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erika giorgioDi Erika Pais

Amare, rifiutare, vibrare, deludere, sognare, idealizzare, desiderare, abbandonare, ignorare, aspettare, toccare, guardare, rinunciare, intuire, sapere, trascendere, morire, nascere, rinascere, esistere.

Quante parole che descrivono emozioni e racchiudono le anime in labirinti insormontabili.

Concepiamo come vero e reale, che è possibile raggruppare, descrivere e dare un nome ai sentimenti che ogni essere sperimenta secondo dei concetti unici e statici. Classificandoli secondo determinate caratteristiche prestabilite, e al modo in cui vengono espressi, vissuti o comunicati, sancendo così, con un segno indelebile, l'interiorità di ognuno.

Concepiamo che esiste un solo modo di amare, un solo modo di sognare, che trascendere significa solo una cosa, interpretiamo lo sguardo di qualcuno a secondo di come noi vediamo la persona osservare. Giudichiamo i sentimenti, le esperienze o le emozioni che l'altro vive se secondo noi soddisfano quelle determinate caratteristiche richieste, per essere classificato nell’uno o nell’altro modello. Caratteristiche imposte da noi stessi. Dalla nascita fino alla morte decidiamo quali sono le emozioni di quelli che ci circondano. Un neonato piange e noi decidiamo che ha freddo, fame, dolori e imponiamo consolazioni e rimedi al suo pianto. Magari abbiamo fortuna e smette di piangere, ma sappiamo realmente il motivo del suo pianto e il perché della reazione al nostro stimolo?

È possibile attribuire caratteristiche, conoscere e descrivere, a scienza certa, come se fosse una composizione chimica, l'effetto che l'Amore provoca dentro ogni Essere senza negare, in questo modo, la creatività infinita e creatrice dello Spirito Santo?

Possiamo affermare che ogni persona che tocca qualcosa prova la stessa sensazione al tatto, o che, chi vibra o è in attesa, lo fa in un'unica e determinata maniera ignorando, quindi, che il Padre Onnipotente ci ha creati tutti come esseri unici, singolari, a Sua immagine e somiglianza e che Lui possiede un’infinita quantità di immagini?

La forza travolgente del Verbo, attraverso la Gnosi incarnata, mette a nudo i nostri principi prevenuti, cercando di distruggere quei concetti radicati e annidati nei nostri spiriti.

Concetti attraverso i quali concepiamo emozioni e sentimenti, come una sorta di immagini disegnate dentro di noi che possono essere chiaramente descritte e identificate. Immagini costruite in tempi molto remoti dall'ego e utili quando si è reso necessario guardare verso la luce e dire Io Sono.

Ma che oggi si sono trasformati nel nostro limite più grande. Perché sono le emozioni che ci gestiscono, che ci fanno sentire più o meno forti, ci trascinano, ci inquinano o ci liberano e, soprattutto, sono i sentimenti che provocano queste emozioni, quelli che, infine, regolano i nostri rapporti. I rapporti con gli altri e con noi stessi. Regolano, anche, il modo in cui concepiamo la Vita Vera, il modo in cui assimiliamo la Conoscenza, come intendiamo il Cammino e il modo in cui lo percorriamo. Come viviamo la Giustizia, come concepiamo il Padre, il Cristo, la Loro presenza e Manifestazione. E come vediamo La Verità che ci farà Liberi.

Questo è il tempo annunciato che è già passato.
Ora è iniziato il tempo nel quale le prove si confonderanno con i tormenti della Giustizia.
Il tempo nel quale i chiamati penseranno di essere stati scelti e gli eletti temeranno di fallire, lasciandosi prendere dalla stanchezza e dalla delusione, anche con il fuoco della Verità, che a malapena permette loro di respirare bruciando nei loro petti.

Questo è il tempo in cui l’alta conoscenza elargita, e che possiedono coloro che furono i discepoli, sarà la loro trappola mortale se la stessa rimarrà nella loro mente benedetta e privilegiata come semplice informazione, senza prendere vita manifestandosi nello spazio Divino, assegnato a ciascuno. Perché la Gnosi intangibile e Solare non si ragiona, non si impara, non si studia, non genera sensazioni, non si sente. La Gnosi è il sigillo della vera conoscenza che il discepolo incarna quando è assimilata e in sintonia con gli Alti valori di Giustizia ed equilibrio con i quali sono stati creati il nostro e tutti gli universi.
Quando non siamo più Io per essere Lui e con Lui.

Questo è il tempo in cui ci perderemo nei meandri, che ci porteranno a riconoscere e sapere differenziare il bene dal male. Quali sono le azioni che provocano e sono il prodotto del bene o quelle che, seppur ispirate da un sentimento di amore positivo, provocano il male o ne sono strumenti.

Capiremo finalmente e vedremo che la Coscienza non si costruisce con il semplice pensiero, questa cresce in silenzio con quei nutrienti che lo spirito assorbe inconsciamente quando sono date le condizioni. E le condizioni possono germogliare solo quando vogliamo veramente fare la Volontà del Padre e siamo decisi ad appartenere solamente a Lui.
Questo è il tempo in cui il Padre si manifesta con dolore, pianto, energia, allegria, selezione, abbandono verso noi perché il suo Verbo è qui per distruggere tutto ciò che ci ha aiutato, fino ad ora, per riuscire a formarci come discepoli di Cristo in attesa del Suo Ritorno. Perché oramai non abbiamo più bisogno di tutto ciò, non ci serve più ormai, se Lui c’è.

Ci siamo aggrappati ai sentimenti e alle emozioni che le cose provocano in noi, ma solo il Padre è in ogni cosa. È Lui a provocare tutto quello che percepiamo e non le cose.
Giudichiamo quali sono i sentimenti che muovono le persone e in base a questo giudizio scegliamo se relazionarci o meno gli uni con gli altri, o in che modo lo faremo, sperando di ricevere in cambio da queste relazioni che sono già nate e si nutrono di un pregiudizio, una sensazione piacevole che identifichiamo come emozioni e sentimenti.

Ma è impossibile per noi sapere come ogni individuo prova quello che noi chiamiamo amore, o rifiuto, o i sentimenti e le ragioni che motivano le loro azioni.

Non è stata data all'Uomo la capacità di leggere nei cuori degli altri, questo Dono è proprio del Padre ed è dato solamente ai Suoi strumenti.

Non possiamo sapere realmente cosa provano gli altri e come si sentono, così come a me è impossibile sapere se il colore rosso come io lo vedo è lo stesso rosso che vedono tutti gli altri. In definitiva, non sono le persone, né le loro azioni a provocare ciò che sentiamo, è il Padre che è in ognuno di noi a generare ogni cosa che viviamo o che ci capita suscitando in noi emozioni, ed è sempre Lui a riunirci o separarci, a secondo di ciò che dobbiamo superare, o imparare, o realizzare in funzione del Suo Disegno.

Questo è il tempo in cui Lui si manifesta affinché realizziamo che i sentimenti, le emozioni, le sensazioni, sono semplicemente immagini, illusioni che nascono dai concetti che concepiamo come generatori di stati d’animo, siano essi piacevoli o meno. Bastoni con i quali sostenerci, consolazioni per poter convivere con il nostro Io Sono.

Ma le emozioni non si costruiscono, non si creano, non si gestiscono, non si cercano.

È il Padre a concederle, perché il piacere, la soddisfazione o anche solo il sentire la pace, non significano necessariamente raggiungere il vero equilibrio.
Quando Adoniesis convive tra noi ci manifesta l'Amore stesso.

Lui è l'Amore.
E quando Lui c’è, Amare inizia ad assumere un significato molto più profondo.
Non significa più sentire, o fare il bene.

Il Padre con la Sua presenza, distrugge e supera i concetti dell'amore incondizionato, o altruistico, romantico o del sacrificio.
Con Lui adesso l'Amore è Obbedienza.

È disponibilità assoluta ad essere strumenti della Sua Giustizia, rinunciando al nostro libero arbitrio e concependo la nostra libertà spirituale come il permesso che ci è stato concesso affinché Lui prenda e governi la nostra persona, affidando a Lui tutto il nostro essere.

Lui aspetterà non per molto tempo ancora che, poco a poco, per noi l'Amore cessi di essere un’emozione o una sensazione provocata da un sentimento altruistico. L'altruismo muterà e diverrà capacità e chiarezza di azione, certezza ed equilibrio con tutte le cose, perché Lui è in noi, così come in tutte le cose.

Forse spera che possiamo cominciare ad abbandonare l'IO SONO per iniziare a concepire l'IO SONO CON LUI. Cioè: IO SONO SE LUI È IN ME.
Il tempo previsto e annunciato è questo.
È arrivato.
Ma ancora non riusciamo a vederlo con chiarezza.

Continuiamo ad aspettare che ci dicano: “È Lui”, con il nostro linguaggio limitato, creato per limitare le nostre anime, concettualizzare l’intangibile, naturalizzare la presenza Divina, del Figlio e del Padre in mezzo a noi, sottovalutare le prove che dobbiamo ancora superare.
Queste sono prove, che non si manifestano più in cose apparentemente importanti o grandi.
Potrebbe non essere più la paura, o esprimere rinuncia alla materia.

Forse oramai, non è più una decisione difficile da prendere. Perché sono quelle le prove che stiamo aspettando e per le quali ci siamo preparati.
Nostro Padre è già qui, per adesso, attraverso la manifestazione del Suo Verbo e se noi siamo ancora qui, e abbiamo il privilegio di ascoltarlo, di sentirlo, di guardarlo, allora è perché le grandi prove, forse, le abbiamo già superate.

Ma le grandi prove non sono necessariamente le più difficili, sono solo le più visibili.

Le vere prove ora le troviamo nel nostro quotidiano, in quelle cose apparentemente insignificanti, nei segni e nei momenti che sottovalutiamo.

Queste si nascondono dietro la logica, il linguaggio, i sentimenti, le emozioni.

Sono in quelle piccole cose che facciamo quotidianamente, consapevolmente e inconsapevolmente, cercando di sentire qualcosa.

Si trovano, perfino, dietro a tutto quello che siamo stati, di ciò che siamo.

Dietro la coscienza e la conoscenza acquisita come discepoli.

È stato detto e scritto che quando arriverà il momento e inizierà il Giudizio, inizierà proprio da noi e non sarà possibile aiutarci o guidarci, né dirci cosa fare o non fare. Le decisioni le prenderemo noi, anche senza renderci conto che, quelle decisioni potrebbero poi pesare sui nostri spiriti.
Decisioni, scelte, azioni che non si presenteranno come qualcosa di vitale, ma saranno circostanziali perché non ci è dato conoscere il giorno e l'ora, ma c'è stata donata l'opportunità di conoscere quali sono i segni che lo annunciano.

È scritto, anche, che quando arriverà quel momento saremo soli e ci sarà silenzio.
Ma come possiamo sapere cosa significa per il Padre "essere soli" o cosa è realmente il silenzio per Lui?

Forse il silenzio è l'espressione del Suo Verbo che fa nuove e crea tutte le cose e forse ESSERE SOLI, IN REALTÀ, SIGNIFICA ESSERE TESTIMONI DELLA SUA MANIFESTAZIONE.
E NON DIMENTICHIAMO MAI, COME IL SUO SERVO CI RIPETE CON INSISTENZA: NON C'È PADRE, NON C'È DIO, SENZA GESÙ CRISTO, IL MESSIA. PERCHÉ ADONIESIS ESISTE ED È VISIBILE PERCHÉ PASSIAMO ATTRAVERSO LA PORTA MAGICA E DIVINA DI GESÙ IL FIGLIO DELL'UOMO E CRISTO, NATURALMENTE, FIGLIO DI DIO.

Erika País.
22 Dicembre 2021

Allegati:

- 25-10-21 Il perdono della Madre Santa
https://www.thebongiovannifamily.it/messaggi-celesti/2021/9223-il-perdono-della-madre-santa.html

- 24-07-21 La vita è Dio
https://www.thebongiovannifamily.it/cronache/cronache-dalle-arche/cronache-dalle-arche-2021/9136-la-vita-e-dio.html

- 13-06-21 Erika racconta la vita di un personaggio alieno
https://www.thebongiovannifamily.it/cronache/cronache-dalle-arche/cronache-dalle-arche-2021/9072-erika-racconta-la-vita-di-un-personaggio-alieno.html

- Aprile 2021 La chiamata (2ª stazione)
https://www.thebongiovannifamily.it/cronache/cronache-dalle-arche/cronache-dalle-arche-2021/9009-la-chiamata-2-stazione.html

- 30-03-21 La chiamata (1ª stazione)
https://www.thebongiovannifamily.it/cronache/cronache-dalle-arche/cronache-dalle-arche-2021/8963-la-chiamata.html

- 8-03-21 La voce e la croce
https://www.thebongiovannifamily.it/cronache/cronache-dalle-arche/cronache-dalle-arche-2021/8930-la-voce-e-la-croce-bongiovanni-al-canal-12-uruguay.html

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