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giovanni romaDi Roberta Galletti

Ogni cosa a suo tempo, un tempo per ogni cosa.

Se entriamo nel flusso con volontà e affidamento, senza aspettative, senza fretta ma in ascolto, col cuore aperto e la mente collegata alla Mente Universale, tutto arriva quando deve arrivare.

Ed eccoci giunti a due anni dalla rinascita dell’Arca di Roma… il sole sorge al culmine della sua luce e l’Arca del Sole insieme a lui. Alle porte del Solstizio d’Estate, un fratello premiato nella sua santa e paziente attesa, ci ospita. Apre a questa nostra Arca la sua meravigliosa casa immersa nel verde e avvolta nel profumo delle rose. Lui è Luciano che, con la sua amata Maria Antonietta e il figlio Alessandro, ci accoglie con amore e con un racconto meraviglioso degno della grandezza del Padre, il Grande Architetto Universale. Noi qui sulla Terra non conosciamo il Piano ma, se con umiltà ci affidiamo, questo si dischiude davanti ai nostri occhi in tutto il suo splendore.

Così, quel 9 giugno, tra la gioia della convivialità, i canti, i balli, la musica magistralmente e giocosamente suonata dal nostro Michele, Luciano si racconta e ci racconta una storia fantastica.

Luciano

Mi piacerebbe dire qualcosa in merito a questa casa. Questa casa, così come la vedete, non l’ho voluta io, bensì i fratelli dello spazio perché la mia famiglia ed io, tra gli anni ottanta e novanta, eravamo insieme ad una persona che non è di questo mondo ma veniva da un altro pianeta e lui ha voluto, nel 1993, che io costruissi questa casa, in questo preciso punto. Lì c’era un fico e lui mi disse di costruirla proprio lì vicino. Mi ha dato tempi, modi, tutto… Avevo appena costruito la mia casa poco lontano da qui e non ero entusiasta di costruirne un’altra ma sapendo che la sua visione era di gran lunga maggiore della mia ho accettato con tutti i problemi annessi e connessi, perché costruire questa casa così grande e impegnativa con le sole forze mie e di altri due fratelli che avrebbero dato una mano, non è stato affatto facile. Questa è stata voluta perché all’inizio eravamo un piccolo gruppo che si incontrava ma poi tutto è finito perché lui nel 2006 è morto e sono rimasto così e mi sono sempre chiesto questa casa a cosa sarebbe servita, ma in cuor mio sapevo che non era per me ma per condividerla. Quindi quando ho conosciuto l’Arca nel 2022 ho manifestato l’idea di riunirci qui. Sento che questa casa serve a qualcosa di più grande. Ognuno di noi è una tessera di un mosaico, deve servire a qualcosa. Ho fatto tutto quello che mi è stato chiesto di fare, da solo non lo avrei mai fatto e non ci sarei mai riuscito senza l’apporto spirituale di quel fratello stellare. Sono sempre rimasto con la domanda perché questa casa, perché l’hanno voluta. Pensate che è stata richiesta nel 1993 e nel 2000 ancora non c’era nulla. C’era solo il terreno e un piazzale dove poi una notte verso le tre sono atterrati. Infatti la mattina dopo mio zio, che abita in una casa qui vicino, mi chiama chiedendomi se quella notte avessi fatto una grande festa con tante luci e bagliori ed io stupito nego ma capisco subito di che si trattava. Così chiamo un mio amico e chiedendogli spiegazioni mi dice che erano venuti a trovarmi atterrando con l’astronave proprio lì sul piazzale (dove poi sarebbe sorta la casa) e poi sono andati via. Questo per dire che non è per mia volontà che nasce tutto questo ma dai fratelli dello spazio. Lui diceva di venire da Antares. Era visitato tutti i giorni da astronavi che venivano guidate da altri comandanti, lui era il loro capo. Non mi ha mai coinvolto direttamente per proteggermi perché la faccenda era pericolosa e attenzionata dai servizi segreti inglesi e americani e la zona sorvolata da aerei ed elicotteri. Tutti eravamo controllati, prima e dopo la sua morte. Questo per testimoniare anche come è complessa la vita di queste persone di altri mondi che vengono per aiutarci. Si dava da fare per coloro che soffrivano, coloro che avevano bisogno. A quei tempi c’era la problematica del popolo Kurdo e lui insieme a me era un coordinatore della trasmigrazione di quel popolo disperato che dal Kurdistan attraversava la Grecia, arrivava in Italia e poi in Germania. E per fare questo servivano tanti soldi che cercavamo di trovare poi io li portavo in Germania.

Questo fratello dello spazio ci raccontava che per venire sulla Terra è entrato nel corpo di un ventenne di cui aveva seguito tutta la vita, la sua famiglia e, al momento stabilito lui in accordo con lo spirito del ragazzo, è entrato in quel corpo e lo spirito del ragazzo se ne è andato. Al tempo non ci ha istruiti nelle sue conoscenze perché, molto probabilmente non eravamo pronti. Diceva sempre che a lui bastava che, di tutto il gruppo, una sola persona capisse qualcosa di quello che veramente voleva dire. Oggi con le conoscenze acquisite comprendo che i messaggi che lui dava erano gli stessi che ci danno Giorgio, Pier Giorgio, Eugenio, ecc…

Per concludere ciò che voglio dire è che questa cosa, questa casa e anche questa giornata insieme è voluta dai fratelli dello spazio. Grazie.

Giovanni

Questa organizzazione mi piace tantissimo. Anche la musica tra una condivisione e l’altra, è bello che qualcuno ci vuole dedicare una poesia, uno scritto personale o di autori che ci risuonano, che ci dedichi una canzone, Michele che suona tra un pezzo e l’altro, Ivano che suona i suoi pezzi con la chitarra. Bellissimo! Il fatto che siamo qui oggi nella casa di Luciano e della sua famiglia per me è un segno! Questa storia non la conoscevo ed è bellissima. Accetto con gioia l’invito a tornare qui in questo luogo magico in mezzo alla natura e così accogliente con splendide energie. Sarebbe bello che da ora in poi quando ci si riunisce ognuno condivida ciò che sente, poesia, scritto, canto, pensieri qualunque cosa ci si voglia dedicare. Ciò ci consente di condividere parti di noi e parte del percorso personale che abbiamo raggiunto in quel momento, dato da esperienza quotidiana, letture del periodo, studi particolari che stiamo facendo e che ci va di trasmettere. Tutto questo è stimolante per l’espansione della nostra coscienza ed amplia le nostre conoscenze. Ed è un modo di conoscerci, essere più amici, a sviluppare più feeling, più empatia. Tutto questo perchè dobbiamo essere quella nuova umanità, sentirci famiglia, comunità che lavora insieme, condivide, studia, sperimenta, collabora e relazionarci che è proprio quello che stiamo facendo qui.

Giovanni ci dice ancora:

Dobbiamo vivere innamorati della conoscenza, perché è l'unica amante che non ci abbandonerà mai, qualsiasi cosa accada è la cosa che ha più valore nella vita e che nessuno mi può togliere una volta che l'ho fatta mia. Anche se cado in delle prove ho i miei libri, i miei amici ecc... Anche se ne perdiamo alcuni ne troveremo sempre altri lungo il percorso evolutivo che facciamo. Quando si vive innamorati tutto il resto perde importanza. Rimanere innamorati di una donna o di un uomo per tutta la vita è difficile, quindi intanto innamoriamoci della conoscenza che non ci abbandonerà mai e che ci farà sentire sempre pieni.

Altri fratelli condividono:

Roberta

Qui siamo in Paradiso. Prendiamo coscienza di essere in un’altra dimensione, perché in realtà tutti noi stiamo un po’ qua un po’ là, quindi godiamola. Quello che mi premeva dire, essendo in un ruolo che mi consente di conoscere un po’ il sentire generale, è che il significato di Arca è questo ossia il tempo che stiamo andando a vivere prevede un uomo nuovo, l’uomo straordinario di oggi è l’ordinario di domani. La difficoltà ora è essere quell’uomo in questa realtà che è, ancora per poco, in mano al Principe del mondo in quanto chi vive cristicamente è sottoposto a prove continue. L’Arca ci consente di metterci di fronte a noi stessi e risolvere velocemente quei conflitti interni con il confronto e l’unione. Ci consente di metterci in gioco e essere parte integrante di essa portando allo scoperto la nostra luce da condividere con gli altri affinchè accresca l’Arca stessa e ci faccia crescere. L’Arca unisce ogni percorso individuale e per farlo è necessario che ognuno metta una parte di sé e senta l’Arca una parte di sé. Solo così possiamo moltiplicare in modo esponenziale gli intenti. Se qualcosa non va dipende anche da noi e se va bene dipende sempre anche da noi perché non dobbiamo sentirci spettatori ma parte integrante dell’opera, come cellule distinte ma di un unico organismo. Si parlava di Arche che cadono, ma un’Arca non può fallire, può cadere un referente ma non l’Arca. Lei è il mezzo che ci porta nel mondo attraverso la Via, la Verità, la Vita! Siamo noi che saliamo o scendiamo da questo mezzo a seconda del nostro vero intento, più è puro e impersonale più è naturale seguirlo e non perdersi.

Federica

Vi ringrazio davvero tutti per essere venuti numerosi. Non me l’aspettavo perché l’invito di Luciano è stato grande ma il fatto che fosse in un posto così fuori mano non speravo in così tanta adesione. Quindi sono felice e piacevolmente sorpresa perché lo abbiamo fatto per stare insieme, per Funima. Rispetto al mio viaggio, è proprio lì la spinta più grande che mi dà la voglia di cercare di aiutare il più possibile. Giovanni non ci ha potuto accompagnare nelle comunità ma quello che ho visto mi ha toccato talmente tanto da farmi capire che se noi non ci muoviamo non funziona nulla. Il modo di aiutare è anche quello che stiamo facendo oggi, collaborare ed essere partecipi.

Erika

In primo luogo sono grata e gioiosa ogni volta che ci riuniamo come Arca e ci regaliamo semplicemente la nostra presenza.
Con l’occasione voglio ricordare l'importante opera dei nostri fratelli Stefano, Daniela ed Alessia che hanno salvato dalla strada Aldo e da mesi ospitano a casa loro, curandolo come un figlio.

È un modo di amare a cui mi sto approcciando anch’ io, seguendoli, andando con loro per strada a portare cibo e amicizia a chi vive nella povertà, nel degrado e nell' alcolismo. Questo gesto mi sta facendo toccare con mano gli insegnamenti di Giorgio, che mi auguro di non mollare mai.

Sento che questo percorso mi chiama ad una grande responsabilità, che non è una via comoda. Allo stesso tempo sento che è l'unica possibile.
Ciò che mi dà forza è guardarmi indietro e vedere i passi che ho fatto, le tante difficoltà che ho affrontato.

Ho voluto lasciare, soprattutto ai più giovani questo messaggio: non chiudere mai il cuore, non lasciarsi deludere dalle false promesse del mondo, coltivare sempre la speranza nella bellezza.

Alex

Voglio sottolineare l’importanza e la grandezza di quest'opera, il privilegio di essere e sentirsi parte integrante ed attiva della stessa. E’ necessario per questo comprendere la grazia di cui siamo beneficiari nell'essere venuti a conoscenza della verità e di chi ce l'ha palesata. Una volta consapevoli di questo, voglio esprimere e far comprendere quanto sia importante essere grati per tutto questo.

Stefano

Ciao sono Stefano, un ragazzo di Roma. Sono venuto a conoscenza da poco di questo gruppo e di tutto questo, inconsciamente ho sempre cercato qualcosa del genere e sapere che esiste è bellissimo, soprattutto sapere che ci sono altri giovani che come me vogliono cambiare la situazione e che non siamo soli nel voler cambiare le cose. Mi è dispiaciuto molto sapere che l’Arca è stata ricostruita 5 volte, ma allo stesso tempo non vedo l’ora che ci siano problemi perché è solo grazie ai problemi che possiamo diventare più forti e unirci, spero di avere tutto quello che serve per superare queste sfide insieme perché non vedo un’ altra possibilità oltre a questo, se il senso della vita non è questo non so cosa sia.

Walter

Opera e sacrificio due azioni, due concetti strettamente collegati! Penso sia la sintesi di ciò che incarna l'opera Giovannea guidata dall'immenso Giorgio Bongiovanni! Dare la faccia, aiutare e amare il prossimo, difendere i Giusti, dare voce agli ultimi, sostenere le varie opere Antimafiaduemila, Ourvoice, Funima, la ricerca e divulgazione della verità data gratis a tutti da Piergiorgio Caria, i splendidi messaggi e vita di Eugenio Siracusa divulgati con grande ardore da Marco Marsili...

Il salto di qualità che dobbiamo fare è dare e fare ancora di più, visto i tempi strettissimi che abbiamo, in modo da non avere rimpianti ed essere pronti per la seconda venuta del nostro Signore Gesù Cristo che questa volta non verrà come agnello sacrificale ma verrà come giudice e ci renderà salario proprio in base alle nostre opere!

Il sacrificio è toglierci qualcosa per donarlo ad altri, cioè rinunciare a un sabato sera al ristorante, a un paio di scarpe costose per uno più economico, fare colazione a casa o portarsi il pranzo a lavoro... così facendo possiamo supportare ancora di più Funima, Ourvoice, i seminari di Pier e soprattutto le chiamate alle armi di Giorgio da non perdere per nessun motivo al mondo!!! Siamo molto fortunati perché loro ci indicano le opere da fare per poter essere almeno presi in considerazione per il nuovo Regno. Le proposte vengono a 360 gradi e sta solo a noi la scelta... ovviamente di accettare perché il Cielo ci darà cento volte tanto! Perché AMARE l'opera significa aver compreso veramente il messaggio che Giorgio cerca in tutti i modi di farci capire, assorbire e divenire un vero e proprio stile di vita AMARE IL PROSSIMO COME NOI STESSI!

Gabriella

Ringrazio i fratelli con tutto il cuore e con grande emozione condivido le sensazioni che hanno pervaso la mia anima in questo nostro incontro.
Alcuni di voi hanno espresso dei pensieri che hanno riportato più volte al mio cuore, insegnamenti preziosi, che ho ricevuto dalla persona a me più cara e amata.
A coronamento di queste scintille di luce, è arrivata anche una canzone, la nostra, che mi ha fatto scoppiare il cuore per l'emozione.
Mi sono sentita immersa e avvolta da una vibrazione di amore e di armonia.
Grazie infinite a tutti e in particolare a Giovanni, che è riuscito a cogliere il mio stato d'animo e ha saputo spronarmi e darmi la forza e il coraggio di aprire il mio cuore.
Voi tutti siete un dono.

Luana

Questo incontro è avvenuto in un momento particolare ed importante dell’anno, momento che ci vede vicini al Solstizio d’Estate, massima espansione della luce. Ed essendo questa l’Arca del Sole, è il momento più giusto. Dobbiamo tornare ad essere in armonia con i cicli naturali rispettando i quattro portali di Equinozi e Solstizi ed operare in questa logica. In questo anno Plutone passerà dal Capricorno all’Acquario più volte. Plutone è il pianeta simbolo del nascosto, del profondo, della politica, la plutocrazia e per tutto l’anno avremo alti e bassi a livello mondiale per l’alternarsi della quadratura e del trigono con Urano in Toro, per poi posizionarsi con il nuovo anno definitivamente in Acquario, l’innovatore, simbolo della Nuova Era. Quindi grande movimento e grandi cambiamenti.
Anna

A proposito del tempo e del luogo in cui siamo, immersi nel verde, ricordiamoci che, per noi esseri umani, è fondamentale seguire e vivere i tempi della natura. Il ritmo delle stagioni permette un respiro del nostro stesso essere e contribuisce alla nostra crescita interiore. Nel corso dell'anno c'è un tempo per l'espansione ed un tempo, per raccogliersi in sé stessi. È un privilegio che abbiamo solo alle nostre latitudini, il luogo dove è nata la civiltà, e non è un caso se in molti affermano che il ruolo dell'Italia, alla fine dei tempi, sarà cruciale: qui c'è Energia. La variabilità dell'energia delle stagioni esprime tutte le potenzialità della natura e, insieme ad essa, le nostre stesse potenzialità. Seguire il ritmo delle stagioni vuol dire seguire il ritmo del sole: è nel sole che possiamo vedere l'energia divina che ci illumina nel corpo e nello spirito. Il tempo dell'estate e quindi del solstizio, è quello più carico di energia con il Padre Sole all'apice della propria potenza. Non è un caso, allora, se siamo qui proprio in questo momento. La frutta, le erbe sono in questo periodo, sono ricchissime, hanno assorbito il massimo della luce incamerandone tutto il valore e le potenzialità. È la luce che fa crescere erbe e frutti e noi, nutrendoci di questi, non facciamo altro che "nutrirci" letteralmente di Luce attraverso di esse. Ecco perché, a maggior ragione, come diceva Luana, possiamo e dobbiamo affermare "Io Sono Luce".

Natalia

Vi do un pensiero da mamma. Cerchiamo accogliere chi ci sta vicino come fosse nostro fratello, come se fosse nostro figlio. Quando ha bisogno d’aiuto non esitate, aiutate e basta.

Questo è un esempio della splendida giornata trascorsa insieme che ci vede gioiosi, attivi e pronti a braccia aperte ad accoglie ciò che il nuovo tempo ci porta.
Grazie di cuore a tutti!

Con Amore,

Roberta
4 Luglio 2024

incontro arca roma

incontro arca roma1Allegato:

- 30-12-22 Inaugurazione dell'Arca di Roma
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