando costituita, unica e indivisibile. Coloro che attuano questa separazione trovano la giustificazione che fa tacere la propria coscienza, ma qualunque giustificazione non potrà giustificare quella divisione.  Giorgio Bongiovanni con le piaghe di Cristo sanguinanti nel proprio corpo ancora cammina per le strade del mondo richiamando i fratelli in Cristo all’unione…all’amore…alla tolleranza…alla pazienza …allo spirito di sacrificio…abbiamo bisogno di altri esempi di sacrificio per capire? Ancora altro sacrificio? Siamo ancora così duri di collo? Così insensibili? Ci costa così tanto il “sacrificio” d’amare? Ci costa così tanto lo spirito di umiltà che per primo il nostro amato Maestro Gesù Cristo ci ha insegnato? Quanto, a volte, siamo lontani dalla meta…Vogliamo andare veramente avanti? Allora uniamoci, uniamoci tra tutti i fratelli, non solamente con coloro che ci sono più simpatici o con i quali ci sentiamo più affini, ma anche e soprattutto con coloro che non ci piacciono tanto, forse scopriremo dentro di loro un tesoro più grande di quello che abbiamo noi dentro.
Uniamoci, allora, Uniamoci.
“El pueblo unido jamas será vencido!!!” È una delle più note canzoni legate al movimento popolare cileno “Unidad Popular” durante i tre anni di presidenza di Salvador Allende. Un simbolo della lotta per la democrazia in Cile e in tutto il mondo. Un valore indispensabile l’unione, inneggiato dai più grandi rivoluzionari dello Spirito e del mondo apparsi nella storia della nostra umanità, primo fra tutti Gesù Cristo, per poter giungere alla vittoria.
Allora crediamo in questo valore, viviamolo, coltiviamolo, facciamolo crescere ogni giorno di più nel nostro cuore, nelle nostre azioni, nella nostra preziosa arca, della quale dobbiamo divenire gelosi  tanto da proteggere a denti stretti la sua integrità e quella dei suoi componenti, nostri preziosi fratelli nello spirito. Ognuno nella sua particolarità, ognuno nella sua stranezza, nella sua stravaganza, nella sua leggerezza, nella sua diversità o nella sua serietà, insomma ognuno con i propri pregi e difetti…
Il tempo stringe.
“Siamo in guerra” prosegue Giorgio nell’incontro con i fratelli, “e questa guerra la stiamo perdendo perché ci sono troppe anime che ancora dormono e poche che si risvegliano, per questo vi dico che non è questo il tempo di approfondire dettagli sugli studi spirituali, meditazioni, ecc, è sufficiente tenere una profonda base spirituale e quindi  annunciare la seconda  venuta del Cristo perché siamo al limite di una catastrofe mondiale. Ricordatevi che Gesù il Cristo quando verrà, raccoglierà ciò che noi abbiamo raccolto. Se pensiamo a realizzarci interiormente pensando solo a noi stessi, come potremo portare al Suo cospetto le anime risvegliate? … Lui ci chiederà conto di ciò che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto”.
I nostri cari e bellissimi fratelli di Maldonado che, voglio precisare, non vivono problemi di disunione in questo momento all’interno dell’arca, hanno accolto Giorgio e tutti noi con grande semplicità e amore organizzando la conferenza che si è tenuta sabato 15 novembre alle ore 19:00.  Duecento  persone riempiono il teatro della piccola cittadina Uruguayana. Dopo il filmato “Una lacrima del Cielo” proiettato sul grande schermo, sulla storia di Giorgio, Erika Pais presenta con le sue toccanti parole l’atteso segno vivente. “Il Cielo invia continuamente messaggi per farci risvegliare” dice “per farci prendere coscienza di ciò che sta accadendo, messaggi diretti come le lacrimazioni di sangue delle statue, messaggi di castigo come terremoti, maremoti che si portano via tante anime le quali si sacrificano per noi, e ci invia anche dei messaggi chiusi dentro alle bottiglie nel mare. Giorgio è uno di questi messaggi che il Cristo e la Vergine hanno scelto perché attraverso il suo corpo tutti i giorni noi possiamo ricordare ciò che l’umanità è stata capace di fare. Possiamo così prendere coscienza e risvegliare altri chiamati. È un grande dono incontrare un messaggero di Dio, un profeta, non accade ogni giorno di ricevere regali così grandi e per questo dobbiamo dargli il giusto valore e prestargli molta attenzione. Il Cielo non lo fa perché noi dobbiamo idolatrare queste persone ma semplicemente perché possiamo risvegliarci e perché vuole dirci che ci ama tanto chiedendoci di dedicare la nostra vita all’umanità …”, Erika parla della vita di Giorgio, del suo sacrificio di donazione quotidiano e continua “sicuramente a volte si chiederà – Ma ne vale la pena?- Ma il Cristo gli risponderà che ne vale la pena, ne vale la pena per l’umanità. Oggi questo messaggero è qui e ha qualcosa da dirvi, un qualcosa che continuerà a dire finché avrà respiro, fino a che i suoi piedi lo accompagneranno …”. Un caloroso abbraccio accoglie Giorgio che saluta il pubblico ringraziandolo per la presenza e ringraziando Erika per le sue parole dando inizio a quel magico scambio tra il Verbo che si manifesta attraverso la sua parola e lo spirito dei presenti, un linguaggio antico che va oltre il significato delle parole, oltre quelle forme, il linguaggio delle alte vibrazioni d’amore che toccano come un arco le corde di violino degli spiriti facendole vibrare in note di una nuova armonia. L’armonia della Nuova Coscienza.
Filmati, musiche e parole di Verità. Verità da gridare e da proteggere … Giorgio presenta così l’importante campagna antinucleare promossa dalla nostra associazione “Un punto en el infinito” offrendo il microfono alla nostra cara sorella, Loreley, rappresentante della Commissione per la vita. “La Comision por la vida” dice Loreley “si è costituita davanti ad una tavola rotonda tra partecipanti preoccupati per il possibile uso dell’energia nucleare anche qui in Uruguay. La nostra commissione è aperta, laica, apartitica, apolitica, l’unica cosa che ci interessa è fare qualcosa a favore della vita e sensibilizzare la gente, i governi , che nella nostra terra c’è la possibilità di utilizzare l’energia pulita, solare, eolica e che non vogliamo che il nostro amato paese debba essere contaminato nelle sue falde acquifere. In questo bellissimo paese che ci da l’alimento per vivere, stiamo ipotecando il futuro delle prossime generazioni, della generazione dei nostri figli, dei nostri nipoti, se verrà approvato l’uso dell’energia nucleare si tratterà di contaminazioni che saranno attive per migliaia di anni. Per questo vi chiediamo dal cuore di ritirare il volantino all’entrata, di entrare nei siti internet di riferimento, di documentarvi sui gravissimi rischi dell’uranio e delle possibili alternative e di lottare per questa madre terra che offre a tutti noi tanto amore e che noi non rispettiamo. Per favore non vi fermate solo a ciò che vi dicono, a ciò che vogliono farvi credere,  perché voi siete i padroni della vostra vita e di quella dei vostri figli”.
Questi sono i nostri amati fratelli dell’Uruguay, questi sono i nostri amati fratelli dell’America Latina. Fratelli di un antico tempo in cui l’uomo delle rosse terre viveva in simbiosi con la Madre Terra e con il Padre Sole. Una simbiosi perduta dall’umanità nel corso dei millenni ma che troverà la sua nuova rinascita con il prossimo avvento del Messia Gesù Cristo che la voce che grida nel deserto continua ad annunciare in questo tempo. Il messaggio è stato rivelato ancora una volta agli uomini di buona volontà.
Ancora spazio alle domande del pubblico e la conferenza giunge al termine. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, che Dio vi benedica. Giorgio saluta così il pubblico che tanto lo ama dirigendosi verso l’uscita accanto ai fratelli e i collaboratori che lo accompagnano, tra cui il giovane Sebastian Nassutti che con grande entusiasmo, serietà e devozione ha accompagnato Giorgio in questo viaggio e ha esordito oggi come “tecnico video” nella conferenza pubblica. Forza ai giovani!
Lasciamo la nostra carissima Marita rappresentante dell’arca e tutti i carissimi fratelli di Maldonado e di Montevideo con i quali abbiamo avuto il piacere di vivere insieme la comunione della cena e partiamo alla volta della capitale con un pulman di linea così come nel viaggio di andata. Rientriamo quindi per l’ultima settimana operativa nella base di Montevideo.

Con Amore
Sonia Alea

Montevideo, 19 novembre 2008

 

OPERE, SEGNI E PRODIGI NELLA TERRA DEL SUD

“Nel momento che dimentichi te stesso, inizi ad essere libero”. È un concetto che abbiamo sentito tante volte ma nel momento che siamo capaci di iniziare a sperimentarlo il senso di pienezza interiore ci fa esplodere il cuore di gioia. Libero di denunciare, di dire la verità, senza paura perchè niente ti appartiene nemmeno la tua vita, libero di donare sempre, perchè quando doni non perdi mai, quando ti spogli di te stesso non sei mai nudo, e quando offri tutto ciò che hai non ti ritrovi vuoto ma ricolmo di un tesoro molto più grande di quello che hai donato. Colmi di quella umiltà che il nostro Signore ci ha insegnato ... ripieni di quella comunione che il Cristo ci ha lasciato. Uniamoci, stringiamoci forte nell'anima e nello spirito e a testa alta gridiamo Giustizia e Verità. Gridiamola accanto ai giusti che vivono e operano sulla terra, accanto a colui che è stato designato a smascherare il volto dell'anticristo, preparando la strada al Figlio dell'Uomo Gesù che ritorna.

Come in un salto temporale ci ritroviamo dall'altra parte del mondo, in America Latina. In realtà 36 ore di viaggio tra aeroporti e vari scali, non proprio un salto temporale quindi, ma lo scorrere del tempo è divenuto tanto rapido che pare quasi scomparire all'interno di se stesso. I profumi intensi, i colori limpidi di questa fetta di terra, parte della Galilea dei Gentili, accolgono, dando il nuovo benvenuto, l'Uomo segnato da Cristo.  La nostra cara Erika e la cara Alicia ci vengono a prendere all'aeroporto di Montevideo e subito dopo abbiamo modo di salutare Georges Almendras e il piccolo Giorgio David che diventa sempre più grande e più bello e tutti i fratelli che lavorano nella nostra casa/ufficio. Già da subito Giorgio fa il punto della situazione operativa e si prepara per i prossimi appuntamenti tenendo in mano le fila di tutte le altre attività in Italia. La riunione all'arca è il primo appuntamento. Tutti i fratelli sono presenti nella sede di “Un punto en el infinito”, dislocata nel centro della città, felici di riavere Giorgio tra loro, non attendono altro che poter sfruttare quei momenti per stare con lui e porgli tante domande. I saluti che dall'Italia e dalla Spagna attraverso di noi giungono a tutti loro, il riepilogo delle tante novità operative vissute durante l'estate italiana e l'inverno sud americano, la lettura dell'ultimo messaggio che si riferisce alla vergognosa corruzione del vaticano, i segni numerosissimi che si sono manifestati uno dopo l'altro, il crollo dell'economia, la realizzazione quasi immediata delle ultime profezie rivelate nei messaggi, sono gli argomenti espressi e commentati da Giorgio che continua soffermandosi sull'importanza di tutte le attività svolte e tutt'ora in corso all'arca di Montevideo, sull'importanza della mensa “Un rayo de Luz” che ospita oltre 100 bambini poveri e del suo attivo mantenimento che dall'Italia continuerà ad essere sostenuto, sull'importanza della commissione antinucleare, ecc. Il discorso prosegue con il richiamo di Giorgio ad essere testimoni di ciò che sta accadendo nel nostro pianeta e a non avere paura. Il nostro compito è infatti quello di spiegare alla gente che il manifestarsi degli eventi è indispensabile e che la cosa più importante è salvare l'anima. La nostra missione si concentra ad informare e risvegliare le anime ma non è nostro compito contarle. “In questi giorni potremmo avere una sorpresa, un attacco militare contro l'Iran o qualcosa del genere. Se mi sbaglio è questione di mesi. Quindi dobbiamo stare in allerta ogni giorno, dobbiamo superare con serenità i nostri problemi umani e materiali e avere fede che il Cielo non ci abbandona mai soprattutto se sei un suo strumento. È iniziata la missione dei 1260 giorni in Italia” continua Giorgio “Quindi ora cari miei amati fratelli si sono invertite le parti, adesso siete voi che dovete sostenere idealmente e spiritualmente i fratelli di Sicilia e d'Italia per questa battaglia che combatteranno con me, voi l' avete fatto in questi ultimi tre anni e mezzo appena trascorsi, durante i quali abbiamo portato avanti insieme un grande lavoro, risvegliando tante anime. L'Uruguay si è convertita nel centro mondiale della nostra opera, un grande punto di riferimento insieme all'Argentina, al Cile, al Paraguay, Messico ed altri paesi latini. I fratelli italiani ricevono una grande forza sapendo che voi ci siete,  perchè voi siete la forza energetica-spirituale affinchè insieme possiamo compiere la missione che il Cristo e la Vergine mi hanno affidato”. Giorgio sottolinea quanto sia importante l'unione dei fratelli dell'Uruguay, dell'Argentina, del Paraguay, del Cile, del Messico e di tutto il latino America che rappresentano per l'Italia lo scudo necessario per affrontare la lotta contro l'anticristo e il faro che illuminerà il risveglio delle anime. Teniamo sempre presente infatti cari fratelli che la nostra unione rappresenta la sua forza ed il suo esempio nel mondo, la dimostrazione concreta che la sua/nostra opera è vera. Un concetto che Giorgio spiega approfonditamente. “La vostra unione è la nostra forza. Il nostro esempio. La nostra è una cellula di identificazione che ci da diritto e autorità per parlare ai fratelli italiani, per dimostrare che non è una menzogna ciò che si sta sviluppando in questi paesi ma una grande verità: il germoglio di una nuova era. Questo, per coloro che si avvicinano, rappresenta una grande forza perchè vedono che non sono solo idee le nostre ma che vi è una struttura che opera con fatti concreti. Eugenio Siragusa sognava che Sicilia e Italia potevano essere un esempio di base dell'opera, dove i fratelli del latino America, che lui chiamava il mondo nuovo, avrebbero potuto creare una grande forza per appoggiare l'opera tanto difficile nella terra più difficile. Io credo che questo lo abbiamo raggiunto, adesso però dobbiamo mantenerlo perchè perderlo significherebbe una vittoria per il demonio. Quindi andiamo avanti così con tutte le attività che stiamo svolgendo”. Il caro fedele fratello Domingo, notaio dell'arca, racconta di alcune persone che parlano di Giorgio con paura; paura delle sue parole, paura di ascoltare la verità, una verità che in realtà è la nostra forza. “ La mia forza è non avere niente” dice Giorgio, “non ho da difendere alcun potere che sta dietro di me, non ho da difendere alcun interesse economico in banche o istituzioni, quindi per me è facile questo perchè la mia unica autorità viene dal mondo spirituale. Altri devono difendere compromessi, interessi, soldi, proprietà, autorità, nazioni, presidenti, e il Cristo viene lasciato come ultimo nella loro agenda, sempre che ci sia. Io non voglio niente, nel momento che il cielo mi da qualcosa è una tentazione per me perchè mi obbliga a difenderla, qualsiasi cosa mi dovesse dare, una casa, una proprietà, un conto in banca. Dal momento invece che non ho niente, non ho nessun potere da difendere e quindi sono libero di accusare qualsiasi potere del mondo  che sia corrotto. Tutti i messaggeri istituzionali, papa, capi religiosi, politici, ecc. hanno da difendere un interesse, un potere, non sono liberi, non possono dire tutta la verità, io sono un uomo libero e devo difendere la verità, pura, limpida, così come è. Questo è solo l'inizio fratelli. Prossimamente sarete testimoni che il vostro fratello Giorgio dirà cose tremende, sarà accusato, perseguitato, ma nessuno mi potrà fermare, accuserò il potere corrotto che sta nel mondo con nomi e cognomi, accuserò autorità e quando accusi un’autorità commetti un delitto penale, ma non starò zitto perchè non voglio che quando Lui ritornerà mi dica: “Questo non lo hai detto”. Meglio stare dietro le sbarre di un carcere per delitti ideali e politici di opinione, che è l'unico delitto che io possa commettere, per aver accusato politici, presidenti, governanti, papi, impresari, banche, falsi maestri, sette, che ritrovarsi di fronte al Cristo quando ritornerà e doverGli dire: “Ho avuto paura di dire questa verità”. E comunque da dietro le sbarre continuerò a gridare. Ho serie e brutte intenzioni”.
Il mondo è una porcheria, io mi sento vivo grazie a voi fratelli che state qui e che esistete. Se ho un interesse da difendere siete voi, i miei fratelli, la mia famiglia, ho da difendere la vostra integrità spirituale ma questa non è una cosa che mi impedisce di dire la verità”. Se la nostra società avesse sostenuto e appoggiato gli uomini giusti che sposano questi valori il mondo oggi sarebbe diverso. L'uomo ha voluto, creato, costruito lo sfacelo che stiamo vivendo perchè è stato vinto, nel profondo del suo cuore, da un male terribile, un male che annienta la sua stessa essenza, la sua identità spirituale: l'egoismo. Ora è troppo tardi per poter cambiare le cose, ma siamo ancora in tempo per salvare il salvabile, per proteggere i nostri figli da un destino tremendo.

“Il cielo piange sangue” è il titolo della conferenza che il 19 ottobre 2008 Giorgio Bongiovanni tiene nel teatro Ateneo di Montevideo. In una splendida giornata primaverile in un clima quasi estivo, tanta gente affolla il lungo mare della città, “la rambla”, bambini corrono, giocano, ridono, saltano liberi esprimendo l'esplosione della vita, i giovani passeggiano, parlano, si amano, sarebbe bello se tutto fosse così come sembra ... poi l'altra faccia della città ... bimbi in mezzo alle strade chiedono l'elemosina scalzi, altri cercano qualcosa, tra l'odore nauseabondo, dentro i sacchi neri della spazzatura, nel degrado della città, piccoli occhietti guardano smarriti, il loro sguardo velato da una profonda tristezza, da un’inaccettabile sofferenza è il giudizio di Dio sulla indifferenza dell'uomo. Ma c'è un altra parte di umanità che lotta contro la corrente di una cascata che si appresta a gettarsi nel vuoto, e un’altra parte di umanità che sensibile a questa lotta cerca risposte da chi nuota contro quella corrente perchè non vuole finire giù. E sono queste anime a riempire l'Ateneo di Montevideo e a scegliere di trascorrere quelle ore diversamente... La nostra Erika Pais presenta la conferenza parlando dei segni dei tempi che giungono fino a noi, legandosi l'uno all'altro, nella preparazione di un grande evento finale, dando poi la parola all'atteso uomo di Dio. Giorgio inizia la conferenza ringraziando i ragazzi dell'associazione “Un punto en el infinito” per l'organizzazione dell'incontro, e il pubblico, per essere presente nonostante la splendida giornata che avrebbe potuto sfruttare diversamente, ringrazia anche, chiamandoli sul palco, la carissima Elena, rappresentante del comedor, e il nostro Ignazio Chacho per il grande lavoro portato avanti fino ad oggi che assicura ogni giorno il pasto caldo a circa 120 bambini. Giorgio segue parlando delle varie attività dell'associazione che tra le altre iniziative ha creato una commissione di protesta contro la minaccia nucleare che potrebbe divenire presto realtà anche qui in Uruguay. Spiega che il nostro intento è quello di riunire intellettuali, uomini di governo, politici, semplici cittadini, per evitare che ciò possa avvenire. A questo proposito prende la parola il nostro fratello Daniel Amaral che parla della necessità che tutto il popolo uruguayo si sensibilizzi a questo gravissimo pericolo e si ribelli a questa eventualità, ponendo in evidenza le tantissime alternative di energia pulita e rinnovabile che potrebbe sostituire l'energia nucleare. I depliant della Comisiòn por la vida “Perchè non vogliamo centrali nucleari” con la spiegazione del perchè il nucleare è estremamente pericoloso e del possibile uso delle energie alternative rinnovabili, vengono consegnati a tutte le persone che entrano in sala. Giorgio quindi centra il cuore della conferenza parlando dei segni che sempre più manifestano una eclatanza disarmante e che ci richiamano ad una rapida presa di coscienza prima che sia troppo tardi; la gravissima crisi mondiale, il crollo dell'economia, sono gli inequivocabili segni che il tempo veramente stringe. Rifletto, mentre Giorgio parla, sul fatto che, mentre l'uomo cerca se stesso, ogni 5 secondi continua a morire un bambino di fame ... e per questo le sue parole sono chiare: “A me, le potenze celesti, dicono di denunciare, di affrontare il male perchè questo è il tempo della giustizia, non si può stare in silenzio di fronte ai fratelli che muoiono nel mondo. Non scagliatevi contro Dio se vedrete le forze della natura colpire le grandi città...”, la voce che grida nel deserto parla della guerra probabile che farà scatenare il Presidente Bush prima della fine del suo mandato per tentare di sollevare l'economia del suo paese. “Non si può giungere alla Nuova Era se non individuiamo dove sta l'anticristo, per allontanarci da lui”, dice Giorgio soffermandosi sulla spiegazione della grande economia che sta dietro i venditori di armi, che sono in realtà coloro che comprano le istituzioni, i presidenti, i politici ... ma giustizia sarà fatta ... “Io sono innamorato di un giovane, Gesù di Nazaret, Lui è un uomo di parola, un uomo d'onore, ha promesso giustizia, una nuova era, allora dobbiamo stare tranquilli, gridare giustizia, dare amore ma non avere paura perchè Lui ritornerà e finalmente potremo vivere in un mondo di pace e Amore”. La gente in sala esprime la propria gioia e il sostegno alle parole di Giorgio con un vigoroso applauso per l'interessante e completa conferenza. Sono state proiettate infatti tante immagini sulle manifestazioni dei segni nel mondo, primo fra tutti l'agghiacciante segno della pioggia di sangue in Colombia che da il titolo alla conferenza e che tutte le principali televisioni del mondo hanno occultato, e via via tutti gli altri, tantissimi, dagli ultimi filmati di avvistamenti di astronavi celesti, alle incredibili immagini di astronavi madri denominate dagli studiosi americani “Ebanis”, alle lacrimazioni di immagini sacre, allo scorrere delle stupefacenti, numerosissime immagini dei pittogrammi impressi nel grano in questi ultimi mesi e i chiari messaggi che, attraverso di essi, i nostri fratelli delle stelle hanno inviato fino a noi, annunciandoci la venuta del loro e nostro Maestro Gesù Cristo.
Così come la presenza di Giorgio nel corso della trasmissione “Cafè Versatil”, trasmessa  dall'emittente “Canal 5” di Montevideo, aveva attirato l'attenzione di un grande pubblico, anche i vari interventi nelle diverse emittenti televisive e radiofoniche di Buenos Aires in Argentina, dove ci rechiamo dopo pochi giorni, permettono a tante persone di essere informate sulla conferenza che Giorgio terrà il seguente sabato. Il Programma “Cronica tv” trasmesso dalla emittente televisiva “Canal 5”, giovedì pomeriggio, ospita Giorgio nei propri studi televisivi, in una trasmissione fortemente seguita dal popolo argentino e visto in gran parte di tutta l'America latina. Grazie alla conduttrice, toccata in giovanissima età da una visitazione della Madonna (esperienza confidata personalmente a Giorgio poco prima di andare in diretta), Giorgio può rispondere alle profonde  domande che gli permettono di dare il messaggio in tutta la sua totalità, in un tempo che si prolunga dai 10 minuti previsti, ai 35 minuti di intervento. Milioni di telespettatori hanno ancora una volta  la grazia divina di poter vedere i segni sacri delle stigmate durante tutto l'intervento  televisivo che si mostrano come sempre vive,  ed impattanti, per il prodigio della sanguinazione avvenuto poche ore prima. La mattina successiva un giovane artista dopo aver visto Giorgio “casualmente” alla televisione, chiede di poterlo incontrare, restando sconcertato, oltre che per quanto ascoltato durante la trasmissione, anche per la semplicità di Giorgio che permette alla “gente” di poter parlare direttamente con lui, senza filtri intravalicabili. Lo stesso pomeriggio un altro canale ospita Giorgio, questa volta un canale radiofonico, Radio Mantras FM Dakota, nel programma “El portal”, dove può dare ancora una volta il messaggio, e infine il sabato mattina è presente ad una interessantissima conferenza stampa tenuta all'Hotel Bauen. Molte delle emittenti presenti sono rappresentate dai nostri fratelli collaboratori che trasmettono in diversi programmi radiofonici il messaggio della nostra grande opera.

Dalle profonde domande scaturisce una piccola conferenza in un clima di grande serietà, preoccupazione e al tempo stesso affetto e simpatia. Ecco a voi un sunto delle risposte di Giorgio alle domande dei giornalisti presenti: “... la Madre Terra non ha più risorse, nel 2050 l'ecosistema non si riprodurrà più, non avremo più acqua da bere, aria da respirare, alimenti, pesci, animali ... I nostri bambini nel 2050 saranno ancora giovani e noi cosa dobbiamo fare? Stare a guardare? Continuare a vivere alla giornata? La chiesa cosa fa? I potenti che potrebbero cambiare le cose cosa fanno? ...  Il Cristo ritornerà, lo può annunciare nel suo programma,  e può leggere ai suoi radioascoltatori il passo 24 del Vangelo di Luca, dove proprio Lui, Gesù Cristo annuncia il Suo ritorno ... dobbiamo prepararci a questo perchè nessuno sarà perdonato, per tale ragione suggerisco a tutti di cambiare. Così come con una grossa corda Gesù picchiò sui tavoli del tempio, ferendo i mercanti, ora verrà con le catene di fuoco. Io sono solo un Suo messaggero, nient'altro ...”. Ad un altro giornalista Giorgio invece spiega di che cosa si occupa il giornale “Antimafia Duemila” e quali sono i suoi obiettivi, poi aggiunge: “... lo faremo anche in lingua spagnola, c'è un progetto in corso con il dottor Rambaldo e il giornalista Jean Georges Almendras con i quali pensiamo di fare 1 o 2 pagine telematiche, per iniziare, trasmettendo notizie nazionali ed internazionali sul fenomeno mafioso locale ed internazionale ... in Italia ci occupiamo principalmente della Cosa Nostra siciliana e di altre mafie del sud: la camorra, la Sacra Corona Unita, la 'ndrangheta, e in una rubrica interna al giornale trattiamo le mafie mondiali che stanno dietro alla contaminazione del pianeta, alla vendita delle armi, alle guerre ... dando spazio ai, molto pochi, giornalisti, politici e missionari onesti come Raul Bagatello che denunciano la mafia e la corruzione del potere politico ...”. E prosegue nelle risposte ad altre domande: “I messaggi della Vergine e degli Esseri Angelici non sono reali se dentro il messaggio della realizzazione interiore, dell'amore, della preghiera, del perdono, non c'è anche il senso della giustizia. Non credo ai messaggi se all'interno di essi non si parla della giustizia divina, sono messaggi falsi e ingannatori. La Vergine non è contenta, è molto triste e mette in guardia l'uomo dalla giustizia divina. In questo tempo tutti i messaggi, se sono veri, parlano di una unica missione: annunciare la venuta del Cristo e denunciare il volto dell'anticristo...”. Giorgio tuona scuotendo i presenti con una vibrazione d'autorità spirituale che incute il timor di Dio. Poi la risposta ad una domanda sul Vaticano. “... Come può il Vaticano diffondere nella sua totalità il segreto di Fatima quando, all'interno di questo, si parla della caduta del vaticano stesso e di tutti i suoi ministri che diverranno poveri, quando si parla della seconda venuta di Cristo e della esistenza degli Angeli-extraterrestri. Hanno paura di perdere le loro pecore ...”. Poi una domanda sull'esistenza dell'Eldorado. “Eldorado, Shangrillah, Erks, si trovano all'interno della terra tra il polo sud e la frontiera degli Stati Uniti ... lì inizia un altro continente sotterraneo che si chiama Agarta. Gli extraterrestri approfittano di questa parte bellissima del pianeta per poter costruire le loro basi e operare nel pianeta senza disturbare il libero arbitrio dei suoi abitanti. All'interno di Eldorado vi è una città grande quattro volte la regione spagnola. Vi sono delle porte dimensionali che permettono l'entrata e l'uscita degli Esseri della confederazione da queste città intratterrene. Insieme a Loro ci sono anche circa 1200 terrestri, positivi, tra scienziati, architetti, teologi, giornalisti ecc, che sono stati scelti e preparati  per costruire la nuova era quando l'umanità sarà pronta ...”. Un giornalista chiede spiegazione sui 400 casi di avvistamento in questo ultimo anno in Argentina: “...  i 400 casi diverranno presto 800, ed aumenteranno sempre, fino a quando la manifestazione diverrà massiva in tutto il mondo e sarà l'ultima opportunità per l'uomo. Se reagiremo con umiltà e chiederemo loro aiuto, ci aiuteranno, se reagiremo con arroganza faremo la fine di Sodoma e Gomorra ... siamo così cattivi che se gli extraterrestri fossero, come qualcuno dice, cannibali, rifiuterebbero di mangiarci .... Noi collaboriamo attraverso la nostra Studio 3 tv con il più grande investigatore giornalista del mondo, in questo campo, che si chiama Jaime Maussan per questo abbiamo la possibilità di verificare se i filmati che riceviamo sono reali o meno perchè sono tutti analizzati con macchinari specializzati ...”. Giorgio quindi risponde alla domanda di un altro giornalista che chiede spiegazioni sul perchè i cerchi nel grano si manifestano in particolare modo in Inghilterra. “L'Inghilterra perchè è un chacra importante della terra. Non è per privilegiare un paese ma per manifestare un simbolo ... anticamente infatti la Gran Bretagna era chiamata la terra degli angeli, il grano poi è simbolo dell'eucaristia del Cristo. È una comunicazione tra gli Angeli e gli uomini, anzi più precisamente è una comunicazione tra gli Angeli e gli Eletti. All'umanità infatti non importano tali segni, al contrario invece sono molto interessati coloro che interpretano, diffondono e godono di queste manifestazioni. È un metodo degli Esseri di Luce per individuare le anime che si risvegliano”. Una giornalista gli chiede un messaggio per i giovani, anche perchè essendo mamma di due adolescenti si preoccupa per i pericoli continui a cui sono sottoposti i ragazzi: “Tutti i giovani sono candidati ad entrare nella nuova era, ma prima di tutto devono credere, poi devono compiere azioni in favore della vita, se si sono rifugiati nell'apatia, nella droga devono cambiare e iniziare il cammino dell'altruismo. Ai giovani che lavorano con me io dico sempre -Se volete far parte della nuova era dovete lavorare per questo altrimenti non ci potete entrare-. I giovani possiedono una genetica che ha forte in se il valore della giustizia ma quando questo valore non è in equilibrio si trasforma in violenza. Se nessuno li educa, gli spiega come stanno le cose, non hanno scuole serie a cui fare riferimento, né religioni serie, non c'è nessuno che gli sappia dare delle risposte chiare sulla vita, non ci sono veri leader di riferimento per loro, non ci sono più uomini come Che Guevara, Ghandi ma soprattutto Gesù e tanti altri leader capaci di lottare per i supremi ideali di amore e giustizia, uomini che hanno incarnato, pur nelle loro diversità, nelle loro metodologie comprensibili o meno, i valori universali. Per questo i giovani sfogano la loro rabbia, il loro disadattamento, con la violenza. Ma al potere questo conviene perchè se i giovani si risvegliassero e prendessero coscienza della verità, loro avrebbero già perso. Nel 1968 la forza dei giovani uniti nei veri valori della giustizia, della pace e dell'amore stava per cambiare il mondo, poi “qualcuno” ha deciso che bisognava fermarli e attraverso la droga è riuscito nell'intento. Questo è ciò che gli Esseri di Luce mi hanno detto  riguardo ai nostri giovani dei quali sono estremamente preoccupati e dei quali hanno a cuore il futuro. Amore, Sicurezza, Verità, Coerenza, Saperli Ascoltare, essere Leader positivi di riferimento .. diamo questo ai giovani e loro ci ascolteranno e cambieranno”. Un messaggio forte e chiaro che dovrebbe essere incarnato dai genitori e dagli educatori dei nostri giovani affinchè la forza del futuro possa essere salvata da un male che mira ad annientarli. Un'altra domanda viene rivolta sul demonio. “Ho molto rispetto del demonio perchè è un nemico serio che obbedisce a Dio. Lui ha solo il compito di tentare, se la persona non accetta lui se ne va ...”. E infine la domanda sul perchè della sofferenza, perchè il sangue dalle statue e dalle stigmate. “... il sangue perchè l'umanità si sta dirigendo verso l'autodistruzione, le lacrime di sangue per la grande tristezza per il grave pericolo, le stigmate perchè Gesù vuole ricordare che Lui è il Capo che ritornerà e giudicherà”.

Juan Alberto termina la conferenza stampa con grande emozione: “Sono veramente commosso per le profonde domande rivolte per il desiderio di trasmettere a tante persone, attraverso le vostre emittenti, una possibilità di cambio verso una vita differente”.
Una profonda lezione spirituale che termina con i saluti e gli abbracci dei giornalisti e dei suoi collaboratori ... mi avvicino al grande manifesto affisso sulla parete, dietro le sedie e il tavolo da dove Giorgio con accanto Juan Alberto e Raul aveva risposto alle numerose domande, un manifesto che mi aveva colpito appena entrata nella sala e che ora posso vedere da vicino. Vi è l' immagine del Padre Adonay, del Comandante delle flotte spaziali della Confederazione interstellare, Ashtar Sheran, una bellissima immagine di Giorgio combattiva, ed una scritta in basso che dice:  “2000 anni fa Giovanni il Battista gridava nel deserto annunciando la venuta del Cristo e arrivò!!! Oggi Giorgio Bongiovanni grida per il mondo annunciando la seconda venuta del Cristo, e verrà, come è scritto!!! ... Quando nessuno lo aspetta ...”. Mi fermo ad ammirarlo ... quella composizione, quelle parole .... racchiudono una grande Verità ... sento i brividi percorrermi la schiena. Subito dopo vengo a conoscenza dell'artista che lo ha realizzato, la nostra cara e dolce sorella, Paola, e le parole sono le stesse riportate nel sito “Dal cielo a la Tierra” che gestisce la nostra cara Carmen.

E giunge l'ora della conferenza pubblica, l'incredibile afflusso di persone, che fuori dall'hotel fanno la fila per entrare, riempie la sala. Juan Alberto dà il via alla conferenza e dopo le immagini del video della Funima presenta Raul Bagatello che fortemente emozionato ma di un sentimento carico di sete di giustizia interviene denunciando il menefreghismo del governo Argentino e dei mezzi di comunicazione che esaltano la ricchezza e la  bellezza del paese, di luoghi “In” come Punta del Est e Mar de la Plata e non si curano minimamente delle condizioni indigenti di migliaia di persone che vivono in stato di estrema povertà, come le tante famiglie e i tanti bambini che vivono dimenticati sulla cordigliera delle Ande. Raul sottolinea l'importanza dei numerosi progetti realizzati grazie al sostegno continuo e costante della Funima International italiana ... la sussistenza giornaliera dei bambini ... i pozzi d'acqua potabile ... l'energia elettrica ... la scuola ... “Perchè” dice Raul “è indispensabile dare da mangiare a questi bimbi ma altrettanto importante è insegnare loro i veri valori della vita lavorando perchè domani possano essere uomini del bene”. Raul lamenta di aver tante volte bussato alla porta del governo argentino ma senza mai ricevere una risposta di aiuto concreto. Chiede quindi alle persone presenti di prendere coscienza della situazione e di sensibilizzare la gente ad inviare aiuti concreti affinchè la Funima possa andare avanti per opera degli abitanti del suo stesso Paese: l'Argentina; perchè dice: “Sono i nostri figli ad avere bisogno”, e porge una domanda al pubblico: “Cosa diremo al Cristo, visto che imminente è il suo ritorno, quando ci chiederà conto di tutto questo?”. La parola passa quindi a Giorgio che, emozionato per la grande quantità di anime assiepate fino alla porta d'entrata e all'esterno di essa, venute ad ascoltare il Verbo che si fa parola, inizia la sua attesa conferenza: “Sono emozionato per le parole del dott. Rambaldo che per me è come un papà, per le parole di Raul, per le immagini che vi ha mostrato, per voi che siete tanti come sempre ...”. La gente ascolta attenta e silenziosa nella luminosa sala dell'hotel Bauen che ha accolto numerosissime volte il passo stanco ma luminoso e fiero di questo grande servo di Dio che con il carisma del Verbo e con l'esempio dell'azione riempie il cuore degli spiriti di quel pane della vita che sazia, che trasforma, facendo nuove tutte le cose ... “Questa sera faremo una comunione cristica, che significa simbolicamente mangiare il pane e il vino, prendere l'eucaristia tutti insieme, lo faremo tramite il Verbo che parla, attraverso le immagini che vedremo ... lo faremo perchè stiamo vivendo qualcosa di molto serio ... i bambini che soffrono ... il Cristo ... i segni ... tutto ciò che sta accadendo nel mondo ... il Cosmo”. Giorgio parla alle anime presenti con profonda intensità “So che ciascuno di voi ha vissuto nella propria vita un percorso speciale che oggi lo ha portato qui. Trasformiamo  il pane e il vino dell'eucaristia in parole, immagini, musica, in una cena divina. Io oggi cari amici e fratelli, voglio essere il vostro servitore, voglio servirvi il dolce ma devo servirvi purtroppo anche l'amaro. Il dolce rappresenta i segni divini che si manifestano all'umanità e l'amaro è la medicina che non ci piace ma che è l'unico rimedio per guarire ed è la giustizia divina ... il Cristo ci sta chiamando per risvegliare la nostra coscienza ...”. Giorgio prosegue dicendo che non è più possibile evitare il verificarsi degli eventi, che però possiamo prepararci a questo,  mettendo in salvo il nostro spirito che è la cosa più importante, risvegliando la nostra coscienza e aiutando una causa giusta come Funima o qualsiasi essa sia purchè in favore della vita, e continua con gli alti concetti spirituali che l'uomo ha perduto nel cammino del tempo e che ritrova ascoltando l'amico dell'uomo: “L'uomo ha perduto la sua identità. La scienza e la religione hanno creato una alleanza diabolica affinchè l'uomo perdesse la sua identità ... ma il Cristo ritornerà insieme a queste sfere che vedrete scendere dal cielo ... Scenderà così dal cielo un giovane con lo stesso bellissimo corpo di 2000 anni fa e si presenterà ai potenti e agli uomini della terra e definitivamente il grano sarà separato dalla zizzania ... Ma prima di questo giorno Lui si manifesterà a ognuno di voi, e sarete così sicuri di averlo incontrato che darete la vostra vita per assicurarlo perchè sarà così chiara la Sua manifestazione che non avrete il minimo dubbio. Allora preparatevi, mettete in atto azioni per la vita e aspettatelo”. Giorgio si riferisce al pubblico profondo e attento che beve dalle sue parole acqua di verità e vita e che insieme alle impattanti immagini sono un vero trauma nel cuore delle anime, un trauma che risveglia gli spiriti dal torpore dell'incoscienza. “Sei un profeta? Un illuminato?” Chiede quindi un uomo. “Sono un messaggero di Dio”, risponde Giorgio con un’autorità spirituale, un’intensità, e una profondità che racchiudono il grande significato di quelle parole. La conferenza prosegue con sempre maggiore intensità in uno scambio tra Giorgio e il suo pubblico, la sua gente, che lo ama, che lo ascolta e che lui aiuta, cura, ama, dando tutto il suo essere perchè quella grande verità che arde dentro di lui possa essere trasferita anche al cuore dei suoi fratelli. Ad un certo punto qualcosa di sublime accade nella semplicità che sempre caratterizza i prodigi divini. Un Essere femminile si alza in piedi, l'umiltà, l'aristocrazia, la delicatezza, l'amore, la preoccupazione accompagnano l'eco e la vibrazione delle sue parole che sembrano giungere da un altra dimensione: “Buona sera Giorgio, il mio nome è Giovanna”, “Giovanna!?” sussulta Giorgio, e lei continua: “Si Giovanna, una pellegrina della Madre che gira facendo umanamente ciò che può, il mio incontro con voi è stato voluto da Lei, ora sono parte di Funima, ma prima di esserlo già ero parte di essa perchè lavoro nel nord e posso capire ciò che vive il mio fratello, vedere i bambini con i loro piedi sanguinanti, con le loro manine sanguinanti, è terribile il dolore. Lo so anche perchè sono madre di 6 bambini e sono una donna sola fisicamente, ma spiritualmente ho una corte di Angeli che mi sostengono e mi proteggono. Io credo che questa riunione avrà il suo valore se ogni anima presente qui stasera quando ritorna nella sua casa, non c'è bisogno che corra da un altra parte, ma si chieda -Chi ho al mio fianco che ha bisogno? Chi ho al mio fianco che sta soffrendo?- Non c'è bisogno di andare al nord, dobbiamo darci da fare in qualsiasi luogo ci troviamo, per ogni persona che ha bisogno, a volte non importa chi sono, quelli che più hanno, sono quelli che più hanno bisogno, questo è il messaggio del cuore di una umile pellegrina, che ama  sua Madre con tutta l'anima, che ama i suoi fratelli dal profondo di questo cuore e da questo cuore amoroso vi abbraccio, grazie per tutto, grazie perchè siete vivi”. Un soffio di silenzio corre nella sala. “Grazie per la visita Madre”, risponde Giorgio fortemente toccato. Ma un altra domanda giunge dal pubblico: “Giorgio io sono di Posadas Misiones, volevo chiederti rispettosamente e amorosamente come avviene la tua comunicazione con la Vergine e con Gesù ...”.  “ Abbiamo appena finito di avere una comunicazione con la Vergine” risponde Giorgio. Un applauso del pubblico accoglie le sue toccanti parole e spiega: “Lei usa molti strumenti per comunicare: immagini, persone e persino, a volte, Se stessa”. Il cerchio delle domande prosegue volgendo al suo epilogo insieme alla conferenza. La musica del Padre nostro inizia a risuonare nella sala. Giorgio con i segni delle stigmate scoperte chiama sul palco Giovanna. Il tempo sembra dilatarsi fino a scomparire, uno squarcio spazio temporale apre una porta dimensionale che si apre al mondo spirituale dove l'umano sentire perde la cognizione materiale e vive l'essenza del valore, non inquinato dal pensiero e dal raziocinio. Raul e Juan Alberto sono testimoni e padrini di un prodigio divino insieme a tutti noi presenti, impietriti dall'emozione per quanto sta accadendo ... Giovanna, strumento della Madre dolcissima nostra, vestita di rosa e bianco apre le sue braccia  di fronte al pubblico, e con lacrime d'amore recita ad alta voce il Padre nostro in lingua spagnola. Guardo Giorgio e vedo trasfigurare il suo viso, lo vedo come il Figlio, che devoto parla a sua Madre, con una tenerezza e una adorazione che non sono di questo mondo ... Sento battere forte il mio cuore e sento tremare le gambe, stringo forte a me la mia piccola, l'impulso che contengo è quello di inginocchiarmi, so che tutti i fratelli e tanti presenti provano la stessa emozione perchè alta è la vibrazione che si respira, innalzata da tutti gli spiriti testimoni. Giorgio abbraccia la Madre accarezzandole il volto, recitando a sua volta il padre nostro in italiano dinanzi al suo viso e guardandola intensamente negli occhi con profonda adorazione... attimi eterni che scolpiscono l'anima e lo spirito ... quando la forza trascendente scende in mezzo agli uomini si percepisce la bellezza, la freschezza, il profumo, il valore della vera vita. Giovanna scende i gradini, trema come una foglia mossa dal vento, tra gli abbracci e i baci delle persone che vogliono dimostrargli il proprio amore. Anche Giorgio si dirige verso l'uscita. La conferenza è terminata, la gente si accalca intorno a lui, toccandolo, chiedendogli grazie, esternandogli il proprio amore e come sempre i nostri collaboratori lo proteggono dalla calca, creandogli un varco verso l'uscita ... Juan Josè, Toby, gli altri fratelli di Buenos Aires e il nostro caro Raul Blazquez che come sempre non lo perde di vista un secondo, come un ombra lo segue, lo protegge, lo serve, lo ama, insieme alla sua dolcissima compagna Silvia, alla loro piccola Lourdes, alla tenera July che sono rimaste al comedor di Chancanì ma che sentiamo presenti insieme a noi, insieme a Cristina la madre dei bellissimi figli di Raul Bagatello e tutti i nostri amati fratelli che come angeli lavorano all'interno dei comedor e non possono essere fisicamente con noi ... passiamo dinanzi agli stand all'esterno, dove alcune delle carissime sorelle sono rimaste a disposizione delle persone che desideravano sapere, prendere del materiale, lasciare il proprio recapito, donare una offerta per Funima o acquistare un biglietto della lotteria per poter vincere un bellissimo quadro dipinto e donato dalla cara Alejandra. La serata si conclude con una cena insieme ai nostri carissimi Raul e Gaby, Juan Alberto, il carissimo Omar Cristaldo venuto dal Paraguay  insieme a Felix, Ines, Carmen, il caro nonno Edgardo e tutti gli amici e i fratelli. E' un momento gioioso che condividiamo con vero piacere anche se Giorgio molto stanco saluta  tutti subito dopo la cena. Il momento profondo e divino che lo ha fortemente emozionato, Giorgio lo commenta l'indomani alla riunione dell'arca, dove sono presenti, oltre a tutti i fratelli della città di Buenos Aires, i giovani ragazzi de la Plata, i fratelli di Rosario, de Las Parejas, il carissimo Jorje Prasilio de La Pampa. Giorgio racconta ai suoi amati fratelli che la Madre Celeste gli aveva manifestato la Sua divina presenza già dalla mattina, quando Raul gli aveva donato una boccettina di vetro colma del trasudato della Vergine Madre raccolto da una delle tre statue della Rosa Mistica in Paraguay che in un prodigio divino hanno manifestato la Sua divina presenza attraverso le lacrimazioni di sangue, le lacrimazioni d'olio e la trasudazione della statua. Giorgio quindi spiega che la signora Giovanna è stata uno strumento di personificazione della Vergine che voleva dare un messaggio e un segno della Sua presenza durante la conferenza e ricorda che  gli Esseri Celesti possono parlare all'uomo anche attraverso persone umane e noi dobbiamo avere la sensibilità di percepirlo. Chiede ad ognuno dei fratelli di esprimere il proprio pensiero e il proprio sentimento su quanto vissuto e tanti di loro trasmettono bellissime riflessioni spirituali che mi colpiscono e che mi fanno ancora una volta riflettere su quanto siamo tutti importanti l'uno per l'altro, su quanto l'uno può dare all'altro e viceversa per crescere sempre di più. Anche la signora Giovanna è presente e con la sua grande umiltà, sotto la tenera richiesta di Giorgio, ancora una volta ci insegna: “Ciò che ho voluto dire ieri era semplicemente dirvi che il cuore della Madre vuole che i suoi figli siano uniti e che non c'è niente di più importante di chi abbiamo al fianco. Qui Funima parla di fame, fame di cibo, ma la vera fame è la fame d'amore, l'amore tra fratelli, l'amore tra voi stessi, perchè non c'è più tempo, il tempo è finito. Il giorno comincia oggi, domani non esiste, mio figlio che ha dodici anni, costantemente mi ricorda che non esiste il tempo, che tutti siamo uno. Che Dio è energia. Mio figlio è mio Maestro, io sono solo una pellegrina che parla in tanti modi alla Madre, e la Madre mi parla al cuore, solo questo. Sono una umile donna che semina e raccoglie e da da mangiare, che ha imparato a fare di tutto, ... girando, cercando di fare qualcosa per l'altro, niente più di questo. Non guardate me, guardate il vostro fratello che si rompe l'anima nelle montagne, camminando e facendo mille altre cose, guardate il vostro fratello che deve sopportare tutto, che è attaccato costantemente e che deve sanguinare dalle sue mani perchè qualcuno possa credergli, questo è amore? No questo è un altra cosa...io sono solo questo che vedete, un amica, niente di più”. Un applauso ringrazia ancora una volta questo speciale essere che la Madonna ha scelto per trasmettere il Suo messaggio, una sorella, un amica, un esempio, che con la sua umiltà ci ha dato una nuova lezione di vita.
La riunione prosegue con i fratelli e con i complimenti di Giorgio rivoli a tutti loro per la riuscita della conferenza, per la ottima diffusione del messaggio attraverso i mezzi di comunicazione, per l'ottima organizzazione e il lavoro svolto. Ma i discorsi terminano, sempre, giustamente, per andare sui punti dolenti, sulle lacune da colmare, sulle difficoltà da superare, sulle conseguenti direttive, a volte amare, di Giorgio, ma che, come in una grande famiglia, si colmeranno insieme, e come sempre i frutti saranno raccolti, ma solo da coloro che veramente credono, da coloro che, costi quel che costi, andranno avanti per adempiere al proprio programma all'interno di questa grande Opera Divina che prepara, alla guida di un Messaggero di Dio e dei suoi apostoli e discepoli, il ritorno del Re dei Re Gesù Cristo.
Questa è la mia umile cronaca di questi intensi giorni vissuti nella terra del Sud, tra la semplicità della gente e la profondità spirituale del loro sensibile animo dentro cui dimora il nuovo popolo eletto. Ma desidero rendervi partecipi anche di un altro importantissimo “segnale” che la Vergine Santissima ha inviato a Giorgio, attraverso persone ... immagini ... parole ... che assumono un chiaro significato dei tempi ai quali ci stiamo preparando.
La presenza della Madonna si è fatta sentire forte in questi giorni anche attraverso Rafael, nostro fratello, devoto e ricercatore delle apparizioni mariane nel mondo, e Santiago, suo amico e nostro fratello, devoto e studioso delle apparizioni di Garabandal, con il quale Giorgio ha potuto approfondire i vari aspetti del messaggio dato dalla Celeste Madre alla veggente Conchita Gonzalez (con la quale Giorgio stesso aveva parlato tanti anni fa). Messaggio che, in questo tempo, si interseca con i messaggi ricevuti da Giorgio stesso, inerenti in particolare modo il tempo dei tre grandi eventi “il segno, il miracolo, il castigo” annunciati dallo stesso Maestro Gesù nel messaggio ricevuto da Giorgio il 30 luglio 2007. Anche Concita infatti parla dei tre prossimi eventi: l'avvertimento, il miracolo, il castigo, che di seguito vi riporto.

Conchita Gonzalez così riferisce in differenti dialoghi, il messaggio della Madonna rivelatole il 10 gennaio 1965:

"L'avvertimento sarà visibile nel mondo intero, per tutti, in qualsiasi luogo essi siano. Sarà come una rivelazione dei nostri peccati; sarà veduto e sperimentato dai credenti e dai non credenti, dalle genti di ogni religione. Sarà come una purificazione prima del miracolo; una catastrofe che ci farà pensare ai morti, nel senso che desidereremo essere al loro posto piuttosto che vivere questo ammonimento".

Ottobre 1968:
"Non si tratta di un fenomeno naturale; è qualcosa di soprannaturale che la scienza non potrà spiegare, una purificazione della coscienza del mondo. Anche quelli che non conoscono il Cristo, crederanno che è un ammonimento di Dio".

1973:
"La cosa più importante è che il mondo intero, ognuno, riceverà un segno, una grazia, od un castigo, che potremo chiamare ammonimento.
In quel momento tutti si sentiranno soli, in qualsiasi luogo si trovino, soli con la loro coscienza, soltanto davanti a Dio.
Essi vedranno i loro peccati e gli effetti dei loro peccati, e tutti lo proveranno nel medesimo istante. Non si proverà alcun dolore fisico, salvo uno choc emotivo, come una crisi cardiaca. [...]
Questo fenomeno non causerà danni fisici, ma ci riempirà di orrore, poichè in un preciso momento vedremo le nostre anime e i mali di cui siamo responsabili. Sarà come se fossimo in agonia, ma non moriremo per causa sua, salvo in qualche caso, forse di paura e di choc. Se anche non durasse che un momento, sarà molto terribile.
Nessuno dubiterà che tutto viene da Dio e che non è di origine umana. Io ho una tremenda paura di quel giorno. La Vergine ci ha detto che l'ammonimento ed il miracolo saranno gli ultimi avvertimenti o manifestazioni pubbliche che Dio ci darà. Ecco il motivo per cui io credo che, dopo di essi, saremo vicini alla fine dei tempi (la fine dei tempi presenti, la fine della nostra epoca) ".

Da Mari Loli il 27 luglio 1965 e poi il 29 Settembre 1978:
"L'Ammonimento e il Miracolo verranno entro un periodo di 12 mesi...
Come tutti, ho dei peccati da rimproverarmi e siccome l'Ammonimento mi mostrerà i miei peccati, ne ho paura.
Tutte le persone lo proveranno in qualsiasi luogo si trovino, qualunque sia la loro condizione o conoscenza di Dio.
Sarà un esperienza personale interiore. Sembrerà che il mondo si immobilizzi; tuttavia, nessuno ne avrà coscienza, perchè tutti saranno assorti nella propria esperienza.
Sarà un sentimento interiore di afflizione e dolore d'aver offeso Dio. Dio ci aiuterà a vedere chiaramente le ingiurie che gli abbiamo fatto e le cattive azioni commesse. Ci aiuterà a sentire questa pena interiore poichè quando noi facciamo qualche cosa di male, ci accontentiamo di chiedere perdono al Signore solo a fior di labbra; ma l'Ammonimento ci aiuterà a sentire un profondo dolore da provarlo anche sul nostro corpo".

19 ottobre 1982:
"L'Ammonimento è vicino, ma non vicinissimo, per cui è probabile che la situazione dell'umanità peggiori. Allora per i preti sarà molto difficile celebrare la S.Messa; sembrerà come se la Chiesa non ci sia più. Quando verrà l'Ammonimento, tutto, in ogni luogo si fermerà un momento, e le persone penseranno soltanto a rientrare in se stesse ed a esaminarsi interiormente.
Da Jacinta, febbraio 1977:
"L'Ammonimento è qualcosa che si vedrà innanzi tutto nell'aria in ogni parte del mondo ed immediatamente trasmesso all'interno della nostra anima. Durerà pochissimo, ma ci sembrerà lunghissimo a causa degli effetti che si manifesteranno in noi; ci troveremo dinanzi alla nostra coscienza, al bene o al male che abbiamo commesso.
Poi sentiremo un grande amore per il nostro Padre Celeste e la nostra Madre e domanderemo perdono per tutte le nostre colpe...
Dolorosi eventi accadranno prima dell'Ammonizione che giungerà quando la situazione si metterà al peggio, non soltanto a causa della persecuzione, ma perchè molte persone avranno cessato di praticare la religione.".

- Il Miracolo e il Castigo
Del Miracolo la Madonna ha parlato soltanto a Conchita, del quale ha scritto quanto segue:
"Ciò che riguarda il miracolo, la Vergine l'ha detto a me sola.
Mi ha proibito di dire in che cosa consisterà e potrò dirne la data soltanto otto giorni prima. Ciò che posso dire è che coinciderà con un avvenimento della Chiesa e con la festività di un santo martire dell'Eucaristia; che avverrà alle 20,30 di un giovedì; che sarà visibile a tutte le persone che saranno nel villaggio o sulle vicine montagne; gli infermi che vi assisteranno saranno guariti e gli increduli crederanno.
Sarà il miracolo più grande che Gesù avrà fatto per il mondo.
Non sussisterà il minimo dubbio che viene da Dio e che è per  il bene dell'umanità. Rimarrà un segno del miracolo ai Pini per sempre. Potrà essere filmato e ripreso in televisione.
Il castigo è condizionato a secondo che l'umanità terrà conto dei messaggi della Vergine e del Miracolo. Se verrà, io so in che consisterà, perchè la Vergine me lo ha detto, ma non posso dirlo. Inoltre, io ho visto il castigo e posso assicurare che se avverrà sarà peggio che se fossimo circondati dal fuoco sopra e sotto di noi. Non so quanto tempo passerà prima che Dio ce lo mandi, dopo aver fatto il Miracolo".
A Medjugorie la Madonna ha parlato di tre Avvertimenti, del  Miracolo, del Segno e del Castigo. Credo che l'Ammonimento di Garabandal si identifichi col terzo avvertimento predetto a Medjugorie, mentre il Miracolo e il Segno di Garabandal siano diversi di quelli di Medjugorie.

Con profonda devozione
Sonia Alea

Montevideo (Uruguay)
5 novembre 2008

 

IL MERAVIGLIOSO CAMMINO DELL'EVOLUZIONE DELLO SPIRITO

Evoluzione. Quale grande e profondo significato racchiude in se questa parola. Progresso ... sviluppo ... emancipazione ... cambiamento ... mutamento ... crescita ... movimento ... spirale ... questo il suo significato nel vocabolario e potremo continuare ... perdita della densità materiale ... innalzare ... trasfigurare ... spiritualizzare ... sublimare ... raggiungere pace ... serenità ...  vera felicità.
L'evoluzione è prerogativa di tutti gli esseri creati, è prerogativa della Vita stessa che nel costante divenire in un continuo dinamismo crea, trasforma, muta, in uno stato di continuo perfezionamento, in una pulsione d'amore che spinge verso l'equilibrio e l'armonia le forme e le sostanze riportando gli spiriti coscienti alla propria origine divina.
Evoluzione che può essere percorsa lentamente lasciandosi trasportare dai flussi e riflussi della Vita governata dalla Suprema Legge di causa-effetto, in un continuo alternarsi di azione-reazione incosciente ma imprescindibile in un percorso lento e doloroso dove si alternano dolore-gioia, oscurità-luce.
O Evoluzione che può essere percorsa con coscienza ponendo in atto le cause positive alle quali seguiranno gli effetti desiderati con uno stato di coscienza e consapevolezza tali da permettere una sempre maggiore conoscenza dei misteri della vita e della creazione e una rapida evoluzione. Come in una scuola, quindi, dove ogni anno occorre applicarsi alle materie per poter essere idonei a frequentare l'anno seguente.
I maestri spirituali inviati dal Cielo sulla Terra hanno insegnato nel corso dei secoli all'uomo le materie necessarie per poter ricevere il diploma, i risultati saranno resi noti il giorno del Giudizio finale, quando si manifesterà sulla terra il primo ministro, Gesù Cristo, che sta a capo non solo degli insegnanti ma dei presidi di tutte le scuole e di tutte le facoltà del pianeta. Duemila anni fa Egli è sceso in mezzo a noi mettendosi addirittura a disposizione dei suoi alunni del pianeta Terra, istituendo una nuova scuola che non aboliva quella degli altri docenti ma che la confermava affinando però gli insegnamenti in regole nuove e rivoluzionarie che assicurano una via molto più rapida per raggiungere l'obiettivo, che è appunto l'Evoluzione. “Ama il prossimo tuo come te stesso ...  non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” ... da duemila anni ad oggi i suoi diretti strumenti hanno portato il Suo insegnamento nel mondo, un insegnamento basato, sì, sull'amore ma non sull'amore debole, su quello vero, quello che si fonda sui valori della Verità, della Giustizia, dell'Amore e della Pace, quello che non ha paura di guardare da che parte sta il male e di denunciarlo. Oggi, Giorgio Bongiovanni, un Suo diretto messaggero che porta i segni della divina Croce è stato nuovamente inviato tra gli insegnanti per illuminare il percorso dell'ultimo anno di scuola superiore al termine del quale saremo sottoposti ad esame per poter ricevere il diploma e così l'accesso alle scuole universitarie della quarta dimensione.
Il nostro cammino quindi non può essere lasciato a se stesso, non possiamo vivere di rendita, se non ci applichiamo allo studio profondo delle materie, che sono i Valori Cristici da acquisire, non possiamo farcela. Ecco che dobbiamo quindi studiare attentamente e profondamente ciò che il nostro Supremo insegnante, il Cristo, ci ha trasmesso. Insegnamenti che attraverso i Suoi messaggi e quelli dei Suoi Angeli ci giungono continuamente. Dobbiamo esercitare ciò che studiamo apprendendo nuove virtù e facendole divenire nostre. Se non so essere sufficientemente umile con il mio prossimo, ad esempio, mi applico ogni giorno per colmare questa lacuna perchè devo recuperare la materia insufficiente e così via per tutte le inclinazioni che non rispecchiano l'Esempio del Maestro dei Maestri e dei Suoi messaggeri-insegnanti.
Non diamo per scontato mai niente e ogni giorno quando il nostro Padre glorioso Adonay che risplende alto nel cielo ci saluta per darci la buonanotte riflettiamo su quanto ancora abbiamo da imparare e su che cosa domani dobbiamo, all'interno di noi stessi, lavorare, che cosa dobbiamo migliorare, che cosa dobbiamo cambiare.
L'elezione che ci darà la conquista a vivere in una nuova era di Pace, Amore e Giustizia non ci verrà offerta su un piatto d'argento, è qualcosa che dobbiamo veramente volere, desiderare, qualcosa che ci dobbiamo conquistare lavorando su noi stessi per ottenerlo. Forza di volontà quindi, Fede, una buona e costante autocritica e applicarsi allo studio e alla realizzazione dei Valori durante il nostro lavoro quotidiano per la necessaria sussistenza della propria famiglia e durante il sostegno concreto alla Giusta Causa che abbiamo deciso di appoggiare, condividere, servire facendola divenire nostra.
“Ora et labora” diceva San Benedetto. Prega e lavora. Un grande insegnamento che oggi attraverso lo stigmatizzato Giorgio Bongiovanni ci viene nuovamente sottolineato ampliando la sua importanza. In questo tempo è indispensabile, infatti, sì, pregare o meditare ma mentre siamo impegnati a lavorare per il Cristo. Prega mentre lavori, quindi, e che cosa è la preghiera se non analizzare se stessi per cambiare, per migliorarsi, parlando con il “Cielo”, ringraziando e chiedendo aiuto al Cristo?
Buono studio allora e buon lavoro a tutti!

Tutto ciò che viene riportato dalle parole pronunciate in conferenze, trasmissioni o lezioni spirituali di Giorgio Bongiovanni sono preziose perle da assimilare profondamente e far divenire nostre. Sono gli insegnamenti del Cristo Gesù che ci vengono spiegati e mostrati con l'esempio della sua vita. “... Il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” Giovanni cap. 14 vers. 26.
Buona lettura allora cari fratelli e sorelle. Vi lascio all'espressione del Verbo che si fa parola manifestando nella semplicità degli esempi, nella semplicità della sua vita la grandezza di un Cielo tanto vicino a noi che ci indica il cammino, illuminandoci la strada.

Un’estate vissuta in Italia quella di Giorgio Bongiovanni tra l'amore e l'affetto della sua preziosa  famiglia, dei suoi figli, che si allarga fino a racchiudere tutti i carissimi fratelli dell'arca e delle arche di tutto il Paese. Conferenze pubbliche ed importantissimi incontri, dei quali sono già state riportate le notizie e i particolari nelle varie cronache precedentemente inviate, sono state protagoniste dell'estate appena trascorsa, insieme ad altri intensi momenti, alcuni dei quali di seguito riporto, ed alle tante lezioni spirituali che ogni volta rinvigoriscono i nostri spiriti rinfrescandoli in una cascata d'acqua limpida e fresca.
... La visita del nostro caro Juan Alberto Rambaldo e della dolcissima Vanesa De Huertos, figlia della nostra cara Carmen e sorella gemella di Giorgina che purtroppo ha dovuto permanere per motivi di lavoro a Rosario, e la loro permanenza di circa venti giorni con noi in Italia è stata una occasione speciale per vivere intensi e piacevoli momenti indimenticabili con il profumo di tutti i nostri amati fratelli del Latino America che attraverso di loro giungeva al cuore di Giorgio e di tutti noi ... E un sacro momento vissuto insieme nella nostra arca di Sant'Elpidio a Mare che ha commosso i nostri cuori. La natura rigogliosa esprimeva il battito della vita nel fruscio delle foglie degli alberi, mosse dalla leggera brezza, mentre il Padre Sole benediceva un rito molto speciale impartito per la prima volta dal nostro amato Maestro Gesù Cristo, quello della Santa Comunione.  Un semplice tavolo, una tovaglia bianca, un mazzo di gigli bianchi simbolo di purezza, un calice di cristallo colmo di vino rosso e il pane, frutti della Solare Eucaristia. Giorgio, con le sue mani sante, benedice il pane e il vino che vengono distribuiti a Lorenzo e Sofia, figli dei nostri cari fratelli Maria e Giordano che con grande devozione avevano chiesto questa cerimonia dopo quella già celebrata nella chiesa cattolica qualche mese prima. L'emozione racchiude la coscienza del profondo valore della cerimonia ... ricevere il corpo di Cristo dalle mani di un Suo diretto strumento ... tutti i nostri bambini con i loro sorrisi e con la loro limpida purezza fanno da corona intorno ai bellissimi Sofia e Lorenzo e attorno a loro, in segno di protezione, i genitori e tutti i fratelli dell'arca ... il sacro pane e il sacro vino vengono offerti ai piccoli dalle mani avvolte con i bianchi guanti che coprono i segni permanenti delle sacre stigmate, i bambini lo ricevono con la semplicità e la purezza degli Angeli quali sono .... “... Lasciate che  i bambini vengano a me perchè di essi è il regno dei Cieli” disse il Maestro ...  sento risuonare nell'aria l'autorità e la passione d'amore di quelle sublimi parole ... la voce di Giorgio si unisce all'armonia della natura e del Padre Adonay che dall'alto presenzia alla cerimonia “La comunione, carissimi Sofia e Lorenzo, significa far entrare il Cristo dentro di voi, vivere la vita seguendo i suoi insegnamenti ... è una grande gioia ma anche una grande responsabilità alla quale dobbiamo tenere fede noi grandi e dovrete tenere fede anche voi quando sarete più grandi ... ”. Al momento sacro e intenso seguono gli abbracci, le lacrime, il dono dei carissimi Maria e Giordano, la torta per tutti. È un momento di festa. Una festa che viviamo tutti i giorni dentro il cuore perchè il Cielo è venuto a noi così vicino.
La viviamo in tutti i momenti vissuti accanto a Giorgio che inevitabilmente divengono momenti spirituali. Ma cosa significa spirituale? “Che consta unicamente di spirito e non di materia”, riporta il dizionario. Momenti quindi in cui si parla della vera essenza dell'uomo, della sua evoluzione.
Vi lascio a queste preziose gocce di spiritualità che Giorgio ci ha trasmesso, appunto, durante alcuni di questi profondi momenti, durante queste vere e proprie lezioni spirituali.

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Il cuore e il cervello.
L'uomo ha scoperto che gli impulsi partono dal cervello ma in realtà il cervello è uno specchio che riflette un'altra fonte che è quella genuina. Sarebbe come credere che la radio è  la fonte della trasmissione quando invece è semplicemente una radioricevente e trasmittente, la fonte quindi di ciò che viene trasmesso dal cervello è il cuore. La fonte è il cuore che riceve direttamente dallo spirito. Il cuore è lo strumento dello spirito da dove partono gli impulsi, i pensieri, le emozioni, la creatività. Il Santo, il mistico non legge infatti il pensiero dell'uomo che può essere inquinato ma il cuore. Padre Pio aveva il potere di leggere tanti cuori ma  solo il Cristo può leggere tutti i cuori, chiunque altro non reggerebbe questo peso, anche perchè dovrebbe avere il potere della giustizia per farlo.
Il cervello, essendo una macchina, riceve continuamente onde pensiero dall'interno della persona e dall'esterno di essa, quindi anche pensieri che non sono i suoi, ecco perchè a volte ci arrivano nella mente brutti pensieri che non riconosciamo come i nostri. La nostra mente quindi è bombardata da miliardi di pensieri che camminano ma l'uomo ha la facoltà di controllarli perchè ha una coscienza.

Anche chi serve il male crede di stare dalla parte del bene.
A volte succede che lo spirito durante il percorso delle proprie esperienze viene tentato da altri spiriti e condizionato da vibrazioni non positive, assorbendo quelle tentazioni diviene uno spirito negativo. Questa negatività dallo spirito viene trasmessa al cuore e poi al cervello per divenire poi azione. L'errore che sta facendo l'uomo in questo tempo non è dovuto al fatto che deve sperimentare il male per capire che cosa è, perchè questo lo ha già sperimentato da secoli, lo spirito dell'uomo viene attaccato dalle forze negative diaboliche facendosi condizionare, quindi queste forze diaboliche materiali condizionano lo spirito che accetta di sposarsi con questi valori. E' lo spirito che agisce, quindi, non il cervello. Molto spesso lo spirito viene ingannato dalla convinzione di essere nel giusto nella sua azione o addirittura di avere un mandato divino, se è credente, o che è necessario per l'umanità, se è ateo. Da Hitler a Stalin, a Bush, a Berlusconi, a Riina.
Nessun essere umano che serve le forze negative è convinto di essere dalla parte del male a meno che non sia uno squilibrato mentale. Tutti i più grandi uomini sanguinari sono convinti che hanno un mandato divino. I grandi capi mafia, i grandi dittatori non dicono mai di servire il male e loro in questo ci credono. Lo stesso Bush afferma di lottare per volontà di Dio, per sterminare i terroristi, il male.  Anche Putin è convinto di servire il bene, anche Provenzano, pensano di servire Dio ma in realtà stanno servendo il maligno. Si fanno ingannare, e a loro piace essere ingannati. Si tratta di convincersi di essere nel bene per ragioni di potere. So che sto uccidendo, sottomettendo, dominando le persone, però, siccome devo giustificare me stesso, perchè il bene è insito nell'uomo e quindi la mia coscienza si può ribellare a me stesso, mi giustifico e qui subentra la tentazione maligna. “Ma io sto servendo una causa” si giustificano. Berlusconi dice: “Ma io sono stato eletto dal popolo italiano”, Bush dice: “Ma io devo salvare gli Stati Uniti dal terrorismo”, il dittatore africano dice: “Ma qui ci sono quelli che vogliono conquistare la mia nazione”, ognuno si giustifica con una causa apparentemente giusta ma in realtà stanno tutti dalla parte sbagliata, stanno servendo il male. Questo è il grande inganno.

Le forze del bene e le forze del male.
Ci sono le forze del bene e le forze del male. Dipende da come ti predisponi e qual'è la tua disponibilità. C'è il Cristo che ti chiama ma c'è anche il diavolo che ti chiama. Sei tu che scegli da che parte stare. L'offerta è data a tutti, la stessa medesima offerta. Il male ha origini all'interno dell'uomo. L'uomo infatti nasce mezzo angelo e mezzo demone e poi sceglie la strada che vuole percorrere. L'intelligenza Divina  ti concede le due parti appunto perchè devi conoscere. Se tu vuoi sperimentare il male e praticare il bene ti è concesso ma se vuoi sperimentare il male e praticare il male ti è concesso fino ad un certo punto, dopo torni indietro, c'è un limite, non vai avanti e regredisci facendo la morte seconda. Come fai a capire che adesso è sera se non conosci la notte e il giorno? Una volta che li hai conosciuti puoi scegliere se stare con il giorno o con la notte. Se scegli la notte ti prendi la responsabilità che vedi poco, sbatti la testa, hai freddo. Ma l'hai scelto tu.

Pensiamo a Gesù Cristo quando stiamo male.
Lo spirito per antonomasia nasce positivo, legato ai valori dell'amore, della pace, della fratellanza e della giustizia che sono i valori insiti nella stessa creazione. Quando lo Spirito si incarna viene imprigionato nella materia e viene ingannato ... quindi bisogna accontentarsi di ciò che siamo, di ciò che abbiamo, dobbiamo portare la nostra croce sopportando le nostre sofferenze perchè anche se siamo imprigionati, siamo liberi perchè abbiamo conosciuto un Signore che si chiama Gesù Cristo. Quando abbiamo sofferenze, depressioni, pensiamo a Lui e siamo già salvi. Diciamogli: “Signore aiutami, fammi continuare a fare ciò che sto facendo, fammi continuare a servirti”, solo per il fatto che lo abbiamo chiamato per Lui è un segno d'amore, di ravvedimento, e siccome Lui ha “il difetto” che non si toglierà mai che quando qualcuno lo chiama e chiede perdono lo perdona sempre, se vi è il vero pentimento, allora su questo potete stare tranquilli. Lui è fatto così.

Come fare per ricaricarsi.
Non fatevi attanagliare dalle cose materiali, pensate sempre alle cose spirituali e guardate i segni. Non state mai da soli ma sempre con i fratelli, siate concentrati, non fatevi tentare dalle situazioni routinarie della vita materiale, sostenete, lavorate e lottate per una causa giusta e seguite i passi quotidiani di chi lotta per cambiare le cose.

Vuoi raggiungere il tuo stare bene? Vivere il vero significato della Vita.
Lo puoi raggiungere solo se sei cosciente di questo bene e per esserne cosciente devi avere un dato nella tua coscienza, nel tuo essere, che è imprescindibile, la conoscenza. La gnosi. Qual'è il destino dell'uomo? Conoscere. Nella sapienza, nella conoscenza tu acquisisci la libertà, la gioia, la felicità, sperimenti, crei, conosci, realizzi. Il fine dell'uomo è quello di esplorare l'universo. Man mano che ti evolvi nelle dimensioni, conosci l'universo e quando raggiungi la dimensione paradisiaca, la dimensione dalla quale provengono i miei amici extraterrestri, cominci a vivere il vero significato della vita, cominci ad esplorare l'universo con lo scopo unico di aiutare e non di conquistare altrimenti dopo due minuti il cosmo ti annienterebbe. I nostri fratelli delle stelle hanno seguito lo stesso percorso, una volta che hanno realizzato l'amore Cristico, la fratellanza universale, la creatività, la sintonia con la Vita e con Dio, hanno cominciato a viaggiare nell'universo aiutando le civiltà di altri pianeti, di altri sistemi solari nella loro evoluzione. Tutto il resto che viviamo prima è una scuola, l'anticamera dell'evoluzione, questo è il vero fine. Una volta che ti sei stabilizzato e ti sei posto in equilibrio, divieni cioè una cellula positiva cosciente, la vita ti da la possibilità di conoscere Se stessa ma per conoscerla prima devi conoscere tutti i misteri del tuo pianeta e quindi apprendere la comunicazione tra te e i regni inferiori, la comunicazione con gli animali, con le piante, ma prima di fare questo devi abbandonare la violenza, devi entrare in sintonia con te stesso e con la natura. Devi abbandonare la gelosia, l'odio, l'invidia, l'istinto del dominio, l'unica cosa che ti viene concessa è l'ambizione della conoscenza. Gli altri sentimenti devono essere di altruismo, se non sono altruistici il cosmo e la natura non ti vengono incontro, ti rifiutano, vi è il rigetto nei tuoi confronti. Infatti la società di questo pianeta è in rigetto rispetto al cosmo. Il cosmo ci rigetta, ci tiene rinchiusi nel nostro pianeta e questo fino a quando non svilupperemo il valore dell'altruismo e dell'amore, in quel momento ci sarà subito il risucchio da parte dell'universo. Avrete notato che quando andiamo nello spazio abbiamo sempre un sacco di problemi. Una volta, però, che sei divenuto una cellula positiva e che hai raggiunto la conoscenza massima del tuo pianeta, inizi a viaggiare nel cosmo, entri a far parte di una Confederazione che già esiste e inizi una esplorazione e una conoscenza che non finirà mai. È una esperienza bellissima che non vi potete immaginare.
Noi ancora qui siamo nel fango.

Non verrà permessa la distruzione della Terra.
Non verrà permessa la distruzione della Terra perchè nel nostro Sistema Solare è già accaduto un evento analogo nel passato, con la distruzione del pianeta chiamato Mallona, e tutto il Sistema sarebbe messo in serio pericolo. Ma vi è anche un’ altra motivazione che è quella che la Terra è l'anima gemella del Padre ed è quella che sta soffrendo di più, Lui non permetterà che Le venga fatto del male più di quanto i Suoi abitanti le stiano già facendo. Anche gli altri 12 pianeti sono Sue creature ma l'anima gemella è la Terra. Per questo Lui stesso è sceso sulla Terra, attraverso Suo Figlio e si è fatto crocifiggere, anziché annientarci. Lui soffre insieme alla sua sposa per amore nostro, per salvarci, come possiamo ripagare un amore così immenso? Ma nemmeno se ci reincarniamo duecento cinquanta miliardi di volte. Almeno siamo degni di servirlo! Comunque ricordate che alla fine la Giustizia si antepone all’Amore e quindi il Padre separerà il grano dalla gramigna. All’uomo non sarà permesso di distruggere il pianeta. Ricordate la storia di Sodoma e Gomorra.

Giocare in favore dell'azione o della meditazione.
... Intanto ti devi risvegliare, poi devi lavorare per gli altri, altrimenti non è un vero risveglio. Le invidie, le gelosie o altri sentimenti umani non positivi vengono superati con l'azione, possono essere superati anche con la meditazione o la preghiera ma l'azione contro la meditazione quattro a zero a favore dell'azione. Io ho fatto un sacco di partite e ho giocato a volte in favore dell'azione e altre volte in favore della meditazione o della preghiera, quando giocavo in favore della meditazione perdevo sempre, quando giocavo in favore dell'azione vincevo sempre, allora mi sono schierato in favore dell'azione e ho detto alla meditazione: senti tu perdi sempre non ci posso stare con te. Ogni tanto faccio una preghierina, medito, ma solo come allenamento, le partite però le gioco sempre con l'azione perchè guadagno in evoluzione, capisco più cose, l'invidia perde, l'egoismo sta indietro, quindi mi conviene mettere in pratica l'azione. Però cosa comporta l'azione? Che soffro di più. L'azione ti costa in sacrificio, in rinuncia di te stesso. Ecco perchè io raccomando sempre a tutti l'azione a favore della vita perchè è positiva per te prima ancora che per il prossimo. Altruismo e poco egoismo; niente egoismo è impossibile perchè siamo umani, quindi poco egoismo e molto altruismo. L'egoismo è un’ esigenza prettamente naturale dell'uomo che sperimenta la sua esistenza nella materia. Questo valore degenera quando comporta la sofferenza degli altri divenendo quindi negativo. Di questi sentimenti negativi si è ammalato l'uomo: follia, dominio, sete di potere, materialismo, nazionalismo, arroganza. Guardate tutti i potenti del mondo ce n'è forse uno altruista? Ce n'è uno umile? Se tutti i potenti della terra sono così significa che questo è il risultato dell'umanità perchè i governanti li abbiamo eletti noi. Se in Italia viene votato un personaggio che appoggia la cultura mafiosa che si chiama Berlusconi, ed il sessanta per cento degli italiani lo vota significa che il sessanta per cento degli italiani appartiene alla stessa cultura mafiosa. Nessuno mi può dire che non è vero. Tenetevelo stretto e prendetevi le conseguenze. Voi pensate che lui possa querelare coloro che lo accusano di ciò che dico? Non lo fa. E sapete perchè ? Perchè lui sa che in tribunale verrebbero tirate fuori le carte dei processi dove i giudici scrivono e provano che lui ha avuto a che fare con la mafia e i giornali parlerebbero dell'episodio.

L'anticristo al servizio di Dio e l'anticristo al servizio dell'uomo.
La maggior parte dei politici sono tutti impelagati con il potere anticristico, sono pochissimi i politici onesti e non hanno colore. Destra o sinistra non cambia niente. Berlusconi lavora a favore dell'anticristo, è una delle sue numerose braccia, ma anche il papa lo è, Bush no, non fa parte dell'anticristo, lui è un proiettore, fa parte dell'anticristo chi mette il dvd. Neanche Putin credo. Il presidente della Federal Reserve  serve l'anticristo, il presidente della comunità cristiana ebraica degli Stati Uniti che raccoglie tutti i fondi delle pensioni americane e che sta finanziando la guerra in Israele serve l'anticristo, con la convinzione che deve avvenire la battaglia di Armagheddon e che quindi deve essere sterminato il popolo ebreo per far arrivare il Messia, pensate che follia. Ajmadinejad è un altro proiettore come Bush, invece l'Ayatollah Khomeini è un'altra forza anticristica, però dovete sapere una cosa molto importante: c'è un anticristo che serve l'uomo e c'è un anticristo che serve Dio. Ci sono delle forze in campo che sono forze anticristiche, quindi lontane da noi ma che ubbidiscono alla volontà divina, ci sono altre forze invece che sfidano Dio e ubbidiscono alla volontà umana. Dovete capire questo concetto con chiarezza altrimenti non ci capirete niente e rimarrete schiavi delle ideologie politiche e religiose che vi porteranno fuori strada. Questo che vi ho detto mettetelo nello scenario mondiale e troverete le risposte.  Noi siamo con Cristo. Dobbiamo capire come stanno le cose per poterlo servire meglio. Noi dobbiamo capire gli strumenti che ci sono in campo. Chi serve chi. Questo Dio è onnipotente o no? Quindi anche Lui schiera delle forze in campo. Nell'apocalisse è spiegato benissimo questo concetto quando si parla del castigo di Dio. Il segreto di Fatima parla di un castigo che Dio manderà sulla Terra e si servirà di forze presenti nel pianeta. Abbiamo provocato un squilibrio nel nostro pianeta a tutti i livelli, naturale, psichico, sociale, spirituale, umano, ambientale, energetico ecc. e secondo la Legge di causa-effetto chi ha creato questo caos deve essere annientato in ubbidienza alla Legge universale da una forza uguale e contraria, anche se ci minaccia attraverso una forza negativa. Dobbiamo quindi capire che questa forza in campo è un effetto della legge universale, causa-effetto, che si mette in atto automaticamente. Ora vediamo gli Stati Uniti e la Russia, l'impero d'occidente e l'impero d'oriente, che si scontrano, due sono quindi gli anticristi che si contrastano. Ma quello d'oriente è  l'effetto di una causa degenerativa squilibrata, egoistica, diabolica, materialista, scatenata dall'occidente, allora questo oriente si organizza, perchè è la forza di una legge cosmica che lo fa organizzare, volenti o nolenti, scontrandosi contro l'occidente. Quando avverrà questo scontro con una guerra nucleare, perchè avverrà, una mano divina interverrà dicendo: “Ora basta! La legge di causa-effetto è intervenuta, adesso fermo tutto e metto da parte gli enzimi positivi”. Quindi io che sono un messaggero di Dio devo capire come stanno le cose. Mi potrebbero dire che parteggio per Putin o per i Paesi orientali, ma non è assolutamente così, il mio compito è quello di continuare a predicare le parole del mio Maestro il Cristo ai russi, ai cinesi, agli americani, agli italiani e di risvegliare le anime e questo voglio continuare a fare. Però ai fratelli occidentali dico -Voi avete scatenato questo putiferio, non ve la dovete prendere né con la Russia, né con altri popoli, spiritualmente sto parlando, non sto parlando di politica, la causa di questa apocalisse è causa nostra, tutta occidentale. Io non ho mai sentito dire a Putin “Nel nome di Dio faremo pulizia”, a Bush l'ho sentito dire. Quindi dov'è l'anticristo e dov'è il Cristo. Quello è un ateo che usa il  nome di Cristo per ammazzare il prossimo quindi è più colpevole di quell'altro che è ateo e si dichiara per quello che è.  Il Presidente Bush si dichiara paladino della libertà quando invece è un assassino, terrorista, fascista, torturatore. L'oriente invece te lo dice chiaro ciò che è e ciò che vuole,  non ti inganna. Noi invece occidentali che diciamo di essere cristiani, paladini della libertà, diciamo -Vieni nel nostro paese che sei libero e invece ti arrestano se li guardi storti perchè puoi essere terrorista. Io sono andato in Russia venti volte e non mi hanno mai chiesto niente anzi mi portano le rose all'aeroporto. Vado negli Stati Uniti e perchè ho le stigmate, tre ore di controllo perchè devono capire che cosa ho. A me non piace nessuno dei due però devo dire che la Russia dimostra onore, coerenza, anche se i politici li detesto, però è un popolo che amo tantissimo, è anche un popolo che nessuno è mai riuscito a battere e quindi da un certo punto di vista umano è quello che mantiene ancora una speranza nel mondo perchè altrimenti eravamo già stati tutti schiacciati da questo impero malefico che ci vuole distruggere che è occidentale e non orientale. Non per questo penso che Putin sia santo o messaggero di Dio. Putin serve l'anticristo di Colui che ci mette alla prova. La Cina è quella che foraggia di soldi la Russia, ma militarmente la Russia può distruggere il mondo se vuole ed è stata sottovalutata fino ad ora. E' la stessa di cui parla nel terzo messaggio di Fatima la Madonna che dice “E Dio si servirà degli stati atei per castigare il mondo”, lo ha detto Lei, non io.

Il peccato originale.
Non esiste il peccato originale. Il serpente ha detto  a Eva “mangiati la mela” e lei l’ha mangiata. Questo è il peccato originale? Se questo è il peccato originale allora per me Dio è un vecchio buffone. Finiamola con queste sciocchezze! La verità è un’altra, come può essere un peccato, originale, se Dio ti ha creato uomo. C'è la disubbidienza. Questa è un’altra cosa. La storia di Adamo ed Eva è una storia vera ma occorre spiegare bene le cose alle persone perchè possano essere capite. Adamo ed Eva avevano disubbidito alle Leggi del Creatore, il serpente simboleggia la materia, se tu lo servi soffri, se tu lo vinci godi. Quello è il serpente. Il giardino dell'Eden sono i valori della verità ai quali non devi disubbidire se vuoi seguire la strada dell'evoluzione e stare in armonia con Dio e la Creazione.

Il risveglio delle anime in Italia.
C’è un grande risveglio di anime nel mondo, in Italia purtroppo questo risveglio non è gestito bene. La gente non sa dove andare, cosa fare, perchè vi è un grande business spirituale che io odio e perchè c'è una grande educazione spirituale, che non condivido, che si basa su poca azione e tanta meditazione Dobbiamo insegnare a noi stessi prima e poi ai nostri fratelli a darci più da fare sul pratico, a cercare poco il nostro io interiore e molto quello degli altri. Io mi premurerò di farlo nei prossimi tre anni e mezzo che opererò in tutta Italia risvegliando interiormente le anime e promuovendo iniziative concrete a favore della vita. Dobbiamo darci da fare, non abbiamo tanto tempo.

Extraterrestri negativi.
Non ci sono extraterrestri negativi che viaggiano nel cosmo. Esistono in altri mondi ma non hanno la capacità di viaggiare nello spazio oltre la velocità della luce. Ci sono esseri che possono venire sulla terra con il compito di distruggerci ma non per questo sono negativi, questa è un altra cosa, non l'hanno fatto con Sodoma e Gomorra? E perchè non lo possono fare con questa umanità che ha fatto  centomila volte peggio di loro?

Perchè i segni arrivano a poche persone?
Perchè evidentemente questo Dio non vuole salvare tutti, vuole salvare solo alcuni. C'è qualche cosa che Dio non può fare nel mondo? Se volesse non potrebbe far piangere sangue in tutto il pianeta? E con un segnale così grande non si salverebbe il cinquanta per cento dell'umanità? Quindi la mia risposta è logica: si vede che Lui non è interessato a salvare tutti. Lui è interessato a salvare una qualità di persone che riesce con entusiasmo, con passione ad indagare, a cercare la verità, quindi Dio vuole salvare chi cerca la verità e non chi la vuole servita su un vassoio d'argento. Il segno è un richiamo per tutti ma se dovesse piovere sangue in piazza  San Pietro tutti si inginocchierebbero, imprenditori, negozianti, banchieri, politici, e quindi tutti si salverebbero invece si vede che a Lui non interessa salvare certe persone e allora fa piovere sangue in Colombia, nella foresta amazzonica, fa apparire la Madonna in un villaggio sperduto del Sud America e chi vuole sapere si interessi, si informi, cerchi, si risvegli e si salvi.
Quando vedrete che un segno celeste si manifesterà in tutto il mondo significa che è arrivato il giorno del giudizio e in quel momento dobbiamo iniziare a tremare. Perchè non sarà un segno per risvegliare ma per giudicare.

La reincarnazione e l'apertura delle due dimensioni.
Il criterio che usa lo spirito per scegliere il proprio corpo dipende dalla genetica spirituale che porta,  se la genetica è una genetica tridimensionale sceglierà un corpo fisico, se la genetica è astrale sceglierà un corpo energetico. Nel caso nostro dobbiamo scegliere dei corpi fisici. La scelta poi dipende dall'esperienza che vogliamo fare, se dobbiamo fare un’esperienza dove è necessario sperimentare il dolore sceglieremo dei corpi più deboli, se si tratta di un’esperienza dove è necessario sperimentare la forza o la violenza per capire, sceglieremo dei corpi forti. Dipende quindi dall'esperienza e dalla conoscenza che ha acquisito lo spirito nella sua evoluzione.  Questa è un’incarnazione karmica dove di vita in vita sceglierò tutti i corpi, debole, forte, sano, malato, addirittura quando faccio degli errori gravi scelgo corpi malformati perchè voglio purificarmi rapidamente per scontare il karma cioè scelgo di soffrire per capire velocemente e successivamente proseguire la mia vita regolare. Noi ovviamente dobbiamo consolare, amare e aiutare questi spiriti che soffrono per agevolare e consolare quella esperienza di sofferenza e non lasciandoli a loro stessi, privandoli dell'amore come  alcune persone pensano e fanno “perchè” dicono “devono scontare il loro karma”, se facciamo così allora non abbiamo capito niente dell'Amore Cristico. Poi c'è l'incarnazione per missione ma questa è un altra cosa. Quando invece siamo nello spirito e non siamo incarnati ci troviamo in uno stadio dove vi è il valore emozionale, siamo quindi  nella dimensione spirituale che può essere piena di luce se nella precedente incarnazione abbiamo fatto un’esperienza positiva, semibuia se abbiamo fatto una incarnazione negativa. In ambo i casi dobbiamo aspettare il turno per poterci reincarnare, nel frattempo viviamo un processo di autocritica e di purificazione che può durare un anno, dieci anni, cento o mille anni. In questo stadio non sei comunque solo perchè ci sono tanti altri esseri che ti accompagnano, che si trovano nella tua stessa situazione ed esseri superiori che guidano il tuo spirito, sono i guardiani dello spirito. Quando Gesù Cristo giungerà in questa dimensione con potenza e gloria, avverrà l'apertura tra questa dimensione e l'altra, cioè tra la dimensione materiale e la dimensione spirituale della terza dimensione. I due mondi si apriranno a finestra grazie a questa presenza Cristica.

La donazione degli organi.
La donazione degli organi è un atto di generosità nobile e ammirevole che l'uomo fa, anche se a livello vibrazionale ed energetico non è positivo perchè non si conoscono i differenti livelli vibrazionali degli esseri compatibili gli uni con gli altri e per questo spesso vi è il rigetto. Ma a parte questo il problema più grave è che viene commesso un assassinio. Quando si esegue un trapianto d'organo in realtà si uccide una persona che è viva, è una menzogna quello che ci dicono che la persona è morta. Lo Stato dovrebbe quindi dire “Signori non sappiamo se la persona è morta se voi volete gli preleviamo gli organi” quante persone pensate che li donerebbero? Purtroppo ci sono interessi tanto alti da salvaguardare ... e quindi viene usata la menzogna sulla vita delle persone...

Lo stadio dell'uomo.
L'uomo porta ancora la clava sulle spalle e crede invece di sapere tante cose, mentre sa molto poco nonostante abbia avuto insigni e grandi maestri cosmici: Krishna, i Maestri Veda, Budda, Confucio, Zoroastro, gli antichi profeti e tanti altri messaggeri che si sono incarnati sulla terra nel corso dei millenni, il più grande tra tutti Gesù Cristo. L'uomo invece ancora oggi si dimena nel materialismo più sfrenato, nell'ignoranza e nell'arroganza di sapere quando invece non sa niente o molto poco. È come un bambino della prima classe elementare che fa il capriccioso e pensa di dare lezioni al docente universitario, questo è l'uomo.

La terra è un ospedale psichiatrico.
No, la terra non è un asilo ma un ospedale psichiatrico tra i più terribili dell'universo dove ci sono dei pazzi scatenati che dovrebbero portare il camice di forza.
L'asilo è un pianeta dove si sperimenta, uno spirito sbaglia ma poi capisce e va avanti, si apprende e si procede sempre. Qui invece stiamo sterminando tutto. I pazzi sono scappati dal manicomio, deliranti, folli, cinici ... non c'è amore in questo mondo per questo dobbiamo lottare per crearlo ... per trasmetterlo. Non riesco ad immaginare un mondo peggiore di questo, però, si, ci sono altri mondi che sono combinati male, ho qualche dubbio che possano essere peggiori del nostro. Trenta mila bambini muoiono di fame al giorno ... insomma spero proprio che non ce ne siano altri come questo.

In Atlantide.
Io sono sulla terra da 14 mila anni, non mi sono spostato mai. Non mi posso spostare. Perchè devo prima compiere questa missione. Sono sceso per la prima volta nell'Atlantide che si trovava nel centro dell'Atlantico, dalla parte di Cuba fino a dopo il Sud Africa e al centro dell'Atlantico di fronte a Salvador de Baia e dall'altra parte di fronte al Senegal, lì precisamente c'era l'isola di Poseidonia, la più bella, la capitale, dove c'era una base extraterrestre e dove c'erano degli iniziati. Era bellissima, una società straordinaria che poi si è fatta tentare dalla degenerazione. Sono stati costretti a distruggerla perchè avevano una scienza che poteva annientare il mondo. Non avevano la bomba atomica avevano la teleportazione che è molto peggio. Cioè potevano spostare gli oggetti come volevano, qualsiasi cosa, le montagne ecc, allora l'hanno dovuta distruggere con un asteroide. Un asteroide è caduto sulla terra “casualmente”. In quel tempo c'era anche Gesù. Io sono andato via  insieme al mio maestro che era mio fratello ed insieme ad altri, e siamo andati in altre parti del mondo, ci siamo reincarnati. E siamo rimasti qui nei millenni a cercare di spiegare ad una parte di umanità la verità cosmica. Mi riferisco a Giovanni l’Apostolo, Giovanni il Battista e Gesù, il quale in seguito sarà compenetrato dal Cristo.

Incarnarsi per missione.
Devi imparare dagli errori che hai fatto nelle diverse incarnazioni e poi sperimentare cose che non hai sperimentato quindi ti devi reincarnare fino a che non raggiungi la conoscenza. Quando hai raggiunto la conoscenza sei realizzato. A quel punto non sei più uno spirito che ha bisogno di reincarnasi ma entri a far parte di una dimensione angelica e vieni chiamato a svolgere delle missioni che possono essere intraprese anche attraverso la reincarnazione ma sei tu che vai per insegnare agli altri. Ovviamente in queste missioni tu continui ad acquisire conoscenza e continui ad evolverti perchè l'evoluzione non si ferma mai. In queste missioni in cui sei incarnato puoi essere cosciente o semicosciente Nel mio caso io sono cosciente ma sono privo di tutti i poteri che ho nell'altra dimensione, ne sono privato perchè avendoli farei cose che per ora non devo fare. Sono cosciente di chi sono e da dove vengo ma non mi fanno ricordare alcune conoscenze astrali. Mi ricordo in generale di tutto ma se mi chiedi qualcosa di specifico devo entrare nelle mie vite parallele e non sempre mi permettono di farlo. Da quando ho ricevuto le stigmate ricordo quasi tutto, Loro me lo hanno fatto ricordare  quando ho compiuto 33 anni nel 1996.

Esseri positivi o negativi.
Le esperienze di molte persone sono reali ma bisogna vedere da quale piano vengono, se dal piano positivo o negativo. Quando si tratta di extraterrestri non sono mai negativi ma se invece si tratta delle cosiddette entità spirituali allora dobbiamo capire se sono positive o negative perchè in questo piano si trova anche la parte negativa e diabolica. Le entità spirituali sono quelle che vivono sul piano dei disincarnati cioè i cosiddetti morti.

La chiesa cattolica.
La chiesa cattolica originariamente era la rappresentante di Cristo sulla terra, del suo messaggio e dei suoi insegnamenti. Oggi purtroppo però gli uomini che dirigono l'attuale chiesa sono contro lo stesso Cristo per questo io mi dissocio dagli uomini che siedono ai vertici del Vaticano. Servo la chiesa nei precetti, negli insegnamenti ma non la stragrande maggioranza degli uomini di chiesa, anzi sono il loro tormento perchè  ricordo loro le cose che non fanno e che dovrebbero fare, sono invece  un autentico innamorato e devoto di tutti quei veri sacerdoti che danno la vita per il Cristo e per il Suo messaggio e quindi per il prossimo. Io amo ad esempio tanto Don Luigi Ciotti, questo uomo sacerdote che da la vita nella lotta contro la mafia, questa è la vera chiesa.

La morte seconda.
L'uomo può regredire con la morte seconda al regno animale quando disubbidisce con perseveranza alla Legge Cosmica. É un’esperienza terribile, sei cosciente di essere stato uomo ma non puoi fare niente perchè sei rinchiuso in un corpo animale. Si chiama metempsicosi. Poiché però non esiste la dannazione eterna dopo milioni di anni puoi risalire l'evoluzione.

La legge di attrazione e di repulsione.
Se tu eserciti pensieri e azioni positive metti in atto la legge dell'attrazione, quelle anime, quegli animali, quelle piante, quell'aria, tutto ciò che è vita si avvicina a te con la stessa vibrazione che tu emetti ma esiste anche la legge di repulsione, mentre tu attrai quelle forze positive che sono in sintonia con te, attrai anche quei valori contrari che vogliono ostacolarti e vogliono annullarti affinchè loro possano prevalere su di te, questa è una legge dualistica che esiste finchè esisterà la materia poi sparirà.
Così come in questo momento ho qui davanti a me cento persone che io attraggo e dalle quali sono attratto, nello stesso momento ho altre cento persone fuori che mi odiano e con le quali io mi scontro energeticamente, viene messa in pratica la legge di repulsione. È uno scontro necessario nella materia. Vince chi è il più forte. Vinco io in questo caso perchè vince l'amore e la giustizia. Non nel senso materiale che potrei anche essere ucciso ma nel senso delle idee, vincono le idee giuste che alla fine prevarranno su quella repulsione. La legge dell'amore vince su quella dell'odio sempre.

Essere coscienti di ciò che siamo.
“Visto che noi siamo tutti piccoli” dice una giovane donna, “o grandi, dipende dai punti di vista” precisa Giorgio, “io penso che siamo tutti piccoli” continua la giovane donna, “no ti stai sbagliando, non ti faccio continuare perchè prima ti voglio dimostrare perchè ti stai sbagliando ...  Siamo piccoli rispetto al punto di vista del Sole, però siamo anche grandissimi rispetto a una formica. Hai visto che sei anche grandissima non solo piccola?”. “E va bene, rispetto a una formica!” risponde la simpatica e dolce donna, “c'è l'hai con le formiche?” commenta Giorgio, “No, no, per carità” si scusa la giovane e Giorgio prosegue “le formiche sono esseri meravigliosi, vivi, e quando ti guardano mentre passano sotto la tua scarpa portandosi dietro la gobba il pezzettino di pane per l'inverno ti guardano e pensano -Siamo passate sotto la scarpa di Dio- ti vedono gigantesca e quando tu senza accorgertene le calpesti per loro è stato un castigo divino, pensano che se lo meritavano, che hanno fatto qualcosa di sbagliato. Tu non lo sai ma loro pensano così, ecco che sei quindi immensa!”. Allora la giovane donna riprende il discorso interrotto: “Visto che siamo tutti grandi e immensi”, ma Giorgio la interrompe ancora una volta: “rispetto dai punti di vista, perchè dal punto di vista cosmico sei piccolo ... insignificante ... !” e la donna riprende ancora il filo del discorso riuscendo a completare la domanda seguita dal sorriso divertito della platea che ascolta attentamente: “visto che siamo tutti relativamente piccoli/grandi cosa possiamo fare nel nostro piccolo/grande che sia, per aiutare gli altri o anche noi stessi nel frattempo, nella relatività che siamo?”.
“Essere coscienti di ciò che siamo e viverlo” risponde Giorgio “Semplicemente questo. Cosa siamo? Uomini, vita, felicità, amore, allegria, tante emozioni sono vive in noi ... basta metterle in equilibrio tutte e allora puoi vivere bene. Cosa possiamo fare? Aiutare a migliorarci. E quindi dare il nostro contributo a trasformare in positivo tutto ciò che sta accadendo in negativo. Siamo tutti chiamati a questo. E se rispondiamo male saremo eliminati, non andremo avanti, cioè non saremo felici, non faremo parte di una società migliore. Io credo in una società migliore, io credo che ci sarà un futuro migliore, una nuova era, si sente nell'aria. È nel senso delle cose, più mi accorgo che le cose stanno precipitando in modo inesorabile in una forma sfrenata e degenerata, più sono convinto che questo ci porterà a una nuova era di pace.

Una grande, dura, spietata e terribile selezione.
Quello che devi sapere è che chi erediterà questa nuova era di pace saranno i migliori, ci sarà una grande, dura, spietata e terribile selezione. Quindi se veramente nel tuo cuore c'è l'amore, la pace, la giustizia, se veramente tu aneli a questo passaggio devi rinunciare alla tua vita e conquistartelo, tu, tuo marito, i tuoi figli, i tuoi genitori, e per conquistarselo in questo tempo bisogna allenarsi come disperati, candidarsi affinchè poi l'allenatore ti possa scegliere per far parte di quella squadra vincente. La selezione sarà dura come quando viene fatta la selezione del coro di voci per bambini, tu sei il maestro e devi valutare le voci, c'è quello stonatino e quello intonato ma cosa puoi fare, non lo puoi mettere nel coro se ha una voce stonata e quindi anche se ti dispiace lo devi selezionare. Ci devi mettere quello che ha la voce chiara, forte. Ora, qui abbiamo il vantaggio che tutti sappiamo cantare e che tutti abbiamo la voce intonata però a molti di noi non piace cantare, non vogliamo cantare, quindi saremo selezionati. Per essere scelti dobbiamo cantare allenandoci dieci ore al giorno, quindi lavorare sodo. Ecco perchè prima dicevo della meditazione e della preghiera, sono favorevole ma sarà l'azione a candidare quei pochi uomini rimasti, al nuovo regno.

Scegliere un cammino purchè sia in favore della giustizia.
Rimboccati le maniche e datti da fare in qualsiasi cammino tu possa scegliere, anche un cammino umano purchè sia in favore della giustizia, nemmeno a favore della pace o dell'amore perchè non ci può essere né pace né amore se non c'è giustizia, può essere a favore dell'amore se c'è la giustizia, a favore della pace se c'è la giustizia. Altrimenti è meglio che non inizi neanche. Io non dico mai che è inutile quando una persona dona la sua vita per amore, non è mai inutile, però io sono un pacifista con la sete di giustizia, noi non otterremo mai niente se continuiamo a gridare pace e basta, noi otterremo risultati dalla vita se pretendiamo giustizia tra tutti gli uomini e allora qualche speranza per un mondo migliore ci sarà. Gesù Cristo è il personificatore della Giustizia, io mi affido a Lui, ma se voi mi volete seguire, dovete gridare giustizia con me, non servono a niente le marce della pace senza giustizia, io voglio giustizia e verità.  Non servono a niente le parole belle e pacifiche se non ci sono inni alla giustizia perchè rimangono vuote, bisogna dire come stanno le cose, questa è la giustizia, dire la verità, quando uno dice la verità sta mettendo in pratica la giustizia. I veri missionari come Padre Zanotelli che ha aiutato i bambini poveri in Kenya grida come un pazzo reclamando giustizia,  Don Luigi Ciotti che aiuta 2/3 mila drogati ogni giorno e poi grida giustizia, questi sono i missionari completi per me, missionari che non hanno paura di accusare la loro stessa istituzione denunciando l'ingiustizia e l'incoerenza. Se dobbiamo imitare il Cristo lo dobbiamo imitare come Lui voleva, non come ci fa comodo, non c'è solo il Cristo dell'amore c'è anche il Cristo della Giustizia, c'è il Cristo che prende le corde e sfascia il mercato del sinedrio nel tempio, c'è il Cristo che reclama Giustizia ai poveri, c'è il Cristo che è nemico dei potenti, non solo quello che sana i lebbrosi e i malati. Io voglio servire entrambe le facce del Cristo.

La tentazione.
Quando hai il sentore che il fine ultimo di ciò che ti sta accadendo è quello di distrarti, allontanarti dalla tua missione, quella è automaticamente e matematicamente una tentazione. L'uomo non è santo, le tentazioni sono allettanti, sai quante me ne arrivano? Da far accapponare la pelle e siccome a volte sono ingenuo non mi accorgo perchè mi fido degli altri ma se inizio ad avere il sospetto, solo il sospetto lontano che questo potrebbe distrarmi dalla mia missione, taglio subito, anche se è mio fratello, mio figlio, mia madre, mia moglie, ma questo lo puoi fare solo se sei un innamorato folle della verità. Non sono un super uomo e non sono privo di prove, conosco i miei limiti ma su una cosa mi sento insuperabile e intoccabile: la mia MISSIONE non si tocca. Chiunque possa pensare di scalfire quello che devo fare si può ritirare in partenza. Io proteggo la mia missione anche da me stesso. Comunque penso, con tutta la mia coscienza di non essere perfetto, di aver dato a Dio tutto quello che sono, che ero e che sarò. Quindi le tentazioni ritornano indietro però bisogna stare attenti, sempre in allerta e quando arriva dovete rispondere -Senti tentazione così come sei arrivata te ne puoi andare-. Un altra tentazione è quando vogliono dividervi tra fratelli. Anche se la proposta è allettante, anche se apparentemente la proposta è vera ma il fine è quello di dividervi, voi dovete rifiutarla. Invece se voi fratelli restate uniti nella tolleranza, nell'umiltà, nel perdono, nel capire che siamo umani e possiamo sbagliare, allora quella non è una tentazione ma una consolazione. Quando arriva un segno, una proposta, una persona, un essere, vi dovete chiedere perchè arriva, che cosa provoca la sua presenza, se ci da unione, se ci fa stare bene, se ci fa stare insieme è positiva, se invece ci divide l'uno con l'altro, ci separa e ci fa stancare e addirittura ci fa deludere, è arrivato per distruggerci, non per unirci. Vi faccio un esempio: arriva un proiettore, ci dobbiamo chiedere per cosa è arrivato. Se è arrivato perchè non avevamo il proiettore per far vedere i dischi volanti o il video di Giorgio, è arrivato con un proposito straordinario di far conoscere la verità, ma se poi ti fa dividere con i tuoi fratelli allora è stato uno strumento di divisione e il fine ultimo in realtà era negativo. Se invece il proiettore ve lo prendete e state uniti, meglio ancora. La tentazione che ci arriva in questa ultima fase viene con il preciso intento di dividerci, di allontanarci dalla verità e quando ci divide ci ha già allontanato dalla verità. Tu credi di essere nella verità ma in realtà non lo sei, se sei diviso dai fratelli. Non parlo di divisione fisica ovviamente ma spirituale, uno può trovarsi all'altro capo del mondo ma essere più unito degli altri. Non dimenticate mai che la nostra forza sta nell'unione. Come qui in questa arca, la nostra forza è stata sempre la nostra unione che ci ha fatto superare tutte le prove e vincere tutte le battaglie.

Il segno più grande: il Verbo che si fa parola.
Arriverà il giorno in cui non parlerò più. Approfittate di tutto quello che dico in questo tempo che parlo. Il Verbo Cristico che parla attraverso la parola o attraverso i messaggi è un segno grande e   forte quanto il segno delle stigmate. É un grande segno di cui dovete approfittare sempre. Ci sarà un giorno che il Verbo tacerà. Se vi siete perduti quelle occasioni non avete capito il segno. Questo è un segno che non dovete sottovalutare, dovete strapparmi le parole dalla bocca, per questo vi dico sempre fatemi domande, perchè c'è qualcuno che vuole parlare attraverso di me. Ma io so, perchè mi è stato detto, che un giorno mi diranno di non parlare più e io, mio malgrado, dovrò ubbidire. Sarà un segno di ammonimento.
Voi, ascoltandomi, acquisite conoscenza e anche io attraverso me stesso la acquisisco, perchè io sono cosciente che non viene da me, non mi appartiene, assolutamente, quindi anche a me stesso piace ascoltare e apprendere, è una voce che viene dal di fuori, da un altra dimensione e che fa crescere anche me.

La coscienza di essere eterni.
Ora volevo salutarvi dicendovi che siete delle persone molto importanti, siete su una strada molto bella, avete fatto un sacrificio grande oggi fino a quest'ora ad ascoltarmi, a vivere insieme con noi questi momenti di armonia, fratellanza, pace, e credetemi sono cose che vi rimarranno per tutta la vita perchè presto non so se potremmo goderci tanti di questi momenti vista la situazione mondiale. La guerra ora è lontana ma non sarà sempre così. Continuate questa strada di profonda di ricerca, di capire bene come stanno le cose, oggi non avete perso tempo, avete guadagnato molto per voi stessi e quindi vi ringrazio anche perchè avete dato a me la possibilità di ricevere,  la vostra presenza è per me un segno di consolazione, di appoggio, a volte mi sento tanto disilluso invece vedere tanti di questi fratelli venuti anche da lontano in questo giorno di ferragosto è una consolazione, vi ringrazio con tutto il cuore. Spero di rivedervi presto. Vi voglio lasciare con una bella preghiera del Padre Nostro.
Ricordatevi sempre che nel momento in cui nella vostra vita prendete coscienza che siete eterni, che esiste l'eternità della vita e dello spirito, niente vi potrà fermare in questo cammino umano, niente. Pensateci un po', chiudete gli occhi e dite -Io sono eterno, non morirò mai- che cosa vi può fermare adesso? Questo vi volevo dire.
Abuna di bishemaya, itqaddash shemak,tete malkutak, tit'abed re'utak, kedi bi shemaya kan ba ar'a. Lajmana hab lana sekom yom beyoma, u shebok lana jobeina kedi af anajna shebakna lejeibina, weal ta'alna lenision, ela peshina min bisha.

Questi sono stati i discorsi pronunciati dalla “voce di uno che grida nel deserto”: Giorgio Bongiovanni.

Con tutta la mia devozione
Sonia Alea

Montevideo, (Uruguay)  29 ottobre 2008

 

 

LA GRAZIA DI PARTECIPARE A QUESTA GRANDE EVOLUZIONE E RIVOLUZIONE

 CONFERENZA PORDENONE 13 SETTEMBRE 2008
CONFERENZA PORTO SANT'ELPIDIO 21 SETTEMBRE 2008

Immagini di catastrofi scorrono davanti allo schermo nella sala del centro anziani di Porcia,  immagini di guerra, immagini che mostrano lo sfacelo della nostra umanità, l'indicibile sofferenza nei volti di Madri che piangono disperate la perdita dei loro figli, la terribile disperazione negli occhi di bimbi innocenti,  l'agghiacciante vuoto nello sguardo dei bambini soldato che imbracciano armi pronte ad uccidere, la spaventosa visione di  giovani arresi alla vita devastati dall'effetto della droga, e gli elementi della terra che prepotentemente reagiscono alla follia distruttrice dell'uomo ... immagini che parlano ... immagini che colpiscono dritti nell'anima ... 
La sala colma di persone attenta segue e ascolta. Flavio Ciucani amico e collaboratore di Giorgio da epoche storiche, autore del video presentato, domanda al numeroso pubblico: “Sono veramente necessari i segni che il Cielo manda agli uomini? Non sono già più che sufficienti i segni di ciò che sta accadendo nel mondo? A noi che continuiamo a vivere una vita “normale” ... la casa ... la Tv ... il lavoro ...  chiusi nella nostra ignoranza, nel nostro egoismo, servono veramente i segni?”.
Una domanda che ci deve indurre a riflettere molto profondamente.
Flavio legge i passi degli scritti di alcuni profeti che parlano dei segni che il Cielo invia agli uomini, la conclusione è che in realtà questi sono rivolti solamente a coloro che li sanno riconoscere, a coloro che possiedono uno spirito umile, libero e aperto. “Chi costruisce le armi” dice Flavio “continuerà a costruirle anche se le statuette sacre continueranno a sanguinare”. -Cercate la giustizia- dice il profeta Sofonia (vecchio testamento, cap.2 vers.3). -forse potrete mettervi al sicuro il giorno della collera del Signore-. Nessuno può sentirsi quindi tranquillo e al sicuro. Flavio prosegue menzionando una citazione dell'eremita Abate Mosè, un uomo dotto che decise di ritirarsi nel deserto che così diceva: Tutto quello che puo' pensare un uomo su quanto è sotto il cielo e su quanto è sopra il cielo è inutile. Solo colui che persevera nel ricordo di Gesù e nella sua attesa è nella verità", e un passo di una lettera di San Paolo (lettere ai Galati, cap.6 vers.17) -... anche io ho avuto i segni, e in abbondanza ma sapete perchè? Perchè stavo lavorando per il Signore-. “Questi segni” continua Flavio “sono la grazia di partecipare a questa grande evoluzione e rivoluzione. La Madonna a La Salette ha detto a Massimino e Melania: -E' arrivato il momento che date la propria faccia, dovete esporvi, divenire una fonte di Luce in attesa che Lui ritorni. Mio Figlio ed Io saremo sempre con voi-”. Il nostro amico e fratello, storico, si sofferma a spiegare quindi il profondo significato, la profonda essenza della Vergine Madre di Dio: “Lei ha detto -Io sono l'Immacolata Concezione-. Concezione significa Creazione. Quindi “Io sono la Creazione”. In Messico, a Guadalupe, disse la stessa cosa in un altro modo -Io sono la Madre di tutti gli esseri viventi che vivono sulla terra-. Possiamo quindi concludere” dice Flavio “che la Madonna ci da la grazia di poter partecipare alle Sue manifestazioni. Abbiamo l'intelligenza per capire che ci sono i nostri bambini che muoiono ogni tre secondi di fame, che dodici milioni di persone su sei miliardi detengono le ricchezze del pianeta, e nonostante ciò abbiamo ancora la grazia di partecipare al divino sulla terra”.
La profonda relazione di Flavio ci conduce ad intendere la grandezza di ciò che stiamo vivendo, ci mostra la mano del Cielo tesa verso l'uomo, verso coloro che con spirito aperto e libero dal valore materiale possono vedere la trascendenza scendere nella concretezza della propria vita elevando i propri spiriti dalla densità della dimensione nella quale viviamo, risvegliandoli dal torpore e diradando la nebbia che si era impadronita dei loro occhi, dei loro cuori, dei nostri occhi, dei nostri cuori. Si sofferma sull'approfondimento dell'essenza della Madre Celeste che Giorgio ci ha da tempo rivelato come la personificazione dello Spirito planetario della Terra. Sublime. Ogni sua manifestazione dovrebbe far inginocchiare tutti gli uomini della terra con la testa rivolta verso il basso per una purezza tanto limpida e radiosa come il diamante più prezioso dell'universo. Nostra Madre.
Con una perfetta sintonia, con un perfetto legarsi degli argomenti in un unico filo conduttore Pier Giorgio aveva mostrato le immagini dei segni in cielo e in terra (con i commenti già riportati nella precedente cronaca di Nicolosi) passando il testimone a Flavio che dopo la sua emozionante relazione lascia la parola al Segno Vivente. Giorgio Bongiovanni.
“Questa grazia di cui vi ha parlato Flavio che tanto mi emoziona, non per merito suo ma per chi lo guida dall'alto, è una offerta di redenzione... La pioggia di sangue in Colombia per esempio...  ma perchè in Italia non è stato dato neanche un'accenno alla notizia? Perchè la chiesa non ha detto niente se addirittura i suoi ministri hanno testimoniato l'accaduto? In tutto il Sud America hanno dato la sconcertante notizia commentata e testimoniata da medici e uomini rappresentanti le istituzioni della chiesa. Sappiamo il perchè, è scritto nel vangelo: “Darò la Verità agli umili e ai semplici e la nasconderò ai dotti e ai sapienti”. Giorgio prosegue leggendo il messaggio “Requiem dell'apocalisse” dei Maestri Cosmici Ashtar Sheran e Setun Shenar che ci degnano della loro attenzione, della loro premura per informarci sul procedere degli eventi apocalittici nel mondo e dando ancora una volta speranza ai giusti, ai chiamati. Il messaggio è chiaro. Non lascia spazio a dubbi. I tempi sono maturi. L'apocalisse è in piena fase di attuazione. Solo i fatti contano. Le azioni. Giorgio lascia spazio alle domande delle anime presenti in sala. Riallacciandosi al discorso di Flavio approfondisce il sublime Valore della Madre Celeste.
La Madre Maria è la madre di Gesù che diviene Gesù Cristo nel momento del battesimo, è un essere divino che viene compenetrato dalla Forza Creante, non è lo Spirito Santo ma è la Sua personificazione. Dio è un Monarca ma vi è un essere molto speciale che è la Forza Onnicreante. Duemila anni fa Lei ha rappresentato questa Forza ecco perchè l'Immacolata Concezione, c'è lo dice Gesù stesso nascendo attraverso di Lei, quando invece avrebbe potuto non nascere da donna ma comparire direttamente. Ci vuole dire che anche Lui, il Cristo, ubbidisce alla Fonte Generatrice, lo Spirito Santo, la Madre Creatrice”.
La Solare Forza Cristica si contrappone a quella buia, tormentata, Forza anticristica che possiede gran parte degli spiriti umani.
L'anticristo non sono solo i potenti, i due dragoni, ma siamo tutti noi che gli diamo forza, non sono solo i guerrafondai ma coloro che non sono sinceri e trasparenti, è il Vaticano che fa banchetto con loro anziché scacciare i mercanti dal tempio, le istituzioni come il Vaticano sono responsabili di ciò che sta accadendo nel mondo, si prostituiscono con il potere. Quando un rappresentante di Cristo va a braccetto con i potenti si vede che c'è qualcosa che non va. Io sono come il Battista che duemila anni fa gridava a Erode che era corrotto.
Coloro che stanno al potere sono la risultante estrema delle nostre scelte, non sono seduti sul tavolo del potere per caso, sono lì perchè la maggior parte dell'umanità ha scelto il polo negativo. Stiamo parlando dell'umanità che può scegliere, non di coloro che muoiono di fame. Materialismo, egoismo, dominio sugli altri, nel piccolo così come nel grande, questo comporta che al potere ci sia lo specchio dell'umanità. Siamo noi che beviamo la Coca Cola, che compriamo le Nike, le Barbie, che consumiamo i prodotti delle multinazionali che sfruttano persone e bambini, che mettiamo i nostri risparmi nelle banche che poi commerciano in armi, che permettiamo che ogni 5 secondi possa morire un bambino di  fame, che conosciamo i volti di politici mafiosi e corrotti e poi li andiamo a votare. Noi potremo vincere la guerra senza armi, né bombe atomiche. Se domani non comprassimo più le pile Duracell, la multinazionale della Duracell che ha investito in armi fallirebbe, se noi non comprassimo più le automobili della FIAT per lo stesso motivo la costringeremo a fare la scelta di investire solo nelle auto se vuole sopravvivere. Per questo siamo responsabili. È probabile che Dio possa perdonare ma io credo di no, perchè potevamo cambiare le cose invece abbiamo pensato alla nostra casa, alla casa dei nostri figli, al nostro egoismo. Dio manda quindi un Suo strumento per tentare l'uomo e spingerlo a fare una scelta definitiva, mentre al resto dell'umanità, in minoranza, manda la Consolazione: apparizioni della Madonna, segni in cielo e in terra. Per questo sono gli umili e i semplici i testimoni dei segni. Noi dobbiamo solo dire -Padre sia fatta la Tua volontà, mandaci le Tue consolazioni- mentre lavoriamo per Lui.
Noi siamo una cellula dell'unghia del piede di Dio e ci permettiamo di sfidarlo, dovremmo avere l'umiltà di ammetterlo e di rispettarlo. Più amiamo questa cellula che è la nostra casa e più scopriamo la sua magnificenza, più la violentiamo e più diventiamo quella mollichina che da fastidio al Creato e viene buttata via”.
Le domande si sollevano verso la comprensione dei piani celesti e le risposte proseguono riservando concetti conosciuti ma che incredibilmente appaiono sempre nuovi. La forza e la passione del Verbo dissettano le anime inaridite dalla opprimente realtà quotidiana della nostra decadente società. L'ignoranza e l'ottusità dell'uomo si scontra con una realtà che volente o nolente è costretto ad accettare.

L'esperimento che di recente è stato fatto in Svizzera è stato fatto con il reale scopo di cercare di capire se i buchi neri siano masse nell'universo o qualcosa che gli scienziati stessi non riescono ad accettare, cioè porte dimensionali. Ci sono scienziati coraggiosi che vogliono vedere, che vogliono capire cosa sia successo durante il big bang, cosa sia successo 15 miliardi di anni fa nell'universo e hanno capito che prima del nostro universo non c'era il vuoto ma esisteva un altro universo, e quindi  che il Cosmo non ha data. Questo significa che il Cosmo è infinito e eterno e che esiste una forza trascendente. Infatti la notizia non è stata data per niente. I buchi neri sono le porte dimensionali che permettono di entrare in altre dimensioni.
Gli extraterrestri che ci visitano sono vecchi di cinque miliardi di anni prima che nascesse questo universo”.

Una dolce signora dallo sguardo pacifico e profondamente spirituale vuole capire nel concetto della sua domanda il perchè della croce, se una religione può essere privilegiata rispetto ad un altra.

Le religioni dividono gli uomini non li uniscono” risponde Giorgio “mentre i fondatori di queste sono messaggeri di Dio e hanno portato un messaggio agli uomini. Manifestano il simbolo della croce perchè loro sono molto legati a Gesù Cristo e lo riconoscono come il Maestro di tutti i Maestri cioè la punta massima in cui si incontrano tutte le religioni. Gli Esseri di Luce lo amano perchè sanno chi è: La Luce Solare. Il Logos Solare. Ecco perchè la Croce. Loro riconoscono tutti i messaggeri, anzi le dirò di più, molti di questi Maestri erano Loro che si incarnavano sulla terra ...
... Questi Esseri hanno un corpo energetico, alcuni fisico come il nostro, per questo hanno bisogno di apparati che hanno una tecnologia fantastica per spostarsi nel Cosmo, altri simile alla Luce Solare. La Madre Celeste non ha bisogno di questi mezzi ma può chiedere a questi Esseri di accompagnarla. I Geni Solari si proiettano direttamente, gli Angeli invece hanno bisogno di mezzi per spostarsi.
Quando gli Angeli scenderanno dal Cielo i potenti non potranno fare più niente dovranno solo ascoltare. Quando poi verrà il figlio di Dio dovremo solo subire tutti il Suo giudizio e battere le mani contro il petto. Ma prima della Sua manifestazione arriveranno gli Angeli a parlare all'umanità, io spero con tutto il cuore che ciò avvenga in un momento pacifico ma a volte penso di essere ingenuo, probabilmente la loro manifestazione avverrà quando il mondo sarà in totale agonia.

Le dimensioni sono sette: minerale, vegetale, animale, umana, Planetaria, Universale-Cristica, Cosmica.
Di queste sette dimensioni i tre regni inferiori sono: minerale, vegetale, animale.
L'uomo è la risultante dei tre regni inferiori. Nella nostra umanità l'uomo si trova alla fine della terza dimensione sul punto di fare il passo per la quarta dimensione (gli eletti).
L'Homo, cioè il vero Uomo divenuto essere angelico, appartiene alla quarta dimensione,
I fratelli del Cosmo che ci visitano con le loro astronavi sono Esseri della quarta dimensione, gli Angeli.
Il Maestro Gesù Cristo e Sua Madre Miriam sono al vertice della quinta dimensione, sotto di loro,
sempre nella quinta dimensione stanno gli Arcangeli Solari, Asthar Sheran che è l'arcangelo Michele, e tutti gli altri ...
Il Cristo Cosmico appartiene alla sesta dimensione.
Il Padre Adonay, Monarca del nostro sistema solare, appartiene alla settima dimensione.
Al di sopra delle sette dimensioni vi è lo Spirito Santo, l'Intelligenza Onnicreante”.

I bellissimi concetti che spiegano l'evoluzione dello spirito ci fanno fantasticare, volare in uno spazio senza tempo nella piena espressione della propria creatività, nell'innato desiderio di sperimentare, conoscere, amare. Concetti che allo stesso tempo ci riportano sul grande lavoro interiore ancora da fare, sui tanti valori ancora da realizzare. La strada è lunga ma anche illuminata se desideriamo percorrerla. I drammatici problemi del nostro mondo ci riportano alla triste realtà della nostra umanità. Una giovane chiede a Giorgio di dare un messaggio ai giovani senza più speranza, senza più valori da seguire, che vedono il mondo cadergli addosso e che si lasciano andare alla depressione, al torpore diabolico della droga, dell'alcool per non vivere quella realtà che li sta lentamente uccidendo. “Che dobbiamo fare” dice questa ragazza “se vediamo il mondo andare sempre peggio, se sappiamo che il mondo sta per finire? Conosco tanti giovani che stanno cadendo in depressione, molti che desiderano togliersi la vita”.
Fate figli, sposatevi, abbiate speranza” la incoraggia Giorgio “ma non fatevi ingannare! Siate forti e decisi nelle scelte: No alla guerra! No alla droga! No alla corruzione! No alla violenza! No all'inganno! Vogliamo gli uomini affratellati! Vogliamo che non ci sia più un solo bambino nel nostro mondo che muoia di fame! Vogliamo avere il necessario per tutti e il superfluo per nessuno! Vogliamo che i nostri diritti e i diritti del nostro pianeta vengano rispettati e salvaguardati! Vogliamo essere uniti! Dovete lottare per questo! Non potete sperare che le cose possano cambiare se non lottate per questo.
Certo le forze negative ci sono e cercheranno di ostacolare il vostro, anzi nostro, operato ma sapete perchè vinceremo? Perchè abbiamo il Cristo e Lui ci ha detto -Non vi lascerò orfani, tornerò in mezzo a voi-”.
Il tempo disponibile per la conferenza è terminato, la sala deve essere chiusa. “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” con il profondo significato di questo segno trascendente Giorgio conclude così l'incontro, uno dei tanti dei quali il valore capiremo veramente in profondità e nella piena completezza in un altro tempo ma che intanto custodiamo gelosamente dentro i nostri spiriti.

La permanenza a Pordenone prosegue fino al giorno seguente con tutti i nostri carissimi amici e fratelli, con una riunione del gruppo operativo la mattina, con un buffet consumato insieme per il pranzo in una sala dove Giorgio terrà un'altro incontro con i fratelli. Purtroppo per il brutto tempo non è possibile questa volta recarsi tutti all'arca Alea.
Il momento più profondo, mistico, trascendentale è il momento in cui nuovamente siamo testimoni del prodigio del sacrificio della Croce che ancora una volta si ripete in una nuova offerta di Redenzione in una nuova morte e in una nuova rinascita in una donazione d'amore incondizionato che non vede confini ... a casa di Carla, Elisa e Luca, i fratelli in processione si avvicinano al letto di passione, testimoni del prodigio della sanguinazione delle sue stigmate.
Un'offerta d'amore incondizionato che si manifesta in tutti gli aspetti dell'attività operativa di Giorgio Bongiovanni.

Dopo la conferenza tenuta a Pordenone il 13 di settembre, un nuovo incontro è fissato una settimana dopo, il 21 settembre, a Porto Sant’Elpidio presso una sala della croce verde.
Ci raggiungono gli amici e i fratelli venuti dalla Sicilia, da Bari, dalla Calabria e numerose persone venute per la prima volta che attendono l'arrivo di Giorgio. Mara con la presentazione della Funima, Pier Giorgio e Flavio con le loro relazioni dettagliate e con la stessa sintonia con cui avevano parlato a Pordenone presentano la serata anticipando l'atteso intervento di Giorgio che come sempre non delude l'attesa.
Le parole di Gesù risuonano nella sala per bocca del suo messaggero. “Il Maestro mi ha dato un messaggio che mi ha detto di trasmettervi: ... i tempi non sono stati dilatati ma sono stati accorciati in forza a quanto è stato detto e scritto: “ed io pregherò il padre mio di abbreviare quei giorni in quanto, se non saranno abbreviati, nemmeno gli eletti si salveranno ... abbiate fede, speranza, carità, umiltà, pietà, commiserazione, disponibilità, tolleranza e sete di giustizia. mantenete le mani salde sull’aratro e aspettatemi con fede e pazienza.
raccomanda questo ai tuoi fratelli che sono i miei fratelli e servI  ...

La manifestazione massiva degli extraterrestri è profetizzata dal Cristo nei quattro vangeli “E io farò manifestare in tutti gli angoli del mondo gli Angeli per radunare gli eletti”. Il contatto massivo quindi è una profezia del Cristo stesso. Prepariamoci a questi prossimi eventi.

Giorgio parla poi della genetica GNA spiegando che sette milioni e mezzo di persone nel mondo portano questa genetica, persone che possono essere definite extraterrestri.
Qualsiasi persona può ricevere la genetica GNA se ha un forte risveglio spirituale e si mette a servizio di un cammino che abbraccia e difende i valori universali. Cosa è dunque un cammino spirituale, rifletto, non un cammino religioso ma un cammino che lotta per la salvaguardia della vita e di quei sacri valori che La governano, che sono i valori del Cristo. “Li potrete riconoscere nel mondo” dice Giorgio “perchè lottano contro le energie distruttive come l'atomica, lottano per la giustizia, per la difesa dei diritti umani, dei diritti dei propri cittadini, per la fratellanza universale, alcuni sono missionari religiosi, altri laici, altri ancora atei, ma è una differenza apparente perchè si battono per gli stessi alti valori”.
Le domande si susseguono una dietro l'altra. Una ragazza, che ha seguito attentamente i discorsi di Giorgio, chiede il microfono. Viene dalla sua terra, la Sicilia, accompagnata da un altro giovane. “E' tanto che ti seguo” dice la ragazza “anche se non ti ho mai incontrato prima d'ora, ho sempre creduto ai tuoi messaggi anche quando ero cattolica, però credo che Dio non vuole che tu ti sacrifichi ...” la ragazza prosegue esprimendo il suo pensiero ma vorrebbe dirgli qualcosa di più ... non sa se è il caso, se è il momento. “Forse dovrei dirtelo privatamente” dice. Giorgio la tranquillizza e la sprona a esprimere serenamente ciò che pensa. La giovane prosegue sostenendo che è peccato credere nei santi e nelle immagini ... poi una richiesta crea il gelo nella sala e un tumulto di sottofondo: “Devi abbandonare la devozione alla Madonna” dice, quasi liberandosi di un peso. Mi si ghiaccia il sangue, non per un sentimento di scandalo o per un giudizio immediato verso la ragazza che parla ma per chi vedo dietro di lei in quel momento. La protezione della Madre Celeste non è ben vista da quelle forze che vorrebbero fermare l'operato del testimone della Verità, di Colui chiamato a smascherare il volto dell'anticristo, il volto di coloro che personificano i valori opposti a quelli del Cristo. Giorgio si fa serio con il pubblico: “Nessuno di voi si azzardi a dire una sola parola. Chiunque di voi farà un solo commento sarà accompagnato fuori dalla sala, perchè questa giovane ragazza sta accettando di parlare con me davanti a tutti voi quando questo discorso avrebbe voluto farlo in privato. Tutti voi avete avuto la possibilità di parlare in privato con me e avete potuto dirmi qualsiasi cosa senza che nessuno vi ascoltasse. Per cui abbiate rispetto di questo”. E rivolgendosi a lei le chiede “Come ti chiami?”, “Vera” risponde lei e Giorgio commenta “Sei proprio Vera!” riferendosi alla sua trasparenza di sentimento e al suo non titubare nel manifestare chiaramente il proprio pensiero dinanzi ad un pubblico palesemente contrario. Giorgio, come sempre, manifesta in questi casi in cui la moltitudine reagirebbe all'opposto, con grande saggezza. Inizia così a rispondere con grande rispetto, serenità e amore spiegando che utilizziamo le immagini per ricordare la presenza di questi esseri e non per adorarle e prosegue parlando della Santa Vergine. “Lei è un Essere molto speciale, molto spirituale. É stata portata in Cielo, e in Cielo cara Vera vengono portati solo i Santi. Noi non adoriamo nessun simbolo ma solo ricordiamo attraverso quelle immagini. La Madonna quando Gesù era sulla croce è stata raccomandata sotto la Croce dal Cristo stesso a Giovanni, quindi ha un valore spirituale molto alto”. Vera prosegue il suo discorso dicendo che non bisogna credere nell'acqua santa, nell'acqua di Lourdes, e in tutte queste cose perchè sono peccato. Giorgio spiega che il Cielo per operare i Suoi miracoli può farlo attraverso qualsiasi elemento, in realtà è la fede nella manifestazione celeste che guarisce, può essere l'acqua di Fatima, il sandalo di Gesù, ecc.. “... perchè altrimenti lo stesso Maestro Gesù quando le persone che gli si avvicinavano e gli toccavano la veste e poi guarivano, avrebbe dovuto dire -Non toccatemi la veste perchè è peccato!-. Invece non è così, non sono importanti gli strumenti fisici o umani che il Cielo utilizza per operare ma è importante la fede”. Poi prosegue spiegando il motivo del suo sacrificio “La sofferenza che io ho è uno strumento per sensibilizzare e avvicinare le anime a Dio. Quando questa missione si esaurisce allora si manifesterà un altro aspetto e in quel momento ci sarà grande sofferenza nel mondo. Ricordati che sono le opere a salvare l'uomo. ... se ha dato la vita per una causa giusta, io ti dico in verità Vera, si prende con se colui che era inginocchiato sul cartone e rinnega tutti gli altri che con grandi manifestazioni lo hanno osannato ma che in realtà lo hanno tradito.
L'universo è la mia patria. L'universo è una manifestazione straordinaria di opere tutte diverse tra loro. Noi dobbiamo fare una rivoluzione copernicana dentro di noi. Dobbiamo essere una manifestazione dell'infinito, una manifestazione degli infiniti mondi.
Oggi mi vedi con le stigmate cristiane, cattolico e devoto alla Madonna, domani laico, seguace di Krishna, poi musulmano seguace di Maometto, poi mi vedrai frate, e poi filosofo che crede nella forza onnicreante della creazione. Questo sono io”.
Non so se la spiegazione convince Vera, ma la vedo sorridere guardando Giorgio con ammirazione mentre continua a rispondere alle domande del pubblico.
Un giovane è spinto da diverso tempo, da alcuni contatti, a portare avanti una missione nel mondo. Aveva incontrato Giorgio circa un anno fa e aveva chiesto il suo aiuto spirituale considerato che non capiva cosa poteva fare vista la mancanza di mezzi e possibilità pratiche per portare avanti ciò che gli veniva detto. Oggi la sua situazione non è cambiata. “Se gli esseri che ti parlano” gli dice Giorgio, “ ti chiedono sempre le stesse cose e tu non hai i mezzi per poterle portare avanti, tu gli devi dire che Loro te li devono fornire affinchè tu possa fare ciò che ti chiedono altrimenti non sono quelli che dicono di essere, cioè sono esseri spirituali che ti hanno fatto avvicinare alla Verità di cui faccio parte anche io e potresti aver trovato la tua strada visto che già facciamo ciò che loro ti chiedono di fare. Se non ti danno i mezzi tu gli devi dire di non presentarsi più perchè hanno finito la loro missione”. Giorgio spiega come avvengono i contatti con questi esseri, un campo molto delicato e profondo che richiede una preparazione e una interiorità molto speciale.
Loro scelgono uno strumento e poi lo personificano. Chi viene personificato e conclude positivamente la missione, si evolve nel momento che il personificatore lo lascia. Questo avviene anche nel male, in negativo, molti uomini sono personificati da demoni, coloro che commerciano droga, armi, che hanno il potere sul mondo, sono personificati da demoni.

Gli Esseri che io vedo sono della quinta dimensione. Io dipendo totalmente da Loro ma lo faccio volentieri perchè so chi sono. Loro mi hanno detto: avete una grande estrosità sulla terra, riuscite a pensare a cose così abominevoli che neanche i demoni riescono a pensare. Noi di fronte a Loro dobbiamo essere quelli che siamo, cioè noi stessi.  Il contatto con Loro può essere cosciente o incosciente. Molti di voi li incontrano ma non se lo ricordano perchè è molto difficile dopo ritornare alla realtà di questa dimensione. Io quando ho un contatto con Loro non vorrei che finisse. Sono bellissimi. Setun Shenar per esempio, che è l'Angelo che mi segue e mi tutela, è biondo, ha gli occhi che cambiano colore, verde, azzurro, acqua marina, è uno scienziato, astrofisico, antropologo, biologo. Coloro che navigano nei cieli con i mezzi che vedete apparire sono esseri di quarta dimensione che sono al servizio di quelli della quinta. Quando si manifesteranno al mondo potrete vedere anche questi bellissimi Esseri della quinta dimensione. E potrete vedere fisicamente il Maestro dei Maestri Gesù Cristo. Io ho visto il Maestro in carne ed ossa ... l'ho toccato ... ho sentito il Suo profumo ... mi ha detto: “Devi mangiare il pane della vita”.
Più siamo altruisti, più i nostri chakra si aprono e più veniamo compenetrati da questi bellissimi Esseri angelici. Nel momento in cui abbiamo raggiunto la capacità di vivere l'amore disinteressato e incondizionato allora veniamo immediatamente e completamente compenetrati da Loro.
Che Dio vi benedica nel nome di Cristo. Vi abbraccio tutti”.

A tutti gli amati fratelli dell'Uruguay, dell'Argentina, del Paraguay, del Cile, del Messico, della Spagna, dell'Italia, dell'Australia, di tutto il resto del mondo, uniti e stretti in un unico abbraccio, in un unico cuore, in una unica passione d'amore che arde per questa grande, bellissima, radiosa opera Solare dal Cielo alla Terra.


Con tanto Amore
Sonia Alea
Sant’Elpidio a Mare, 26 settembre 2008

 

IL TRIONFO DELLA VERITÀ NELLA TERRA CHE ODORA DI SALE E LAVA

Nicolosi. La montagna sacra si erge fiera dinanzi a noi, la lava di fuoco scende dal versante orientale mostrandoci la sua costante attività, la sua passione dinamica, la sua forte energia. Sulle pendici dell'Etna il pensiero ritorna a momenti indimenticabili ... a parole  che resteranno per sempre scolpite nei nostri cuori e negli archivi storici di questa umanità ... parole del Verbo che elargisce saggezza e sapienza attraverso i suoi strumenti ... che profetizza ...  parole che hanno trovato il loro riscontro nel tempo attraverso le opere di un uomo che ha proseguito quel cammino portando la sua croce sulle spalle ed elevando l'opera della tribù di Giovanni ad un livello mai raggiunto prima, plasmandola in un gioiello che oggi manifesta le sue perle preziose ... giungendo al cuore dei chiamati nel mondo ... radunandoli al cospetto del Maestro dei Maestri Gesù Cristo ... annunciando la sua prossima gloriosa manifestazione con Giustizia sulla terra.
“... Preparatevi, dunque, perchè è vero che il giorno e l'ora del giudizio di questo mondo sono in un tempo assai prossimo.
Non chiedetemi più nulla perchè non ho più nulla da dirvi.
Ma Giorgio Bongiovanni, con le sue stimmate, è il testimonio regale dell'annuncio dell'Apocalisse”.
Dal Cielo alla Terra, Nicolosi, 24 Maggio 1991, Eugenio Siragusa.

“ ... In questo tempo un suo messaggero è sulla terra. Esso si chiama Giorgio Bongiovanni e porta l'invisibile croce di Gesù Cristo e i segni sanguinanti del suo dolore.
Cercatelo perchè è vero, verissimo, che offre a chi lo desidera la redenzione e la chiamata per essere eletto”.
Dal Cielo alla Terra, Eugenio Siragusa, Nicolosi, 3 gennaio 1993, ore 14:45

Corre l'anno 1992.
Uomini, donne e bambini giungono da tutto il mondo, dalla Spagna, dal Portogallo, dal Messico, dall'Argentina, dall'Uruguay, dal Paraguay, dall'Africa, dalla Svizzera, dal Belgio... ci riconosciamo come fratelli di una grande famiglia, ci riconosciamo per l'amore verso gli stessi valori, quelli del Cristo ... siamo qui per un incontro importante ... Lui, Eugenio Siragusa, dopo 40 anni di opera al servizio degli Esseri Cosmici lascia il testimone della sua missione al suo figlio spirituale Giorgio Bongiovanni, sigillato dal Cristo con i Suoi sacri segni delle stigmate. Eugenio Siragusa è il suo padre spirituale, lo ha cresciuto portandolo fino al momento di prendere in mano le redini della grande, magnifica opera di Giovanni che vede come epilogo il ritorno del Figlio dell'uomo cristificato. Siamo tutti lì in quella sala dell'hotel Gemmellaro, alle pendici dell'Etna, l'emozione per la cerimonia ci travolge tutti... l'espressione d'Amore e di protezione del Padre che consegna lo scettro dell'opera al figlio racchiusi in un indimenticabile abbraccio e una incancellabile tenera carezza che resteranno indelebili nel ricordo del profondo sentimento che ha legato e lega da sempre questi due uomini, messaggeri di Dio. Noi siamo lì, testimoni di questo evento a stringerci, come una corona regale, attorno ai protagonisti di questa grande opera messianica.
Nei successivi anni, differenze metodologiche allontanano il Padre dal figlio con conseguenti gravissime sofferenze per entrambi i loro spiriti legati  da sempre da un vincolo eterno, un giorno capiremo il reale perchè ... ciò che resta e resterà per sempre scolpito nella storia è il loro messaggio e la loro grande opera celeste che questa volta grazie al figlio, pur nuovamente colpito per una perdita tanto ingiustamente sofferta, prosegue il suo cammino, portandola all'apice del successo. L'Amore per il suo Supremo Maestro Gesù Cristo è più forte di qualsiasi prova e sofferenza. Giorgio segue il suo cammino portando avanti la missione affidatagli, adempiendo in maniera eccelsa al mandato del Cielo.
Sono trascorsi sedici anni e per un attimo ci sembra di ritornare a quell'emozionante momento...
Siamo ancora una volta all'hotel Gemmellaro, nella stessa sala, dove il soffitto prende la forma del Sole con i suoi raggi che papà Eugenio amava tanto. Giorgio Bongiovanni è lì, seduto nello stesso posto di sedici anni fa ... i suoi capelli brizzolati segnano il trascorrere del tempo ... il suo volto, l'amore incondizionato per i suoi fratelli ... il suo sguardo, la passione per il Suo amato Maestro Gesù, il Cristo, la profonda serenità del suo spirito e quella sete di Giustizia che lo divora dentro, giorno dopo giorno ...  la stanchezza dei suoi passi incuranti della fatica e del dolore, fieri e decisi proseguono il cammino ancora da affrontare. 
Ci parla di Eugenio Siragusa, Giorgio, l'amore più grande della sua vita, mentre scorrono le immagini del documentario sulla sua storia ... la sala colma di persone, ascolta attenta, tanti  giovani ... improvvisamente la presenza di una persona ci fa sussultare ... un uomo dal passo deciso, dal fare delicato e aristocratico “compare” dinanzi a lui ... lo vediamo trasalire ...  il fiato per un attimo resta sospeso ... è Francesco Siragusa, uno dei tre figli di Eugenio Siragusa.
L'emozione è grande, la somiglianza con suo padre è talmente forte che ci sembra di riaverlo lì con noi e in realtà sentiamo per tutta la conferenza la sua forte presenza, la presenza del suo spirito, quello vero, forte, prorompente e amorevole nello stesso tempo così come lo abbiamo conosciuto e amato. Riceviamo, tutti, indistintamente, dentro il nostro cuore il suo messaggio. Si abbracciano Giorgio e Francesco Siragusa, stretti, e quell'abbraccio ha il sapore di una riconciliazione, la riconciliazione di una separazione in realtà, nel profondo, mai avvenuta ... “Non potevo mancare questa volta” dice Francesco e prendendo il microfono si rivolge al pubblico “...Giorgio è l'unico nel mondo che può rappresentare e portare avanti l'opera di mio padre”. La commozione ci travolge e un applauso sigilla l'eterno e indimenticabile momento dal profondo valore spirituale comprensibile ai cuori umili e aperti alle misteriose vie del Signore del cielo e della terra.
La conferenza dal forte titolo “Il cielo piange sangue”, ha inizio con la presentazione di Saro Pavone che riassume al pubblico le attività racchiuse dalla nostra opera soffermandosi sul significato delle attività dell'antimafia all'interno di questa isola e dando subito dopo la parola a Giorgio che inizia così la sua conferenza “Io ho un figlio che si chiama Giovanni che insieme a sua madre abbiamo cresciuto con tanto amore. Lui si dedica ad aiutare i bambini del Sud America, alcuni di loro vivono nelle Ande dell'Argentina... questo è il regalo più grande che la vita ti possa dare”. Giorgio prosegue parlando della Funima fondata dal missionario, Raul Bagatello, e della Funima international nata con l'intento di sostenere la stessa associazione Funima, diretta da suo figlio Giovanni e da Mara amica e sorella da sempre, ai quali Giorgio rivolge un applauso del pubblico per l'eccellente lavoro svolto fino ad oggi in favore di questa attività e sottolineando che la Funima International è una delle tre gambe della sua missione. Dai loro frutti li riconoscerete diceva il maestro Gesù, le parole non hanno significato quando si vuole parlare di un uomo. Sono i fatti che parlano con chiarezza e trasparenza.
Giorgio prosegue soffermandosi sul fatto che pur essendo importanti tutti gli aspetti di questa opera il cuore del messaggio è in realtà quello di sensibilizzare l'umanità al grande evento della seconda manifestazione di Gesù Cristo sulla terra e segue ricordando il valore di Eugenio Siragusa nella sua vita e nella sua missione “Lui mi doveva indicare la strada che avrei dovuto percorrere, ha ridimensionato il discorso biblico riportandolo nella vita moderna, mi ha spiegato che questi esseri hanno una relazione profonda con Gesù Cristo. Ho ricevuto da lui una importantissima iniziazione per poter essere pronto, nel momento in cui avrei ricevuto le stigmate, a parlare anche di questi esseri. I messaggi che ricevo da Gesù e da questi esseri dicono che questo è il tempo più importante della storia dell'umanità e anche il tempo più drammatico ...”, Giorgio elenca le gravissime crisi che stanno portando la nostra società verso l'autodistruzione, la nuova guerra fredda Russia-Stati Uniti, la gravissima crisi economica, la crisi energetica, la crisi ambientale, gravi come mai la nostra storia possa ricordare, per poi continuare con gli eventi catastrofici devastanti e con il gravissimo delitto perpetuato dall'uomo di questa malata società: i nostri bambini che ogni cinque secondi muoiono di fame. “Tutto questo” dice Giorgio “ci indica che siamo in un momento particolare della storia dell'umanità, vi è su di essa un intervento di natura scientifico spirituale che ci porta verso un unico messaggio. Il Cielo permette ai suoi strumenti di mandare i segni sulla terra che vogliono risvegliare i semplici, gli umili, coerente con il messaggio di Gesù Cristo che non era per i potenti ma per i semplici, come la pioggia di sangue caduta in Colombia. Segni che oggi possono essere filmati e che possono quindi essere testimoniati in tutto il mondo, tutto questo ci dice che è giunto il tempo della seconda venuta di Gesù Cristo” ci parla quindi del prossimo contatto massivo dei fratelli delle Stelle a cui molto presto tutta l'umanità assisterà e passa la parola al nostro caro Pier Giorgio Caria studioso, esperto ricercatore Ufo oltre che produttore televisivo di documentari, trasmessi diverse volte anche dalla televisione nazionale italiana. Pier Giorgio  trasmette al pubblico l'amore che ha provato per Eugenio Siragusa che lo ha guidato a comprendere chi sono questi Esseri che ci visitano accennando agli episodi in cui lui stesso ha avuto l'onore di vedere questi mezzi solcare i cieli del nostro pianeta. “Giorgio è stato per me un maestro che mi ha inserito in certi ambienti che mi hanno dato la conoscenza e lo studio che oggi ho su questi argomenti. Si parla di ufo molto più seriamente negli Stati Uniti che qui in Italia. Abbiamo filmati di oggetti di diversa natura, sfere che hanno capacità di volo veramente impressionanti. Una carrellata di filmati incredibili”. Continua Pier testimoniando che numerose volte le astronavi di questi Esseri, alcune volte addirittura  flottillas  sono state avvistate durante l'arrivo di Giorgio in alcuni Paesi del Sud America. Un affermazione documentata, che Giorgio spiega così: “Spesso sono stato accompagnato da queste manifestazioni perchè loro stanno dietro il messaggio che porto”. E prosegue sottolineando che tanti filmati sono stati realizzati dai giornalisti stessi e da militari in cariche ufficiali, e continua  parlando dei nostri due carissimi amici e fratelli Antonio Urzi e Simona Sibilla. “Antonio è uno dei nostri fratelli, lui ha il compito di filmare queste astronavi che a volte si manifestano anche durante le mie esperienze mistiche con questi Esseri” e Pier Giorgio prosegue “Mai da una persona sono stati realizzati filmati di così grande frequenza e intensità. Antonio quando deve filmare sente una grande emozione dentro e mi chiama per anticiparmelo. L'ultimo filmato che avete visto l'ha realizzato mentre Giorgio riceveva un messaggio sulla gravissima situazione mondiale. Così come ha filmato questa intera flottilla mentre parlava con me al telefono. La stessa flottilla ripresa nel centro di Milano così come quella ripresa in Messico”. Dopo la carrellata di immagini sui segni in cielo Pier si appresta a spiegare i segni in terra per poi lasciare la parola a Giorgio sulla più profonda spiegazione dei segni mistici.
“Le figure dei cerchi nel grano” spiega Pier “hanno un alto valore scientifico ma hanno la capacità di parlare anche agli spiriti umili. Figure enormi, gigantesche, bellissime che compaiono in pochi minuti. Immagini che hanno un modo molto particolare di dare il messaggio. I cerchi nel grano parlano attraverso le immagini, il simbolismo, le date, le energie. Un fenomeno trascendentale, impossibile da eseguire nel giro di pochi minuti da chiunque, se voi entraste in un cerchio di grano vedreste che da dentro non ci capite niente. Ci parlano ultimamente dell'anno 2012 il tempo di un cambio epocale annunciato dalle profezie Maya che in questa data troverà il suo culmine”. Pier prosegue presentando la bellissima e impattante figura a forma di croce cristiana apparsa di recente su un campo di grano in Inghilterra trasmettendo il significato trascendente di quell'immagine che racchiude il richiamo celeste sulla comunione dell'umanità e Giorgio sottolinea “Questi Esseri si stanno identificando, stanno dicendo chi sono, loro conoscono il Cristo e ci fanno capire con questo linguaggio figurato chi rappresentano, a chi appartengono, per chi lavorano, ecco perchè dobbiamo avere l'umiltà di ammetterlo”. Parole sempre più sorrette da segni inequivocabili. Il Verbo si fa parola. I segni manifestano il potere di quelle parole. Pier Giorgio seguito attentamente dal pubblico dopo aver spiegato e commentato le immagini proiettate sullo schermo, termina la sua interessante e ricercata relazione mostrando e legando le immagini della croce manifestatesi una  nei cieli della Florida, un'altra sulla terra in un campo di grano in Inghilterra e altre ancora sul corpo di Giorgio Bongiovanni, passando la parola al messaggero dei guardiani del Cosmo.
“Ciò che abbiamo visto” dice Giorgio, “sono segnali che ci mandano questi esseri angelici che ci vogliono comunicare un messaggio, che ci vogliono preparare ad un cambiamento positivo, poi ci sono segni che provengono direttamente dalla fonte che definiamo divina, in connubio, in simbiosi con gli Esseri di cui vi ha parlato Pier Giorgio, sono i segni inviati da Gesù Cristo:  La pioggia di sangue in Colombia, il crocifisso che si muove in Messico, le statue che lacrimano sangue in Bolivia, in Paraguay, le lacrimazioni sacre in tutto il mondo, gli stigmatizzati...”. Giorgio si sofferma a parlare in particolare della stigmatizzata Teresa Musco che diffuse anch'essa il messaggio di Fatima in Italia negli anni 70, mostrando le immagini impressionanti dei fenomeni soprannaturali che avvenivano nella sua casa. Durante le sue sanguinazioni, infatti, sanguinavano copiosamente anche le statue sacre presenti, il bambin Gesù, la Madonnina “Immagini mai mostrate prima” dice Giorgio “ma la verità viene fuori da sotto il moggio, la Madonna mi ha detto di far conoscere l'esperienza di questa grande mistica”.
Saro, che con grande cura si è occupato di tutta l'organizzazione della conferenza con la collaborazione degli altri ragazzi, sottolinea al pubblico che i numerosi casi mostrati sono stati assolutamente esclusi dalla possibilità di frode perchè sono stati studiati e analizzati.
E Giorgio prosegue “Eugenio Siragusa che oggi ricordiamo è stato uno dei primi al mondo ad annunciare questi segni, annunciatore dell'apocalisse, profetizzava l'atterraggio di queste astronavi che oggi vediamo sempre più numerose nel cielo spiegando che gli extraterrestri sono gli Angeli di Cristo,  annunciando che non avremmo avuto più acqua da bere nè aria da respirare, anticipando il gravissimo pericolo nucleare legato ad una terza guerra mondiale, profezie che si sono compiute e che tutt'ora, anno dopo anno, si stanno compiendo. Un annunciatore dei tempi, Eugenio Siragusa, mio padre spirituale. Io mi riconosco come una continuazione di quel messaggio, come ci si riconoscono tutti coloro che lo seguono divulgandolo. Quanti giovani ha salvato dalla droga, quanti  ragazzi sbandati ha aiutato, per me è stato come un profeta, un vero pioniere della Verità. Vogliamo oggi rivolgere a lui un riconoscimento a due anni dalla sua scomparsa”.
È in questo momento che Francesco Siragusa sale sul palco ad abbracciare Giorgio “Nessuno meglio di te può continuare la sua opera di testimonianza ... mio padre è stato il primo a legare il fenomeno ufologico con quello religioso...”. Il forte impatto, la profonda commozione non impediscono comunque il procedere naturale dell'incontro.
Giorgio ancora fortemente emozionato prosegue: “Non voglio che voi pensiate che io voglia essere il suo continuatore, mi sento un suo discepolo e lo ringrazierò sempre per gli insegnamenti che mi ha dato... Rimarrà per sempre come il maestro della mia vita”.
Il testimone della Verità a questo punto segue centrando il cuore del messaggio parlando del secondo prossimo avvento del Cristo, sottolineando l'importanza di servire una causa giusta a favore della vita, l'urgenza di entrare in sintonia con i valori della giustizia, della pace e dell'amore perchè il giudizio sarà emesso in base alle opere di ciascuno, la separazione del grano dalla gramigna è in atto. “Mi auguro con tutto il cuore che voi possiate essere tra i giusti, dobbiamo trovarci preparati non per noi ma soprattutto per i nostri figli che grazie a noi potranno ereditare la nuova terra. Non c'è bisogno di essere eroi, è sufficiente fare il proprio dovere, con la famiglia, con i figli ma anche sostenendo e difendendo la Verità. In questa terra per esempio schierandoci contro la mafia, questo male maledetto. Io verrò in Sicilia, mi stabilirò, in parte, qui, perchè gli Esseri Celesti mi hanno detto che con la mia venuta  si manifesteranno tanti di quei segni da rallegrare il cuore della gente umile e da far tremare i potenti che vogliono schiacciare la gente. Vi devo dire che non sarò morbido quando verrò qui, la mia è una lotta contro la mafia che schiaccia, che si allea con i politici, sappiate che Giorgio Bongiovanni è un nemico di questa gente, perchè non si può predicare l'amore di Cristo ed essere amici di questi assassini. Quindi quando ci incontreremo qui in Sicilia voi vedrete un amico che parlerà di Gesu, dei fratelli del Cielo, delle bellezze del Cosmo ma sappiate che altre volte Giorgio Bongiovanni si vestirà da giornalista per attaccare questi criminali e assassini e anche i potenti che proteggono questi assassini”. Un applauso scrosciante chiude il forte discorso di Giorgio che come ben sappiamo non è fatto di parole ma, in questo caso vorrei dire, purtroppo, di fatti a cui seguiranno inevitabilmente, nel tempo, risposte ...
Il nostro amico e fratello Domenico Santin, responsabile del gruppo di Pordenone chiede la parola per esprimere tutta la sua solidarietà e la sua forza a Giorgio: “Se noi riusciamo a capire cosa hai voluto dire veramente allora dovremmo portate avanti questa battaglia tutti insieme, in tutta l'Italia”.
Le domande del pubblico seguono numerose. Molti giovani chiedono approfondimenti su alcuni aspetti fondamentali della vita che purtroppo per troppo tempo i poteri religiosi e politici ci hanno tenuti nascosti, affinchè l'uomo non fosse libero ma schiavo, a totale servizio del loro diabolico potere: la reincarnazione, la vita nel cosmo ...
Ma oggi questa giornata è dedicata ad Eugenio Siragusa e lui continua ad essere presente e a suscitare attraverso i suoi strumenti situazioni e domande a cui Giorgio può rispondere per chiarire la sua posizione con grande aristocrazia e delicatezza. “Mi chiamo Giuseppe Di Mauro nel 1973 ho conosciuto Eugenio e sono l'editore del libro “I giganti del Cielo” ... Mi fa piacere averti conosciuto, ma mi meraviglio che non hai presentato a questa assemblea né Eli, né Miguela”.
Non li ho menzionati” risponde Giorgio “perchè non ho l'autorizzazione a farlo da loro stessi, perchè loro vogliono che sia rispettata la loro riservatezza e non si riconoscono in alcuni aspetti del messaggio. Mi è stato chiesto anche di non parlare di Eugenio ma questo non posso farlo. Ma in qualsiasi momento mi venisse chiesto un incontro con armonia e amore cristico per poterci riabbracciare, lascerei tutto da qualsiasi parte del mondo mi dovessi trovare, per andare da loro.”
La conferenza segue il suo corso, Giorgio si sofferma sul valore dei cosiddetti extraterrestri che giungono fino a noi in risposta alle domande di alcuni giovani che purtroppo vengono riempiti di concetti falsi e devianti da chi vuole far ricadere il male che è tanto evidente nell'uomo della nostra società su chi invece manifesta valori totalmente opposti ai nostri nell'espressione del più alto rispetto della libertà e del libero arbitrio dell'uomo. “Durante un’apparizione del Cristo” dice Giorgio “ho visto un angelo della luce Setun  Shenar inginocchiarsi davanti a Lui come un templare e mi ha detto -Anche per noi quando appare il Cristo è un miracolo- e in quella occasione gli ho chiesto se ci sono civiltà che possono danneggiarci, se ci sono civiltà negative. Setun Shenar mi ha rivelato che non è permesso dalla legge del Cosmo, ad una civiltà che ha superato la velocità della luce e che ha raggiunto la tecnologia che permette di superare lo spazio cosmico, disturbare altre civiltà. Non gli è permesso e se avesse l'intenzione di farlo si autodistruggerebbe prima. Per cui quelle civiltà che hanno la capacità di superare lo spazio siderale sono automaticamente positive, anche se hanno compiti differenti ma ubbidiscono tutti agli Esseri Cosmici, quelli che noi chiamiamo Dei. Se una civiltà mettesse a rischio la stabilità della vita del pianeta con l'estinzione dei tre regni vegetale, minerale umano, se mettesse a rischio di collassare il pianeta stesso, quella civiltà sarebbe distrutta. Così come  potrebbe accadere nel nostro pianeta. Ma questi Esseri, possono eseguire questo compito solo se viene dato loro l'ordine da chi ha autorità di vita e di morte su di loro stessi, cioè Dio. La storia di  Sodoma e Gomorra è un esempio. Al contrario questi giganti del cielo stanno cercando in tutti modi di tutelare il pianeta e i suoi abitanti, diverse volte sono stati loro stessi a evitare catastrofi nucleari con i loro interventi”.  I discorsi si susseguono interessanti Giorgio spiega come avviene il contatto tra lui, Gesù e questi esseri, attraverso la personificazione e racconta quando ha incontrato il Maestro fisicamente nella sua casa, si sofferma sempre rispondendo alle domande sulla figura della chiesa che dovrebbe ritornare alle origini, alla semplicità, alla povertà, che dovrebbe ritornare a scacciare i mercanti dal tempio, che dovrebbe fare delle scelte drastiche che purtroppo non fa, anche se vi è la vera Chiesa che è quella dei poveri, dei missionari, che viene emarginata e purtroppo usata. E prosegue ancora con le risposte “Dobbiamo capire che non vi è solo la nostra dimensione ma dobbiamo prendere atto che ci sono altre dimensioni con le quali interagiamo e che prima o poi dobbiamo riconoscere. Più noi alimentiamo i valori della pace e dell'amore più ci liberiamo e ci evolviamo, più alimentiamo i valori contrari e più rimaniamo imprigionati nella materia”.
La serata intensa e profonda giunge quindi al termine, ma l'attività del direttore di antimafia duemila qui in Sicilia già lascia il segno. Un giovane carabiniere impegnato nel servizio scorta ai magistrati  ringrazia Giorgio per la sua opera contro la mafia, un intervento che ci colpisce dritto nel cuore, perchè conosciamo il valore e la profondità di quella frase “Ti ringrazio di ciò che hai fatto per la Sicilia, per i magistrati, da quando tu lavori a favore della giustizia sono stati presi molti mafiosi e non è un caso”.
Giorgio ringrazia il rappresentante delle forze dell'ordine che come anche Eugenio diceva sempre simboleggiano la presenza dei fratelli del Cielo che ci danno indicazioni, ci proteggono, così come anche Giorgio ci ripete sempre. Un altro forte messaggio in questa conferenza ricca di profondo significato spirituale che Giorgio conclude con il segno della croce “Che Dio vi benedica tutti, vi auguro tutto il bene del mondo”.
Felici del successo della conferenza ci stringiamo insieme a tutti gli amici e i fratelli venuti dalle Marche dalla nostra arca, da Bari, da Pordenone, da Varese e da diverse parti d'Italia, ai nostri cari fratelli Emanuel e Angel responsabili della nostra opera in Spagna, a Giovannone, Mary e il piccolo Lorenzo venuti da Palermo, a Tino Favazza e la dolcissima Nena con il piccolo Simeone, a tutti i nostri fratelli della Sicilia, a Saro e la sua bellissima famiglia, a Salvo Briga antico amico di Giorgio, a Enzo Ranieri e la sua famiglia, agli amici di Melilli (SR), a Giorgio Barbagallo, a tutti i ragazzi di Catania con i quali abbiamo condiviso bellissimi momenti. Ci stringiamo portando nel cuore i loro visi, i loro sorrisi, le loro emozioni con il ricordo dei giorni trascorsi insieme ... il 5 settembre il giorno prima della conferenza in una calda serata abbiamo festeggiato il compleanno del nostro amato Giorgio. Dopo la cena consumata insieme in comunione, un albero posto nella sala da pranzo gli consegna  una moltitudine di lettere giunte da tanti nostri amici e fratelli delle diverse arche e associazioni nel mondo, che desiderano trasmettergli in questo giorno tutto l'amore e il senso di profonda gratitudine per le perle preziose da lui ricevute in questi anni di attività in un'opera che profuma d'incenso e lavanda ... una poesia, impressa dall'inchiostro sulla carta, scritta con delicate parole, che preziose come diamanti gli vengono rivolte, emozionando il suo cuore stanco e purtroppo, a volte, anche triste per situazioni che suo malgrado a volte si scatenano per fiaccarlo ... lettere dall'Argentina, dall'Uruguay, dalla Spagna, dal Paraguay, da tutta l'Italia, dai nostri splendidi giovani, dai suoi amati figli che con le loro profonde parole esprimono al loro padre, tutta la forza e il loro totale sostegno in simbiosi con lui giungendo diretti nel centro del suo cuore, dalla nostra famiglia che sempre gli si stringe accanto come una corazza pronta a sostenerlo, proteggerlo, amarlo ... Giovanni, Aaron, Davide, la piccola Sonia, Lorella, Mara, Elisabetta, Romeo, me stessa e via, via tutta la grande famiglia ... parole lette da una corona formata dai nostri ragazzi che si fanno voce, espressione, emozione di tutti coloro che non possono essere presenti fisicamente ma che si, lo sono, con tutto il loro essere spiritualmente e che sentiamo accanto a noi per tutto il tempo ... le dolci note di violino suonato divinamente da Nena risuonano nella sala accompagnate dal suono della chitarra e dalla bella voce di Tino che riscaldano il cuore di Giorgio e di tutti noi con una calda armonia che termina con il saluto a Colei che è sempre presente, Colei che ha accompagnato e accompagna costantemente il passo di Giorgio sorreggendolo e consolandolo: Ave Maria ...
... e per finire il bellissimo balletto delle quattro stelle, Aurora, Sofia, Elisa e Sonia Tabita che si esibiscono in un ballo graziosamente realizzato in poche ore di prova che merita il forte applauso di tutti e che fa sorridere Giorgio in un sentimento di gioia e tenerezza per l'espressione più pura e sublime della vita: i bambini.
... E la riunione con i fratelli della Sicilia che si preparano a una nuova tappa della missione in questa terra Santa ed estrema ... la gioia dei giovani che desiderano operare, portare il messaggio, servire la Verità che ci ha chiamati a lei ... le commoventi parole di un caro amico di Giorgio, Enzo, che interviene durante la riunione “Ho lavorato tutta la vita, ho visitato tutte le arche d'Italia ,ho visto tante arche sorgere e tante tramontare ma mi sembra di non aver fatto niente e sai perchè? Perchè non ho lavorato appieno per il cielo ...” un messaggio e una riflessione che vale per tutti ...
E per ultimo, poco prima di salutarci tutti, il battesimo della nuova arca nascente di Nicolosi realizzata dai carissimi fratelli di Catania, da Giorgio Barbagallo e da Saro. Appendendo l'immagine del Consolatore nella parete della sala, Giorgio battezza  l'arca “Dal cielo alla terra” accompagnato dal nostro applauso gioioso che vuole essere un augurio per un punto di partenza che estenderà il suo operato in tutta la terra di Sicilia in attesa del Suo ritorno. Il ritorno del Messia Gesù Cristo.

Con tutto l'amore
Sonia Alea

Sant'Elpidio a Mare 12 settembre 2008

NOI SIAMO GUERRIERI

Nel firmamento del cielo le stelle risplendono altere della loro bellezza.

Con la sua luce soffusa la luna sembra vegliare dall’alto le sorti della nostra umanità.
Nel silenzio della notte ci stringiamo, all’interno del giardino della nostra casa dentro la quale ci sentiamo protetti, come bambini dentro alla loro culla, in un oasi di pace e armonia, nell’oscurità di  questi tempi bui. Ci stringiamo per vivere insieme intensi momenti di eterno valore da racchiudere gelosamente dentro lo scrigno dei nostri cuori. Lo spirito della grande quercia si erge sopra di noi  illuminata da un faro di luce che mostra il suo elegante abito notturno. Anche lei ascolta e con le sue fronde mosse da un aria quasi impercettibile sussurra parole in un codice antico che può essere inteso da chi è cresciuto insieme a lei. Sussurra, la nostra grande quercia, parole di condivisione, forza, tenerezza, amore, come una madre verso i suoi figli. Lei, che ha condiviso con noi tutti i momenti di gioia e di tristezza vissuti in questi anni. Lei che regalmente ha accolto tra i suoi rami benedetti la discesa del Maestro Gesù Cristo che si manifestava al suo e nostro amato Giorgio, ai suoi piedi. Momenti indimenticabili, intensi, duri a volte, e sublimi altre, ma tutti vissuti insieme,  indissolubilmente legati dallo stesso amore per la Verità, dallo stesso amore per la Vita, dallo stesso amore per quella Legge Suprema che governa e regge i mondi e le Stelle. La Legge Universale retta dal Monarca Solare, nostro Padre Adonay Arat Ra.

Come in un villaggio pellerossa il capo tribù parte, insieme ai suoi guerrieri, per combattere ogni volta nuove battaglie. Le loro amate famiglie li attendono portando avanti le attività che rendono florida e piena di vita la comunità, unita dai valori della fratellanza universale. Al rientro da ogni battaglia il capo tribù riunisce la sua grande famiglia per condividere intensi momenti spirituali che rafforzano quei valori che danno vita e vigore a tutti gli esseri che popolano il villaggio, uomini, donne e bambini.

Le note di un armonia musicale, a tratti dolcissima, emozionante, a tratti forte, impetuosa, risuona intorno a noi … Giorgio, il nostro Grande Capo, prepara i nostri spiriti ad accogliere ancora una volta grandi insegnamenti. La voce intensa, profonda, abbracciata dal leggero sottofondo musicale esprime parole che vanno dirette al cuore … ascoltatele anche voi …

: “Noi non siamo venuti in questo mondo per nascere, vivere e morire, semplicemente. Noi non siamo venuti in questo mondo per vivere una vita vuota. Noi siamo venuti in questo mondo per lottare. Abbiamo scelto di venire qui per fare una guerra. Siamo dei soldati, dei guerrieri. Non siamo qui per la pace, noi non portiamo la pace, noi portiamo la spada. Noi aneliamo alla pace, ma per gli altri. Noi lottiamo affinché gli altri possano vivere in pace ma quando la guerra finisce e vediamo che il nostro prossimo vive in pace, in amore e giustizia, partiamo nuovamente per un’altra battaglia. Perché noi siamo guerrieri. Queste sono le mie origini e le origini dei miei fratelli e delle mie sorelle. Noi non sappiamo vivere nel mondo dove vi è la pace, noi portiamo la pace per lasciarla lì, affinché le civiltà possano evolvere, ma subito dopo dobbiamo andare via, perché il guerriero senza una guerra da combattere può anche morire. E siccome noi vogliamo vivere, andiamo in altri posti, dove c’è bisogno di lottare, per vincere. Per dare gloria al nostro Re, che è il Re dei Re, che è il Cristo. E in questo senso vi chiedo, cari fratelli e amici, di accompagnarmi, se ne avete la forza, se ne avete il coraggio. Perché questa è la mia natura: combattere, lottare, per la giustizia. Senza giustizia, per me, la vita non ha ragione di esistere. Però non chiedetemi pace, io non sono un portatore di pace. Io lotto affinché gli altri vivano nella pace, e nella giustizia.
Paradossalmente è anche vero che finché non vedrò questo mondo vivere in pace, mai  mi sentirò di vivere bene. A me piace tantissimo, mi incanta, mi fa godere dentro, vedere gli altri vivere in pace. Come in uno schermo, in una visione di una bellissima prateria, di un bellissimo campo o un bellissimo panorama. Le montagne, i laghi, gli animali, la gente che vive in armonia, che si ama ... ecco, mi piace osservarla, ma non viverla. Ne morirei. Devo ripartire subito, per trovare un mondo dove regna il caos e qui far rinascere quel quadro bellissimo, quella raffigurazione artistica che fa riempire i miei sensi di vita. Vedere come vive la gente in pace, che si ama, che si adora, che si rispetta. Ma poi dopo devo ripartire subito, per un’altra guerra. Sono nato qui per questo. La mia stella, che si chiama Maya, è un mondo che vive in pace e fratellanza. Ha laghi splendenti, vi regna la luce, non vi sono mai le tenebre. Io vado lì per poco tempo, poi devo ripartire. Il mio Signore mi chiama. Sono un guerriero, e morirò guerriero. Ma la morte non esiste, e quindi eternamente rimarrò così. Sono nato per combattere. A volte perdo le battaglie, il Padre mi fa perdere le battaglie, spesso, non sempre, perché vuole che il guerriero sia umile, che accetti la sconfitta, che riconosca che altri sono più forti di lui. Ma che continui ad allenarsi, per raggiungerli, per pareggiarli, e poi per sconfiggerli. Senza l’umiltà il guerriero è arrogante, perderà sempre. Con l’umiltà, la forza, la determinazione e il coraggio si vince e noi dobbiamo battere l’anticristo con questi valori. Rispettandolo, riconoscendo che lui in questo momento è più forte. Ma alla lunga, vinceremo noi. Anche perché noi aspettiamo il nostro Re, Colui che  viene a liberarci. Finché lui non arriva, noi dobbiamo resistere. Perché i guerrieri che si arrendono sono vigliacchi. I guerrieri non si arrendono mai, piuttosto muoiono in battaglia, riconoscono che il nemico è più forte, ma non lasciano l’arco, le frecce, la spada. E siccome ci è stato promesso che il nostro Re ritornerà, dobbiamo continuare a combattere. Certo, noi non abbiamo le mitragliatrici, né i cannoni, ma abbiamo la forza dell’amore, della giustizia, e desideriamo la pace degli altri, non la nostra pace. Noi non abbiamo pace. È per tale ragione che la Madre Celeste, che suona in questo momento la Sua musica, mi ha messo vicino gli esseri più pacifici che esistono in questo Sistema Solare: la mia famiglia e voi. E io infatti rimango esterrefatto, perplesso, e incantato dalla loro pace. E la loro pace e il loro amore danno forza alla mia forza di guerriero.
Mi incanta vedere l’espressione tenerissima della Madre Celeste, la madre del mio Re. Quella che mi solleva quando il nemico mi dà un pugno e mi sbatte per terra. Quella che mi accarezza quando la mia rabbia sta per trasformarsi in odio e Lei, col suo manto, placa questo fuoco che è in me. Lo trasforma in desiderio e non in vendetta.
Quindi abbiate forza! Se non avete questa forza non mi potrete seguire. Rimarrete indietro e io non vi potrò venire a riprendere, perché la battaglia è dura, stringe, e la guerra è sempre più forte.  L’unione è la nostra forza, il desiderio della giustizia è la nostra certezza e la fede nel nostro Re, Gesù Cristo, il nostro scudo. Per starmi vicino, cari fratelli, dovete rinunciare a voi stessi, altrimenti non ce la farete.
A volte il cielo mi manda tanti segni: uomini di Dio, esseri pacifici, missionari, che si avvicinano, che mi accarezzano, sono tutte carezze che ricevo, appoggio da qualcuno che sta al di sopra di tutti. Ma la mia missione è un’altra, la mia missione è fare giustizia. E per fare giustizia bisogna gridare, bisogna dare la faccia, non guardare in faccia nessuno, dire la verità. Sono nato  per questo. Non ho niente e non voglio niente. Non voglio nessuna gloria, né soldi. Io sono un essere libero. Solamente gli esseri liberi possono gridare la Verità. Tutti gli altri sono compromessi. E siccome noi siamo esseri liberi, e voi mi seguite, non dobbiamo avere paura, mai, di niente! Quando uno possiede la verità può essere povero, gli possono mancare i soldi, ma non deve avere paura di nessuno perché Dio sarà con lui, sempre. Non ha niente. Ha solo sé stesso, che è tutto. Vedi Franchino tu non possiedi niente, né una redazione, né un ufficio. Ecco, questa è la tua forza: la verità che hai dentro, quella è tua, e non te la può toccare nessuno. E niente ti deve fermare, niente, perché Dio sarà sempre con te. E anche io sono così: non ho niente, ma ho tutto dentro. E tutti voi dovete essere così. Appena vi fate prendere da qualche nostalgia o da qualche tentazione materiale, allora già non siete più liberi, e quindi non potete gridare la verità. Invece noi abbiamo tutti i titoli per farlo. Gli altri possono avere le cose materiali, ma non sono liberi. Salvatore Borsellino, per esempio, è un altro che non ha niente, non gli importa niente, dice la verità. Ed è mio fratello. Loro sono i miei fratelli, i nostri fratelli. Coloro che vogliono la giustizia. E io voglio giustizia, ma per volerla la devo mettere in pratica. Cioè la devo gridare”.
Il grido del Grande Capo forgia i suoi guerrieri marchiando i loro spiriti a fuoco, raggiungendo le altissime vette del Cielo.

“Per noi” diceva uno dei più grandi condottieri Sioux “i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non é chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi é chi sacrifica se stesso per il bene degli altri. E' suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a se stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell'umanità”. Toro Seduto (Tatanka Iyotanka), condottiero nativo americano dei Hunkpapa Sioux (Lakota) che comandò 3.500 guerrieri Sioux e Cheyenne contro il Settimo cavalleggeri statunitense che era sotto la guida di George Armstrong Custer alla battaglia di Little Bighorn tenutasi il 25 giugno 1876.

Emozionati e colmi di quella carica interiore che ci dà l'impulso di andare avanti con sempre maggiore forza e passione proseguiamo la serata guardando l'impattante trailer, proiettato su grande schermo, sulla storia di Giorgio Bongiovanni realizzata dal nostro carissimo “fratellino” Giorgio Di Stefano,16 anni, oramai un vero genio nella realizzazione dei montaggi video, uno dei gioielli di studio 3 tv. Per proseguire poi con la proiezione del nuovo bellissimo documentario sui cerchi nel grano, egregiamente realizzato dai nostri fratelli Pier Giorgio Caria, Piero e Giorgio Di Stefano che andrà presto sugli schermi televisivi della Rai italiana e che invito tutti a vedere presto.
La serata si conclude tra baci e abbracci nello scambio di emozioni e sentimenti di tenerezza, tra fratelli uniti nell'amore di Cristo e verso il nostro amato Giorgio che ancora una volta ha infiammato in noi quell'amore per la Verità che vogliamo servire fino in fondo.

Con tutta la passione viva in me
Sonia Alea

Sant'Elpidio a Mare, 27 agosto 2008

I SEGNI DEI TEMPI

Il Suo sublime volto, aureolato da una incantevole bellezza dinanzi alla quale si inchinano i Monarchi Solari e gli elementi della Creazione, è dolce, amorevole, colmo di tenerezza, le Sue braccia materne cingono lo spirito dei Suoi figli ... le Sue mani delicate si protendono verso ognuno di loro: “Vieni, stammi vicino, io ti proteggerò” sussurrano le Sue labbra diamantate di Stelle ...
Il vento soffia ... l'acqua inonda ... la terra trema ... il fuoco divampa ... i quattro Cavalieri dell'apocalisse galoppano ... gli Angeli punitori sono all'opera ... il male avanza ... ha oltrepassato il limite consentito ... deve essere fermato.
Lei, Regina delle Stelle, chiama i Suoi figli a Se, per proteggerli dal male che dilaga, contagia, ottenebra gli spiriti imprigionandoli nel gelido buio della disobbedienza. Disobbedienza alla Legge Cosmica, alla Legge Suprema che governa i mondi e le stelle di tutti gli Universi. La Suprema Legge che regge l'equilibrio e l'armonia del Cosmo infinito. Lo sguardo di Maria, madre del Cristo, madre di tutti gli uomini, è rivolto verso ognuno dei Suoi figli ... verso i Suoi figli innocenti brutalmente violentati nella dignità, nel corpo e nello spirito dalla macabra follia  omicida incarnata nell'uomo-bestia ... verso i Suoi figli addormentati e intorpiditi dalla materia, chiusi nel laccio dell'egoismo ... verso i suoi figli che hanno scelto il cammino tormentato delle tenebre.
Quel sublime Celeste volto lo vediamo bagnarsi di lacrime.
Lacrime di sangue sgorgano dai Suoi occhi, specchi d'infinita bellezza, mostrandoci la Sua immane sofferenza, il Suo accorato richiamo... lacrime di sangue coprono il Suo incantevole volto divino.
Ci parla, attraverso i segni. Si manifesta, attraverso i suoi strumenti ... uomini, statue, qualsiasi elemento creato, così, come Suo Figlio, il Cristo Gesù, il Maestro dei Maestri. Il Re dei Re. Manifestando segni in tutto il mondo della Sua presenza, del Suo prossimo Avvento.
Le doglie di questo tempo preparano il parto della Nuova Era, la cui nascita verrà sancita con la manifestazione al mondo del Figlio del Monarca Solare Adonay, il Messia Gesù Cristo.
Nel combattere questa guerra dove sono in campo le forze opposte male-bene, l'uomo viene posto a fare una scelta obbligata tra i due valori, attraverso le situazioni che la vita gli propone. Non ci potranno essere mezze misure. Negativo o positivo. Se la scelta è positiva, le inclinazioni negative dovranno essere sanate e portate verso il valore positivo e viceversa se la scelta andrà sul negativo, le qualità positive saranno anch'esse mutate in negative.
A noi la libera scelta!
Chi ha scelto di servire gli Angeli della Luce, nel combattere questa battaglia che sarà quotidiana dentro ciascuno di noi prima, e al di fuori di noi dopo, dia tutto se stesso per vincerla e si prepari alla grande festa, al banchetto che accoglierà lo Sposo Solare che regnerà per i prossimi mille anni sulla Madre Terra.

Il segno.
I segni dei tempi si susseguono con una frequenza incredibile, sempre più numerosi, sempre più eclatanti. Il Cielo parla agli uomini da sempre ma oggi pare voglia gridare affinchè l'uomo sia costretto ad ascoltare, a dedurre, a determinare.
Ma vi è un segno in particolare ... si tratta di un segno vivente che porta sul suo corpo i segni permanenti della crocifissione di Gesù Cristo.
2 Settembre 1989 - 2 Settembre 2008. 19 anni in cui le stigmate sono vive, sanguinanti sul corpo di Giorgio Bongiovanni. Il segno vivente. Disponibile alla volontà di Colui che guida i suoi passi. Calice Vivente della Comunione Cristica. Il Verbo si fa parola attraverso di lui per annunciare la Sua seconda venuta nel mondo, per risvegliare le anime dormienti alla Verità del tempo di tutti i tempi, per mostrare e spiegare i segni dei tempi che giungono all'uomo perchè possa prendere coscienza.

I segni.

In Paraguay, ad Asuncion, le tre statue della Vergine, Rosa Mistica, lacrimano.
Attraverso le Sue lacrime Lei ci parla.
Dal volto della statua più grande sgorgano lacrime di sangue. Dal volto della statua media sgorgano lacrime d'olio che emanano un forte profumo di rosa. Dal volto della statua più piccola si manifestano lacrime umane.
Il nostro amato fratello e operatore in Paraguay da quasi venti anni, Omar Cristaldo, si è recato nella semplice casa dove è avvenuto il miracolo. Ai piedi della Vergine con lui c'eravamo con il cuore tutti noi in segno di profonda devozione, in richiesta del suo aiuto, nel desiderio di voler umilmente consolare quelle lacrime di sofferenza ma c'era soprattutto lui, Giorgio ... “Sei la mia ultima speranza per l'umanità” gli aveva detto la Madre Celeste sotto la quercia di Fatima il 2 di settembre 1989.
L'emozione nel vedere quel volto segnato dalle lacrime di sangue che giungono fino ai Suoi piedi mi pervade e un pianto viscerale mi scuote dentro fino a toccare l'essenza della pochezza della mia umana natura e al tempo stesso l'essenza spirituale della nostra divina origine.
La spiegazione ci giunge dal Segno vivente che ci conduce alla comprensione passo dopo passo, degli eventi in corso. Quel Segno vivente che tanto amiamo e che vogliamo servire e accompagnare fino alla fine, che sarà l'alba di un nuovo inizio:
Le lacrime d'acqua che versa la Madre Celeste sono lacrime di gioia per le anime che si risvegliano.
Le lacrime d'olio simboleggiano l'unzione di Cristo. La Madonna versa lacrime d'olio perchè è in atto l'unzione dei segnati da Cristo, sono coloro che vengono risvegliati a una nuova coscienza e quindi sono da Lei protetti.
Le lacrime di sangue sono le sofferenze dell'umanità, quelle attuali ma soprattutto le prossime a venire”.

Ma altri segni si sono succeduti in questi giorni.

La sconvolgente pioggia di sangue in Colombia il 31 luglio 2008, che ha sconvolto gli abitanti del villaggio, testimoni di un segno miracoloso che ricorda i flagelli dell'Egitto e le piaghe di cui parla l'apocalisse di Giovanni per questa umanità e ci porta di fronte ad un giudizio e ad un avvertimento del Cielo verso l'uomo che dovrebbe ritrovare il timor di Dio. Un Dio che, come la storia ci ricorda, non è solo Amore ma anche implacabile giustizia.

La statua del Cristo che si muove in Messico, in un filmato sulle impressionanti e veramente emozionanti immagini di una statua di Gesù appena deposto dalla Croce, portato in processione e messo in una sorta di culla di legno dove lo si vede prendere vita, sospirare, aprire e chiudere gli occhi in una espressione di grande sofferenza. Forte l'emozione di Giorgio alla vista delle immagini, le stesse immagini apparse in una esperienza da lui vissuta poco prima di partire per i tre anni e mezzo di missione in America Latina, la stessa immagine del Cristo sanguinante deposto nella medesima culla con la medesima espressione di dolore. Oggi, all'inizio della nuova tappa dei 1260 giorni, la stessa visione che si presenta questa volta nella nostra dimensione e che abbiamo la Grazia di poter vedere tutti.

Il bellissimo cerchio apparso nel grano a Below Milk Hill, Wiltshire, l'8 agosto 2008, che rappresenta l'infinito.

L'incredibile cerchio apparso a Barbury Castle, Wiltshire il 1 giugno 2008 che rappresenta la costante (P greco), che ha stupito gli studiosi di tutto il mondo in quanto perfetta rappresentazione geometrica della costante numerica 3,14 necessaria per il calcolo della misura della circonferenza del cerchio.

Il crop circle apparso il 15 luglio 2008 ad Averbury Manor, Wiltshire, sempre in Inghilterra, dove è raffigurata la disposizione del sistema solare per la data del 23 dicembre 2012.
Un chiaro riferimento alla profezia Maya riferita all'anno 2012.

Ma un altro segno importantissimo che ci ha lasciati senza fiato per l'emozione è quello manifetatosi il 15 agosto 2008, giorno dell'assunzione di Maria in Cielo.
Una grande croce, bellissima, regale, perfetta, appare su un campo di grano nella zona dello Wiltshire in Inghilterra. Un segno chiaro, inequivocabile, che parla a tutti, come ha scritto Pier Giorgio Caria nella sua cronaca su questo incredibile segno, che va direttamente al cuore ... al povero e al ricco , al sapiente e all'umile, all'ateo e al credente, al potente e al suddito. Il segno del più grande Maestro mai apparso sulla terra ... il segno della Sua Passione in Croce ... il segno della Sua Redenzione ... il segno della Sua Gloria nel mondo ... il segno della Sua Vittoria sul mondo.

  • 14 agosto 2005 si manifesta una grande croce sui cieli della Florida, formata da una flottilla di astronavi extraterrestri.
  • 27 gennaio 2007 si manifesta una croce di sangue sulla fronte dello stigmatizzato Giorgio Bongiovanni.
  • 15 agosto 2008 si manifesta una grande croce sui cerchi di grano in Inghilterra.

Vi lascio alle parole di Giorgio che spiega il valore mistico di questo segno che ci annuncia qualcosa di molto importante.
Molto presto una croce comparirà in cielo e sarà vista da tutto il mondo, apparirà in un giorno particolare. Quel giorno tutti voi la potrete vedere guardando verso oriente e man mano che la terra girerà sarà vista da tutto il mondo, per 12 ore da ciascun emisfero. La croce sarà rossa come il sangue nei bordi e color oro all'interno. Hanno fatto apparire la croce sulla terra, nel cielo e ora apparirà nel cosmo. Sarà il giorno che aspettiamo. È il segno che Gesù annuncia nel Vangelo “... Allora comparirà nel cielo il segno del figlio dell'uomo...”.
Questi segni che stanno avvenendo sono legati alla nostra opera, i cerchi nel grano e le astronavi celesti sono legati alla nostra opera messianica.
Il segno che si è manifestato nella terra degli Angeli, così anticamente l'Inghilterra era chiamata, la terra, che non ha niente a che vedere con la struttura politica attuale, significa che Gesù Cristo sta annunciando la sua manifestazione che potrà avvenire attraverso la personificazione o la manifestazione diretta con il corpo risuscitato di duemila anni fa. Ritornerà come un ladro nella notte prima di manifestarsi al mondo e visiterà tutti i suoi amici e fratelli dicendo: “Io sono ritornato”.
Preparatevi!
Coloro i quali Lui visiterà personalmente sono quelli che Lui ha eletto. Se Gesù dovesse venire a visitare uno di voi, tutti coloro che seguono, non nell'affetto ma nelle opere, costui che è stato visitato saranno salve. Ma bisogna avere molto discernimento perchè molti diranno Gesù è qua, Gesù è là, invece non sarà così perchè la visita che Gesù farà quando toccherà e visiterà i suoi fratelli non sarà una visita pubblica. Coloro che riceveranno la Sua visitazione andranno dal loro padre spirituale, o da me nel caso accada a voi per esempio, ma se andranno ad annunciarlo in televisione o in pubblico vi assicuro che non sarà vero. Lui non ha bisogno che lo si dica perchè presto squarcerà il cielo e lo farà Lui direttamente. Questa visitazione di cui vi ho parlato non avverrà attraverso un sogno, ma avverrà fisicamente o al massimo attraverso uno sdoppiamento astrale cosciente e avrà inizio, nel mondo, tra qualche settimana, probabilmente dal 2 di settembre di questo anno. Non vedo l'ora che Lui lo faccia, non vedo l'ora di consegnarGli lo scettro e di allacciarGli i sandali. Abbiate discernimento. La visita di Gesù è prossima. Preparatevi!
L'anno prossimo compio 33 anni nell'opera e potrebbe essere l'anno in cui Lui inizia a visitare tutti i Suoi servi. Abbiate discernimento perchè potrebbe anche personificare una persona. Se sceglie le statue per personificarsi come non potrebbe scegliere un uomo fatto di sangue, acqua e anima? Avete visto quella statua che ha fatto muovere? Era Lui che si personificava nel legno, che cosa non può fare il Cristo? Anche far alzare questa pietra e farla parlare. Certo, può avvenire anche attraverso di me che sono uno stigmatizzato, ma, attenzione, questo può verificarsi anche attraverso uno di voi, certo darà dei segni straordinari per dare prova che è Lui, non può arrivare uno chiunque e dire -sono Gesù- senza dare dei segni. Certo, gli stigmatizzati sono idonei ad una Sua personificazione, per questo so di poter essere candidato a questo, ma la mia sensazione, perchè sono un uomo libero, è quella che Lui lo farà direttamente. Si materializzerà di fronte ai vostri occhi. Io sono qui ad aspettarlo con tanta ansia, mi faccio divorare dall'ansia dell'attesa del Suo ritorno. Tornerà e sarà padrone delle forze della natura.
Dopo questa visitazione agli eletti si manifesterà al mondo con potenza e gloria e scenderà dal Cielo con tutti i profeti, Krishna, Maometto, Budda, Quetzalcoatl, Confucio e con tutti gli altri maestri venuti sulla terra nei secoli. Le dodici tribù d'Israele sono incarnate nella Galilea dei gentili, nei popoli latini, in questi duemila anni i figli dei capi tribù, i 144.000, si sono moltiplicati, alcuni sono nell'Islam, altri in Russia, altri ancora nei popoli Maya, nei Paesi nordici, in Cina, in tutto il mondo. La mia missione si concentra solo nei popoli latini. Gesù sceglierà come luogo del Suo ritorno una delle terre latine”.
I segni del Cielo sono manifesti e chiari in Cielo e in terra, i segni dell'uomo, purtroppo, altrettanto manifesti e chiari sulla terra: due blocchi di potere si preparano allo scontro finale, gli schieramenti si fanno ogni giorno più evidenti, il nucleare sarà l'arma con cui si combatterà l'ultima guerra.
Le profezie inesorabilmente si avviano verso la fase di compimento.
Il terzo segreto di Fatima rivelato dalla Vergine Maria a Lucia, Giacinta e Francisco il 13 luglio 1917 e successivamente nel 1989 a Giorgio Bongiovanni è in piena attuazione.
Lei, ancora, chiama i Suoi figli ... ancora disperatamente li chiama ... li cerca ... fino a che ci sarà vita.

 

Vi lascio alla lettura del passo del Vangelo che parla degli ultimi tempi.

Cap. 24 di Matteo

Predizione sugli ultimi tempi.

Mentre Gesù, uscito dal tempio, se ne andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le costruzioni del tempio. 2 Gesù disse loro: "Vedete tutte queste cose? In verità vi dico, non resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata". 3 Sedutosi poi sul monte degli Ulivi, i suoi discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: "Dicci quando accadranno queste cose, e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo". 4 Gesù rispose: "Guardate che nessuno vi inganni; 5 molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. 6 Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine. 7 Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi; 8 ma tutto questo è solo l`inizio dei dolori. 9 Allora vi consegneranno ai supplizi e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. 10 Molti ne resteranno scandalizzati, ed essi si tradiranno e odieranno a vicenda. 11 Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; 12 per il dilagare dell`iniquità, l`amore di molti si raffredderà. 13 Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato. 14 Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine.

Distruzione di Gerusalemme
15 Quando dunque vedrete l`abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo - chi legge comprenda -, 16 allora quelli che sono in Giudea fuggano ai monti, 17 chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere la roba di casa, 18 e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. 19 Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni. 20 Pregate perché la vostra fuga non accada d`inverno o di sabato. 21 Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall`inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. 22 E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati. 23 Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: E` là, non ci credete. 24 Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. 25 Ecco, io ve l`ho predetto. 26 Se dunque vi diranno: Ecco, è nel deserto, non ci andate; o: E` in casa, non ci credete. 27 Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell`uomo. 28 Dovunque sarà il cadavere, ivi si raduneranno gli avvoltoi.

Il ritorno di Cristo
29 Subito dopo la tribolazione di quei giorni,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
gli astri cadranno dal cielo
e le potenze dei cieli saranno sconvolte.

30 Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell`uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell`uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria. 31 Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all`altro dei cieli. 32 Dal fico poi imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l`estate è vicina. 33 Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è proprio alle porte. 34 In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo accada. 35 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. 36 Quanto a quel giorno e a quell`ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre. 37 Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell`uomo. 38 Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell`arca, 39 e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell`uomo. 40 Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l`altro lasciato. 41 Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l`altra lasciata. 42 Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. 43 Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. 44 Perciò anche voi state pronti, perché nell`ora che non immaginate, il Figlio dell`uomo verrà. 45 Qual è dunque il servo fidato e prudente che il padrone ha preposto ai suoi domestici con l`incarico di dar loro il cibo al tempo dovuto? 46 Beato quel servo che il padrone al suo ritorno troverà ad agire così! 47 In verità vi dico: gli affiderà l`amministrazione di tutti i suoi beni. 48 Ma se questo servo malvagio dicesse in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire, 49 e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a bere e a mangiare con gli ubriaconi, 50 arriverà il padrone quando il servo non se l`aspetta e nell`ora che non sa, 51 lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti.

 

Con profonda devozione
Sonia Alea
Sant'Elpidio a Mare, 22 agosto 2008

  
LA GUERRA DEI GIUSTI

Il Cielo azzurro, l’aria salmastra, il leggero vento accolgono tra le onde del mare molti giovani che si dilettano in gioiose gare di surf. L’aria è calda e umida. Il monte di Palermo abbraccia la sua città trasmettendo tutta la forza, la carica di passione di questa misteriosa e intensa terra, la Sicilia, che ha partorito i due estremi, nel bene e nel male.
I ricordi di questi giorni riaffiorano nella mia mente uno per uno, so che non sarà possibile esprimere con fredde parole, l’importanza, la profondità, l’emozione e il valore di ciò che si è vissuto ma proverò a trasmetterlo ugualmente, cosciente del fatto che tutti coloro che vivono in sintonia con questa grande opera la portano in se, insieme a chi era presente.
Ci portiamo dietro la forte vibrazione respirata a pieni polmoni di una lotta tra il bene e il male che si combatte a livelli sottili tra fili comunicanti che si intersecano tra di loro intricandosi e confondendosi, rendendo la lotta difficile, mostrando spesso i contorni sfumati e offuscati dei volti che si affacciano sulle scene politiche, religiose e civili. Un male difficile da estirpare perchè come un cancro in metastasi si è radicato capillarmente all'interno della nostra società civile intaccando i più semplici cittadini, i vertici più alti delle istituzioni, fino ad arrivare alla vera radice,  le menti diaboliche che stanno al di sopra di tutti e che governano il mondo. Un male a volte difficile da individuare, si muove attraverso azioni immorali in un agire divenuto “normale”, inquinando le pure acque della vera onestà, della vera legalità, del vero valore morale. Abbiamo visto le acque pure di questi Alti valori personificarsi in uomini giusti barbaramente assassinati per la loro incorruttibilità, per la difesa della Verità, per la difesa di questi alti valori. Li vediamo ancora oggi in altri uomini che lottano ogni giorno in difesa degli stessi principi, li vediamo portare avanti il loro lavoro contro la corrente che impedisce loro di procedere con mezzi e serenità, attaccatti da mille difficoltà, lasciati soli.

Palermo.
L'aeroporto Falcone e Borsellino ci accoglie per una nuova partenza.
Il nome dell'aeroporto crea sempre un forte impatto. Ti mette subito davanti al fatto che qui non si scherza, che ogni passo deve essere mosso con piena coscienza, sapendo a cosa andrai in contro.  Appena giunti, Giorgio compra come ogni giorno i quotidiani nazionali e i locali della Sicilia all’interno dei quali si legge ciò a cui è stato dato maggiormente risalto dalla stampa sulle manifestazioni commemorative organizzate in questi giorni in cui ricorre il sedicesimo anniversario della strage di Via D'Amelio in cui persero la vita il Giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta.
Mi viene una grande tristezza e una voglia di gridare ad un mondo che cammina al contrario ... vediamo nei giornali l'immagine della moglie di Paolo Borsellino, la signora Agnese, affiancata da personaggi, come il Presidente del Senato Schifani, amici dei responsabili della morte di suo marito, il padre dei suoi figli, presenti alle commemorazioni di rito istituzionale e leggo le dichiarazioni di questa grande donna che con aristocrazia e riservatezza vive il suo immenso dolore e la sua rabbia, cosciente che suo marito aveva scoperto i fili di un male che arrivava troppo in alto, là dove neanche lui si sarebbe mai aspettato, un male che se denunciato avrebbe fatto cadere l'intero Stato italiano. “Provo così tanto amore e stima per mio marito che ha vissuto per la giustizia che oggi continuo a sentirmi smarrita, chiunque ci sia al governo...” dichiara la signora Agnese ai giornalisti presenti  ... Guardo Giorgio e vedo un Leone ruggente che si prepara alla battaglia in difesa dei suoi amici, dei suoi veri fratelli. I giusti. Li riconosci da quello sguardo pulito, limpido, da quella semplicità disarmante, da quel valore morale incorruttibile, da quel senso dell'onestà inamovibile, da quei valori universali che li accomunano tutti. Paolo Borsellino e Giovanni Falcone erano così, come tanti altri martiri della Giustizia, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Rocco Chinnici, il giudice Livatino, Giuseppe Impastato, Don Puglisi, il Giudice Costa, che hanno dato la vita in difesa della Verità, per salvare quel valore morale che veniva schiacciato, che veniva infangato ancora una volta. Ma le idee di questi uomini camminano e cammineranno sulle gambe di altri uomini diceva il Giudice Falcone, oggi e sempre ... rivediamo il sorriso del Giudice Paolo Borsellino nel viso pulito di suo figlio Manfredi, nei suoi occhi limpidi, rivediamo la sua forza nelle parole e nella determinazione di suo fratello Salvatore. Mi ritornano alla mente i momenti intensi vissuti durante la loro visita, con le rispettive bellissime famiglie, nella nostra casa, nella sede della nostra associazione, accanto a Giorgio per il quale nutrono una grande stima e un grande affetto, l'onore per averli accanto a noi, seduti nella nostra mensa.  Li ringraziamo, manifestandogli la nostra emozione, la nostra gioia per averli con noi, per avere l'opportunità di rivedere il giudice Paolo Borsellino vivere in loro. “Voi ci date la forza per andare avanti ... Oggi, venendo qui, ho ritrovato la speranza ... io rivedo mio fratello vivo in voi, in quello che fate, in come siete” ci risponde Salvatore Borsellino con la tenerezza, la forza e la passione che lo contraddistinguono, prima di recarci tutti alla conferenza tenuta a Porto San Giorgio nella suggestiva Rocca Tiepolo. Davanti ad un pubblico di seicento persone viene presentato il libro pubblicato dal direttore di AntimafiaDuemila, Giorgio Bongiovanni “Giustizia e Verità, gli scritti inediti del Giudice Paolo Borsellino. Salvatore Borsellino è seduto al tavolo dei relatori accanto al direttore Giorgio Bongiovanni, alla capo redattrice Anna Petrozzi e al vice direttore Lorenzo Baldo, l'assessore alla cultura, il comandante dell'arma dei carabinieri di Fermo, l'assessore alle politiche sociali della provincia di Ascoli ed il sindaco di Porto San Giorgio Andrea Agostini. In un clima di grande attesa viene chiamato da Giorgio, sul palco per un saluto, Manfredi Borsellino. La dolcissima Valentina, sua moglie, con i loro due splendidi piccoli gioielli, lo guarda andare verso i relatori, profondamente emozionato ... la riservatezza, la semplicità, l'umiltà, l'aristocrazia di Manfredi ci lasciano senza fiato ...  tutta la gente, in piedi, lo accoglie con un lunghissimo e forte applauso ... il pensiero corre a quel terribile 19 luglio 1992 ... quanto sangue è scorso ... quanta sofferenza nei cuori di questi innocenti colpevoli solamente di aver fatto il loro dovere, di aver lottato per il nostro futuro e per quello dei nostri figli ... con la voce rotta dall'emozione il figlio del Giudice prende in mano il microfono “... Non posso esimermi dal dire due parole ... per me la conoscenza di Giorgio e Lorenzo è stata fondamentale ... li ho conosciuti cinque, sei anni  fa e con un garbo e una discrezione che ha caratterizzato solo loro, mi chiesero di scrivere un ricordo di mio padre da pubblicare sulla rivista AntimafiaDuemila che da qualche tempo già ricevevo a casa” la forte commozione di Manfredi inonda la platea presente ... le lacrime rigano i visi di molte persone ...  il cuore dentro i nostri petti pare voglia esplodere all'unisono in un sentimento di forte desiderio di Giustizia, di grande amore e di senso di protezione verso di lui e di tutta la sua famiglia, i nostri visi bagnati dalle lacrime di un pianto che non riusciamo a frenare per il peso delle gravissime ingiustizie inflitte agli innocenti, ai retti, ai puri di cuore nati in questo mondo ... continuiamo ad ascoltare quelle inaspettate parole cariche di profondo significato che umilmente stringiamo nel cuore come un Dono del Cielo: “Devo dire” continua Manfredi “che per la prima volta mi veniva chiesto qualcosa, dopo che tantissimi giornalisti e operatori dei mezzi di informazione cercavano, senza alcun garbo ... (le mie parole ... come se certi miei contributi fossero così importanti da non poter essere forniti) ... io invece spiegavo che sentivo un vero dolore nel parlare di mio padre ... mentre queste due persone (Giorgio e Lorenzo) mi chiamarono nel mio ufficio per parlarmi con delle parole che non potrò dimenticare mai” ... la voce rotta dal pianto si ferma ... insieme ai nostri cuori ... per poi proseguire “con una naturalezza e una spontaneità che non pensavo mi appartenessero ho preso per la prima volta la penna e ho tracciato un profilo di mio padre, perlomeno quello che mi era rimasto dentro, e da li è nata una vera amicizia con loro, che mi ha arricchito più di tantissimi altre cose ... voi penserete che in 17 anni abbia partecipato a chissà quali incontri, invece non ho partecipato quasi a nulla per una scelta che probabilmente non è stata capita e che tuttora probabilmente non viene capita. Ho fatto la scelta di realizzarmi nel lavoro, di crearmi una famiglia, avere dei figli ai quali spero di trasmettere anche solo un decimo di quello che mio padre è riuscito a trasmettermi ... e poi ho avuto la fortuna di imbattermi in queste due persone qui presenti per le quali non ci sono parole di ringraziamento, per ciò che hanno avviato sin dal periodo delle stragi, e non solo da un punto di vista strettamente  giornalistico,  penso a quello che fa  la redazione di AntimafiaDuemila che ho avuto l'onore di conoscere dal primo all'ultimo ...Ho conosciuto persone che lavorano in questo settore con una amore e una passione incredibile...” Manfredi prosegue parlando dell'attività di volontariato della Funima diretta da Giorgio e da tutta l'associazione verso i “bambini poveri” del Sud America e continua“...  Io penso che di queste persone non ce ne sono tante in giro e penso che quando ce ne sono, bisogna farle proprie e bisogna fare proprio sopratutto lo stile di vita ... perchè soprattutto come in questa circostanza non si vive solo di ideali ma questi valori vengono seguiti e applicati giornalmente. Quando mi hanno chiesto una serie di scritti di mio padre che non sono altro che riflessioni o anche interventi che mio padre faceva nelle scuole o nei convegni o nelle conferenze dove veniva invitato, anche lì ho potuto notare il modo con cui hanno lavorato loro e tutti i missionari di giustizia, così come mi piace chiamarli, che stanno dietro di loro e di questo non posso far altro che pubblicamente ringraziarli”. La forte commozione di Manfredi conclude con un caldo altrettanto commosso applauso del pubblico e di tutti noi che ci stringiamo con il cuore intorno a lui e a quella incolmabile sofferenza per una perdita che non potrà mai essere ripagata.

Salvatore Borsellino prende la parola citando una parte della prefazione scritta da suo nipote Manfredi del libro Giustizia e Verità, sottolineando la sua piena condivisione di quelle parole: “Mi preme sottolineare che per quanto mio padre mi manchi tantissimo e manchi ad ognuno in modo diverso, a mia madre ed alle mie sorelle, egli è vivo È vivo nei nostri cuori perchè una persona come lui non può mai scomparire, è indistruttibile ed invincibile, la sua battaglia l'ha vinta... ha risvegliato tante coscienze della sua amata Palermo...”. E non solo della sua amata Palermo aggiungiamo noi, ma di tutta l'Italia, e di tutti coloro che nel mondo lo hanno in qualche modo conosciuto. Questa è la più alta eredità che il vero Uomo lascia sempre alle future generazioni.
Salvatore Borsellino prosegue con il suo impeto e la foga di chi non si da pace, di chi vuole sia fatta giustizia “Voglio Giustizia e Verità” tuona “io non voglio sentire parlare di commemorazione, lacrime, processioni, sono cose che si fanno per i morti ... Paolo Borsellino è vivo, tanto più vivo di altri che si credono vivi e invece sono morti ... tante di quelle persone che oggi occupano il nostro Parlamento, le nostre istituzioni. Paolo rispettava le istituzioni ma io credo che il modo migliore per rispettare le istituzioni sia quello di evitare che siano occupate da persone indegne di occuparle...”. I suoi discorsi chiari, netti e di una logica spietata non possono che essere approvati dal pubblico che praticamente inondati da un mare in tempesta continuano ad applaudire. Salvatore Borsellino prosegue, desidera condividere, rendere pubblico il sentimento e la stima che nutre per Giorgio Bongiovanni, per il suo serio lavoro, per ciò che è riuscito a costruire con i suoi ragazzi, per l'aiuto alla società civile, per il suo innato valore: “Sono venuto qua pensando di trovare una decina di ragazzi di una redazione che avevo conosciuto nella rete, dove io mi sono rifugiato cercando una Italia diversa da quella che vedo in televisione e sulla stampa ... e invece ho incontrato una comunità di persone .. e sono dei ragazzi che da 15/20 anni continuano a lottare, a scrivere, e dentro di me è rinata la speranza ... vedendo come credono in certe cose, come scrivono di certe cose, come continuano a lottare vedendo quello che fanno sotto il carisma, la guida di Giorgio, allora ho sentito nascere veramente di nuovo la speranza, insieme con la rabbia”.

Giorgio prende la parola, lo conosciamo, è abituato a dare e non a ricevere, rimane come sempre con i piedi per terra, custodendo le parole, l'amore, questo grande gesto di riconoscenza da parte di persone tanto speciali,  come un dono di Dio, accogliendolo con tutta l'umiltà che fa parte del suo essere “Io, insieme a tutti i ragazzi,” dice Giorgio intensamente “ ringraziamo tutta la famiglia Borsellino, Manfredi, Salvatore ...” e continua con la sua relazione “... Alcuni uomini delle istituzioni si sono messi ad ostacolo a determinati poteri, nuovi o vecchi, che dovevano dominare, più che governare, il nostro Paese, sia a livello economico- finanziario che politico dove la criminalità organizzata è stata, e non lo dico io, ma l'hanno detto i magistrati, persino il Procuratore Nazionale Antimafia, “il braccio armato” dello Stato. Borsellino, e prima ancora di lui Falcone, si erano messi come ostacolo a questa nuova convergenza di poteri che Cosa Nostra stava cercando con nuovi soggetti politici e nuovi potenti dell'economia. In quel momento c'era una trattativa in corso ...” Giorgio spiega quindi al pubblico il motivo per cui era stata ordinata la strage di via d'Amelio e sottolinea le gravissime responsabilità della stampa oramai quasi totalmente asservita al potere che non aiuta le indagini di coloro che vogliono la Verità. “Oggi” prosegue Salvatore Borsellino “i Giudici vengono uccisi in un altro modo, vengono imbavagliati sottraendo loro le indagini che hanno in corso e vengono aggrediti, così come è avvenuto per i Giudici Luigi de Magistris e Clementina Forleo ... una stampa omologata che si è imbavagliata da sola ... se ci vogliamo informare oggi, lo possiamo fare sui libri di Travaglio, su alcuni siti internet ...” e Giorgio continua parlando del conflitto di interessi del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi “...nemmeno negli Stati Uniti un uomo può avere nelle mani la stragrande maggioranza dei mezzi di comunicazione” e prosegue sottolineando la triste situazione dell'informazione nel nostro Paese classificato al 35° posto nel mondo nella graduatoria per la libertà di stampa e informando il pubblico dell'importantissimo progetto “Pandora TV” avviato in Italia dall'europarlamentare Giulietto Chiesa per un informazione libera. “Ma c'è anche la manipolazione delle informazioni” continua Giorgio “mezze verità, un quarto di verità o verità che vengono completamente stravolte, potremo citare ancora un altro esempio, cari amici,” e prosegue “per noi Falcone e Borsellino sono degli eroi, invece risulta ultimamente che Vittorio Mangano sia diventato un eroe” (Vittorio Mangano, ergastolo per mafia e addetto alle scuderie di casa Berlusconi è un eroe, parola di Marcello Dell'Utri, senatore uscente, candidato e condannato per tentata estorsione. Da La Repubblica.it aprile 2008.ndr) . Scoppia un forte applauso di condivisione e Giorgio continua “... Vittorio Mangano ... una persona che voi avete sentito nominare solo come mafioso ma che in realtà  è un assassino che ha partecipato addirittura a strangolamenti di ragazzi e bambini ... questi fatti sono presenti negli atti giudiziari ...  questa è la manipolazione dell'informazione ... o un altro esempio risalente a tre anni fa, quando è stata fatta una legge contra personam,  per far si che il Giudice Giancarlo Caselli non si presentasse al concorso per la Procura Nazionale Antimafia, mai nella storia della Repubblica era accaduto un fatto del genere e non è stata fatta nessuna protesta ... Caselli che fu il Procuratore di Palermo e sotto la sua gestione furono  arrestati tantissimi latitanti, furono sequestrati diecimila miliardi delle vecchie lire, furono raggiunti risultati mai raggiunti forse nella storia, fu ostacolato dal governo di sinistra, di centro sinistra e di destra, ecco perchè la mafia è trasversale ... segue il potere, da qualsiasi parte esso si trovi. Anche nel verso positivo vi è una lotta alla mafia trasversale sia nel centro sinistra che nel centro destra, uomini, purtroppo molto pochi, che però hanno il coraggio di unirsi e di lottare  ma si dovrebbe unire tutto il Paese, tutte le istituzioni e tutta la società civile per conoscere la verità delle stragi di stato  perchè lì è la chiave d'interpretazione per capire chi comanda oggi. La mafia, la ‘ndrangheta, la sacra corona unita e la camorra sono organizzazioni che hanno dei fatturati di gran lunga superiori a quelli di grandi imprese come la FIAT, l'ENI, ecc. La mafia fattura cento, duecento miliardi di euro l'anno, mi chiedo dove sono finiti questi soldi? Come vengono riciclati? In realtà come viene mantenuta l'economia nel nostro paese? Perchè esistono ancora i paradisi fiscali? San Marino,  per esempio, dove indagava il Giudice De Magistris è un centro di grande riciclaggio di denaro sporco, come lo Ior, la Banca del Vaticano e altre istituzioni. Questo è ciò che si nasconde dietro le grandi stragi e quando qualche Giudice ci arriva vicino, comincia a ragionarci con le prove, ecco che viene fermato. Il problema non è purtroppo solo politico ma anche economico. La mafia è ricca, molto più ricca di quello che possiamo immaginare, pensate che la ‘ndrangheta ha il monopolio del traffico di cocaina in tutta l'Europa, cioè i mafiosi vanno in Colombia, portano tonnellate di cocaina in Europa e questo commercio viene gestito dalle nostre mafie italiane, quindi lo Stato, come diceva Paolo Borsellino, non ha mai voluto veramente, forse, fare la lotta alla mafia perchè il problema è più grande di quello che ci possiamo immaginare. Speriamo nel tempo di poter trovare appunto Giustizia e Verità perchè solamente attraverso l'informazione, con il fatto che tutti noi possiamo conoscere la verità qualche cosa potrà veramente cambiare”. Giorgio termina il suo intervento con un grande applauso del pubblico e passa nuovamente la parola a Salvatore Borsellino “Non c'è in nessun programma di governo né di destra né di sinistra la lotta contro il vero cancro del nostro Paese, la criminalità organizzata. I programmi di governo sono costruiti come veri programmi di marketing ..  Io voglio ringraziare Giorgio per aver fatto i nomi di quei ragazzi, mia mamma due giorni dopo la strage ci disse di chiamare tutti i genitori di quei ragazzi che morirono insieme a Paolo e volle baciare le mani di quei genitori perchè avevano donato la vita dei loro figli per la vita di Paolo ... voglio parlare di quei ragazzi, perchè in Italia ci sono ragazzi così, ragazzi che dopo la strage di Falcone si misero in fila dietro alla porta di Paolo perchè gli chiedevano di voler fare parte della sua scorta ed erano ragazzi che si mettevano in fila per andare a morire perchè Paolo sapeva di dover andare a morire e tutti quei ragazzi lo sapevano ... si rendevano conto ...  mentre Paolo suonava il campanello della casa di nostra madre si misero intorno a lui e per difenderlo non avevano altro che i  loro corpi e dei loro corpi non si trovò quasi niente. Sapete cosa venne trovato di Emanuela Loi? non venne trovato niente, solo qualche pezzo riconoscibile perchè era l'unica donna che faceva parte della scorta di Paolo. E sapete che cosa ha fatto il nostro Stato?” La rabbia di Salvatore Borsellino esplode per una realtà tanto cruda e meschina, difficile da immaginare ma accaduta, purtroppo accaduta “quei pezzi li misero in una bara, li spedirono a Cagliari (la sua città) e poi mandarono ai genitori di Emanuela Loi la fattura del trasporto di quella bara, di una bara che era quasi vuota ,questo è purtroppo il nostro Stato e da questo nasce la mia rabbia”.

Una rabbia giusta, una rabbia che mira a risvegliare troppe anime ancora dormienti, sedate dal sonnifero dell'informazione controllata, somministrata a piccole dosi, una rabbia che vuole dare un senso alla morte di troppi martiri della Giustizia e della Verità con la vittoria dell'Uomo Vero.
Una Nuova Era è alle porte, ma prima che questa possa entrare, la vecchia dovrà essere sconfitta, la coscienza dell'uomo deve cambiare. Le grosse contraddizioni italiane sono solo lo specchio dei grossi problemi nel mondo, il riflesso di una crisi planetaria che, se non sanata, ci condurrà verso la catastrofe. In un mondo dove l'Ingiustizia regna sovrana, dove si arriva ogni tre minuti del nostro tempo a far morire di fame un nostro bambino, dove il livello di inquinamento ha messo in serio rischio la vita dell'intero ecosistema facendo scomparire intere specie animali e vegetali, dove l'uso sfrenato delle risorse energetiche, alimentari del 10 per cento dell'umanità ha tolto il necessario al 90 per cento della popolazione mondiale riducendola ad uno stato di estrema povertà, dove il 2 % più ricco del mondo possiede il 50 % delle sue ricchezze. In questo mondo assurdo Uomini giusti si battono per un valore  in via di estinzione: il valore della Giustizia.

Giorgio Bongiovanni, segnato dal Cristo con i Suoi segni della crocifissione continua la sua opera nel mondo annunciando il Suo prossimo secondo ritorno, risvegliando le anime di buona volontà ad una nuova coscienza, appoggiando i giusti. Uno degli obiettivi: smascherare il volto dell'anticristo personificato in tutti quegli uomini che incarnano i valori immorali, corrotti, diabolici, che mirano solo al potere, alla soprafazione, scardinare una di queste radici come quella che incarna Cosa nostra significa scardinare tutte le altre che con un effetto domino cadrebbero una dietro l'altra. Le conferenze organizzate da AntimafiaDuemila vogliono dare voce a coloro che si battono ogni giorno a rischio della propria vita per quei valori che il Cristo ci lasciò duemila anni fa con il Suo esempio, con il Suo sublime sacrificio. Persone credenti, non credenti, atee, ma uguali nell'essenza, fratelli nei valori universali dell'amore, della giustizia, della pace e della fratellanza tra i popoli. Quando l'uomo imparerà a rispettare le proprie differenze e ad amarsi sarà pronto a conoscere i fratelli maggiori che vivono nel Cosmo governati dagli stessi valori che hanno creato equilibrio e armonia intorno a loro.

La bellissima, impattante, impeccabile conferenza organizzata dalla redazione di AntimafiaDuemila a Porto San Giorgio, di cui si è parlato nei mezzi di comunicazione locale e che ha causato “qualche problema” al consiglio comunale della città per i temi scottanti trattati, è seguita da un'altro importante appuntamento organizzato appunto nella città di Palermo. Si tratta dell'appuntamento annuale che il Direttore ha deciso di organizzare nella data che ricorda la strage di Via D'Amelio, come punto di incontro con coloro che sono impegnati in prima linea sul fronte della lotta contro la criminalità organizzata. Un appuntamento che ha raggiunto il riconoscimento ufficiale per il livello raggiunto dall'evento.

Come ogni anno all'interno dell'hotel dove alcuni di noi alloggiamo (altri si sono sistemati nelle case di amici), troviamo le sale caffè che vengono subito adibite a redazione: computer in attività, telefoni caldi, quotidiani locali e nazionali sui tavoli, l'attività della redazione antimafia, venuta al completo, non ha un attimo di sosta. Le manifestazioni per il sedicesimo anniversario della strage di Via D'Amelio sono iniziate. Lorenzo Baldo, come sempre, è giunto già da diversi giorni per la preparazione dell'evento. L'emozione come ogni anno è forte. Questa non è una città normale. Non sai mai chi ti sta a fianco ... e veramente il nostro giornale non ci va morbido con i suoi articoli ...

E' tutto pronto a Palazzo Steri, i ragazzi di AntimafiaDuemila, oramai veri professionisti, molti di loro divenuti giornalisti sul campo (cioè hanno ricevuto il tesserino dal collegio dei giornalisti italiani), impeccabili ancora una volta hanno curato tutto nei minimi dettagli. Il palco con i microfoni, a sinistra l'angolo della stampa dove sono stati posizionati alcuni computer e da dove i nostri  Aaron e Marco mandano notizie flash sulle dichiarazioni dei relatori direttamente all'ANSA (la principale agenzia di stampa italiana) e inserendo le stesse in tempo reale sul nostro sito AntimafiaDuemila, telecamere, macchine fotografiche, ecc... Tutto è pronto. Arrivano i relatori, molti di loro accompagnati dalle scorte.  Sono alcuni tra i più noti Giudici italiani, impegnati in prima linea, spesso sulle pagine della stampa nazionale e sui notiziari televisivi per la conoscenza profonda del fenomeno mafioso e a volte, purtroppo, per il loro “ardire” a spingersi troppo in alto con le investigazioni... La capo redattrice, dottoressa Anna Petrozzi, delicata e aristocratica come sempre prende posto al centro del tavolo dei relatori per moderare l'incontro. Le redattrici, giornaliste di AntimafiaDuemila, sono pronte per gli appunti utili per i loro prossimi articoli, Silvia, Monica, Maria, Dora, presenti i nostri collaboratori Fabio, Haton e Vanesa venuta dall'Argentina insieme al Giudice Juan Alberto Rambaldo, il nostro grafico Emanuele, presente il nostro Giovanni che in questa prossima fase operativa seguirà il direttore, Giorgio, suo padre, in ogni tappa, presenti i nostri amici e fratelli di Palermo, Giovannone e Mary, nostro punto di riferimento logistico in questa città, che ci hanno aiutato in tutto. Presenti tanti amici e fratelli venuti dal resto della Sicilia e da diverse parti d'Italia. Il nostro grafico Francesco sistema un computer con telecamera in un punto strategico che permetterà anche a tutti coloro che dalla nostra sede, l'associazione Falcone e Borsellino di Sant'Elpidio a Mare, non sono potuti venire, di seguire ugualmente in diretta la conferenza.

Il Direttore Giorgio Bongiovanni fa gli onori di casa salutando le personalità giunte in sala: il Procuratore Capo di Palermo Messineo, il Procuratore Capo di Torino Gian Carlo Caselli, tutti i relatori, Giovanni Saverio Santangelo Prorettore Vicario dell'Università di Palermo, che apre il Convegno, Vincenzo Guarrasi Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia della Università di Palermo, Rita Borsellino, sorella di Paolo e Salvatore Borsellino, ex-deputato all'Assemblea Regionale Siciliana, Pino Maniaci giornalista di Telejato, il giovanissimo Giuseppe di Fini di soli 13 anni divenuto presidente dell'Associazione Antimafia Giovanile di Centuripe, il carissimo Salvatore Borsellino, fratello del Giudice Paolo, Luigi De Magistris, magistrato, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, Roberto Scarpinato magistrato, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, Antonio Ingroia, magistrato, Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e Giuseppe Lumia Senatore (PD). Presente anche il nostro amato Juan Alberto Rambaldo Giudice Istruttore del Distretto di Santa Fe in Argentina, giunto a Palermo insieme a Giorgio che darà il suo contributo a questa importante conferenza.  “La nascita della Seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino” questo il forte titolo del Convegno che ha inizio con il saluto del Prorettore Vicario dell'Università di Palermo e del Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia grazie alla quale collaborazione viene organizzato ogni anno l'incontro.

La parola passa a Rita Borsellino che saluta sul palco suo fratello che, spiega, ancora non aveva visto a causa degli impegni a cui erano stati chiamati entrambi, e prosegue: "Dobbiamo conservare la  memoria non cristallizzandola nel passato ma facendola vivere nel presente e soprattutto  facendola diventare futuro perchè non sia vano il sacrificio di Paolo, di Giovanni e dei tanti, tanti ... che facciamo fatica davvero ad elencare ... ma qui questa sera qualcuno voglio nominarlo perchè ho preso un impegno 16 anni fa di ricordarli sempre insieme a Paolo e sono Agostino, Claudio, Emanuela, Vincenzo e Walter”. Un lunghissimo applauso accompagna il ricordo di questi giovani martiri che come uno scudo hanno cercato di proteggere il loro Uomo,  quell'uomo in cui credevano. Rita prosegue: “Domani ci saranno i bambini a giocare in via d'Amelio così come aveva voluto mia madre, che la vita prendesse il sopravvento sulla morte e i bambini si riappropriassero di quello scenario di morte per farlo ritornare ad essere scenario di vita. Faremo una veglia di preghiera, ma non vogliamo nè consolarci, nè prenderci in giro ma fare una riflessione di chi siamo oggi e cosa vogliamo essere domani e ognuno sarà presente con la propria faccia per dire da che parte sta”. La sorella del Giudice assassinato dalla mafia racconta un episodio risalente a pochi giorni prima, quando una giornalista del canale satellitare di Sky, le propone di poter fare un momento di silenzio per ricordare la tragica morte di suo fratello. Rita continua trasmettendoci il suo sentimento, suo fratello Salvatore le stringe il braccio con la mano, quasi a volerla sorreggere: “...  in quel momento ebbi uno scatto, lo stesso che ebbi 16 anni fa quando arrivai in via d'Amelio e qualcuno mi disse -Pazienza- ma quale pazienza, dissi, oggi ho detto: ma come si fa a stare in silenzio, non solo davanti a ciò che è accaduto ma davanti a ciò che sta accadendo e allora basta momenti di silenzio ne abbiamo fatti troppi, io credo che per un minuto semmai dovremo prenderci l'impegno tutti quanti di  gridare forte, forte, che noi vogliamo la verità che noi vogliamo che la giustizia sia veramente tale, che la magistratura possa portare avanti il suo compito come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino senza dover morire ma anche senza dover essere uccisi e crocifissi ogni giorno ... Paolo diceva -Ognuno deve fare la sua parte, ognuno nel suo piccolo, ognuno per quello che può, ognuno per quello che sa, e ora permettetemi di dare un abbraccio affettuoso a Pino Maniaci”. Un applauso scrosciante esplode nella sala gremita di gente, assiepata sino al fondo, la gente in piedi continua ad applaudire per diversi minuti ... Rita continua : “perchè per ottenere quella verità di cui parlavo prima, noi dobbiamo avere un'informazione libera e coraggiosa come quella di Pino e tanti altri, Lirio Abate, e tanti, tanti altri, la devono portare avanti sapendo che tutti noi gli siamo accanto e stiamo con loro”.

Rita conclude la sua intensa relazione e Anna prende la parola presentando il giornalista Pino Maniaci confermandogli la solidarietà per la brutta minaccia ricevuta la sera precedente la conferenza, con l'incendio della propria auto davanti alla redazione di Tele Jato. “E' stata una lunga nottata e siamo un po' stanchi” esordisce Pino e continua “ma ovviamente non potevo mancare a questo appuntamento per noi molto, molto, importante. Dove c'è antimafia, quella vera, c'è sempre Tele Jato ... siamo abituati a fare nomi e cognomi di mafiosi e boss e molto spesso ci capita di trovarci, subito dopo il TG, al bar con il mafioso accanto di cui abbiamo parlato pochi minuti prima, noi sappiamo i rischi che corriamo, li abbiamo accettati, tutta la redazione li ha accettati, e abbiamo deciso di andare avanti nonostante le minacce e le intimidazioni. E' una scelta che ha fatto Tele Jato per una informazioni libera e non so se coraggiosa o incosciente decidete voi ...”. Un fortissimo applauso accompagna il coraggioso giornalista verso il pubblico. Anna riprende la parola invitando sul palco un giovane ma importantissimo ospite, Giuseppe Di Fini (di soli 13 anni) Presidente dell'Associazione antimafia giovanile, la più giovane d'Italia: “Sono felice di essere stato invitato qui questa sera e di essere stato chiamato a testimoniare ...  in un forte desiderio di giustizia ho fondato l'associazione ... ispirandomi ai valori del grande Paolo Borsellino ... in Sicilia, nel nostro Paese, chi chiede giustizia finisce a morire o a soffrire, se va bene...  come diceva Borsellino -la lotta alla mafia non deve essere soltanto un’opera distaccata di repressione ma un movimento culturale e morale che coinvolga tutti, sopratutto le nuove generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà ...-. E' per questo motivo che ho preso questa decisione ... per far conoscere ai miei coetanei quella che è veramente la strada giusta, quella della legalità ... spero di poter condividere i valori di Paolo e quelli miei, con altri giovani e con la società tutta”. Il bellissimo sorriso di Giuseppe, la sua voglia di lottare, le sue profonde e significative parole espandono nella sala quel profumo di libertà di cui parlava Paolo Borsellino, rinvigorendo nei presenti quella forza di lottare per un futuro che certamente sarà diverso. Consegnare a questi bellissimi giovani un futuro migliore, un futuro degno di essere vissuto, questa era ed è la forza che spinge i giusti, gli uomini di buona volontà a continuare a lottare fino a dare la propria vita.

Il pubblico lo saluta con un grande applauso carico di tenerezza, la stessa tenerezza che Giorgio nutre per un uomo che sente come un padre spirituale e che si appresta a presentare: il Giudice Juan Alberto Rambaldo che prende la parola: “Voglio ringraziare Giorgio e AntimafiaDuemila per avermi permesso di essere presente ad una conferenza di questo livello e voglio portarvi il saluto da parte del Decano della Facoltà di Diritto dell'Università Nazionale di Rosario dove stiamo organizzando il prossimo Congresso Internazionale sulla lotta contro la mafia e la corruzione. Può apparire strano che si possa organizzare un Congresso sulla mafia in Argentina ma siamo coscienti che la mafia non è un problema di delinquenza circoscritto all'Italia ma è la forma che il potere ha adottato in questo sistema globale che esercita il capitale mondiale e così stiamo pensando che dobbiamo sviluppare una lotta che cessi di essere solamente locale ma che divenga internazionale, perchè dobbiamo renderci conto che la lotta contro la forma mafiosa della politica e della economia è in realtà la lotta per la libertà, per la giustizia, per l'uomo nuovo”. Il profondo discorso di Juan Alberto termina con l'applauso del pubblico al quale seguono le parole di Anna Petrozzi: “Entriamo nel vivo della serata è un grande onore e sopratutto una grande emozione oggi rappresentare la redazione di AntimafiaDuemila che in parte è qui e in parte è rimasta nelle Marche dove abbiamo la sede centrale, per moderare questo incontro che è per noi  innanzitutto un momento di informazione in quanto consideriamo che forse mai come in questo momento vi sia una crisi drammatica delle parole, parole che sono alla base dell'informazione e che vengono manipolate, artefatte, travisate, con lo scopo preciso di alterare i fatti e quindi di restituire una visione assolutamente falsa e alterata della realtà. Abbiamo invitato questi ospiti questa sera perchè li consideriamo testimoni e protagonisti di vicende importantissime che hanno caratterizzato gli ultimi anni di vita del nostro Paese. Il tema di questa serata è molto delicato, molto importante  abbiamo volutamente scelto un titolo abbastanza forte, preso in prestito da una dichiarazione fatta dal dott Ingroia, perchè riteniamo che non si possa voltare pagina, non si possa parlare di riforme se si ignora ciò che è accaduto nel biennio stragista del 92, 93. Siamo convinti che in quegli anni la Cosa Nostra di cui oggi sentiamo parlare solo da un punto di vista strettamente criminale, ha partecipato insieme ad altri poteri ad un progetto eversivo che ha dato i natali a questa seconda repubblica...”.

Le chiare parole di Anna lasciano spazio all'intervento del Direttore Giorgio Bongiovanni : “Sarò breve perchè lascerò spazio al dibattito che questa sera ascolterete ... voglio dedicare il mio intervento alla redazione di AntimafiaDuemila con un video della presentazione del nuovo sito internet che ha avuto un grande successo, abbiamo pensato di dedicare il nostro sito a tutte le vittime della mafia. Il suo lavoro si concentra sulla lotta alle mafie in genere, a Cosa Nostra in particolare, ma c'è un cuore che tratta la nostra rivista e di cui si occupa la nostra associazione, il sangue di Falcone e Borsellino e i mandanti esterni. Abbiamo creato il giornale AntimafiaDuemila con questa ambizione. Lavorare per individuare a livello giornalistico i mandanti esterni delle stragi 92/93 o di altre stragi di Stato. Il sito è dedicato a questo, qualsiasi informazione dovessimo ricevere che possa fare luce sui mandanti occulti noi la pubblicheremo così come abbiamo fatto con la sottoscrizione della petizione che ha firmato Marco Travaglio anche a costo di fare disobbedienza civile e di andare in carcere se non ci dovessero far pubblicare più niente”.

Le parole di Giorgio seguite dall'applauso del pubblico lasciano spazio alle forti e intense immagini che presentano il sito e i suoi obiettivi ... ed è il momento di Salvatore Borsellino che dopo sette anni di silenzio ricomincia a parlare come un fiume in piena: “... Per tanti anni ho smesso di parlare, voi pensate che avevo persino pensato che se Paolo aveva dovuto morire perchè la nostra Italia potesse cambiare, allora ringraziavo Dio per averlo fatto morire perchè pensavo che si stesse realizzando il suo sogno ... quando ho visto la reazione della coscienza civile degli italiani e dei siciliani, in particolare a fronte di quella strage ... la reazione di quella gente che aveva cacciato a sputi e calci i politici che si erano radunati nella cattedrale di Palermo intorno a delle bare che erano quasi vuote ... invece dopo mi sono pentito amaramente di ciò che avevo pensato vedendo come a poco a poco la reazione della coscienza civile si affievolisse, come a poco a poco tutto stesse tornando come prima, come invece di sentire quel fresco profumo di libertà di cui ha parlato prima quel grande  ragazzo in quella frase di Paolo ... le speranze sono nei ragazzi come lui ... cominciasse a risalire quel puzzo del compromesso morale, quel puzzo dell'indifferenza, della complicità e della contiguità ..., allora ho pensato che forse dovrei ringraziare Dio che Paolo oggi non possa vedere ciò che sta accadendo nella nostra Italia, come stia scivolando verso un baratro, verso condizioni molto peggiori di quel tempo in cui Paolo lottava. Oggi i Giudici non si uccidono più, ma vedete io ho qui di fianco, ed è uno dei motivi per cui io oggi sono qui, un Giudice, Luigi de Magistris che viene ucciso in un altra maniera ... io vorrei che non ci alzassimo in piedi solo per i morti ma per le persone vive che gli facessimo sentire la nostra vicinanza ... questi Giudici lottano, ma lottano da soli ... hanno bisogno di sentire il calore della gente, di sentire che la gente gli sta vicino ... perchè non sono dei “deviati mentali”, non sono della gente da sottoporre ad esame psicanalitico, come qualcuno ha detto, perchè sono dei pazzi ... perchè per fare quel mestiere devono essere pazzi, certo dei pazzi, ma della pazzia di cui era pervaso Paolo, della pazzia di cui era pervaso Falcone, che li spingeva a lottare anche da soli. Oggi tutti pensano, vedendo certi film, che Paolo, Giovanni, erano degli eroi e che anche allora venissero considerati degli eroi. A parte che mi fa schifo dire questa parola quando questa parola è stata adoperata per Vittorio Mangano, per glorificare l'omertà, oggi purtroppo il significato delle parole in Italia è cambiato. Il nostro Paese è diventato un bordello” tuona Salvatore Borsellino “ci governa della gente che non dovrebbe essere seduta in quel Parlamento ma dovrebbe veramente essere presa a calci. Io sono in questa conferenza solo per il titolo che gli è stato dato ... è vero, è vero questa nostra Repubblica è fondata sul sangue di quegli uomini... molti mi dicono: la rabbia serve solo per distruggere, non è vero la rabbia può servire anche a ricostruire, prima però la voglio utilizzare perchè sia distrutto questo muro su cui si fonda la nostra Repubblica perchè la calce di questo muro è impastato con il sangue ... il sangue di Giovanni, di Paolo, ma anche di tutti quei ragazzi ... una volta la mamma di uno di questi ragazzi intervistata da un giornalista disse: -io sono la mamma di un ragazzo che si chiamava scorta- ecco perchè Rita prima ha fatto i nomi di questi ragazzi che sono degli eroi, questi sono eroi non Vittorio Mangano”.

Salvatore Borsellino grida con tutta la rabbia che si porta dentro: “Ragazzi che sono stati mandati a morire nella stessa maniera in cui è stato mandato a morire Paolo Borsellino perchè Paolo Borsellino è stato mandato a morire da uno Stato che ha voluto la sua morte e che ha collaborato perchè Paolo fosse ucciso e io sono qui per gridarvi questo oggi, deve essere fatta Verità su quelle stragi ... sono sicuro che io non potrò vedere giustizia perchè ho 66 anni, e diceva Leonardo Sciascia che lo Stato non può processare se stesso e quindi non potrò vedere giustizia ... ma non per questo io devo smettere di lottare, non per questo devo smettere di gridare, allora io voglio gridare che Paolo non è stato ucciso dalla mafia ... lo diceva Paolo stesso a sua moglie -Quando sarò ucciso sarà stata la mafia ad uccidermi ma non sarà stata  la mafia ad aver voluto la mia morte- questa è la verità! Paolo è morto, almeno questo era uno dei motivi principali, perchè si era messo di traverso a quella ignobile, scellerata trattativa tra mafia e Stato che gli fu presentata nell'ufficio di Mancino (allora ministro degli Interni) nel primo luglio del 1992 ma Mancino non può ricordarla altrimenti dovrebbe confessare questa trattativa ... ma io spero che presto arrivi nelle aule giudiziarie questa trattativa ... ma non sono riusciti ad ucciderlo sono riusciti a fermare la sua opera, io credo che i pezzi di Paolo siano entrati in ciascuno di noi e ci danno la forza, quella rabbia, quella forza di combattere ... però purtroppo oggi quella trattativa scellerata viene attuata giorno per giorno. Io sento ogni giorno delle notizie che non fanno altro che confermarmi che viene attuato giorno per giorno quel papello consegnato da Riina a pezzi deviati dello Stato italiano, come vedo attuato ogni giorno quello che era il piano di rinascita della P2 ... come venga imbavagliata la stampa, come si sta asservendo e imbavagliando la magistratura, come è stato imbavagliato e praticamente ucciso, se non fosse per la sua forza, Luigi De Magistris che ogni volta lo sento dire “Continuiamo a lottare”. Sono queste persone che ci continuano a dare la forza, eppure sapete cosa è stato detto di lui da Vito D'Ambrosio, Procuratore Generale della Corte di Cassazione? “Interpreta in modo errato e distorto il suo ruolo, come una missione più che un mestiere e non è questo il modello di  magistrato che disegna la carta”. Queste parole che ha detto d'Ambrosio sono un insulto a mio fratello, vuol dire che mio fratello ha considerato la sua professione in maniera distorta, perchè non l'ha considerata un mestiere come la considera Vito D'Ambrosio e purtroppo tanti altri come lui all'interno della magistratura ma l'ha considerata come una missione ... . Non voglio sentire parlare di anniversari né di commemorazione, vi giuro, mi perdoni mia sorella Rita, che se domani si dovesse presentare alla commemorazione di Paolo qualcuno di quei politici che fingono di piangere ma che vengono a fare gli avvoltoi io vi giuro che non gliela farò passare liscia ...   Ieri ho sentito una notizia che Di Pisa è stato messo al posto di mio fratello nella procura di Marsala. Di Pisa è stato assolto, quindi rispetto quello che decide la magistratura, ma ritengo che sia stato un grosso atto di inopportunità, perchè, vedete, Paolo diceva che non sempre si possono provare i delitti, non sempre si possono condannare i politici per collusione con la mafia però diceva anche che quando non si arriva a condannarli perchè non si trovano le prove dovrebbero essere i partiti stessi a fare pulizia cioè esattamente il contrario di quello che viene fatto perchè il nostro Parlamento è pieno di gente condannata, di gente collusa, è pieno di gente che dovrebbe stare in tutt'altro posto anziché in Parlamento però credo che il CSM avrebbe dovuto evitare di fare questa nomina ... non dovrebbe fare candidare gente su cui grava qualche sospetto, io credo che questo sia quello che dovrebbe fare il CSM invece di condannare praticamente alla morte un Giudice ... cosa significa secondo voi per un Giudice come De Magistris il cui bisnonno era magistrato, il nonno era magistrato, il padre era magistrato e ha fatto sempre il Pubblico Ministero, cosa significa per lui ora non poter fare più il Pubblico Ministero, lui è stato messo sotto tutela, potrà partecipare solo ai collegi giudicanti, non potrà più esercitare nelle funzioni di pubblico ministero, di GIP, cosa credete che sia per un Giudice se non la morte civile, per fortuna Luigi ha abbastanza forza da dire “continuiamo a lottare” e quindi penso sopravvivrà a questo a cui è stato sottoposto e il CSM fa questo anziché punire i Giudici che ci mettono otto anni per scrivere una sentenza, ed è questo che dovrebbero fare anziché condannare Giudici come De Magistris o come la Forleo semplicemente perchè hanno toccato i poteri forti, perchè sono arrivati a quel punto dove non devono arrivare, a quel punto in cui, per esserci arrivato, Paolo Borsellino è stato ucciso, Giovanni Falcone è stato ucciso. Oggi certo i Giudici non vengono uccisi più ma non vengono uccisi più solo per un motivo perchè poi altrimenti lo Stato è costretto... “Salvatore alza fortemente la voce “è costretto ... costretto a fronte di questi assassini ad avere una reazione, in Italia non c'è mai stata una volontà autonoma da parte dello Stato di lottare contro la criminalità mafiosa. Tutte le leggi, tutti i provvedimenti per la lotta contro la criminalità mafiosa sono sempre nati in seguito a stragi, andatevi a prendere tutti i provvedimenti che sono stati presi nella lotta alla criminalità mafiosa vengono tutti in seguito a stragi in seguito ad assassini, poi tutto ritorna alla normalità ed è quello che sta avvenendo oggi. È notizia di ieri che addirittura uno dei pochi assassini messi in galera, assassini materiali non dei mandanti occulti di cui ha parlato prima Giorgio Bongiovanni, uno di quelli che ha partecipato alla strage, gli è stato tolto il 41 bis e il governo invece di pensare a riformare il 41 bis, c'è qualche cosa che non funziona, invece di dare gli strumenti alla magistratura per combattere la criminalità mafiosa, ad uno ad uno, questi strumenti glieli toglie, vedete la legge sui pentiti che a poco a poco è stata snaturata in maniera che praticamente non ci sono più collaboratori di giustizia, e ve ne potrei elencare tante altre ma devo lasciare parlare a persone che sono molto più competenti di me. Prima di finire però  voglio gridare forte che io voglio Giustizia, io pretendo Giustizia, io voglio, voglio che si sappia da chi e perchè è stata sottratta l'agenda rossa e perchè a sedici anni dall'assassinio di Paolo ancora non si possa avere Giustizia su di questo, quando addirittura una persona è stata filmata mentre si allontanava dalla macchina con la borsa in cui sicuramente c'era quell'agenda dentro e nonostante questo quel carabiniere è stato assolto ed è stato assolto addirittura in fase di udienza preliminare dal Gup perchè ha detto che era così sconvolto dall'aver visto i pezzi di Paolo, quel poco che restava dei ragazzi ... Io pretendo che vengano aperte delle indagini!!! Dell'assassinio di Paolo non si sa neanche quale detonatore è stato usato, da dove è stata azionata la carica che ha fatto saltare in aria Paolo e i suoi ragazzi e io pretendo che si facciano indagini anche su di quello, sul fatto che da Castello Utveggio sia stato azionato quel telecomando e al Castello Utveggio c'era un centro del Sisde che non era altro che una copertura del servizio segreto e allora di queste cose si deve indagare. Lo Stato deve dare una risposta a queste cose e a tante altre, deve dare una risposta sul perchè in Via D'Amelio non era stata fatta, come anche la scorta di Paolo aveva richiesto, la zona rimozione, io lo so perchè non era stata fatta, perchè doveva essere messa lì una macchina piena di tritolo e perchè Paolo potesse essere ucciso, ma allora Giammanco, allora quelle persone che dovevano assicurare la sua sicurezza invece di dire che Via D'Amelio non era un obiettivo a rischio, quando Paolo andava tre volte alla settimana nella casa dove mia mamma abitava con mia sorella, allora quelle persone devono pagare, devono essere portate davanti alla giustizia invece di essere promossi e spostati da Palermo con altri incarichi. Io termino qui e vi voglio dire solo una cosa, Rita prima vi ha parlato dell’ulivo che c'è in Via D'Amelio, quell'ulivo ce l'ha fatto piantare nostra mamma, l'ha fatto venire da Betlemme perchè fosse simbolo di Pace, fosse simbolo di speranza, piuttosto che simbolo di odio e di soprafazione, ebbene di quell'ulivo ne ha fatto venire dieci da Betlemme perchè ci ha detto che se ce lo avessero strappato noi ne avremmo dovuto piantare un altro e poi un altro e poi un altro ancora, fino a quando non fosse stata l'indifferenza e la mafia, questo terribile cancro che ci distrugge ad essere strappato e ad essere strappato questa volta fino alle radici”.

Il forte impeto, la rabbia, la sete di una Giustizia che appare tanto lontana fuoriescono dalle parole di Salvatore  Borsellino travolgendoci  tutti ... l'emozione è forte ... i sentimenti contrastanti ... ci uniamo a lui nel profondo desiderio e in tutta la nostra volontà di ottenere Giustizia, di ottenere Verità. La gente in piedi applaude per diversi minuti, Giorgio lo abbraccia forte. Per Anna difficile riprendere le fila del discorso, tuttavia è pronta a presentare il prossimo ospite, il coraggioso, determinato magistrato italiano, Luigi De Magistris, cogliendo il momento per salutare le importanti personalità presenti in sala, il Procuratore Messineo, il Procuratore Caselli, il Procuratore Principato.

La dottoressa Petrozzi chiede al magistrato Luigi De Magistris la Verità “Su di lei e contro di lei è stato scritto tutto, sappiamo che è stata da poco emessa una richiesta di archiviazione che spiega benissimo in realtà cosa è successo, che cosa significa questo processo “toghe lucane”, sappiamo che avrebbe portato sicuramente a scoprire legami molto scomodi, di fatto è solo stata toccata la punta dell'iceberg. Noi questa sera abbiamo detto che vogliamo fare un momento di informazione, quindi vogliamo ascoltare dalla sua voce cosa è successo veramente”. Luigi De Magistris prende la parola: “Per me è molto complicato parlare dopo le parole di Salvatore Borsellino, io sono abituato a parlare in pubblico da molti anni, però oggi, effettivamente, provo una particolare difficoltà a riuscire a ragionare su questi temi perchè apparentemente io oggi sarei uno che deve raccontare una sconfitta personale, io invece non la penso in questo modo, chi mi conosce lo sa e penso che si sia fatto un passo in avanti per certi versi perchè si è costretti a toccare temi, a parlare di quello che è il cuore del problema e che rappresenta il filo conduttore, visto che il tema mi pare molto centrato a quello che voi avete individuato. Però vorrei dire, il fatto di essere qui accanto a magistrati che io ho imparato ad apprezzare appena sono entrato in magistratura, il fatto di interloquire avendo Gian Carlo Caselli di fronte, per me già questa è una vittoria professionale ... lei mi ha detto di dire la verità ma io questa verità non la posso dire pubblicamente perchè sono un magistrato e quella verità l'ho detta, non me l'hanno fatta dire al CSM perchè a loro non interessava, l'ho detta presso l'autorità giudiziaria ordinaria competente, quindi non in televisione ma nelle istituzioni, lei prima ha citato la richiesta di archiviazione di Salerno, quella richiesta di archiviazione di mille pagine contiene il 5 per cento di quello che si sta ricostruendo, quindi io sono convinto che a breve ... perchè credo nella giustizia non posso che crederlo, forse ho un po' più di speranza rispetto a Salvatore, forse perchè sono più giovane e ne ho ancora di più da quando ho sentito parlare Giuseppe prima, di 13 anni, perchè questo è solo un passaggio di testimoni, io sono entrato in magistratura, mio padre era nel concorso di Paolo Borsellino quindi i miei esempi erano Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, mi auguro che questa testimonianza venga portata avanti e quindi si mantenga la linfa...”

Il Giudice De Magistris elenca una serie di personalità delle istituzioni, organi della magistratura, che hanno pubblicamente parlato del suo caso disquisendo i fatti con punti di vista personali e continua “Io, ancora oggi che lo potrei fare, non parlo, in questo vi deludo perchè anche oggi non parlo in un dibattito pubblico perchè penso, non sono tanto stupido, sono antropologicamente diverso da alcune persone, anche da alcuni magistrati”. Il pubblico sorride, un applauso di approvazione e il magistrato segue ringraziando il dott. Ingroia per essere stato uno dei pochi colleghi che con coraggio hanno detto parole di verità anche quando il vento tirava tutto al contrario ... “Credo che oggi non dobbiamo fare l'errore, di fronte un’ altra volta al nemico Berlusconi, la magistratura si compatta tutta ... io non credo che la magistratura sia estranea a quel sistema di potere di cui abbiamo parlato e su questo voglio ricordare un intervento bellissimo di Paolo Borsellino dopo la morte di Giovanni Falcone proprio a Palermo che diceva più o meno così “Forse i principali responsabili della morte di Giovanni Falcone vanno trovati anche all'interno della magistratura” io sono convinto, e questo non lo dico in base a una supposizione o ragionamenti ma parlo per fatti calabresi che sono stati oggetto della mia storia professionale ..., che senza il contributo di una parte della magistratura la criminalità organizzata di tipo mafioso sarebbe già stata sconfitta da un pezzo, di questo io ne sono fermamente convinto e me ne assumo in pieno la responsabilità. Il direttore di AntimafiaDuemila poco fa ha parlato di mandanti esterni, ma sono veramente esterni questi mandanti? ... Io penso che la situazione sia ancora più preoccupante ... io credo che il livello di metastasi interna alle istituzioni sia più grave ... talmente è evidente e forte la deviazione criminale di pezzi delle istituzioni che governano il Paese che rende molto agevole neutralizzare chi invece, per fortuna tanti uomini e donne, remano verso il bene pubblico, questo è il cuore del problema che certe volte spaventa. Si parla di poteri occulti che non significa necessariamente secondo me il ku klux Klan, la massoneria col compasso e i grembiulini è qualcosa di rapporti, di logiche di appartenenza di controprestazioni anche illecite che non sono necessariamente la mazzetta che gira con la valigetta ma anche scambi che spesso sono dati da posti di potere, da nomine, da incarichi anche di tipo istituzionale, questa logica dell'appartenenza ...  ricordo che un giorno una persona, forse pensava di farmi una cosa non gradita invece io l'ho presa come un complimento mi dice – sai qual è il tuo problema? È che tu sei inaffidabile- io dissi -guarda ti ringrazio-, inaffidabile perchè non appartenevo, il fatto è che anche in magistratura purtroppo sta passando questa logica che se non appartieni e quindi sei libero, indubbiamente hai più problemi al di là degli errori che può fare ognuno di noi. Allora noi dobbiamo sicuramente trarre un ottimismo che certo non mi viene dalle parole del collega argentino, perchè se il collega argentino dice che gli argentini sono preoccupati della situazione italiana, se Pier Camillo Davigo dice che dobbiamo avere fiducia perchè prima o poi verranno i caschi blu anche in Italia, questo mi fa preoccupare e mi fa pensare che, visto che sono in attesa di sede, potrei pensare di proporre una sede in argentina se mia moglie è d'accordo ... Salvatore prima ha parlato di quella che è un poco la mia forza e non lo dico per retorica o per prendere un applauso perchè vedo già un grande affetto e quindi non ce ne bisogno, ma il fatto di sentire questo mestiere non deriva soltanto da quello che hai innato e da una passione, fare il mestiere che tu ami ti fa superare qualsiasi difficoltà ... , ma anche dall'esempio, perchè l'esempio è fondamentale. Io quando sono cresciuto in magistratura ho visto quelle persone ... il giorno prima della morte di Falcone io vidi Falcone che veniva a prendere la moglie che stava facendo gli scritti in magistratura ... sono cose che tu ti porti dentro ed è nei momenti di difficoltà che scatta questo seme, quindi penso che se noi continuiamo a fare dei ragionamenti, continuiamo a lavorare e ognuno nel suo piccolo riesce a portare avanti una testimonianza di verità e di giustizia le cose possono cambiare ...  perciò ho deciso, qualunque cosa accada, di continuare questa lotta per il diritto, io così la chiamo, all'interno della magistratura, io sono  convinto che questo possa servire, magari non tanto a me che pago un prezzo alto, ma ad altri. La cosa più grave secondo me di questa decisione del Consiglio della Magistratura non è tanto di aver sanzionato me, che tutto sommato, che difendevo? ... Un posto in Calabria? Non sono neanche calabrese ... ma sotto il profilo dell'indipendenza e dell'autonomia della magistratura cioè un magistrato che da fuori va a lavorare in un territorio intriso di collusioni interne alla magistratura, si crea un consenso forte dell'opinione pubblica, c'è la fila di persone che per la prima volta viene a testimoniare e il segnale che viene dato è “tu vieni punito perchè non hai informato il procuratore che magari era colluso con quell'altro...” tutte cose che stanno venendo fuori ... allora questo è un segnale devastante non solo per quei magistrati che vogliono lavorare ma per la popolazione, quel senso di sgomento e quindi la fiducia non può che ridarla non solo la sensibilità democratica delle persone ma proprio i magistrati, e perciò ho aperto questo intervento dicendo io ho fiducia che la magistratura ristabilisca una parte di verità ... quella parte di magistratura sana, perchè la magistratura è divisa ... ci sono più magistrature, a me non piace sentir parlare della magistratura tutta insieme, tutta compatta, non è così, anzi c'è una parte rilevante di magistratura che va contrastata, ovviamente con gli strumenti previsti dall'ordinamento democratico. Io vi ringrazio di avermi dato questa grande forza, perchè venire qua per me in questi giorni che indubbiamente e oggettivamente non sono stati facili mi danno una grande forza, un grande entusiasmo e una rinnovata capacità di lottare”.

Al forte intervento dell'attesa relazione del Giudice De Magistris seguono le parole di Anna che presenta il prossimo relatore: “Il nostro direttore ha già accennato al libro di recente uscita del dottor Scarpinato e del collega Saverio Lodato “Il ritorno del Principe”, ci preme moltissimo sottolineare l'importanza di questo testo che a nostro avviso contiene molte delle risposte alle tante domande di verità e giustizia che sono state mosse questa sera”.

Il Dottor Roberto Scarpinato prende quindi la parola: .”.. Di fronte allo sfascio morale e istituzionale che è stato descritto da quelli che mi hanno preceduto mi capita di chiedermi che senso hanno avuto le morti di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone e tanti altri come loro ... certo abbiamo inferto duri colpi alla mafia militare, i capi più prestigiosi sono in carcere,  si registrano fenomeni inediti come  la nascita di addio pizzo, alcune prese di posizione della Confindustria ... ma non possiamo certo nasconderci che non ci troviamo dinanzi a fenomeni di massa ma a fenomeni di élite, ad avanguardie culturali, a minoranze ...  intanto in quartieri popolari degradati, dimenticati da Dio e dagli uomini, tranne che nel periodo delle elezioni, continuano ad essere una fucina inesauribile di manovalanza mafiosa, la staffetta tra mafiosi arrestati  che entrano nel carcere e quelli che escono dal carcere per espiazione pena garantisce ... una continuità della presenza del comando mafioso sul territorio... dobbiamo prendere atto che una politica criminale che si limiti a contrastare soltanto la mafia militare è destinata a rivelarsi perdente nel tempo perchè la mafia militare è soltanto il sottoprodotto di un sistema sociale basato sulle ingiustizie, sulla sopraffazione dei prepotenti e dei furbi sui fragili, sulla rapina delle risorse pubbliche destinate allo sviluppo e al lavoro. Quindi se non si attacca alla radice questo sistema di potere, di cui quello mafioso è soltanto un sottoprodotto e una componente, credo che saremo condannati ad una eterna ... guerra tra guardie e ladri che dura dall'unità d'Italia ad oggi con alterne vicende, con il periodo costante che accada quel che accada a un giardiniere che voglia creare un giardino all'interno della giungla, appena il giardiniere si distrae o smette di lavorare, la giungla, espandendosi naturalmente,  riprende il terreno che era stato destinato al giardino. Tutto ciò per dire che se vogliamo interrogarci sul presente e sul futuro della mafia non possiamo fermarci ai soliti Lo Piccolo, Matteo Messina Denaro, Provenzano ... i Lo Piccolo, i Matteo Messina Denaro, i Provenzano di ieri, di oggi e di domani passano, il sistema di potere che li produce resta, questo è il punto ... non possiamo consolarci guardando i pezzi di giardino che abbiamo costruito a prezzo di tanto sangue, dobbiamo anche avere il coraggio, la forza morale di guardare in faccia la giungla che di giorno in giorno cresce intorno a noi, e con l'espressione giungla...  intendo riferirmi all'ormai galoppante degenerazione del potere democratico fondato sul privato della legge in potere autoritario svincolato dal rispetto della legge ... tanto più il potere pubblico si democratizza e si legalizza, tanto più queste forme criminali regrediscono, viceversa tanto più il potere pubblico si assolutizza e si sottrae ad ogni forma di controllo, tanto più mafia e corruzione sono destinate a crescere, quindi questo rapporto di interdipendenza non ci deve mai sfuggire... Ora, non credo di dover spiegare alle persone che sono presenti in questa sala la deriva patologica del potere in Italia, è stata accennata da coloro che mi hanno preceduto, è un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti, alcuni come Giovanni Sartori sul Corriere della Sera ha parlato della trasformazione della democrazia in un sultanato personale ... tutta la Costituzione è sotto scacco, anche nella sua prima parte, quella sui diritti fondamentali, il principio di sovranità non esiste più, i cittadini non possono scegliere i loro parlamentari che sono nominati da un ristrettissimo gruppo di oligarchi nel chiuso delle stanze, non esiste più il principio della separazione dei poteri, il Parlamento non è più la camera dei deputati ma è l'anticamera del governo, è una camera di rattifica di leggi che non sono congegnate e decise nelle commissioni parlamentari ma sono molto spesso pensate in luoghi privati, studi professionali di avvocati di grido di imputati eccellenti, il principio di eguaglianza dinanzi alla legge è stato vanificato, si procede a tappe forzate alla costruzione di un diritto della diseguaglianza, plotone di esecuzione nei confronti degli ultimi della scala sociale, divenuti capri espiatori tutti i beni nazionali e fuori domestici e addomesticati per i potenti e potrei continuare. Alcuni sostengono che in sostanza stiamo assistendo ad una progressiva mafiosizazzione delle forme di esercizio del  potere in Italia come se il metodo mafioso si stesse trasferendo dalle piazze, dalle strade nelle istituzioni ... in decine e decine di processi dal nord al sud quello che viene fuori è l'esistenza di un Italia che sembra un reticolo di associazioni criminali di cui fanno parte esponenti della nomenclatura del potere, le quali operano con metodologie mafiose. Ascoltare le conversazioni che vengono intercettate in questi procedimenti è estremamente illuminante, non si capisce se sta parlando un mafioso con la coppola storta o chi altri e siccome qui c'è il collega De Magistris io vorrei leggervi per esempio una intercettazione che è stata registrata nel corso dell'inchiesta “Why not”. Un colletto bianco riferendosi a De Magistris dice “Ora gliela facciamo pagare, lo dobbiamo ammazzare, no gli facciamo causa civile per risarcimento danni e ne archiviamo la gestione alla camorra napoletana ...”. Il Giudice prosegue citando altre intercettazioni relative ad altre inchieste “L'ascolto di queste conversazioni” ci spiega “è estremamente interessante perchè ci accorgiamo nella diffusione del metodo mafioso all'interno del mondo dei colletti bianchi che cambiano gli strumenti delle intimidazioni, dell'assoggettamento, invece dell'omicidio, della pistola puntata alla tempia si utilizzano altri metodi incruenti ma altrettanto efficaci, vi sono mille modi per distruggere la vita di una persona per piegarla, per gettarla nel discredito ... narcotizzati come siamo tutti quanti dalla borgata mediatica, per cui quella della mafia è una storia di bassa macelleria criminale intessuta di squagliamento di cadaveri e di altre cose di questo genere e dimentichiamo che la descrizione legale del reato di mafia non contempla la violenza materiale e l'uso delle armi, io ve la vorrei leggere se me lo consentite”. Il magistrato legge quindi la definizione: “L'associazione di tipo mafioso, quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione, del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo, di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti, servizi pubblici, per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per se o per impedire o ostacolare il libero esercizio del voto e così via dicendo” e continua nell'analisi “nessuno squagliamento di cadaveri, nessuna pistola, questo è il metodo mafioso. La diffusione del metodo mafioso a tutti i livelli, dalle strade alle piazze, ai colletti bianchi, all'esercizio del potere pubblico è una sorpresa soltanto per chi non conosce questo Paese ... perchè solo chi non conosce la storia italiana può credere che il metodo mafioso sia una creatura delle classi popolari, di personaggi come Riina e Provenzano, non è così, il metodo mafioso non lo hanno inventato loro, l'hanno inventato le classi dirigenti di questo Paese”. Il Giudice Scarpinato prosegue con una carrellata storica che ripercorre gli eventi che avvallano la sua teoria e continua “Oggi, così come è avvenuto ai tempi del fascismo ... i sicari, i mafiosi dell'ala militare, gli specialisti della violenza materiale non sono più necessari come prima, il principe può permettersi di praticare la violenza alla luce del sole, ha la forza e il consenso per farlo, che cosa fare, tenere forte su alcuni punti fermi: Giù le mani dalla Costituzione! Fino a quando esisterà quella Costituzione sarà sempre possibile a un Giudice che abbia un minimo di schiena dritta di portare dinanzi alla corte costituzionale una legge vergogna, quando perderemo quella Costituzione io credo che non avremo più nessuna difesa, il secondo punto è chiedere all'Europa  di non lasciare  che questo Paese diventi se stesso, prendetevi cura di noi se possibile commissariateci, fate quello che potete. Per il resto, e qui concludo, chi ha il dono della fede può fare affidamento alla fede ... io che sono un povero laico non posso che fare mia una celebre frase di Francis Scott Fitzgerald  che diceva -Si dovrebbe comprendere che le cose sono senza speranza ed essere tuttavia decisi a cambiarle-”. Un applauso accompagna il termine della bellissima relazione del Giudice Roberto Scarpinato che ha lavorato accanto a Giovanni Falcone ed stato fra l'altro Pubblico Ministero nel processo a Giulio Andreotti per partecipazione in associazione mafiosa. Si è occupato dell'inchiesta denominata "Sistemi Criminali" un'indagine sui legami tra mafia e movimenti eversivi di destra e logge segrete,  attualmente alla Dda di Palermo coordina il pool che si occupa delle misure di prevenzione (ha confiscato milioni di euro a importanti boss mafiosi).

Anna  consegna quindi il testimone al Giudice Antonio Ingroia chiedendogli di spiegare il significato della frase “la seconda Repubblica è nata sul sangue di Falcone e Borsellino” titolo preso in prestito da una sua dichiarazione: “Mi tocca un compito difficile primo dare una risposta alla sua domanda la seconda risollevare il morale della platea dopo l'intervento del mio amico Roberto Scarpinato ... Io non credo che noi siamo di fronte ad un sistema di potere mafioso invincibile, immutabile che si perpetua sempre nello stesso modo, noi siamo di fronte ad un sistema di potere criminale forte che ha contrassegnato la storia del nostro Paese, che ha a che fare con ampi settori della classe dirigente del nostro Paese ma colgo anche delle linee evolutive e positive ed importanti che non dobbiamo neanche noi sottovalutare altrimenti sbaracchiamo ed evitiamo di incontrarci per la decima volta l'anno prossimo. Peraltro ringrazio AntimafiaDuemila per avermi invitato ancora una volta, oramai sono un habitué di questi nostri incontri. Luigi De Magistris prima dell'incontro, è la prima volta che viene a questo nostro appuntamento ricorrente, mi chiedeva che tipo di manifestazione è quella alla quale andiamo oggi a partecipare e io ho detto: è una manifestazione importante, che oramai è diventata sempre più importante di anno in anno, che per certi versi rappresenta un momento cruciale alla fine della stagione, siamo alle soglie del periodo delle ferie in cui si fa un po' il bilancio della situazione ed io credo che è un momento che ci consenta anche di avere il polso della situazione. Ricordo che l'anno scorso parlammo del fatto che c'è il rischio di incontrare sempre gli stessi volti, che fosse quindi un discorso il nostro intervento tra amici e persino forse poco produttivo perchè si trattava di convincere chi non ha bisogno di essere convinto. ... ma anche grazie all'intervento di questo splendido ragazzino che ha costituito questa sua associazione e credo che a parte lui oggi si veda in giro qualche faccia nuova ed il fatto che si sia comunque anche oggi in tanti e con questa sete espressa dalla sua solita energia da Salvatore Borsellino, questa sete di verità e giustizia che c'è nel Paese e anche la sete di legalità che credo si sia espressa anche in Piazza Navona, mi fa essere, non dico ottimista ma fiducioso del fatto che il riunirsi oggi e il lavoro che noi facciamo quotidianamente è tutt'altro che inutile ma ... io credo ci sia una dimostrazione tangibile di questo”. Il Giudice Ingroia citando la frase di Leonardo Sciascia di cui parlava prima il Giudice Scarpinato, Lo stato non può processare se stesso, riferito a quei tempi, sottolinea il suo pensiero  sull'essenza di questa frase spiegandone i motivi: “Io credo che il problema è stato quello che il cosiddetto scontro tra politica e giustizia e i vari progetti di riforma e altri che si profilano all'orizzonte nascono proprio dal fatto che lo Stato ha cominciato a processare se stesso e non solo ha cominciato a processare se stesso portando sul tavolo degli imputati degli uomini appartenenti a quella classe dirigente cui faceva riferimento Roberto Scarpinato ma alcuni componenti di quella classe dirigente sono stati anche condannati, talvolta condannati con sentenza definitiva e taluno addirittura assicurato alle patrie galere. Questo è stato il fatto nuovo degli ultimi venti anni ed è il fatto nuovo che fa si che ci sia  bisogno di una legislazione nuova che estenda l'area di impunità e restringa l'area di punibilità. Un tempo l'area di impunità era estremamente larga, non c'era bisogno della legge perchè c'era la magistratura che assicurava l'area di impunità per i potenti e c'era già una magistratura che applicava la legge in modo disuguale, debole con i forti e forte con i deboli. La magistratura è cambiata, diciamo Paolo Borsellino e Giovanni Falcone arrivano peraltro in un momento anche di maturazione all'interno della magistratura ... per esempio la storia del procuratore di Palermo Costa , ucciso dalla mafia perchè non sostenuto dai suoi stessi sostituti, perchè firmò un famoso ordine di cattura nei confronti della mafia che i suoi sostituti si rifiutarono di firmare ed era solo, e per questo venne ucciso. Paolo Borsellino e Giovanni Falcone riuscirono a costituire un pool, già in una situazione migliore rispetto ai magistrati soli che l'avevano preceduto, un pool che era un manipolo di magistrati dentro un palazzo di giustizia ostile ma ci sono stati poi gli allievi di Falcone e Borsellino che hanno operato in una situazione un po' più favorevole. Non che improvvisamente il Palazzo di Giustizia di Palermo sia diventato il luogo migliore del mondo ma sicuramente il Palazzo di Giustizia dove abbiamo operato noi è stato migliore di quello in cui operò Falcone e Borsellino e questo si è determinato al di là della situazione palermitana, si è andata diffondendo a livello nazionale. Abbiamo avuto una magistratura che ha cominciato ad osare, cioè ha osato processare i potenti, continua ad osare a processare i potenti e quindi in questo senso quella magistratura rappresenta quello Stato che processa altri pezzi anche di quello stesso stato e quindi ecco che non basta più una magistratura che applica la legge in modo disuguale occorre una legge disuguale, occorre un vulnus al principio costituzionale di eguaglianza che si introduce attraverso vari interventi. Leggo sui giornali, e questo è l'altro capitolo, il potere di controllo che bisogna definitivamente circoscrivere, imbavagliare, leggo sui giornali nazionali ultimamente che la magistratura sarebbe soddisfatta così intitolava uno delle più importanti testate nazionali, dopo la modifica della legge blocca processi che dopo aver assicurato sostanzialmente l'approvazione del lodo Alfano è stato revisionato, i titoli sui giornali “magistrati soddisfatti”. Sappiamo che la maggior parte di italiani leggono solo i titoli dei giornali quindi gli italiani oggi pensano che i magistrati sono soddisfatti, io vorrei dire ... che aihmé non ci sono ragioni perchè i magistrati  oggi possano essere soddisfatti, non lo possono essere perchè in corso di accelerata approvazione una legge, la cosiddetta lodo Alfano che secondo illustri costituzionalisti ... costituisce un ulteriore vulnus al principio costituzionale di eguaglianza peraltro con una opportunità rispetto ai processi in corso quantomeno discutibili, non credo che i magistrati possano essere soddisfatti perchè c'è all'orizzonte una riforma delle intercettazioni telefoniche che colpisce nel contempo l'efficienza investigativa e il diritto all'informazione che hanno tutti i cittadini, quel diritto all'informazione che hanno i cittadini al di là del dovere di cronaca dei giornalisti ... che ha consentito a tanti giornalisti di svelare le magagne dei tanti porti delle nebbie del passato e non vorremmo dover ritornare ai porti dalle nebbie dei palazzi di giustizia italiani che è questo quello che si vuole, che si torni a quella magistratura dei bei tempi andati che era pronta ad usare la mano pesante soltanto nei confronti dei deboli e la mano assai leggera nei confronti dei potenti. Dovremo quindi essere soddisfatti, dovremo essere soddisfatti perchè sono stati tagliati i fondi alla sicurezza e alla giustizia, dovremo essere soddisfatti perchè per placare invece l'esigenza di sicurezza dei cittadini si bloccano scorciatoie pericolose come quello dell'impiego dell'esercito nelle città, per non parlare della questione impronte digitali, dovremo essere soddisfatti perchè all'orizzonte non c'è una, che sia una riforma legislativa che intervenga sul vero male della giustizia italiana che è quella dei tempi della giustizia mentre tutte le riforme degli ultimi anni hanno avuto forse non casualmente l'effetto di allungare i tempi della giustizia per poter poi scaricare sulle spalle dei magistrati la responsabilità agli occhi dei cittadini dei tempi lunghi, intollerabili della giustizia stessa. Dovremo essere soddisfatti perchè non si vede all'orizzonte nessuna seria volontà di intervenire in materia appunto di legislazione antimafia, altro che testo unico antimafia, testo unico antiriciclaggio, testo unico anti usura, dovremo essere insomma soddisfatti perchè c'è questa individuazione della magistratura, di questi magistrati sovversivi come obiettivo principale, glorificando, come ricordava Salvatore Borsellino, come eroi, mafiosi conclamati, quando nello stesso momento la camorra torna a sparare, uccidendo imprenditori che in quelle terre si sono ribellati al racket delle estorsioni. La ‘ndrangheta acquisisce un ruolo sempre più di spicco nel mercato mondiale della droga e crea sul territorio nelle collusioni con i poteri pubblici quello stesso modello di sistema di potere criminale e mafioso già collaudato in Sicilia negli anni passati, dobbiamo essere soddisfatti se in tutto questo la mafia siciliana da una parte si dedica sopratutto agli affari, alla mafia finanziaria, alla mafia che torna dai salotti buoni della società siciliana e torna a nuove-vecchie alleanze con la massoneria, dobbiamo essere soddisfatti dunque soltanto perchè si è attenuato il cosiddetto decreto blocca processi e quindi come quel pedone investito da un autocarro che si ritrova all'ospedale e magari deve ringraziare l'autista del tir che gli è saltato addosso soltanto perchè ha frenato all'ultimo metro e non lo ha definitivamente ucciso, io non credo che si possa essere né soddisfatti, né in alcun modo ottimisti sul nostro prossimo futuro ma benché siamo in presenza di notizie che si succedono ogni giorno che non ci danno motivo né di essere soddisfatti, né di essere ottimisti, facevano riferimento Salvatore Borsellino e anche Roberto Scarpinato alle inefficienze e alle insufficienze che vengono da certe scelte, da certe decisioni del consiglio superiore della magistratura, non mi sottraggo ad un tema così spinoso, e in effetti l'occasione della presenza di Luigi De Magistris ci deve anche fare riflettere su alcune singolarità, sulla singolarità comunque della mano pesante che il consiglio superiore della magistratura ha usato contro Luigi De Magistris vittima di un provvedimento di avocazione da parte della procura generale che ha un sapore d'altri tempi rispetto al quale mi sembra che il consiglio superiore della magistratura nulla o poco abbia fatto e quello stesso consiglio superiore della magistratura che come vi ricordava pocanzi Salvatore Borsellino in nome di discutibile logiche correntizie di schieramento ha deciso sostanzialmente sull'altare delle logiche di correntizie di schieramento di sacrificare il nome, la storia personale e la storia professionale di un uomo come Alfredo Morvillo che era destinato al posto che fu di Paolo Borsellino. E voglio dire, sicuramente pare una beffa ma non è una beffa che la decisione sia venuta proprio in questi giorni che si ricorda via D'Amelio. Certo non ci sono ragioni e motivi per essere soddisfatti ma ciò nonostante io colgo quelle linee di evoluzione che dicevo, indagini come quelle che si sono fatte, processi come quelli che si sono fatti a Palermo negli anni '90 e che hanno portato non soltanto ad arresti dei latitanti ma a portare alla sbarra potenti, talvolta ottenendone la condanna, sono fatti inediti, indagini come quelle che abbiamo visto in altre parti d'Italia ... sono cose che dimostrano che c'è una parte dello stato, ma voglio dire c'è una parte dell'Italia, che in nome di quella sete di Verità e Giustizia è disposta ad applicare il principio di eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge senza ammettere eccezioni. Io credo che quell'Italia che rappresentate anche voi e i tanti Italiani che erano ad esempio in piazza Navona sia una dimostrazione che c'è un'Italia che ci crede e c'è un Italia che ha soltanto bisogno di avere voce e rappresentanza, ma questo non compete ad un magistrato. Grazie”. La relazione del dottor Ingroia, delfino del Giudice Paolo Borsellino, termina tra gli applausi del pubblico. Il Giudice Antonio Ingroia ha lavorato accanto a Paolo Borsellino, è stato fra l'altro Pubblico Ministero nel processo al senatore Marcello dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa (condannato in I° grado a 9 anni) e nel processo a Bruno Contrada per concorso esterno in associazione mafiosa, attualmente è Pm nel processo a Salvatore Riina per l’omicidio di Mauro De Mauro. La caporedattrice del giornale AntimafiaDuemila dando la parola alla rappresentanza politica presente tra i relatori, l'onorevole Giuseppe Lumia, si riallaccia alle parole del Giudice Ingroia precisando che la società civile è chiamata a fare la sua parte ma sottolineando  la seria difficoltà ad individuarne una rappresentanza all'interno della politica e da questo la disillusione e la delusione dei cittadini: “Noi da sempre” continua “apprezziamo il suo lavoro, lei è rimasto uno dei pochi credibili ancora, per quanto riguarda le questioni della lotta alla mafia e anche altri temi importanti quindi ci serve sapere il suo punto di vista, visto che lei siede dall'altra parte della barricata, se così la possiamo chiamare, spesso in compagnie non commendevoli, se così le possiamo chiamare”. Il Senatore Giuseppe Lumia prende quindi la parola esponendo al pubblico, ancora numeroso in sala, l'ultima relazione “ Mi capita spesso, quando vado in giro per la Sicilia e per il nostro Paese, di ascoltare appunto affermazioni di questo tipo -Grazie Lumia, meno male che ci sei, sei uno dei pochi- e una normale reazione umana dovrebbe un po' compiacersi, vi dico la verità, non mi compiaccio per niente, perchè questo è appunto il segno di una sconfitta della politica, è il segno del limite grave in cui versano oggi le nostre istituzioni democratiche ma è il segno ancora più grave di una assenza di respiro progettuale... è un'occasione preziosa questa, per fare anche questo lavoro di scavo, di messa a punto, di verifica, anche spietata se necessario”. L'onorevole Lumia si sofferma su due differenti modi di individuare la mafia: la mafia è un male derivato oppure la mafia è un male in se, “Se la mafia è un male derivato” dice  “è chiaro che possiamo mettere tra parentesi il lavoro fatto in questi anni e possiamo senz'altro sospendere un'azione mirata, progettuale, specifica contro la mafia e naturalmente dedicarci a questi grandi mali mondiali che dovremo risolvere prima di occuparci nel nostro Paese di questa presenza mafiosa. Poi noi in Sicilia siamo bravissimi a fare una lettura e una traduzione nostra storica di questo approccio, l'imprenditore perchè deve denunciare oggi? E un male derivato! E' il sistema, spiegano, è così, è stato sempre così,  cambiate il sistema e non pago più. Libero Grassi sfatò e mise in crisi questo approccio  ... dicendo -io non pago e tu imprenditore non devi pagare – e fu una cosa che mise in crisi il sistema industriale e la soluzione fu eliminare Libero Grassi perchè nel mondo del sistema delle imprese sfidò i suoi colleghi sostenendo che la mafia era un male in se” prosegue il Senatore con gli esempi del lungo lavoro di Falcone e Borsellino e dei grandi risultati ottenuti perchè avevano considerato la mafia come un male in se. Certo, specifica il Senatore, che comunque è un male derivato ma chiarisce che considerandolo tale si rischia di vanificare tutti gli sforzi fatti, tutti i risultati ottenuti fino ad oggi. Prosegue parlando della cosiddetta primavera di Palermo, il Palermo del dopo stragi dove vi fu una forte  reazione della società civile, un forte desiderio e una forte volontà di cambiamento. “Ci fu una reazione magnifica perchè si saldarono due componenti qui in Sicilia, la capacità di rompere i giochi della politica e della cultura siciliana e quindi avere un punto di vista che narrava un altra Sicilia, la primavera di Palermo fu questa, potere sognare, immaginare, immettere nelle nostre vene un altra idea di società, un altra idea di regolare i rapporti tra gli uomini, un altra idea di essere cittadino nel rapporto con le istituzioni, un altra idea di essere classe dirigente dentro le istituzioni democratiche ... osare altro ... si ottennero dei risultati ma ci fu un limite non sapemmo coniugare la dimensione della legalità con quella dello sviluppo ... legalità e sviluppo insieme, questa è la sfida che oggi abbiamo per avere una moderna antimafia. Anzi si pensa che chi come me accentua eccessivamente la lotta alla mafia rischia di essere una pietra d'inciampo ... facciamo un esempio sulla necessità di costruire alleanze ma per esempio potrei diventare una pietra d'inciampo se bisogna fare un alleanza con Cuffaro, lì divento un problema e quindi se si accentua questa dimensione è chiaro che posso diventare un ostacolo, tant'è vero che appunto per poco non ci si riusciva e non venivo neanche candidato”. Un applauso sostiene la serietà e il difficile compito del Senatore Lumia. “.. stiamo insieme e costruiamo insieme ... non ci dimentichiamo che la mafia è un soggetto economico finanziario tra i più importanti delle nostre società se è vero che per difetto mobilita un fatturato di 100 miliardi l'anno, ma di cosa stiamo parlando? ... la mafia storicamente mette avanti il lato che gli conviene, quello militare, quello economico finanziario, quello politico, quello culturale ...  L'antimafia deve imparare a fare  sistema altrimenti non può stare al passo con la capacità sistemica che le mafie hanno, si deve unire chi fa antimafia militare, politica, culturale ... dobbiamo passare dall'antimafia del giorno dopo, all'antimafia del giorno prima e questo si può fare solo se questa diventa una grande priorità. Allora all'interno della politica la selezione delle classi dirigenti ... si deve misurare attraverso questo grande criterio, è una priorità la lotta alla mafia? SI. Bene Consenso, sostegno sei un buon dirigente. Non è una priorità la lotta alla mafia? Mi dispiace non sei un buon dirigente non meriti il mio consenso non penso che puoi avere la mia fiducia. Proviamo a organizzare un rapporto valutativo con la politica attraverso questo criterio e vediamo cosa esce fuori... Fino a quando non regoleremo i conti con le stragi, questa seconda Repubblica non avrà la forza, l'energia ... per organizzare una nuova fase della vita democratica del nostro Paese, dobbiamo fare i conti anche con l'agenda rossa, dobbiamo fare i conti anche con i servizi che erano a Monte Pellegrino ... deve fare i conti la magistratura e mi auguro che la magistratura siciliana abbia il coraggio di fare quello che ha fatto la magistratura di Milano sul caso Abu Omar, di andare a sequestrare con atto giudiziario le carte dentro i servizi, per stabilire cosa realmente lì c'era o non c'era. E mi auguro e mi batterò, e qui c'è in gioco la mia responsabilità, di fare in modo che la Commissione Parlamentare Antimafia, ha ragione qui Roberto, abbia il coraggio che ha avuto una volta, e non lo cito perchè in quel momento ero presidente, quello che ha saputo fare con il caso Impastato, quando per la prima volta nella storia della nostra democrazia la commissione antimafia accertò con la sua autorevolezza, con i suoi vasti poteri di indagine che lì ci fu depistaggio e quindi per la prima volta nella storia della nostra democrazia si seppero individuare le responsabilità politico istituzionali, al di là di quelle penali che spettano appunto alla magistratura individuare. È una sfida aperta. Forte. Ognuno la giochi dove si trovi. C'è lavoro e fatica per tutti”. Il Senatore Lumia termina così la sua relazione, sempre impegnato nella lotta contro la mafia, è stato Presidente nella Commissione Parlamentare Antimafia, su di lui era stato progettato un attentato mafioso che per fortuna non è stato portato a termine, oggi senatore del partito democratico eletto in Sicilia. La capo redattrice Anna Petrozzi passa la parola al direttore di AntimafiaDuemila per la chiusura della serata.
Giorgio Bongiovanni ringrazia il pubblico e chiude il convegno con una provocazione che ha il sapore della difficile realtà che si sta vivendo nel nostro Paese “Non so se la magistratura potrà fare quello che Giuseppe Lumia ha chiesto, soprattutto se nomineranno il “saggio” Cossiga come quello che deve fare la riforma della giustizia, penso in questo caso che i magistrati non potranno fare niente. Grazie e un abbraccio a tutti”.

E' oramai quasi mezzanotte, Giorgio insieme ai relatori e tutta la redazione di AntimafiaDuemila si recano a cena durante la quale si approfitta per proseguire e approfondire i delicati dialoghi sul tema trattato nel corso dell'incontro. Abbiamo il grande piacere di salutare il carissimo Manfredi Borsellino venuto con la moglie Valentina alla conferenza con il quale Giorgio si dà appuntamento per il giorno successivo dove lo incontreremo nell'aula magna del Palazzo di Giustizia per la manifestazione dell'Associazione nazionale magistrati, alla commemorazione della strage di via d'Amelio.

In questa sede, il giorno dopo, Giorgio presenzia alla relazione del Presidente dell'Associazione Magistrati e di altri Sostituti Procuratori dove abbiamo il piacere e l'emozione di ascoltare il Pm Antonino di Matteo, amico di Giorgio dall'inizio della nascita di AntimafiaDuemila. Antonino Di Matteo è stato fra l'altro Pubblico Ministero nel processo per la strage di via d'Amelio che è costata la vita al giudice Paolo Borsellino e ai 5 agenti della sua scorta, si è occupato della prima fase dell'inchiesta sull'ex presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro (condannato recentemente a 5 anni per aver favorito singoli mafiosi), attualmente è Pm nel processo che vede alla sbarra il generale dei carabinieri Mario Mori e il colonnello Obinu per la mancata cattura di Bernardo Provenzano nel 1995. Il Giudice Di Matteo ricorda, durante il suo intervento, i suoi primi anni in magistratura, l'indelebile ricordo dell'entusiasmo e dell'emozione del primo incontro con Paolo Borsellino e via, via il succedersi degli avvenimenti che coinvolsero anche la sua vita, la sensazione di sgomento e di angoscia nel momento che apprese la notizia della strage. Un magistrato retto e trasparente che racconta nel corso degli anni come le istituzioni abbiano rallentato il passo, addirittura retrocedendo e bloccando il procedere di inchieste nel procinto di giungere su piani troppo alti. “Mi chiedo che Paese è quello in cui la gran parte dei cittadini viene privata della conoscenza di fatti gravissimi emersi nel corso di indagini e processi sulla strage...
Abbiamo apprezzato l’effettiva indipendenza dal potere politico e da ogni altro potere, non nell’indipendenza soltanto declamata, l’indipendenza vissuta giorno per giorno con comportamenti concreti. Ho costatato la capacità di spiegare trascinando i più giovani che la lotta alla mafia non era affare esclusivo di magistrati e poliziotti ma doveva essere, com’è e deve essere, una lotta di popolo, una lotta di libertà e riscatto che deve coinvolgere tutti... Abbiamo scoperto e apprezzato sempre più in Paolo Borsellino il rifiuto di ogni forma di compromesso o furbo tatticismo... La grande lealtà nei confronti di tutti, colleghi, avvocati, collaboratori, perfino imputati che da molti, ne sono convinto, era interpretata anche come ingenuità del giudice Borsellino ma in realtà era l’espressione consapevole del suo essere, l’espressione consapevole e fiera del suo voler essere sempre comunque leale, diretto, chiaro ... Nonostante a molti non convenga Paolo Borsellino era questo. Era un magistrato che con la passione e il rigore morale che lo contraddistinguevano rappresentava il concretizzarsi del principio costituzionale della “legge uguale per tutti”. Principio oggi sempre più apertamente messo in discussione ... È a mio parere evidente l’intento di larga parte della politica di limitare il doveroso controllo di legalità della magistratura verso una ben individuata categoria di fatti in reato che non comprende i reati dei cosiddetti colletti bianchi. È a mio parere palese il tentativo di trasformare il Pubblico Ministero in un fedele impiegato dello Stato che deve indagare solo nelle direzioni indicate dal potere esecutivo di turno e solo quando il potere esecutivo di turno lo ritenga opportuno. Senza retorica io sono convinto che il vero rispetto del sacrificio di chi è morto credendo in valori oggi così violentemente messi in discussione, ci imponga l’assunzione di precise responsabilità, imponga a noi magistrati scelte precise, chiare e nette ... Ci impone di resistere con tutte le nostre forze ad una strisciante rassegnazione e demotivazione che comincia forse a serpeggiare e che rischia di pervadere la nostra categoria ... Ci impone a mio parere di non restare silenti per paura o per convenienza di fronte al tentativo di sovvertire o eludere i fondamentali principi costituzionali dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge ... Ci impone di preservare la nostra vera autonomia, quella che Paolo Borsellino viveva ogni giorno con i suoi comportamenti concreti, evitando noi stessi qualsiasi forma di collateralismo politico ed evitando perfino ogni condotta che possa fare semplicemente sospettare situazioni di questo tipo... Sono convinto e mi rivolgo in questo senso anche a Manfredi Borsellino, Rita Borsellino e a tutti i familiari di Paolo Borsellino, che noi possiamo continuare ad indossare con dignità e fierezza la stessa toga di Paolo Borsellino solo se ci comporteremo come lui si sarebbe comportato in questo particolare momento storico”.
Lasciamo la città di Palermo, una città al fronte, dove si combatte la guerra in prima linea, con nel cuore le parole e l'esempio della vita di questi uomini giusti, con nel cuore la famiglia di Paolo Borsellino, con il desiderio sempre più forte di voler combattere questa guerra sapendo che questa volta l'esito sarà diverso. Perchè non saranno soli.


Sonia Alea
Sant'Elpidio a Mare, 17 agosto 2008

CERCHIAMO DI ESSERE ALL’ALTEZZA DI CIÒ CHE IL CIELO CI CHIEDE

Una pioggia battente inizia a scrosciare improvvisamente, i teli che poco prima ci proteggevano dal sole in un attimo sono colmi d'acqua. Il rumore della forte pioggia e il rimbombare dei tuoni coprono la voce di Giorgio che parla rispondendo alle domande dei fratelli trasformando come sempre il dialogo in una profonda lezione spirituale. Siamo all'arca Alea circondati dai carissimi fratelli di Pordenone. Il forte odore della terra impregna tutti i nostri sensi riportandoci nel grembo della nostra Madre ... i bambini felici corrono sotto l'acqua per poi cercare riparo verso il coperto. La potente vibrazione degli elementi della terra cattura la nostra attenzione. Incantati entriamo in sintonia con le forze della natura ... ascoltiamo la presenza del nostro Padre Creatore ... una immensità che ci sovrasta ... che ci circonda ... permeando tutto … dentro e fuori di noi ... non c'è divisione ... separazione ... solo unione ... unione degli elementi ... vibrazione dinamica di un unico grande corpo macrocosmico che vive, respira, si esprime, ama. Restiamo incantati ad ascoltare la melodia dell'imponderabile. Il testimone della Verità, amico dei quattro Cavalieri dell'apocalisse dirige il suo intenso sguardo verso le forze della natura che manifestano la loro potenza, comunicando con loro. Il vento si solleva, la forza aumenta. Giorgio si dirige verso l’interno per parlare in privato con alcuni fratelli. La tempesta si placa.
Il nostro caro Massimo Bonella approfitta del momento per intervistare Soledad per un servizio sulla Funima e poco dopo Giorgio ritorna tra di noi “Dovete essere un punto di riferimento e un raggio di luce per coloro che ricercano la Verità, una forte presenza nella lotta civile per la difesa dei diritti umani, per il messaggio universale che ci vede tutti uguali, uniti dal valore della fratellanza cosmica. Nella Nuova Era si creerà una grande comunità della quale faranno parte tutti coloro che avranno lavorato in favore della vita. Le arche sono scuole che ci preparano a questo. La battaglia di Armaghedon nel cielo si è già conclusa, ora è in fase di pieno svolgimento qui sulla terra. Significa che nel mondo spirituale le anime si sono già schierate: nel bene o nel male. I ribelli sono tutti sulla terra per tentare gli uomini. Il purgatorio in questo momento non esiste più...”. Le domande spaziano nel desiderio di conoscenza e le risposte come sempre appagano quella sete di sapere che è viva in noi.
“Gli extraterrestri si cibano di alimenti predigeriti come il miele. Con Loro vivono animali speciali che hanno anche questa funzione. La loro vita dura 1200 anni grazie alla purezza spirituale che hanno acquisito e anche appunto a quella fisica. Anche nella quarta dimensione gli Esseri si accoppiano, ma la loro unione avviene più con la luce che con il corpo.
Nella quinta dimensione invece gli Esseri perdono completamente la materia, la acquisiscono solo se ne hanno necessità per missione, visto che ne hanno il pieno controllo. Questi Esseri manipolano la materia come noi manipoliamo l’argilla, possono quindi, se vogliono, manifestarsi anche in forma fisica. Sono Esseri astrali. Gesù è uno di loro, è il loro capo ed è nato con la luce. Dopo la quinta dimensione non vi è più bisogno dell'unione di due Esseri perché si acquisisce l'androginità ...”
Discorsi in cui lo spirito si libra alto perdendosi in mondi lontani che ci procurano un forte senso di nostalgia. Nostalgia delle origini che ritroviamo nella trascendenza del sacro momento della Comunione ricevuta appena giunti all'arca ... il Pane e il Vino benedetti dal sigillo del Calice Vivente vengono distribuiti a tutti dai nostri cari Domenico e Walter nel silenzio della preghiera, nello sguardo introspettivo per il miglioramento di se stessi, atto a ritrovare volta, volta, la forza per procedere con passo sicuro nel cammino intrapreso ... e poi la comunione degli spiriti vissuta, tra fratelli uniti dalla condivisione degli ideali del Cristo, in diverse grandi tavolate per consumare insieme il pranzo organizzato dalle sorelle dell'arca. Assaporiamo la gioia di stare insieme. Poco prima avevamo assistito all'ennesima sanguinazione dalle sacre stigmate. In una processione silenziosa i nostri fratelli si avvicinano dinanzi alla passione del Cristo in Croce. E rivediamo Giorgio disteso su quel telo bianco, circondato dall'amore della sua famiglia, dei suoi figli, presenti accanto a lui, oggi e sempre,  che gli danno la forza per continuare ad amare, a lottare e a soffrire con quell'essere disponibile che tanto ci colpisce ... disponibile ancora una volta al Cielo che lo chiama ad un nuovo sacrificio di donazione, ad una nuova offerta di amore incondizionato per i suoi fratelli. Due croci si formano sul lenzuolo bianco. Due croci di sangue disegnate dall'imponderabile manifestando il Suo messaggio a coloro che vedono, a coloro che vedranno. I carissimi Antonio e Lores e la loro bellissima famiglia benedetti nella loro casa dal nuovo cristico prodigio, benedetti tutti i presenti e benedette tutte le anime care al Cristo. Giorgio, con un filo di voce, mentre i muscoli del corpo tremano visibilmente per la contrazione dovuta al dolore, sussurra, in una espressione del volto che manifesta uno stato di contemplazione e adorazione “Il nostro Segno ... il nostro Segno ...”. Si riferisce alle stigmate, il segno del Cristo che manifesta la Sua divina presenza e che appartiene a tutti coloro che lo amano, a tutti coloro che lo fanno proprio portando la propria croce e seguendo il Suo insegnamento.
Il nostro Segno. Il Segno dei chiamati.
“Oscar” diceva Giorgio la sera prima rivolgendosi ad un giovane ragazzo venuto da una cittadina del nord per ascoltare la conferenza e trattenutosi insieme a noi per la cena “Cosa  vuoi da me, Oscar? ... Cosa cerchi?” la voce di Giorgio si fa intensa ... il suo sguardo profondo ... uno sguardo luminoso dal quale si scorge l'infinito, l'eternità della vita ... guardano gli occhi del giovane emozionato ... che non ricorda in immagini pensiero ma, in un tumulto di emozioni che non riesce a nascondere, riconosce colui che gli parla, colui che per anni ha seguito a distanza, come una presenza silenziosa ... un antico discepolo di un filosofo che parlava della stessa Verità e che fu costretto a lasciare i suoi amici bruciato dal rogo dell'ignoranza e della malvagità. “Giorgio voglio fare qualcosa, voglio fare qualcosa nella città dove abito” dice con la voce rotta dall’emozione “Sei venuto senza niente, ritornerai a casa con delle valigie pesanti”  Gli risponde il Testimone della Verità. “Sono felice, però dammi la forza per riuscire a portarle” dice Oscar, “La forza la troverai dentro quelle valigie” lo rassicura Giorgio, “perché lì dentro vi è la Verità. ... Farai cose che non puoi nemmeno immaginare, stai tranquillo, lasciati trasportare dal tuo cuore ... e aprimi la porta della tua città ... vedrai ...”. Impossibile esprimere l'emozione del momento, la forte vibrazione che si crea quando uno spirito viene riconosciuto e chiamato al cospetto di Colui che si cela dietro il Calice Vivente della Comunione Cristica e di Coloro che Lo accompagnano manifestando la Sua Luce, la Sua sublime immensità. Oscar, la gioia di reincontrare un vecchio/nuovo amico e fratello che si unisce a noi nel servizio all'opera del Cristo, nella preparazione della mensa del Signore per il giorno del Suo secondo glorioso ritorno sulla terra. La Sua seconda venuta è il principale argomento trattato da Giorgio nelle sue innumerevoli conferenze che preparano le anime al prossimo Giudizio che tutta l'umanità subirà. Duecento persone riempiono la sala di Porcia che nonostante il pieno periodo estivo desiderano dedicare la serata a qualcosa di importante, di profondo. Domenico Santin apre la conferenza con la forza e la passione di un uomo vero, portando la propria esperienza vissuta insieme a Carla e a tutti noi nel viaggio in America Latina. Trasmette al pubblico tutta la sua disperazione per la agghiacciante situazione che ha incontrato in quei popoli che sembrano abbandonati da Dio, soprattutto in Paraguay, parla dei bambini vittime dei pedofili, dei trapianti d'organi, di quelli violentati e uccisi. Sottolinea l'importanza delle attività e delle donazioni che giungono dall'Italia, molte proprio dal Triveneto, regione generosa testimoniando la gioia di aver visto il risultato di quelle donazioni che sono servite a creare, terminare, ampliare, strutture e impianti fondamentali per offrire ai bambini il necessario per vivere e per strapparli dal pericolo delle strade. Giorgio prende quindi la parola “Il mio amico Domenico non perde l'indole del sindacalista, lui è un guerriero e non mi stancherò mai di ringraziarlo e di ringraziare tutti voi. Desidero ringraziare anche Dino Moro che ci mette sempre a disposizione questa sala”. Un'applauso si unisce al valore dei ringraziamenti e la parola passa a Mara Testasecca che stende un quadro generale sugli ottimi risultati ottenuti fino ad oggi all’interno della Funima, anche se i lavori da fare sono ancora tanti e il mantenimento attivo delle mense deve continuamente essere sostenuto. Scorrono le commoventi immagini della visitazione di Giorgio in Paraguay, nel dispensario medico con Chantal e con la dottoressa Carmen Recalde (la nostra sorella scomparsa pochi giorni dopo), dell’agghiacciante intervista al piccolo/grande Nelson, affidato ora alla casa-famiglia di Chantal insieme ad altri cinque bimbi, della mensa di Villetta insieme a tutti i bambini, durante l'inaugurazione del comedor di Montevideo e le immagini dei progetti realizzati nelle mense dislocate sulle Ande dove Raul spiega e mostra la loro utilità.  Mara, insieme a Giorgio, annunciano l'arrivo del Presidente della Funima International, Raul Bagatello, in Italia, previsto per il prossimo mese dicembre che parteciperà anche alla manifestazione Funima Day organizzata ogni anno per la raccolta fondi in favore dei bambini dell'America Latina che quest'anno si terrà proprio nella città di Pordenone.
Il ritorno di Giorgio nella sua terra, l'Italia, è accompagnato da un importante messaggio degli Arcangeli Solari che stabilisce il termine di una tappa e l'inizio di un' altra. “Due tempi, un tempo e la metà di un tempo” dice il messaggio letto durante la conferenza, la prima di questa nuova tappa: “... Inizia così, oggi 8 luglio 2008 del vostro relativo tempo, un altro ciclo, forse l'ultimo, dei 1260 giorni di testimonianza che lo stigmatizzato Giorgio Bongiovanni, nostro fratello in Cristo, dovrà affrontare contro l'anticristo ... il numero dei segnati e chiamati è in crescita ed il seme dei 144.000 eletti è stato sparso non invano. La qualità certissimamente emergerà sulla quantità e per tale ragione è necessario il rafforzamento del valore della fede e del discernimento...”. Questi gli altissimi concetti espressi dai nostri Fratelli maggiori, i Fratelli Solari secondo le direttive del Padre Adonay e di Suo figlio il Cristo che ci indicano il futuro  prossimo e ci mettono in guardia sull'importanza fondamentale dei valori della fede e del discernimento soprattutto da qui in avanti. Giorgio prosegue con l'attacco contro lo squallore dei potenti ... “Presto faranno una grande guerra, gli Stati Uniti con i paesi alleati, per tentare di riprendersi dalla gravissima crisi economica, qui in Italia arriveremo a morire di fame come è accaduto in passato per l'Argentina ...” i giorni scorsi aveva spiegato l'importanza di non attaccarsi alla speranza che le cose possano cambiare, che l'umanità possa cambiare rotta, perchè ciò accadrà solamente con il ritorno del Cristo insieme ai Suoi Profeti ... coscienti di questo però dobbiamo  continuare a lottare per coloro che hanno bisogno di una speranza, per i segnati che devono ricevere la chiamata, per quella “qualità” di cui parlano i nostri Fratelli Astrali. Perchè i germogli della Nuova Era stanno nascendo dalle ceneri di questa civiltà. “I 144.000” continua Giorgio “Sono coloro che portano il cambiamento positivo a questa umanità e dovrà essere raggiunto il numero dei chiamati affinchè possano compiersi tutte le profezie. Col mio ritorno in Italia sarà più forte l'annuncio della seconda venuta del Cristo e la lotta contro l'anticristo, la forte denuncia contro il volto diabolico di coloro che attentano alla vita. Non sorprendetevi per i tantissimi segni che avverranno in cielo e in terra in tutta Italia: cerchi nel grano, apparizioni, segni sacri, avvistamenti. Voi dovete solo appoggiare coloro che dicono la Verità e aiutare il prossimo, questo è ciò che vi chiedo, stare insieme e avere il coraggio di rischiare perché non farà piacere a coloro che stanno dalla parte del potere sentire ciò che gli verrà detto ... In questo momento stiamo vivendo uno dei tempi più bui del nostro Paese e l'anticristo, in questo, centra molto... tempi bui in tutto il pianeta ... Fallimento della Fao ... Fallimento del G8 ... Abbiamo fallito! Cosa aspettiamo a scendere nelle piazze, a non andare a lavorare in massa in segno di protesta ... ci troviamo invece ad accettare una legge che sospende 100 mila processi ... Ma da chi siamo governati? Vogliamo aprire gli occhi? ...”. La gente ascolta attenta, annuisce, applaude, concorda con la evidente gravissima situazione che, prima o poi, comunque, è destinata a finire.
Gli stand esposti dai nostri amici e fratelli offrono le informazioni delle attività portate avanti da Giorgio e da tutti i suoi collaboratori insieme agli oggetti realizzati per la raccolta fondi, sono un richiamo per tutti coloro che desiderano sapere di più, restare in contatto con le sedi delle associazioni per eventuali nuove collaborazioni o semplicemente per dare il proprio contributo con  con una offerta volontaria.
Cerchiamo di essere all'altezza di ciò che il Cielo ci chiede!” ci aveva detto Giorgio in questi giorni … guardo Mara della Coletta, Carla, Anna Maria, Loredana, Loretta, Maria, Roberta, Lores, e tutte le tante altre bellissime donne di Pordenone che insieme ai loro compagni e fratelli portano avanti in questa parte d'Italia con passione, devozione, perseveranza, fede e grande volontà la missione, e vedo in loro quell' “essere all'altezza”, come la vedo nella nostra Lorella, in Mara, la vedo in Giovanni, Aaron e tutti, tutti, i giovani delle arche d'Italia e del mondo, la vedo in tutti i fratelli e le sorelle dell’arca Sant'Elpidio a Mare e di tutta Italia e in tutti i fratelli e le sorelle del Latino America e della Spagna che portandosi al di sopra dei propri limiti umani portano avanti con umiltà e passione questa sublime Missione Cristica. Inizia l'ultimo atto di una grande opera che da duemila anni accompagna il passo glorioso del Cristo nel mondo preparando l'umanità al Suo secondo avvento del quale solo il Padre Adonay conosce il giorno e l'ora ma che vedrà un cambio epocale, secondo la coincidenza di differenti profezie nell'anno 2012.

Con tutto il mio piccolo amore
Sonia Alea

Sant’Elpidio a Mare, 15 luglio 2008

COME SOLDATI PREPARIAMOCI A COMBATTERE L’ULTIMA BATTAGLIA

I Suoi passi camminano per le strade del mondo, attraversando monti, valli, pianure e colline, oceani, paesi e città, quanta sofferenza vedono i Suoi occhi, specchi dell’intero universo, quanto dolore riceve il Suo cuore che contiene l’Amore più grande di tutti gli amori, quanta malvagità incontra il suo cammino diamantato del più alto valore della Giustizia, quanto egoismo, quanta passività, quanta ingiustizia. Lui ... invisibile ma presente … nel gesto e nello sguardo puro di un bimbo ... nell’azione dei suoi missionari nel mondo ... nella lotta dei giusti contro le ingiustizie della nostra società ... nel verbo e nell’esempio del Suo Calice vivente in missione sulla terra … scruta in profondità il cuore degli uomini, giudicando il loro operato.
Il giudizio è in atto.

Il mandato dei 1260 giorni di missione in America latina è stato compiuto. La missione della voce che grida nel deserto nella nuova Galilea dei Gentili è stata portata a termine con grande successo. Tante anime chiamate sono state risvegliate, numerosi gruppi operativi si sono realizzati, punti di riferimento per i chiamati che ancora dovranno arrivare, fari di luce operante nella nuova tappa che da oggi vede un nuovo inizio. La stessa missione, gli stessi compiti, ma con una responsabilità maggiore, non più solo esecutivi, ma anche propositivi, direttivi. Oggi, per coloro che accettano di affrontare e portare a termine questa nuova ed ultima fase, la più difficile, la più delicata, quella che richiede l’impegno di tutta la vita, la missione diviene anche la loro. Seguire e servire la missione affidata allo stigmatizzato Giorgio Bongiovanni dovrà significare seguire e servire anche quella che è divenuta la propria missione, solo così potremo avere la forza e il coraggio di andare fino in fondo, superando gli ostacoli e le difficoltà che incontreremo nel cammino. Non più una luce riflessa, dovremo quindi essere, ma una luce propria, che illumina di passione d'amore e sete di giustizia il mondo.
Il tempo è venuto.
Come soldati prepariamoci a combattere l’ultima battaglia.
Soldati del Cristo, guerrieri della Luce avanti!
Affiliamo le armi della determinazione, della disponibilità, del coraggio, della passione, della volontà, della fede, della certezza dell'obiettivo da raggiungere e come una forza unica concentriamoci affinché l’arco sia ben teso e la freccia possa essere scagliata con tutta la sua potenza contro quella forza anticristica che tiene soggiogato il mondo.
L’unione delle nostre forze, degli uomini di buona volontà, sarà l’arma vincente che accompagnerà il cammino dei due testimoni fino alla gloria del Cristo, che aprirà la strada al Suo glorioso ritorno.

L’ultimo mese trascorso in America Latina è stato molto intenso. Giorgio come sempre spaventa chi gli sta al fianco per l'energia spesa continuamente nelle veramente innumerevoli attività.
Un successo la conferenza organizzata nella città di Nueva Helvecia dalla nostra sorella Carolina di Colonia Valdense, dal suo compagno, dalla sua famiglia e dai fratelli del luogo, nominata successivamente da Giorgio rappresentante della nuova arca che subito inizierà ad operare. Una conferenza che ha visto l’anteprima in lingua spagnola del nuovo video della storia di Giorgio Bongiovanni “Una lagrima del cielo” realizzato da Georges Almendras, Erika Pais e Sebastian Rodriguez e visto solamente in Brasile durante la presentazione di Giorgio nello scorso Congresso Ufologico. In una sala colma di persone il messaggio viene trasmesso ancora una volta a tante anime assetate di verità, alla presenza di gran parte dei fratelli dell'arca di Montevideo che hanno viaggiato insieme a Giorgio nel pulman che ci ha portati fino al grazioso, verde paesino di Nueva Helvecia.
Dopo pochi giorni abbiamo la grande gioia di ricevere nella nostra casa di Montevideo i nostri carissimi fratelli di Pordenone: il responsabile dell'associazione il Sicomoro, Domenico Santin, accompagnato dalla dolce Carla e dai suoi preziosissimi figli Luca ed Elisa. Staranno insieme a noi accompagnando Giorgio e sostenendo tutte le varie attività operative con grande sostegno e devozione, fino al rientro in Italia.
Il passo del testimone della Verità raggiunge in una nuova visitazione, questa volta accompagnato dal valoroso guerriero Domenico Santin, una terra in cui la corruzione e il degrado hanno portato il Paese allo sfacelo. Il Paraguay. Terra di povertà, degrado e corruzione, che oggi ha ritrovato una speranza con la elezione del nuovo presidente Fernando Lugo.
Piccole bandierine colorate dell'Italia e del Paraguay vengono agitate da tante manine gioiose, sono i bambini del comedor di Villeta “Virgen de Fatima” che felici accolgono Giorgio con canzoni festose nella loro casa. Un immagine che ricorda l'entrata di Gesù a Gerusalemme tra la folla che lo accoglieva con le palme. Isidro e Zulma, responsabili del comedor che accoglie oltre 100 bambini, mostrano a Giorgio tutte le migliorie fatte per rendere il luogo più accogliente possibile con la presenza di un piccolo dispensario medico che una volta al mese accoglie tanti bambini che necessitano di assistenza medica gratuita, grazie alle donazioni giunte dalla Funima International italiana e grazie alla Funima argentina. Qui, una volta al mese, la nostra sorella Carmen Recalde prestava il suo servizio da volontaria fino a pochi giorni fa, quando il Cielo l'ha chiamata a se. Un altra sorella ci lascia per andare a svolgere la propria opera in altre dimensioni ma sempre insieme a noi nella ultima fase di questa sublime missione che prepara il secondo avvento del Cristo. Pochi giorni prima avevamo appreso la notizia della dipartita di un'altra nostra cara sorella del Messico, Irma, antica amica di Eugenio Siragusa.
I quattro giorni trascorsi in Paraguay sono intensi, fitti di appuntamenti e incontri con i fratelli. Omar e Hilda Cristaldo e Chantal Hulin e Osmar Cantero hanno organizzato insieme a tutti i collaboratori dell'arca tutte le varie attività. Trasmissioni radio, televisive, conferenze vedono Giorgio impegnato in questi giorni speciali. Un episodio importante accaduto durante la sua presenza davanti agli schermi dell'emittente televisiva Canal 4 ci colpisce tanto. Mentre rispondeva alle domande della presentatrice, Giorgio viene interrotto per dare la parola, in diretta, al presidente Lugo che annuncia la nomina dei suoi nuovi Ministri di Stato appena eletti, tra cui il Ministro dell'Interno Rafael Filizzola che aveva partecipato ad una conferenza antimafia insieme a Giorgio durante la presentazione della rivista Punto Rojo, giornale di denuncia dell'Associazione Justicia y Verdad. Sicuramente un grande segno, comprensibile per chi sa cogliere  i messaggi che dal cielo vengono a noi inviati nei modi più semplici. Giorgio visita i luoghi in cui opera l'associazione Justicia y Verdad, il dispensario medico che accoglie circa 1500 bambini insieme al merendero situato poco distante, nel centro di Asuncion, che garantiscono loro cibo e visite mediche gratuiti. E poi l'incontro con i giovani presso la casa famiglia “Hogar desde la Luz”, dove Chantal insieme al suo sposo Osmar e alla loro piccola Puqui hanno in affidamento in questo momento sei bambini strappati alla strada e riportati a vivere una vita degna di essere vissuta. Sebbene sia difficile cancellare i gravissimi crimini perpetuati a questi pargoletti del Cielo Chantal, insieme ai suoi collaboratori impegna tutto il suo amore e tutte le sue risorse per offrire a questi bambini una vita vera portando avanti a questo scopo il progetto “Madre Terra” che ha come obiettivo quello di allontanare i bambini e i giovani dalla squallida vita nelle strade della città che richiama continuamente questi innocenti al desiderio di una vita senza regole, dandogli l'alternativa di una vita a contatto con la bellezza, l'equilibrio e la salubrità della natura e degli animali e offrendogli una educazione basata sui Valori Universali. Un progetto che potrà essere realizzato grazie alle donazioni e all'aiuto dei volontari come il caro Giampiero, giunto dall'Italia, che ha modo di conoscere Giorgio proprio in Paraguay dopo un mese di permanenza dedicata al sostegno delle attività dell'associazione. L'incontro con i giovani, quindi, in questo luogo  benedetto da Dio. I giovani che con la loro poesia, con la passione d'amore esprimono il loro grande valore a Colui che porta il segno del più grande Maestro, Gesù Cristo. I giovani … la forza del domani … la certezza del futuro … i diamanti della nostra vita. Durante la conferenza pubblica la voce che grida nel deserto ha denunciato, accusando il potere, la gravissima situazione in cui versa il Paese che colpisce, purtroppo, soprattutto i giovani e i bambini costretti troppo spesso alla prostituzione, alla fame e a ogni genere di violenza psicofisicaspirituale. E il verbo si fa parola ancora una volta dando speranza, offrendo la Verità, annunciando il ritorno di Colui che porterà la Giustizia sulla terra.
Il rientro di Giorgio a Montevideo ci inonda di tutta la vibrazione dei nostri amati fratelli di quella fetta di terra chiamata Paraguay, e nuovamente l'uragano inonda la redazione di “Un punto en el infinito” ... e non solo ... trasmissioni radio, riunioni con le varie redazioni, associazioni, italiana compresa... tra le altre cose partecipa ad una conferenza contro il nucleare organizzata nei locali della nostra associazione dove sono presenti diversi esperti che approfondiranno lo scottante tema.
L'ultimo fine settimana di permanenza in Uruguay, con la conferenza organizzata nella città di Fray Bentos, si concludono i viaggi di Giorgio in questa terra benedetta. Il 24 di giugno un altro importante appuntamento chiude, insieme alla riunione dell'arca indetta per il giorno seguente questa ultima tappa. Raul Bagatello arriva a Montevideo per l'occasione insieme a Gaby, ci rechiamo alla mensa per l'inaugurazione del nuovo locale del comedor “Un rayo de Luz”. Il locale molto più grande di quello precedente è in grado di ospitare adesso tutti i bambini durante il momento della merenda-cena. Le pareti dipinte di un delicato celeste e la parte superiore di un bianco limpido sono adornate da tantissimi palloncini colorati. I due grandi tavoli con tovaglie, piatti, bicchieri, tovaglioli e posate coloratissimi rendono vivo e festoso l'ambiente. I bambini iniziano ad entrare ... i piccoli occhi ammirano stupiti tutto ciò che li circonda, i dentini bianchi risaltano nel sorriso felice di tutti loro ... L'emozione è forte e le lacrime rigano i nostri visi … ci abbracciamo ai fratelli dell'arca felici e soddisfatti per il risultato ottenuto. La nostra Soledad intanto riprende l'evento …. Giorgio saluta attraverso l'occhio della telecamera la Funima International italiana, in particolare suo figlio Giovanni, ringraziando i responsabili della mensa, Elena, suo marito Ariel e la loro figlia Liliana, per il loro grande spirito altruistico, tutti i fratelli che hanno lavorato per la costruzione del comedor in particolare Ignacio, il nostro Chacho, che ha lavorato ininterrottamente tra gli uffici della nostra casa e la mensa, instancabilmente, l'abbraccio ad Alicia che Raul e Giorgio nominano rappresentante della Funima e che si affiancherà agli altri due responsabili Ignacio e Soledad. Tanti applausi, uno speciale per Antonio, anche lui recentemente dipartito al Cielo, che la sua compagna Alicia ricorda con grande emozione raccontando la gioia che lo ha accompagnato fino all'ultimo momento, quella  di poter sostenere una causa tanto nobile come quella della Funima. E ovviamente l'applauso per Raul al quale Domenico dona una statuetta della Madonnina di Medjugorie regalata da tutto il gruppo di Pordenone, che lui decide di lasciare nel comedor “Affinchè possa proteggere non i piccoli, che sono già protetti, ma i grandi che devono stare uniti”.
Appendiamo infine un quadro della Madonna che sembra proteggere i bimbi con i raggi di luce che irradiano le Sue mani, sulla parete dove tutti i bimbi si siedono per consumare il pasto quotidiano. Giorgio felice per aver ottenuto gli aiuti da lui direttamente richiesti, in tempi brevissimi, guarda i bambini che numerosi entrano in fila e si siedono composti mentre scherzano, ridono e si ammirano nel grande poster della Funima Uruguay appeso sulla parete che ritrae tutti loro in una bellissima foto. Dopo la cena arriva il momento dei festeggiamenti. Grandi torte vengono messe sul tavolo, le luci si spengono, i fiammeggianti iniziano a fare tante bellissime  scintille e tutti insieme si canta la canzone degli auguri perchè oggi vogliamo festeggiare anche la festa di compleanno di tutti i bambini, con la finale distribuzione di caramelle per tutti.
La riunione dell'arca chiude questa tappa della missione dei 1260 giorni. Emozione per il profondo sentimento che tutti i componenti dell'arca nutrono per Giorgio, gioia per la conclusione soddisfacente di questa importante tappa, tristezza per la consapevolezza che ora la presenza fisica di Giorgio sarà meno intensa ma con la coscienza che ora ognuno ha una maggiore responsabilità perchè dovrà imitarlo nella prosecuzione di un opera che non si ferma ma che anzi è solo all'inizio.
Vi ricordo” dice Giorgio “di seguire sempre tutte le informazioni che vi invio, di dedicare almeno due ore alla settimana per leggere i messaggi che dal 2004 ho ricevuto fino ad oggi perchè vi prepareranno ad affrontare i prossimi eventi. Siate accorti ad una cosa in particolare molto pericolosa: la stanchezza spirituale. Erika in particolare sarà il mio punto di riferimento qui in Uruguay e a seguire tutti i responsabili ... Siate sempre pronti perchè il ritorno del Cristo è prossimo ... Un giorno Lui scenderà dal Cielo insieme ai Suoi Angeli accompagnati dalle loro bellissime astronavi, da una di queste, una incantevole, immensa astronave a forma di Pavone, la SHA, si manifesterà il Maestro dei Maestri, affiancato dalla PAX e da AQUILA, degli Arcangeli solari. Queste grandi navi spaziali sostano fuori dal nostro sistema solare e sono formate da tante astronavi più piccole che come un puzzle formano l'astronave madre. Quando discenderanno sulla terra, immediatamente tutti gli apparati militari saranno neutralizzati.  In quel momento milioni di persone saranno già morte a causa delle catastrofi naturali e delle guerre. Il Cristo aprirà le porte dimensionali perché il giudizio sarà pubblico, poi inizierà a parlare. Lui sarà il giudice del popolo, Lui, il Monarca Universale”.
I saluti, gli abbracci ai fratelli dell'arca, ai fratelli e collaboratori che hanno lavorato negli uffici della casa in questi tre anni insieme a Giorgio come in una grande famiglia, ad Almendras, a Erika, al piccolo e tenerissimo Giorgio David ... tutti ci lasciano la loro presenza nel cuore che Giorgio e tutti noi porteremo sempre dentro. Fratelli che continueranno ad essere il suo braccio, il suo occhio, la sua presenza costante  in terra di Uruguay, e il punto di riferimento per tutta l'America Latina.
E siamo nuovamente in Argentina. È tutto pronto per il Congresso del FICI di Pedro Romaniuk dedicato alla conclusione dei 1260 giorni. Il freddo è veramente pungente soprattutto la mattina, poi il Padre Sole ci viene in soccorso illuminando e riscaldando la giornata. Immersi nella campagna alla periferia di Buenos Aires, nella tenuta di Don Pedro Romaniuk possiamo respirare la fresca aria invernale in mezzo al verde, visionando gli stand organizzati con grande precisione e con vera passione da Juan Josè, Veronica, tutto il gruppo operativo e con la partecipazione della Funima. Don Pedro ci permette anche di poter entrare nella grande piramide, da lui stesso costruita ad imitazione della piramide di Cheope, dove l'energia all'interno del percorso creato perpendicolarmente al vertice della piramide, illuminato da differenti luci colorate è forte. Le immagini del Maestro Gesù e della Vergine Maria circondano l'interno. La conferenza ha inizio all'interno della sala anch'essa circondata dalle bellissime immagini del Maestro dei Maestri e dell'incantevole Sua Madre Miriam, che rendono il luogo impregnato della Loro presenza. Un forte odore di incenso si espande per tutta la sala. Don Pedro Romaniuk apre il Congresso parlando della gravissima situazione mondiale, dei tempi che annunciano il ritorno del Cristo e di un nuovo mondo che sta per iniziare, presentando  immediatamente Giorgio “Grazie Giorgio. Che Dio ti benedica! Parla ai tuoi fratelli che aspettano di sentirti”. Giorgio, unto dal Padre e dal Figlio, dopo una nuova sanguinazione dalle stigmate, presenta, salutando tutti i presenti, il Congresso, ringraziando il padrone di casa: “Don Pedro tanti anni fa comunicava con Eugenio, questi due uomini soli annunciavano gli eventi che oggi si stanno manifestando e a quel tempo venivano presi per pazzi. Noi raccogliamo i semi del loro lavoro. È un onore per me stare qui e partecipare a questo Congresso”. I rappresentanti delle arche nei diversi Paesi dell'America Latina si susseguono nelle loro relazioni in conclusione di questa fase operativa, ognuno mostrando e relazionando i risultati ottenuti e ciascuno ringraziando Giorgio per aver risvegliato il loro spirito e aver ispirato il loro ruolo all'interno della grande missione dei due Giovanni. Juan Alberto Rambaldo e Raul Bagatello per l'Argentina, Chantal Hulin e Omar Cristaldo per il Paraguay, Georges Almendras per l'Uruguay e Luis Ayala per il Cile. La testimonianza dei nuovi apostoli di questo tempo e i video proiettati hanno un forte impatto nei nostri spiriti che non possono frenare le lacrime. Le immagini realizzate dall'associazione “Justicia y Verdad” e “Dal cielo a la tierra” ci provocano un’esplosione di gioia per la serietà e il grande lavoro realizzato soprattutto a beneficio dei bambini e dei giovani e nello stesso tempo un pugno nello stomaco e un impeto di forte rabbia per i gravissimi delitti che ancora vengono perpetuati contro gli innocenti. Due associazioni che hanno lavorato insieme per il raggiungimento degli stessi obiettivi, uno impegnato nella denuncia delle gravissime ingiustizie sociali e nell'aiuto ai bambini, tentando di togliere questi fanciulli dalla strada  in balia alle violenze, alla perversità e all'indifferenza degli adulti e dei governanti del Paese, l'altro nella diffusione del messaggio, nell'aiuto ai bambini, nelle conferenze pubbliche dove la presenza di tanti, tantissimi giovani è l'obiettivo pienamente raggiunto.
Lacrime, tanta commozione e tanta ammirazione per questi servi del Cristo, per questi spiriti fedeli al testimone della Verità che non ha potuto trattenere le lacrime in diversi momenti della manifestazione. Il nostro caro fratello Luis Ayala venuto come rappresentante del Cile, prende la parola con una umiltà, una devozione, una purezza di spirito che ci commuove tutti: “Chi è Giorgio?” Ci dice: “Il suo messaggio attraversa l'Oceano, attraversa l'Argentina, il Cile, attraversa il mondo intero. Mi sento solo un bambino. Chi è Giorgio? Volevo leggervi un messaggio rivelato dalla Madonna durante una Sua apparizione”, Luis legge il messaggio dato dalla Celeste Madre durante un’apparizione in Cile negli anni ’80, al famoso veggente Miguel Angel Poblete, dove parla di un Angelo che sarebbe venuto sulla terra per annunciare gli ultimi tempi. “Chi è Giorgio?” Continua il nostro carissimo fratello cileno: “E' un Angelo che è sceso dal Cielo e sta predicando agli uomini la Verità. Un abbraccio dalla terra del Cile” esclama emozionato, ritornando nuovamente al suo posto.
Don Pedro, un uomo anziano fisicamente, ma giovane e pieno di grande energia nello spirito, riprende la parola spiegando in una relazione dettagliata e anche commovente il manifestarsi delle profezie che vedono la loro attuazione nel presente e nel prossimo futuro. Il suo parlare con serietà, con ironia, con quella forma forte, piena di quel valore della giustizia e del timor di Dio che sembra scomparso dalla nostra umanità, ci ricorda tanto Eugenio Siragusa con quella forte vibrazione che sapeva dare a chi lo ascoltava. Giorgio lo segue con attenzione, annuendo spesso con la testa, sorridendo a volte per le sue esclamazioni che gli ricordano l'essere più amato della sua vita, il suo padre spirituale. E anche il congresso giunge al termine. Juan Alberto e Raul Bagatello chiamano Giorgio sul palco consegnandogli una medaglia d'oro con la scritta: “1260 - Arca di Argentina”, attraverso la quale desiderano esprimere tutto l'amore e il senso di gratitudine ad un uomo e a un messaggero che con il suo sacrificio e il suo esempio di donazione ha fondato e seguito passo passo tutta la grande opera del Sud America, dal Messico all'Uruguay. Giorgio felice chiama tutti i rappresentanti sul palco per una foto che rimarra nella storia della nostra opera.
Baci, abbracci, tanta gioia e consapevolezza che un tempo è terminato ma che un altro è appena iniziato, ancora più intenso e difficile, dove ci verrà chiesta tutta la concentrazione, tutta la passione, tutto noi stessi, per giungere al traguardo.
È domenica, ancora reduci dalle grandi emozioni del giorno prima ci ritroviamo tutti insieme in una sala dell'Hotel Bauen per l'ultima riunione con le arche formate da coloro che operano all'interno delle associazioni “Dal Cielo alla terra” e “Funima”, due parti della stessa medaglia che è l'opera.
“Il Cielo oggi mi ha detto che abbiamo compiuto la missione dei 1260 giorni” inizia Giorgio “dovete essere felici! Lasciate indietro tutto, le incomprensioni, i dubbi, le tristezze perchè pur riconoscendo le nostre debolezze umane, una forza più grande ha vinto la nostra miseria e ci ha permesso di compiere la missione. Nessuno, nessuno, neanche coloro che sono seduti a questo tavolo è stato esentato dalle sue proprie tentazioni, conflitti interiori, stanchezza spirituale ma fino ad oggi continuiamo in questo cammino. Vi assicuro che il Cristo è contento del nostro piccolo lavoro. La fine di una tappa e l'inizio di un altra, questo festeggiamo oggi. La nostra unione è l'unica cosa che ci può permettere di arrivare fino alla fine. Quando si fa un campionato che si conclude con un buon risultato si festeggia, viene alzata la coppa della vittoria. In questi giorni il mio spirito si sente così. Oramai manca poco tempo fratelli. La seconda venuta del nostro amato Maestro è prossima. Il liberatore, il Messia che ci toglierà dalla schiavitù e libererà il mondo facendo giustizia, ristabilendo l'ordine, l'armonia, la pace, l'amore, l'equilibrio. Tutte le mattine quando alziamo la testa e vediamo il Padre Sole sorgere da Oriente ricordiamoci che quello potrebbe essere il giorno promesso. Con questa attesa e devozione seguiamo cercando di compiere il mandato che ci è stato affidato.
Oggi inizia un altra tappa che vi posso definire in una parola: Resistenza. Tutti siamo chiamati a resistere, resistere, resistere. Non una resistenza vissuta con il tormento, però, ma con amore, gioia di esistere, con tutto ciò che abbiamo appreso e che abbiamo realizzato che ci permettono di affrontare questa  battaglia che in realtà è una vera e propria guerra. È la tappa più difficile ma se resisterete il premio sarà l'elezione per voi e per i vostri figli. Sarete eletti per godere di un nuovo regno, di una civiltà migliore, questa è la motivazione della vostra incarnazione in questo tempo e del fatto che siete qui.
Ma una tappa è terminata e per questo vi dico: da oggi voi siete liberi. Da domani potrete lasciare questo cammino e seguire un altra causa giusta. Le Potenze Celesti che vi parlano vi dicono che potrete eleggere un nuovo cammino, ciò che è importante è che serviate una causa a favore della vita. Se lasciate invece questa opera e ritornate ad  una vita che non vi permette di servire una causa giusta, Cristica, sarà un vero tradimento, ma non nei miei confronti, nei confronti di voi stessi perchè significherà che non desiderate un mondo migliore. Non avete tempo per meditare e decidere, il nostro lavoro non si può fermare, la decisione deve essere presa subito. È molto importante ciò che vi sto dicendo.
Mi sento molto riconoscente verso tutti voi e anche verso coloro che hanno lasciato il cammino perchè anche se sono stati fermati dalla loro stessa miseria hanno dato comunque un loro contributo per il compimento di questa parte della missione.
La prossima tappa dovrò compierla in Sicilia ma le Potenze Celesti mi hanno detto che il Calice Vivente della Comunione Cristica sarà presente anche qui in America Latina fino al momento in cui gli eventi finali dell'apocalisse si compiranno. Come già vi ho detto altre volte, ricordatevi che dovrete continuare ad annunciare il ritorno del Cristo e continuare la vostra opera anche quando ci saranno guerre, catastrofi, disperazione, perchè voi sarete strumenti di risveglio per le anime che potranno salvarsi. Non forzate le persone che conoscono e non desiderano più seguire ma concentratevi su coloro che non conoscono e hanno bisogno di sapere. Non mi stancherò mai di dirvi che l'unione tra di voi è la cosa più importante, per quanto a volte possano esserci difficoltà, l'unione vince sempre alla visione unica della vita. La vita non ti apre le porte quando sei solo. Anche il Cristo, che era il Cristo, ha operato insieme a 12 apostoli e 72 discepoli.
Concludo dicendovi che tutti i responsabili delle varie attività sono confermati, la mia segreteria personale è confermata con le persone di Maria Josè in Italia, Erika e Anubis a Montevideo, oppure Sonia. Ricordatevi che il mezzo più importante di comunicazione tra me e tutti voi è il sito internet che Setun Shenar ha definito una Loro finestra sul mondo. Quando mi troverò nelle condizioni di non poter più viaggiare per gli eventi che si manifesteranno tutto il lavoro sarà concentrato lì. Già da questo momento vi parlo e vi trasmetto ciò che il Cielo mi dice, e vi comunico tutti gli avvenimenti più importanti  che avvengono nel mondo. State sempre pronti al fatto che in qualsiasi momento potrei non esserci più, fisicamente, e allora voi dovrete prendere il mio posto.
Ci vedremo sicuramente il 2 e 3 ottobre a Rosario per il Congresso Antimafia dove sarà presente dall'Italia l'europarlamentare Giulietto Chiesa e il deputato Giuseppe Lumia. Chiedo a tutti voi di essere presenti per la grande importanza dell'evento perchè vi renderete conto cosa significa l'attacco contro l'anticristo”.
Giorgio conclude il suo discorso passando la parola ai rappresentanti seduti al suo fianco. Raul Bagatello che richiama i fratelli a vivere l'unione interiormente tra di loro prima che esteriormente ed esortandoli a migliorare il valore della comunicazione; George Almendras che parla dell'importanza di mettere in pratica gli insegnamenti attraverso l'aiuto verso il prossimo e infine il nostro papà spirituale, il saggio Juan Alberto “Se vogliamo proseguire in questa missione, se veramente vogliamo essere soldati della Luce, e non so se riusciremo ad esserlo, ma almeno ci avremo tentato, non è sufficiente fare del bene, dobbiamo dare tutto, fino all’ultimo. Poi vorrei dire riallacciandomi al discorso di Raul che l'unione deve essere spirituale, quella che viene vissuta anche a migliaia di chilometri di distanza. Essere vicini non vuol dire stare uniti. Io spero che tra di noi ci sia un unione vera, spero che l'uno sia parte dell'altro. Il resto è effimero. Il vincolo è eterno”.
Successivamente ad alcune domane alle quali Giorgio risponde, viene letto dal nostro fratello Juan Antonio uno scritto dedicato a Giorgio, molto toccante, e un'altro dalla nostra carissima Soledad Lugones di Buenos Aires, attraverso i quali gli trasmettono tutto l'amore e il senso di gratitudine per aver risvegliato i loro spiriti e averli condotti più vicini al Cristo. Un grande applauso. Le parole di Domenico di Pordenone che con la forza e la passione di un vero sindacalista, qual'era nel passato, spinge con grande impeto a rimboccarsi le maniche e ad andare avanti. Un‘immagine della Madonna di Gerusalemme dedicata a tutti i fratelli di tutte le arche in segno di protezione custodita dal nostro Juan Alberto, la presenza della nostra Madre Miriam forte in mezzo a noi e le ultime parole di Giorgio: “Che Dio vi accompagni! Vi amo”.

1260 giorni di lacrime e sorrisi, di prove e consolazioni, di tristezza e gioia, vissuti al servizio di una grande opera che il Calice Vivente della Comunione Cristica, l’Uomo vestito di sacco, il testimone della Verità del tempo di tutti i tempi porta avanti con il sigillo del segno delle stigmate risvegliando le anime dei chiamati che, se vorranno, potranno essere eletti il giorno del glorioso ritorno del Figlio dell'Uomo cristificato.
1260 giorni di missione in America Latina.
1260 giorni di missione vissuta nel medesimo tempo dai fratelli delle arche d'Italia, della Spagna, e del mondo che hanno proseguito il loro cammino con impegno e spirito di abnegazione ad imitazione di un vero servo di Dio quale è Giorgio Bongiovanni e degli insegnamenti che dalle Potenze Celesti giungono fino a noi.
Forza dunque! Prendiamoci per mano, apriamo il cuore, espandendo ai nostri fratelli che ci stanno accanto e a quelli che ancora devono arrivare, la nostra luce, tenendo le mani salde nell'aratro, nell'attesa che da una di quelle fantastiche astronavi scenda il più grande di tutti i Re, il più grande di tutti i profeti, il più grande di tutti gli uomini, il più grande di tutti gli Angeli e di tutti gli Arcangeli: il Maestro dei Maestri Gesù il Cristo.

Con profonda devozione
Sonia Alea

Sant'Elpidio a Mare, 9 luglio 2008

VIAGGIO CONFERENZA A FRAY BENTOS (URUGUAY)

Fiori, sorrisi, abbracci, cuori sensibili, delicatezza, accolgono l'arrivo di Giorgio Bongiovanni nella città di Fray Bentos, in Uruguay al confine con l'Argentina. Una piccola arca che ha contato sulle proprie forze vista la lontananza dalla Capitale e dal resto delle città dove vi sono gli altri nostri centri operativi ma che è stata sempre in contatto con l'associazione madre “Un punto en el infinito”. Questa volta sono tutti lì ad aspettare Giorgio, da quasi tutte le arche presenti in Uruguay, Colonia, Maldonado, compresa tutta l'arca di Montevideo che ha viaggiato nel pulman insieme a lui, a Domenico Santin, Carla, Luca ed Elisa che lo hanno accompagnato. Presenti anche Raul Bagatello e Gaby insieme a Ines Lepori e ad alcuni fratelli di Rosario che verranno a Montevideo per l'inaugurazione del rinnovamento della nuova mensa “Un rayo de Luz” appena terminato.

È la seconda volta che Giorgio tiene una conferenza in questa città ma la prima in cui i nostri fratelli possono contare sulla sua presenza per “ben” due giorni. Ieri, sabato, in una intima riunione con l'arca i nostri fratelli e amici di Fray Bentos hanno potuto godere appieno della sua presenza rivolgendogli domande, scambiando con lui i propri pensieri e semplicemente stando insieme. Momenti indimenticabili che terminano poi con una deliziosa cena consumata insieme nel sacro sentimento della Comunione.
Questa mattina il Cielo chiama Giorgio a vivere ancora una volta la passione della Croce, i nostri fratelli, con una compostezza, devozione, umiltà, semplicità tanto cari al Cristo Gesù, emozionano il cuore di Giorgio. L'anima dei chiamati del popolo uruguayo è un balsamo che allevia le sue ferite dandogli la certezza di un futuro migliore.
La sua presenza nella emittente televisiva locale, Canal 12, richiama l'attenzione dei cittadini che partecipano numerosi alla conferenza che si terrà alle ore 18:00.
Oltre 500 persone riempiono il teatro Young dove, in seguito alla presentazione di Jean Georges Almendras e di Raul Bagatello, e al saluto della rappresentante dell'arca Teresita Sordi, è stato presentato il nuovo video “Una lagrima del cielo” diretto dallo stesso Almendras e visto in prima visione assoluta nella città di Colonia lo scorso otto giugno durante un'altra delle sue conferenze. Il video, veramente impattante, mostra il cuore dell'opera portata avanti fino ad oggi da Giorgio Bongiovanni con immagini che ritraggono una sintesi della sua importante e intensa missione. Come sempre il discorso di Giorgio chiude la serata, 45 minuti intrisi di concetti spirituali e indicazioni concrete sulla realtà dei nostri giorni, sui segni che quotidianamente si manifestano nel mondo, sui messaggi delle Potenze Celesti e sull'importanza di dedicarsi ad una causa, di operare quotidianamente e concretamente in favore della vita pensando al futuro dei propri figli, denunciando i valori anticristici che oramai, radicati capillarmente all'interno della nostra società, sono presenti in ogni campo della stessa, preparando le anime sensibili ai terribili eventi catastrofici che si abbatteranno sulla nostra umanità per mezzo delle forze della natura che lui chiama “I quattro Cavalieri dell'Apocalisse”. Una nuova campagna, questa volta contro il nucleare in Uruguay, è la nuova iniziativa lanciata da Giorgio con la raccolta di firme che verranno presentate al ministro dell'ambiente. Campagna che ha già avuto inizio con la nostra associazione “Un punto en el infinito” che ha organizzando tra l'altro conferenze mirate alla sensibilizzazione dei cittadini sul grave pericolo nucleare, come la conferenza tenuta presso la nostra sede di Montevideo lo scorso 18 giugno con la presenza di Giorgio e di vari esperti nel settore.
La seconda venuta del Cristo è, come sempre, il centro del messaggio che squarcia il cuore degli spiriti chiamati con una abbagliante luce che muterà il loro quotidiano vivere.
Una standing ovation abbraccia Giorgio che con il segno della Croce e il Padre Nostro chiude la conferenza anche in questa benedetta terra dove il messaggio ancora una volta è stato diffuso.

Con devozione
Sonia Alea
Montevideo (Uruguay), 22 giugno 2008