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marcorambaudiDi Marco Gaidino Rambaudi

Cosa ci rende uomini degni di questo nome? Questa è una domanda che in pochi si pongono in questo mondo materialista e superficiale. Troppe illusioni passeggere, prive di forza vitale, offuscano la mente dei molti. Ma cosa rimane di tutto questo quando la vita ci spoglia del superfluo, se non l’essenza di ciò che siamo dentro. I veri valori che perseguiamo – verità, giustizia, amore incondizionato – sono il vero motore del nostro essere: essi sono le nostre solide fondamenta che non possono cedere anche quando tutto il resto viene spazzato via. Verità, Giustizia, Amore Incondizionato sono la linfa dei nostri spiriti. Quando con l’azione personifichiamo questi valori, loro ci nutrono.

Questi ultimi tempi che stiamo vivendo ci chiamano a fare nostro soprattutto il senso di Giustizia. Il male in tutte le sue accezioni e l’indifferenza di un’umanità allo sbando, ci impongono una forte e chiara presa di coscienza: La nostra coscienza ci parla e se posiamo il nostro sguardo su di lei, ella poserà il suo forte e veritiero su di noi. Solo così, in simbiosi autentica con il nostro vero Sé, veniamo pervasi dalla Fiamma della Giustizia che accende i nostri umili spiriti. Il nostro maestro e fratello Giorgio è il motore di questo miracolo alchemico, grazie al suo instancabile lavoro per la giustizia tramite la lotta alla mafia e la lotta contro tutte le ingiustizie del mondo.

Ed è proprio qui, in Calabria, il 10 luglio 2020, che Giorgio Bongiovanni, il maestro oggi incarnato più grande sulla terra, ci ha chiamati con forza a raccolta per una grande battaglia: il sit-in a sostegno dei magistrati che lottano contro la mafia.

Da tutta Italia siamo venuti, anche dalla Svizzera, ognuno ha dato la sua testimonianza – le fiamme ardenti nei nostri plessi solari, in battaglia, diventano un tutt’uno, un'unica fiaccola di Giustizia.

Anche Sonia Bongiovanni leader del Movimento artistico giovanile OurVoice interviene con tutta la forza del suo spirito al grido: Non vogliamo la mafia! L’impeto dei giovani è come l’acqua di un fiume in piena che travolge tutto sul suo cammino.

Gli insegnamenti di Giorgio illuminano il nostro cammino, ci danno la direzione; solo seguendo lui possiamo rimanere sulla giusta strada senza perderci o sprecare tempo. Lui è il faro, Lui è la direzione del Cielo. Ciò che ci rende forti è l’umiltà nel seguire i suoi insegnamenti. Non è facile, non è sempre comprensibile con i parametri umani, però solo nell’ubbidienza troviamo la Via. Il Cielo agisce per vie non comprensibili alla terrena logica umana. Dobbiamo lasciarci guidare e ciò è possibile solo tramite l’ubbidienza.

Dopo il sit-in parto con il maestro Eugenio Riganello, sua moglie Licia Lucarelli e i fratelli dell’Arca Calabria. La nostra tappa è Lamezia Terme dove ci attende un incontro particolare. Il giorno seguente nel cortile del B&B si ritrova tutto il gruppo operativo di Giorgio e di Pier Giorgio, assieme a Flavio Ciucani. Il Cielo ha voluto ci fossi anche io. Mi accorgo che è un incontro speciale dove si parla del futuro della nostra amata e odiata Italia. Probabilmente l’incontro di oggi segnerà il futuro di coloro che lottano per questo paese e di tutti noi…

Il viaggio prosegue e ci ritroviamo nella tenuta del fratello Domenico che ci ospita fraternamente, come è consuetudine nelle terre del sud. Un bell’incontro tra fratelli e sorelle, sublimi emozioni e tanta gioia che disseta i nostri spiriti. Tra gli insegnamenti di Giorgio, Pier Giorgio e Flavio. Non possono mancare i bambini, energia pura divina, il magnifico regalo che il Signore ci fa per allietare le nostre vite.

Quante vite sono passate, quante esperienze in varie forme, paesi, lingue e culture. Discepoli di Cristo, crociati, massoni, vestali, templari, maestri spirituali, atlantidei. Ed ora ci troviamo qui, per l’ultima battaglia, quella più importante, uniti dal nostro Calice vivente della Comunione Cristica. In queste terre benedette da Dio e martoriate dall’uomo si svolge lo scontro finale a cui Giorgio da anni ci prepara.

Le giornate passano in fretta e mi ritrovo in ritiro spirituale a casa della famiglia Riganello – Eugenio, Licia e i loro bellissimi bambini. Stare con loro è un’esperienza mistica. Eugenio e Licia sono due persone veramente speciali, sono sempre disponibili per tutti i fratelli e non si risparmiano mai, e i gemellini portano una sferzata di energia nella loro vita. La loro casa è un santuario, lo si percepisce anche dall’energia. Il ritiro spirituale con una vibrazione così alta aiuta la pulizia del corpo e dello spirito. Fondamentale è anche il contatto con la natura, la nostra Madre Terra, che aiuta questo processo naturale di riequilibrio e purificazione a cui tutti dovremmo sottoporci. L’essere umano vive ormai scollegato dal suo habitat naturale, immerso nello stress e nell’inquinamento. Ci siamo dimenticati cosa vuol dire vivere in simbiosi ed armonia con la natura. Siamo talmente alienati da essa che la stiamo distruggendo per cose effimere come il denaro ed il possesso di beni materiali. Stiamo distruggendo l’ecosistema che ci nutre. Nella sua stupidità l’uomo ha raggiunto la follia.

Durante il ritiro in questo clima di gioia spirituale si uniscono a noi anche Giovanni Micale e la sua compagna Giovanna con i loro bambini. Ovviamente non poteva mancare anche l’instancabile e tenace Maria Noce, sorella sempre al fianco della famiglia Riganello e coordinatrice delle attività dell’Associazione Funima International Onlus in Calabria.

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Carichi di forza ci organizziamo per la missione successiva: l’altro importante evento antimafia di Catania il 27 di luglio. Con tutto l’arca calabrese partiamo per la nuova tappa. Suddivisi in varie macchine, mi ritrovo questa volta con i fratelli calabresi di OurVoice… l’entusiasmo e la gioia ci danno la grinta giusta per apportare il nostro contributo a questa importante causa in favore della giustizia!

Ciò che ci rende veri guerrieri non è solo la forza e la determinazione ma anche e soprattutto il discernimento. “Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque astuti come i serpenti e puri come le colombe” (Matteo 10,16). Noi lottiamo contro coloro che sono portatori di valori e di azioni in antitesi con ciò che ci insegna il Cristo: mafiosi, politici corrotti, giornalisti comprati, imprenditori venduti, magnati dell’economia e della finanza, multinazionali, guide religiose allo sbando. Essi personificano i valori del male – sete di potere, avidità di ricchezza, cinismo, violenza, dominio – e contro di loro si rivolge la nostra denuncia. Come ci insegna il maestro Giorgio.

Mentre tutte quelle situazioni sciocche di vita quotidiana che ci ostacolano sul nostro cammino di giustizia sono semplicemente degli impedimenti che vanno astutamente schivati o affrontati con ingegno: il battibecco col collega, il vicino di casa insidioso, l’attaccabrighe, il litigio in famiglia, l’atrito tra fratelli spirituali, ecc. Queste situazioni non sono il nostro nemico, sono semplicemente dei sassolini sul nostro cammino. Come insegna il maestro e fratello Eugenio e il fratello OurVoice di Catania Marcello Sciacca.

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giorgioepierLa cena della sera è il preludio alla comunione fraterna del giorno seguente. Nicolosi, paese ai piedi dell’Etna, ci accoglie. Partiamo per il ristorante La Nuova Quercia dove ci attende un incontro privato con tutti i fratelli. Prendono la parola Giorgio e Pier Giorgio e ci parlano del loro maestro Eugenio Siragusa. Intervengono anche Francesco Mazzacane coordinatore dell’Arca di Roma, Giovanni Micale coordinatore dell’Arca di Palermo, il ricercatore Marco Marsili, Giovanni Bongiovanni presidente di Funima International e Sonietta.

La sera ci attende la gita sul Monte Sona Manfrè, una vetta dell’Etna con un cratere sulla sommità. Qui gli extraterrestri si mostrarono al grande Eugenio Siragusa. Arriviamo al monte che è ormai buio. Giorgio ci fa da cicerone raccontandoci come avvenne l’incontro tra Eugenio e gli extraterrestri e Pier, come un attore, lo mette in scena. Giorgio chiede ai fratelli del cosmo di farsi vedere e ci invita a concentrarci. Ed Ecco, dopo un po’ di tempo, arrivare i segni tanto attesi: vari bagliori di luce nel cielo scuro, come saluti in codice, impreziositi da stelle cadenti!

Anche io mi aspettavo un segno, magari qualcosa di eclatante, allora mi metto in cammino sul sentiero che porta verso il cratere posto in cima al monte. Improvvisamente alcuni fratelli del posto si uniscono a me nel cammino – capisco che non è un caso. Arriviamo in cima, sul bordo del cratere, una strada larga circa 4 metri. Nel cratere la vegetazione rigogliosa copre la visuale. I fratelli che mi accompagnano mi spiegano che gli extraterrestri posarono il disco volante dentro il cratere e poi scesero a piedi fino alle pendici del Monte Sona per andare incontro ad Eugenio Siragusa. Questa bella gita con la spiegazione era il segno che chiedevo. Grazie fratelli dello spazio!

Gli esseri ci vengono sempre incontro e cercano di assecondarci nelle nostre richieste, se queste sono genuine e utili a noi stessi e agli altri. Molti fratelli spirituali hanno segni e avvistamenti, questi servono a risvegliarci e a spronarci all’azione. Una volta ricevuto l’input dobbiamo rimboccarci le maniche ed agire per cambiare questo mondo malato. Sia che vediamo le astronavi sia che non le vediamo, sappiamo comunque che loro esistono e per volere del Padre ci assistono costantemente nel nostro cammino.

Dopo questo lungo viaggio torniamo, il giorno seguente, a Lamezia da Domenico. L’unione tra i fratelli, il sentimento genuino, semplice e puro, la condivisione di quel poco che si ha, sono toccanti. I bambini giocano tra noi come raggi di luce, la loro gioia e purezza rapiscono i nostri cuori. Durante la bella serata ci soffermiamo su varie tematiche…

Come dobbiamo approcciarci alle persone più vicine a noi, come i nostri cari o amici, che non credono al messaggio di verità spirituale che portiamo? A questo proposito mi vengono in mente le parole di Giorgio: “se non avessi visto, nemmeno io avrei creduto”. Se pensiamo a queste parole capiamo subito che non possiamo giudicare o condannare chi non crede. Ognuno fa il suo percorso. C’è chi ha visto e quindi crede e c’è chi crede per fede perché ce l’ha dentro. Sublime l’esperienza di Giorgio col Cristo: «Quel giorno ho avuto una visione, ho pregato poi, mentre mi stavo alzando dal divano, ho visto un raggio di luce fisico scendere dal soffitto della mia casa, era come un raggio laser e da questo raggio di luce si è formata una persona, si è materializzata prima tutta luce. Vedevo solo la silhouette umana. Poi questa luce ha iniziato ad attenuarsi e si è formata una persona che aveva indosso un sacco di tela usato, una tunica, si vedevano le macchie di sudore, macchie di terra dove questo personaggio si appoggiava quando si coricava. E’ come se ce l’ho davanti in questo momento, era alto, più alto di me, 1 metro e 82cm circa, aveva i capelli lunghi, non lunghissimi, colore castano chiaro quasi rosso, gli occhi erano molto grandi e scuri. Un giovane bellissimo, palestinese, con la barba non molto lunga. Mi si è avvicinato scalzo prima levitando poi ha appoggiato i piedi per terra, ha fatto alcuni passi verso di me. Alcune cose mi hanno traumatizzato fisicamente: l’odore che emanava la Sua persona, quasi da svenire, di rosa essiccata e il fatto che vedevo un giovane virile, non scheletrico, non gracile, né effemminato, come ce lo fanno vedere nei film, ma un giovane forte. Io ho toccato il suo braccio, la sua spalla e ho toccato un uomo muscoloso, muscoli forti e mi ha meravigliato e aveva le stigmate nelle mani, nei piedi, non ho visto il costato perché aveva la tunica, non aveva la corona di spine. Le stigmate erano uguali alle mie sanguinanti e guardando Lui con le stigmate e poi le mie stigmate un pochino sono caduto in confusione, vedevo Lui e mi dicevo: nel senso che non mi sentivo degno, ma Lui mi ha messo la mano sulla spalla. Ci siamo seduti al tavolo della cucina che era apparecchiato, non so perché e mi sono seduto a tavola, gli ho offerto un pezzo di pane. Lui lo ha preso e mi ha detto: “Figliolo dobbiamo mangiare il pane della vita” e mi ha dato una pacca sulle spalle, dopodiché ha masticato, non ha bevuto, mi ha guardato intensamente, io L’ho guardato, Lui mi ha guardato, ha ingoiato il pane, io pure, si è alzato aristocraticamente, ha camminato un po’, poi si è girato a destra verso il corridoio, ma non mi ha voltato le spalle, ha camminato a marcia indietro, mi ha continuato a guardare e ha fatto dei piccoli passettini all’indietro finché si è accesa questa torcia umana di luce, è ridiventato un raggio laser ed è sparito dal soffitto così come era entrato. Questo è quanto mi è successo. Se ci volete credere...» https://www.thebongiovannifamily.it/messaggi-celesti/2010/2180-visita-extraterrestre-ed-evoluzione-umana.html

Addirittura San Paolo perseguitava i cristiani e solo dopo essere stato folgorato sulla via di damasco si convertì: «Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me; caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti. Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono colui che mi parlava. Io dissi allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia. E poiché non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni, giunsi a Damasco. Un certo Anania, un devoto osservante della legge e in buona reputazione presso tutti i Giudei colà residenti, venne da me, mi si accostò e disse: Saulo, fratello, torna a vedere! E in quell'istante io guardai verso di lui e riebbi la vista. Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca, perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito. E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome.» (Atti 22,6-16)

E come comportarci con persone al di fuori del nostro cammino spirituale, con amici e familiari? Se noi siamo incarnati in questo mondo un motivo c’è, e sicuramente non è per chiuderci in noi sessi. La paura porta al fanatismo e all’isolamento. L’Opera è la via maestra certo, proprio questo infatti dovrebbe renderci più saldi nella fede quando ci troviamo in mezzo alla gente. Ciò che portiamo è la Luce, il buio non può scalfire la Luce, perché il buio è semplicemente mancanza di Luce. Chi ci attacca, ci denigra o si allontana da noi, semplicemente non capisce perché non vede. La Luce, cioè la Conoscenza e la Verità spirituali sono un’offerta che possono essere accettate o rifiutate. E noi, detentori di questo tesoro interiore, dobbiamo accettare la scelta delle altre persone, siccome ognuno ha il proprio libero arbitrio conferito da Dio. Anche l’accettare le scelte altrui e lasciar andare sono un’espressione d’amore.

Nulla succede per caso. La famiglia in cui nasciamo, gli amici che abbiamo, le persone che incontriamo, i partner che amiamo. Tutto ha un motivo ed un fine nell’economia creativa, anche quando non lo comprendiamo. La vita è come una danza e noi siamo i ballerini. Con questo spirito dobbiamo affrontare il quotidiano. La vita ci offre continuamente sfide, gioie e dolori. Le esperienze ci forgiano e accrescono la nostra consapevolezza. Il sapere teorico è relativo, rimane nella mente come un bel ricordo e poi sbiadisce. Solo l’esperienza può plasmare lo spirito. Certo, la conoscenza teorica è indispensabile per capire le cose con la logica, questa conoscenza deve poi però essere consolidata dalle esperienze che viviamo.

La paura nasce da ciò di cui non abbiamo esperienza. Abbiamo timore di questo, abbiamo timore di quello, l’altro ci spaventa. Solo vivendo, la paura si dirada come la nebbia. È molto importante affrontare le nostre paure per quanto difficile. Solo così possiamo migliorare noi stessi e aiutare anche gli altri. Se ci facciamo dominare dalla paura, questa non solo distruggerà noi ma ci spingerà a schiacciare gli altri, tarpando le ali sia alla nostra che all’altrui evoluzione. L’evoluzione è un flusso che deve scorrere. Nessuno può decidere per il percorso di qualcun altro. Siamo tutti compagni di viaggio e nel viaggio c’è un dare ed un avere, un insegnare ed un apprendere. L’evoluzione in realtà non è mai individuale, l’evoluzione è come un’osmosi tra spiriti, quindi il gruppo, gli altri sono determinanti nel processo evolutivo del singolo.

Solo un maestro evoluto può guidare il discepolo nel percorso e – come ci ricorda Giorgio e come ricordava il maestro Yogananda – nel fare questo il discepolo affida il suo libero arbitrio nelle mani del maestro. La guida del maestro è in realtà un’offerta, mai un’imposizione. Il discepolo è libero di affidarsi al maestro.

Soffermandoci un momento a riflettere sulla nostra esistenza si palesano al nostro spirito molte verità. Noi siamo la chiave: “Voi siete Dei e farete cose più grandi di me” disse la Luce Cristica. La realtà circostante è lo specchio di ciò che siamo dentro, sia le cose belle che quelle meno belle. Bisogna guardarsi dentro e cambiare noi stessi per cambiare la realtà che ci circonda. Tutto risiede in noi, nel nostro spirito. Questo ci ricordano Cristo, Yogananda, Giorgio, Piergiorgio, Eugenio e tutti i grandi maestri dello spirito attraverso le parole e l’azione quotidiana.

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Un mio grande apprezzamento va al fratello Domenico Muraca esempio di amore cristico. Nonostante le vicende della vita continua ad essere sempre presente nella vita delle sue dolcissime bimbe. Questo si fa – dice il fratello Domenico – per amore verso i bambini che sono Dio in terra.

Tutti i bambini hanno bisogno di una figura maschile e femminile presente nella loro vita per il corretto sviluppo della loro personalità e della parte psicofisica. L’assenza di un genitore o un suo cattivo comportamento può destabilizzare tale delicato equilibrio della crescita. Come ci rivela Pier Giorgio con i suoi insegnamenti sulla natura dell’essere umano.

Il vento soffia ora sulle nostre vele e ci conduce magicamente a Pordenone dove si svolge come ogni 15 di agosto l’incontro con Giorgio per celebrare l’assunzione della Santa Vergine. Mentre Giorgio sanguina per tutti noi, mi trovo ancora in treno. Grande è l’emozione, ardua la via. Non pensavo sarei riuscito ad arrivare all’appuntamento questa volta, ma ora sono qui. L’incontro è speciale, perché oltre alla conferenza di Giorgio e Pier Giorgio, veniamo letteralmente rapiti dalle esibizioni di OurVoice, il nostro movimento giovanile di denuncia sociale tramite l’arte. Balli, canti, recitazioni, canzoni della band … un turbinio di dense emozioni ci avvolgono. La forza di questo movimento di giovani prende forma e alimenta anche i più veterani nel cammino. Giorno dopo giorno crescono, si professionalizzano, coinvolgono, appassionano, scuotono gli animi, fanno vibrare gli spiriti. L’entusiasmo è grande ed è palpabile. Anche io vengo rapito da questa corrente che mi sferza il cuore.

La festa è coronata dal battesimo del giorno seguente. Il rito è quello atlantideo. Con il battesimo Giorgio ci apre il terzo occhio. Nell’azione quotidiana attendiamo che il nostro spirito si apra alla percezione del terzo occhio, ognuno con i propri tempi. Riti antichi, quasi mitici, che dal passato ritornano nel presente grazie a questo mutante eterno. Ora il tempo è maturo per il ritorno agli antichi saperi, la stirpe del nuovo regno sta lievitando.

Il battesimo è il filo conduttore che quest’anno unisce le nostre più importanti festività. Infatti si ripete anche a Sant’Elpidio il 6 settembre durante la festa per la stigmatizzazione ed il compleanno di Giorgio. Ora sono le sorelle ed i fratelli della Calabria, assieme a tanti altri fratelli e sorelle, a ricevere il battesimo. Giorgio in questa occasione sacra dà di fronte a tutti il suo benestare alla nuova arca calabrese nascente dandole il nome Arca Shanti Adonay. Questa notizia infiamma il mio plesso solare, il richiamo è forte, la gioia immensa. Shanti deriva dal sanscrito e significa “Pace interiore”, Adonay è il nome del Padre. In un unico nome sono racchiusi due termini sublimi. Eugenio Riganello carico di devozione per Giorgio parla a tutti dal palco ricordando che questa sarà un’arca aperta a tutti i fratelli e a tutte le sorelle, e naturalmente invita tutti all’aiuto siccome c’è molto lavoro da fare. Il fratello Domenico, con i fratelli e le sorelle, si mette subito all’opera per la costruzione dell’arca che servirà per tutte le attività di Giorgio: Antimafia, OurVoice, Funima, Messaggio spirituale. C’è tanto da creare, ma la determinazione e la fede nel Signore sono grandi.

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Onore e Gloria alla grande Arca Shanti Adonay
 
Marco Gaidino Rambaudi

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