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eugemartinezDi Eugenia Martinez
Cronaca della visita di Giorgio in Argentina – Marzo /Aprile 2013
L’allegria immensa che ho provato nel ritrovare i miei fratelli, molti dei quali  arrivati da lontano, mi porta a trasmettere tutto quello che ho sentito e l’onore avuto nel trascorrere quei momenti in loro compagnia.
Ho ricevuto ottimi insegnamenti: sapere che ogni volta sono sempre di più coloro che si uniscono a quest’Opera e ci aiutano a lottare, segnalare e gridare le ingiustizie di oggi, le azioni disumane dell’uomo contro la Terra e contro se stesso.
Poter conoscere tutto quello che ci viene nascosto, o almeno una grossa parte, mi riempie di orgoglio perché so che questo è il momento. Il momento di unirci più che mai, affinché le cose cambino, i potenti smettano di far del male ed il resto dell’umanità impari a guardare ed amare le persone che abbiamo al nostro fianco.
Così, anch’io ho partecipato alla marcia contro l’energia nucleare di fronte all’immenso impianto di Atucha II, accompagnata da gente proveniente da altri luoghi come: Uruguay, Paraguay, Messico, Italia e Cile che si è unita a quella giunta dall’Argentina, sia dall’interno del Paese che dalla capitale, per appoggiare questa grande lotta. Questo momento mi ha aiutato a comprendere l’importanza di lottare contro ciò che è sbagliato. E’ necessario abbandonare un’energia che è accumulabile, nociva e che domani ci porterà all’autodistruzione. Abbiamo chiesto, implorato il cambiamento verso altri tipi di energie: “energie alternative”; tali erano le richieste dei presenti, con un messaggio centrale davvero importante: “Energia Nucleare = Morte”, che oggi faccio mio, con il desiderio che anche gli altri lo comprendano, in questo Paese e nel mondo.  
Ho presenziato alla conferenza di Giorgio Bongiovanni e posso dire che nessuna conferenza è uguale all’altra, lui non riposa pur di portare al mondo intero il suo messaggio; questo messaggio mi dà forza e speranza per vivere giorno dopo  giorno, e sapere che tutti coloro che fanno del male verranno giudicati,  non da me né da lui, bensì dall’essere più giusto di questo Universo: il Padre. E’ il Padre di tutti che oggi ci chiama, ci invita, ci chiede di cambiare, di essere ascoltato, affinché ci comportiamo come Suoi degni figli. Dobbiamo uscire nelle strade e gridare, denunciare gli assassini, i violentatori, i governanti ladri, i quali utilizzano le risorse per i propri interessi invece di aiutare i bambini che muoiono di fame.
La mia domanda è: “cosa possiamo fare noi?” È sufficiente rimanere seduti davanti alla tv nelle nostre case? Ogni vittima che muore è solo una vittima in più? Ogni bambino in strada continua ad essere nostra responsabilità e noi facciamo qualcosa? La risposta è che i potenti non faranno niente di più che riempire le loro tasche,  vogliono farci tacere, decidere per noi della nostra vita e non dobbiamo permetterlo. Non ci fermeremo, bisogna porre fine alla routine che non ci consente  di avere tempo di informarci sulla verità, che ci rende schiavi del nostro lavoro e non fa crescere, evolvere. I bambini di oggi crescono da soli nelle strade, non conoscono Dio, nessuno gliene parla, così non pensano né al prossimo né a se stessi. È questo quello che vogliamo veramente? Continuare a vedere un film che atterrisce il mondo, ma allo stesso tempo sembra non importare a nessuno?
Io prego per tutti i giovani affinché si uniscano nelle buone azioni, per non rappresentare solo un numero o un voto in questa società, noi possiamo trasmetterlo. Occorre essere partecipi di qualsiasi opera che faccia del bene, in qualunque parte del mondo, indipendentemente dalla religione, classe sociale o politica. Questo stato di cose deve cambiare. E so che sarà così, è inevitabile perché il Cristo ritornerà con la Sua giustizia divina! Dobbiamo capire che Lui non verrà per distruggere il mondo come molti dicono, bensì per riscattarlo, per salvarlo dalle mani degli uomini prima che lo annientino.
Sono entusiasta di aver vissuto questi giorni con i nostri fratelli, tutti abbiamo un obiettivo comune che ci unisce, nonostante le enormi distanze e le differenze che possono esistere tra noi. Questa è una grande lotta e dobbiamo avere la certezza che sarà il Cristo a vincerla, ma solo coloro che lo seguiranno si salveranno, chi realmente dimostrerà di essere diverso e di non far parte di questo mondo, che vive automatizzato e in totale incoscienza.
Dobbiamo avere fiducia tra di noi, che siamo i Suoi seguaci, è fondamentale. Questo grande amore trapelava dalle parole di incoraggiamento, dagli abbracci sinceri, dalle lacrime perché eravamo consapevoli che non ci saremmo rivisti per molto tempo, ma l’amore vincerà il tempo e rimarrà nei nostri cuori. Sono solo una ragazza di 19 anni che desidera essere diversa dal resto, che guarda in maniera differente la realtà.
EUGENIA MARTÍNEZ
19 anni
8 aprile 2013
Arca Lily Mariposa
Rosario, Santa Fe, Argentina

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