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rambaudi1di Marco Gaidino Rambaudi

Il Viaggio

Avevo bisogno di rigenerarmi e ho pensato di fare visita ai fratelli delle arche. Purtroppo non in tutte le arche dove ho chiesto c’era possibilità, ma ho trovato tutto quello di cui avevo bisogno nell’Arca Crotone, nella famiglia Riganello, Maria Noce e Rosanna Lucarelli.


Ho intrapreso questo viaggio per incontrare i maestri Yoga Eugenio Riganello e Licia Lucarelli. Venire a Crotone è stata una scelta improvvisata dettata dalla necessità di ritrovare il mio equilibrio psico-fisico e di riscoprire il mio cammino. La vita martellante di città, un lavoro complicato e frenetico mi hanno portato ad un punto morto con crisi d’ansia e problemi vari. Con una spinta di volontà mi sono deciso a cambiare aria e fare qualcosa di diverso dal consueto. La vita come la concepisce l’uomo odierno, fatta di lavoro, casa, automobile, doveri di ogni tipo, sempre sotto pressione, portano solo ad un binario morto, all’autodistruzione dell’individuo … è posso testimoniarlo io stesso.

Crotone. Bellissima città sulla costa ionica. Sole splendente anche a Novembre, mare caldo, brezza marina.
L’antica Kronton, importantissima città della Magna Grecia, in cui il filosofo e matematico greco Pitagora fondò intorno al 530 a.C. la sua Scuola Pitagorica che divenne poi famosa in tutta la penisola italica.
Oltre ai molti scavi e rovine archeologiche che ricordano questo periodo storico fiorente per la Calabria, esiste ancora una città, Bova, dove come dialetto si parla il greco antico.
Sono sempre stato legato alla Calabria e ai calabresi, non per origini di nascita, ma per amicizie con persone di questa terra, come ad esempio Salvatore Bova. Sicuramente ci saranno legami di vite passate che ci uniscono, ma vedo anche delle similitudini in alcune attitudini tra il popolo di questa terra e il popolo a cui io sono legato spiritualmente, cioè quello tedesco. Entrambi popoli fieri, testardi, impavidi. Mi rattrista vedere un grande popolo come quello tedesco, un popolo così fiero e combattivo che ha saputo tener testa all’impero romano e dar vita alla riforma protestante, soggiogato dalle catene del materialismo che ne offusca la mente. Il denaro, il lavoro materiale, il potere, l’accumulo di beni materiali hanno incatenato e addormentato il loro indomito spirito. Così come l’omertà, l’affarismo, la mafia e la materia nuovamente hanno reso schiavo questo indomito popolo calabrese.

Vera Comunione, fratellanza e armonia.

Arrivato in casa Riganello mi sono sentito subito a casa. Non importava chi io fossi, siamo tutti fratelli. Ho percepito subito il senso di comunione e fratellanza: non ero l’ospite da riverire ma un membro della famiglia che contribuisce in tutte le attività e in tutti i modi possibili, dall’accudire i bambini e portarli al parco, a lavare i piatti e far da mangiare fino a fare la spesa e aiutare al negozio. Mi sono immerso così nel Karma-Yoga, nell’azione e nel servizio che elevano lo spirito.
 
Pranzo e cena ci sedevamo a tavola e nella condivisione parlavamo delle cose della giornata. C’era sempre spazio per tutti, anche per altre persone, come ad esempio Carlo e sua figlia Pagi.

Tutti aiutavano tutti, tutti si prendevano cura dei bambini, pulivano, cucinavano, tutti erano disponibili. Non c’erano nè migliori nè peggiori. Ci si correggeva con forza e amore come in una grande famiglia. Se c’erano delle divergenze le si superava con la forza dell’amore e non con la sopraffazione del più autoritario. Se c’era un malinteso lo si superava con un gesto d’amore, un gesto che potesse rompere gli schemi di una vita frenetica. La routine ci indurisce e ci raffredda – come insegna il maestro Eugenio tramite l’azione – dobbiamo spezzare la routine e cambiare sempre noi stessi e i nostri programmi, essere versatili. Così manteniamo sempre la vibrazione alta e l’attenzione vigile e non cadiamo preda della staticità della materia. Lo spirito non è la nostra vita materiale, questa non è la nostra vera vita. Siamo costretti a lavorare, a faticare per due soldi per l’affitto, la macchina e il pane quotidiano, ma questa non è la vera vita … è solo ciò che ci impone questo sistema basato sul denaro. Se ci pieghiamo a questo dictat moriamo dentro e muore anche il nostro amore, cioè la forza che ci tiene in vita.

La Casa Pitagorica di Carlo

La domenica, due giorni dopo il mio arrivo, andiamo tutti alla casa di Carlo. Una persona straordinaria che ha molto da dare e insegnare. Ha vissuto molte esperienze nella sua vita incentrate sulla ricerca del Sé, rinunciando a tutte le cose di questo mondo. Carlo ci accoglie come fossimo a casa nostra, per lui non esiste la proprietà, tutto è di tutti, e la sua casa è sempre aperta alle persone di buona volontà. Assieme a lui, sua figlia Pagi, una bella ragazza dagli occhi azzurri e i capelli biondi mossi che gira il mondo e surfa sulle onde del mare sia in Italia che in Sudamerica.

La casa di Carlo è immersa nella natura con ulivi e piante di vario tipo… costruita secondo principi e geometrie pitagoriche e utilizzando materiali regalati, vanta un magnifico cortile interno esagonale a cielo aperto con un mosaico sul pavimento. Attorno al cortile si sviluppano le altre stanze, spaziose e ben soleggiate. Davanti alla casa uno stupendo terrazzino anch’esso adorno di un mosaico con figure pitagoriche.

In questa atmosfera spirituale di festa ci troviamo noi adulti assieme ai bambini – 4 questa volta. La casa è un luogo di ritrovo e ogni domenica tutti si ritrovano qui sotto il bellissimo sole della Calabria.

Dopo il pranzo, fatto con le verdure che coltiva Carlo e le cose che abbiamo portato noi, in un’atmosfera di piena fratellanza, andiamo in giardino dove sia adulti che bambini possono giocare. Infine, al calar del buio, ci rintaniamo in casa davanti al camino a suonare gli strumenti musicali che Carlo ha portato da varie parti del mondo dove ha viaggiato da giovane.

Qua i bambini sono liberi di giocare senza limiti e possono riprendersi dalla pesantezza della vita nella nostra società, fatta di pressanti regole che limitano il nostro spirito. Quelle stesse regole che Carlo ha bandito dalla sua vita, creandosi uno spazio a misura d’uomo, dove l’uomo può essere uomo, cioè dove l’uomo può essere l’essere divino come il Padre l’ha creato.

I Bambini: maestri e allievi

Durante il mio soggiorno presso la famiglia Riganello ho avuto il privilegio di essere attorniato da 3 bambini: i due gemellini Albino e Davide, e Sonia la figlia di Rosanna. Poter vivere in una casa con tanti bambini è stato bellissimo… i bambini creano un’atmosfera di gioia e addolciscono il cuore dei grandi che tornano a loro volta bambini. Ovviamente non è sempre tutto rosa e fiori, sono comunque bambini che vanno seguiti, aiutati, vestiti, bisogna tenergli compagnia, portali al parco o al corso di danza e canto… e come tutti i bambini ovviamente litigano tra loro, piangono, ecc.
Una peculiarità dei bambini, soprattutto dei gemellini, è quella di dire sempre la verità e di essere spontanei in ciò che fanno… sono puri, semplici.
Con la loro vivacità i bambini smuovono le energie, rompono le catene di una routine monotona, ma ci costringono anche a diventare maestri e guide noi stessi per il loro bene e la loro crescita.
Avere dei figli implica essere allievi e insegnanti allo stesso tempo. Hanno bisogno di noi per imparare come destreggiarsi nel mondo materiale, e noi abbiamo bisogno di loro per ritornare alla genuina semplicità dello spirito.
Karma-Yoga
Domenica pomeriggio mentre fuori piove, siamo riuniti a casa a guardare lo streaming di Giorgio in cui si parla di varie tematiche. Finito lo streaming inizia un discorso tra noi riguardo l’importanza dell’azione rispetto alle belle parole: Molto spesso si finisce a fare mille discorsi e spendere molte parole sulla teoria spirituale, quando invece bisognerebbe darsi completamente all’azione che ci crea la vera esperienza e il vero contatto con lo spirito. Ripetiamo gli stessi discorsi spirituali in accezioni diverse ma il succo è sempre quello. Solo l’Azione (il Karma-Yoga) ci fa evolvere e comprendere appieno! E qui a Crotone se ne respira tanto di Karma Yoga, tra i bambini, il negozio, i corsi al centro yoga e l’aiuto alle persone che tramite lo yoga e il Maestro Eugenio cercano uno spiraglio per uscire da situazioni difficili, oltre anche alle attività dell’Opera che l’Arca Crotone porta avanti e molto altro…

Il Karma-Yoga, quindi lo sforzo nell’azione, stimola anche la determinazione e accresce la volontà.

Lo Yoga come strumento

Parlando col maestro yoga Eugenio siamo passati alla tematica dell’utilità dello Yoga. Ogni persona – racconta Eugenio – ha bisogno di strumenti per rafforzarsi nel corpo, nella mente e nello spirito. Lo Yoga è uno di questi strumenti, uno strumento molto potente e molto antico. Noi, guerrieri dell’Opera abbiamo bisogno di questi strumenti. Erra chi pensa di andare in battaglia senza preparazione o strumenti che lo aiutino a ricaricarsi e a mettersi in contatto con il suo sé profondo. Le attività incalzano, sia quelle della missione che quelle della vita, e se non siamo attrezzati per sopportarne il peso soccomberemo.

Lo Yoga – dice Eugenio – non è il fine, non è il punto d’arrivo, ma è lo strumento per adempiere la missione che il Cielo ci affida.

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Centro Olistico Yogananda

Il Maestro Eugenio

Una vita, quella di Eugenio, tra lavoro al negozio, corsi al centro yoga, i bambini e le attività dell’Opera. Si corre sempre, ma lui riesce a incastrare tutte le attività quotidiane con maestria, rimanendo comunque a disposizione di chi, come me, ha bisogno. Sempre il primo nel servire gli altri, non si lamenta mai nonostante i dolori fisici e i problemi quotidiani. Sia lui che sua moglie Licia vanno sempre avanti anche quando sono attaccati dalla cattiveria o dall’invidia della gente che non capisce il loro operato. Operare insegnando lo yoga, aiutando la gente che viene al centro, aiutando i bambini a scuola – come fa Licia – e parlando di Cristo e di Antimafia in una terra difficile come la Calabria non è semplice, una terra dove le persone sono chiuse e dove la ‘Ndrangheta regna sovrana.

Proprio la bellissima scuola di yoga di Eugenio e Licia è un centro che dona sollievo e propone un’alternativa alle persone che necessitano di aiuto e soprattutto che vogliono cambiare. Tra gli allievi del centro ci sono ragazzi, famiglie ed anche militari delle forze dell’ordine.

Ogni volta che andiamo e torniamo in macchina dal corso yoga – dopo un’intensa giornata di Karma-Yoga tra bambini, negozio, centro yoga ed altre attività – ci ritroviamo a parlare con Eugenio di varie tematiche tra cui aneddoti della sua vita e le sue esperienze mistiche. Mi racconta dei suoi viaggi in India, del suo viaggio sulle catene montuose dell’Himalaya dove, quando arrivò, lo accolsero gli eremiti del luogo che chiamandolo maestro lo invitarono a restare lì con loro e lui stupito non sapeva cosa dire e chiedeva ai traduttori di spiegargli cosa quegli eremiti dicessero! E lui, nella sua umiltà, pensava: «ma come è possibile… “io maestro!?”… sono solo un poveraccio con un negozio in Calabria…».
 
Eugenio mi racconta di come lui quando fa meditazione riesce subito a connettersi e andare negli altri mondi dove a volte si incontra con Giorgio in un abbraccio fraterno.
 
Anche Licia mi racconta di una vita passata di Eugenio al fianco di Gesù e di altre esperienze di questa vita, come quando addormentatosi alla guida si ricordò solo di esser stato portato fino a casa da un “cocchio” e di essersi poi risvegliato.

A Cena, sia Eugenio che Licia mi raccontano di quando Eugenio, solo in casa, cadde per terra sbattendo il naso in una pozza di sangue e delle forze lo portarono nella vasca, lo lavarono e lo misero a letto. Quella stessa notte apparvero sul suo corpo le stigmate ed Eugenio chiamò Giorgio per dirglielo e Giorgio per ricordargli che bisogna essere sempre umili gli disse: “tutti abbiamo le stigmate”.

Una vita, quella di Eugenio, tra Oriente e occidente, maestro di saperi antichi portati fin qui nell’era moderna attraverso tante vite. La sua vita e il suo operato sono guidati dallo spirito del grande maestro indiano Yogananda: Yogananda è tanto presente nella vita di Eugenio da aver dato segni reali della sua presenza a lui e alla sua famiglia. Anche in casa sua e nel suo “tempio” (cioè la stanza dell’appartamento dove Eugenio fa le pratiche yoga la mattina) si respira un’energia particolare, molto spirituale. Il maestro Yogananda riconosceva nel Cristo un grande maestro venuto per il bene dell’umanità, allo stesso modo Eugenio riconosce e segue Giorgio quale maestro e messaggero della seconda venuta di Cristo per il giudizio finale. Un Maestro che riconosce un altro Maestro fondendo le loro missioni in un'unica missione cristica… quale segno più grande, bello e forte di questo! Amen.

L’Ego spirituale

Veniamo invitati a Cena da amici di Eugenio e Licia. Con noi tutti i bambini che appena arrivati si mettono a giocare con i bambini della coppia e ravvivano l’atmosfera. Durante la cena, parlando con Eugenio e Licia, racconto che nel sito di Billy Meier c’è scritto lui sia l’Enoch degli ultimi tempi e che dopo una domanda a riguardo Giorgio mi disse che “Billy Meier ha tradito la sua missione con false foto e dichiarazioni assurde sulla clonazione, e anche atteggiamenti razzisti e anticristici. All'inizio il suo contato era reale ma poi è stato tentato dal denaro e dal fanatismo. Noi lo abbiamo conosciuto e abbiamo ospitato all’arca anche uno dei suoi figli che si chiama Matusalemme. un bravo ragazzo”. Eugenio quindi inizia a parlarmi dell’Ego spirituale, cioè dell’ego che può attanagliare una persona molto avanti con la conoscenza spirituale, come ad esempio un maestro spirituale. Eugenio mi racconta di come lui abbia visto molte persone evolute spiritualmente o addirittura maestri caduti preda di questo ego. E anche noi dobbiamo stare molto attenti a non pensare di essere arrivati o di sapere tutto. Quando arrivi all’apice – mi istruisce il maestro Eugenio – il modo per non cadere nell’ego spirituale è quello di tornare umili e di servire gli altri, e di abbassarsi al livello degli altri, di essere sempre disponibili per tutti, aiutare sempre senza riserve, come fece Gesù di Nazareth 2000 anni fa. Se ti dicono che sei un maestro e che sai tutto, nega e vai avanti con umiltà nel tuo cammino, non cadere nell’adulazione, non crogiolarti nelle parole di chi ti vuole mettere sul piedistallo ma continua nell’azione e nella tua missione.

Illuminazione tramite la sofferenza

Un pomeriggio tardi, mentre ci rechiamo al corso yoga, con Eugenio riprendiamo una tematica dello streaming di Giorgio: la sofferenza porta all’illuminazione. In questo mondo materiale, dove la materia è illusione, puoi raggiungere l’illuminazione, quindi lo spirito, solo nella sofferenza data dal sacrificio per l’aiuto al prossimo. L’agio, il benessere ti mantengono legato alla materia e alle sue illusioni.

Ricordandomi di quando lavoravo in Germania nella fondazione per disabili, mi viene in mente quanta sofferenza ma anche quanta illuminazione! Prendendo anche spunto da quel momento della mia vita mi rendo anche conto però che la nostra vita non deve essere solo sofferenza, ma ci devono essere anche momenti di gioia, cioè bisogna avere persone o situazioni che ci portano gioia, altrimenti troppa sofferenza ci fa cadere. Ci vuole un equilibrio tra le due cose: sofferenza (cioè sacrificio) e gioia.

Domenica Reiki: Dare e avere

rambaudi3Domenica 17 è dedicata all’iniziazione Reiki. C’è chi, come me, prende il primo livello e chi il secondo o il terzo. Si inizia presto al centro yoga siamo tutti interessati agli insegnamenti della giornata impartiti dalla preparatissima maestra yoga Licia Lucarelli e dall’iniziazione energetica del maestro Eugenio. Durante la spiegazione di Licia sui corpi sottili, i chakra e di come fare trattamenti energetici su noi stessi e sugli altri, il maestro Eugenio ci chiama ad uno ad uno per l’iniziazione Reiki. Questa iniziazione è stata per me il regalo di un fratello, di un maestro che mi ha anche insegnato che – per legge spirituale – quando ti viene dato qualcosa devi sempre dare qualcosa in cambio per non creare Karma, cioè uno squilibrio.
Il Reiki lavora con le forze universali, dove la persona si rende tramite di queste forze per ricaricare se stesso o gli altri. Dopo un pranzo leggero – per noi momento di Karma-Yoga – si torna a finire il corso con la consegna degli attestati, le dispense e la foto di gruppo. Dopo il corso i maestri yoga hanno invitato chi volesse a mangiar fuori con noi per concludere la giornata in comunione, per celebrare l’unione tra il maestro e i discepoli.

Fare Esperienza

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Nell’ultima giornata a Crotone prima del ritorno a Torino, mi trovo a passeggiare sul lungomare respirando aria fresca, con le onde del mare e il sole caldo sul volto. Chiamo Maria Noce, la fedele assistente di Eugenio e Licia, e ci mettiamo d’accordo per andare a vedere il parco archeologico di Capo Colonna, una penisola un tempo luogo di culto. Già nel percorso in macchina possiamo ammirare le bellissime colline a ridosso del mare che piano piano si ergono a formare un imponente scogliera. Parcheggiamo la macchina e entriamo nel parco. Visitiamo subito la chiesa del luogo eretta in onore della Madonna di Crotone, un’effigie della Madonna che gli ottomani tanti secoli fa bruciarono e buttarono a mare. Il quadro fu ritrovato intatto, ma il fuoco rese nero il manto della vergine, mentre il volto, le mani, Gesù bambino e il resto rimasero intatti.

A fianco della chiesa si trova una torre fortificata probabilmente dell’epoca di Carlo V, il cui castello si erge imponente nel centro di Crotone.

Passiamo finalmente a vedere i resti del tempio greco-romano. Tutta l’area della penisola era un luogo di culto nei tempi antichi … anche l’energia qui è diversa, più leggera ma anche più carica. Vediamo i basamenti di un colonnato e di una Domus, e in punta quasi a picco sulla scogliera la colonna di un enorme tempio dedicato alla dea Hera, moglie di Zeus. La vista qui è mozzafiato: immagino come sarebbe stato venire con una galea dal mare e vedere questo immenso tempio bianco in cima alla scogliera. Chissà quanti di noi sono stati sacerdoti o sacerdotesse in templi simili sparsi nel mediterraneo...

Intanto mentre io e Maria passeggiamo e conversiamo come facevano i pitagorici di un tempo, due enormi cani ci accompagnano e ci incitano ad accarezzarli, mettendoci la testa sotto la mano. La conversazione cade sul tema del fare esperienza: presi dalla vita quotidiana e dalle tante attività dell’Opera a volte ci troviamo ad un punto morto, ad un punto cioè dove capiamo di non sapere e non avere esperienza di vita vissuta. Pur rimanendo legati all’Opera e alle attività, dobbiamo essere aperti di mente e fare esperienza… l’esperienza ci permette di andare avanti e di non chiuderci a riccio in noi stessi e nelle nostre credenze. Inoltre l’esperienza cancella la paura di ciò che non conosciamo. Dobbiamo sì stare attenti, ma anche affrontare la vita e non aver paura né di persone né di cose né di fronte a nuove esperienze. Chi si chiude su se stesso rischia di esplodere, e crea un danno a sé, alla sua vita, ai fratelli e all’Opera stessa.

Ringraziamenti

Oltre alla famiglia Riganello, Eugenio e Licia e i loro bambini Albino e Davide, vorrei ringraziare Rosanna Lucarelli e sua figlia Sonia, Maria Noce, Savino Percoco, Carlo e Pagi Caporizzuto, e tutti i traduttori, sbobinatori e addetti al sito che si occupano del lavoro pesante, cioè quello di tradurre e mettere nel sito gli scritti di tutti noi chiacchieroni: Grazie a Maria José Lastra, Vanesa e Georgina Varini de Huertos, Carmen de Huertos, Ludovica Di Chiara. Ovviamente un Grazie anche a Giorgio Bongiovanni per la sua costante presenza tra noi che rende possibile questi incontri speciali.
Vorrei anche felicitarmi per la bella conferenza di Lamezia Terme organizzata da Domenico Muraca e i suoi collaboratori assieme all’Arca Crotone. Conferenza a cui purtroppo non ho potuto partecipare per impegni vari.

Un abbraccio in Cristo a tutti.
7 dicembre 2019

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