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eugenio e licia

DAL CIELO ALLA TERRA

HO SCRITTO IL 5 APRILE 2021:

LICIA LUCARELLI, SORELLA AMATA DA CRISTO E SPOSA DEL MAESTRO EUGENIO RIGANELLO, HA SCRITTO QUESTA RELAZIONE CHE INSEGNA A NOI TUTTI MODESTI DISCEPOLI ALTISSIMI VALORI DEL VANGELO DI CRISTO. LEGGIAMO E IMPARIAMO CON UMILTÀ.
IN FEDE VOSTRO.
G.B.

PIANETA TERRA
5 Aprile 2021

CONTEMPLAZIONE IN TEMPO PASQUALE NEL CAMMINO GIOVANNEO
DOVE ORIENTE ED OCCIDENTE NON HANNO FRONTIERE - UNA PORTA SEGRETA ALLA FELICITA’ DIVINA
Di Licia Lucarelli
 
Tutte le Sacre scritture hanno triplice significato per beneficio della parte materiale, mentale e spirituale dell’essere umano perché i fenomeni divini sono una conseguenza dei fenomeni umani. Le Sacre scritture sono il deposito della sapienza spirituale e dell’esperienza suprema dell’uomo e come tali sono un aiuto inestimabile per tutti gli aspiranti spirituali cioè uomini di buona volontà (sanscrito vedico, sattvici). Nella nostra comunità giovannea, abbiamo una marcia in più, si tratta della misericordia di Dio che non abbandona mai i suoi figli camminare da soli e di fatto, ci ha mandato un’incarnazione delle qualità spirituali (Devá dal sanscrito vedico), il quale è entrato in azione nella dimensione materiale per compassione e amore verso tutti noi, suoi amici e fratelli. Giorgio Bongiovanni, non solo ci elargisce le spiegazioni delle Sacre Scritture in chiave universale, esoterico-iniziatica, attraverso un panorama di unità (yoga dal sanscrito) per una comprensione sempre più completa ma ci mostra naturalmente il modo pratico perché lui stesso ne è l’esempio vivente. Le incarnazioni divine non vengono per portare una religione esclusiva ma per ripristinare l’unica religione che è quella della Realizzazione del Divino che abita in noi. Brahmā, lo Spirito Assoluto, veglia costantemente su di lui e per aiutarci a riconoscere la sua origine Celeste, ha impresso in lui, gli stessi segni del Figlio che ha generato dalla Sua stessa sostanza: le stimmate. Questi Segni di Passione sovraumana, legano tutti noi al maestro Gesù pertanto ci lasciamo forgiare dalla sua mano invisibile accostandoci ai suoi divini insegnamenti per attuare quanto ci ha suggerito attraverso la contemplazione dei Vangeli Canonici.
 
Sono passati secoli dal giovedì in cui Gesù, riunì i dodici Apostoli intorno nell’ultima cena e oggi, mentre Giorgio vive in silenzioso ritiro la sua chiamata dal Cielo, mi sento di accostarlo a distanza meditando ancora su quanto accadde quella notte:
 
“Sorse anche una discussione, chi di loro poteva esser considerato il più grande. Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori. Per voi però non sia così; ma chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve.
Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola?
Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.”
Luca 22: 24-27
Ma l’Eterno Maestro, ammonì i suoi amati Apostoli suggerendo loro di non intestardirsi nel perseguire la propria personalità come un io-definito e circoscritto in se stesso. Gesù, invitò i suoi dodici, ad uscire da se stessi ed ampliare la propria consapevolezza ad imitazione del Sole che dona e dona, irradiando esternamente le proprie qualità vitali. Gesù, li spronò ad abbandonare gli atteggiamenti ormai appartenenti alle dottrine e agli errori lugubri del passato poiché avrebbero dovuto convertirsi ad un nuovo insegnamento ovvero quello di amarsi gli uni gli altri ad immagine del loro Maestro. Gesù fece loro notare che non dovevano imitare gli stolti governanti che hanno bisogno di essere elogiati e posti su cerimoniosi troni poiché, chi desidera il riconoscimento e la lode superficiale degli uomini riceve minima ammirazione sincera, ma chi serve tutti, siede come re dell’amore sui troni dei loro cuori e in verità è più grande. Chi segue i desideri dell’Io non trova la felicità né la perfezione né la Mèta Suprema e anche questa verità è proposta all’uomo d’affari, ai governanti, all’uomo spirituale e all’uomo intellettuale.
 
Gesù, fa notare che certi processi della vita spirituale richiedono un’inversione di polarità sicché, il discepolo che desidera essere primo deve farsi ultimo e il governante deve servire. L’Avatar indiano Paramhansa Yogananda, descrive questo insegnamento di Gesù come metodo di predizione infallibile.
Bisogna abituarsi ad avere la capacità di estraniarsi dalla propria personalità assetata di avidità per immergersi dentro il Sé Superiore, ascoltando i sussurri della coscienza per trovare modi migliori della giusta azione o della giusta inazione affinché ci possa essere la soddisfazione spirituale. Ciò però non basta all’unione in Cristo perché bisogna innalzare la coscienza ancora al di sopra della subcoscienza e l’estasi, se vogliamo seguirlo fino all’onnipresente Coscienza Cristica.
L’accuratezza della Luce del mondo, risolse il diverbio ma non si limitò solo a consegnare questo acuto metro di misura per ogni devoto sincero ma approfondì la questione aggiungendo dei particolari che credo, spiazzò tutti in quei tempi dove Dio non era mai stato nominato come Padre ma solo Signore. Il Sommo Maestro, spiegò che coloro che avrebbero continuato a credere in lui anche durante le tribolazioni, le accuse e le prove dovute alle tentazioni dell’illusione satanica avrebbero, di certo, avuto la ricompensa nel Regno della Coscienza Cristica all’interno della creazione infatti prosegue affermando:
 
“Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove; e io preparo per voi un regno, come il Padre l'ha preparato per me, perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno e siederete in trono a giudicare le dodici tribù di Israele.”
Luca 22: 28-30
 
Il giovane ragazzo di Nazareth, sapeva che i suoi dodici amici, sarebbero stati i suoi posteri per la continuazione della Sua Elevata missione sulla Terra e profetizzò un aiuto di sviluppo spirituale per loro, ma che sarebbe avvenuta dopo la Sua Resurrezione. Quegli uomini, prima tristi e disorientati tra il sottomesso popolo ebraico, avevano varcato la porta della libertà perché seduti con devozione intorno a Lui. Gesù, l’uomo-Dio, sapeva che se i suoi seguaci avessero continuato a fidarsi dei suoi consigli, avrebbero ricevuto il potere della guarigione, della comunicazione (mangiare), della Beatitudine Divina (bere) ma solo grazie al Suo Estremo Sacrificio Finale. Gesù, sapeva anche quale sarebbe stato il piano della Misericordia Divina dopo la sua ascesa al Cielo ovvero quello di far discendere in loro, lo Spirito Santo cioè Esseri di Luce con elevata evoluzione i quali, avrebbero ispirato gli Apostoli con lo scopo di preparare l’umanità terrestre al Suo Prossimo Ritorno Glorioso. Li rassicura e promette loro che sarebbero entrati in uno stato alto di esistenza (la mia mensa) nel Regno della Coscienza Cristica e ciascuno si sarebbe seduto su un “trono” della propria intuizione divina e che avrebbe dato loro la possibilità di comprendere la Verità fino al giorno del Giudizio.
 
FARE NUOVE TUTTE LE COSE PARTENDO DA SE STESSI
 
L’Agnello Redentore doveva mostrare loro come entrare nella via stretta, quella via che anche Krishna nella Bhagavadgītā (dal sanscrito, भगवद्गीता Canto del Divino) trasmise al Suo discepolo Arjuna (dal sanscrito "il puro") ma le parole non sarebbero bastate, bisognava mostrare nell’azione come si fa. Doveva mostrar loro che più ci si avvicina alla liberazione ossia alla Verità, più bisogna crocifiggere: l’ignoranza con la sapienza, l’egoismo con l’altruismo, le tentazioni dei sensi con l’interiorizzazione della coscienza, l’agitazione con la meditazione, i desideri con la saggia accettazione della rinuncia, il senso di possesso con il non attaccamento, l’odio con l’amore, la superbia con la non identificazione dell’io… in altre parole, bisogna liberarsi interiormente di tutte le inclinazioni degli istinti inferiori al fine di compiere un lavoro di amore incondizionato a servizio della collettività (imitazione del Padre Sole). Per impegnarsi nel lavoro divino, bisogna essere totalmente liberi dalle catene della natura inferiore. Se questa forza di volontà per il sincero cambiamento interiore dovesse mancare, non potremo realizzare la Verità di tutte le verità. Se non realizzeremo che questa realtà materiale è relativa, altri spiriti si opporranno alla nostra debole resistenza finale perché queste entità intelligenti hanno il compito di contrastare l’entrata nella porta stretta ma non serve lamentarsi, bisogna solo realizzare le proprie qualità con astuzia e purezza al servizio di un alto ideale lavorare con vigilanza e pazienza. I ramkshasa (dal sanscrito demoni del mondo astrale e giganti potenti e aggressivi). Allora magnetizzeremo a noi, come un richiamo inconscio saremo deviati da forze disgregatrici al di là del controllo e quindi della comprensione preda dei preta (spiriti dei morti nello spirito che disperatamente vagano alla ricerca di un corpo per rivivere i piaceri dei sensi) e i bhuta (esseri elementali). Questo è il vero lavoro alchemico che ci insegnano i maestri.
 
GESU’ GRANDE NELLA SCIENZA, NEL SUO AMORE, NELLA SUA UMILTA’
 
“Poi, versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo». Gli disse Simon Pietro: «Non mi laverai mai i piedi!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete mondi». Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica.”
Giovanni 13: 5-17
 
Durante l'ultima cena con i suoi discepoli, il Maestro Gesù, si alzò da tavola per lavare loro i piedi e dare esempio di come aver cura, comprensione, tolleranza, pazienza e umiltà verso il proprio amico che prende parte fedele nel sentiero spirituale.
Erano dodici uomini semplici seduti nella mensa pasquale con il Nazzareno, avevano lasciato la propria parentela e il proprio lavoro per seguirlo; erano uomini di buona volontà, alcuni senza cultura ma pronti a ridimensionare se stessi, abbandonare per sempre le proprie cattive abitudini e mettersi solo al servizio di colui che ritenevano il liberatore del mondo: il Messia. La compassione verso tutti gli esseri (Daya dal sanscrito) è necessaria per la realizzazione divina, perché Dio stesso è traboccante di questa qualità. Chi ha il cuore tenero può accorgersi degli altri, sentire la propria sofferenza e cercare di alleviarla.
Il potere vincente dell’umiltà! E’ così che Yogananda definisce l’insegnamento pratico di compassione, comprensione e tolleranza di Gesù Cristo nostro Signore verso i dodici Apostoli, quel giovedì notte.
Gesù però, specificò che loro erano puri spiritualmente ma non tutti! Con dolore, usò quel gesto drammatico per comunicare ai suoi avanzati discepoli di stare attenti perché in mezzo a loro ce n’era uno che non era spiritualmente puro. Con quel gesto volle stimolare i suoi più fedeli a vigilare con più attenzione e perspicacia poiché conosceva le varie probabilità di ciò che poteva o non poteva accadere e temeva che qualcuno di loro si potesse perdere per legge del libero arbitrio (Giuda infatti, lo tradì e si suicidò).
 
USO DEL BUON SENSO E DELL’ATTENZIONE ANCHE NELLA VITA SPIRITUALE
 
Per partecipare al lavoro del proprio maestro, il discepolo deve essere prima di tutto attento; non può capire tutto certo, ma unendosi al maestro, egli riceve le ‘chiavi’ che gli permetteranno di accedere a sfere di conoscenza che gli permetteranno di eseguire lo stesso lavoro quando il maestro. Gesù infatti dice a Pietro: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo».
Pietro cominciò a opporsi: come poteva lasciarsi lavare i piedi dal Messia?
La Sorgente d’Acqua Viva, doveva preparare i suoi alla Nuova Alleanza (nuovi insegnamenti) che sarebbe giunta sulla Terra attraverso la potenza del Suo spirito (Fuoco, principio maschile, la saggezza) versando il Suo sangue. Per unire in questa comunione di rinnovamento con il passato, indissolubilmente legato all’alleanza con San Giovanni Battista che immergeva i suoi devoti in fiumi d’acqua viva (sangue della Madre Terra, principio femminile, l’amore del cuore sublimato all’anima), prese un catino che di fatto è una grande coppa (il pianeta Terra nostro ventre materno o l’Universo-Grande Madre che contiene la Terra) e vi porse i piedi dei Suoi Apostoli. Il catino, diventa una specie di coppa Graal, un simbolo di unione dei due princìpi femminile e maschile. Vi versò dell’acqua che rappresenta tutte le acque del pianeta Terra, simbolo della vita poiché contiene tutta la memoria degli oceani con il loro vissuto primordiale, dei mari, dei fiumi, dei laghi, dei torrenti che rinvigoriscono il pianeta. Questo simbolo di purezza (trasparente), porta all’essere che sa osservarla e contemplarla, uno stato di coscienza elevato, in simbiosi con il cosmo poiché essa è collegata anche agli altri pianeti. L’elemento acqua, trasmette tutti i messaggi adatti all’elevazione di pensieri puri, produce effetti salutari dell’anima e dello spirito alla sola vista della sua limpidezza.
Prestabilisce il patto di sacrificio sulla croce paragonandolo al calice: unione del sangue della Terra, unito al sangue che avrebbe versato in croce.
 
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Gesù decise che gli Apostoli, impegnati in maniera cosciente nel lavoro spirituale, dovevano ricevere ulteriori aiuti per diventare più puri; e per il traditore che non riusciva ad affidarsi a Lui? Doveva dare anche al figlio della perdizione, un’ulteriore occasione di cambiamento per trasmutare il vigore della sua mente lesta ma ancora impregnata negli istinti della logica umana e arida d’amore; una mente che lo incitava ad ingegnare errori su errori sentendosi superiore nell’intelletto rispetto ai suoi fratelli, solo perché più colto.
Tramite il contatto con i piedi nell’acqua, Gesù poteva trasferire il Fuoco della Vita che dimorava in Lui, creando l’alchimia della trasformazione ma che raggiunge solo il sincero devoto.
Toccò loro i piedi allo scopo di poter far salire la forza dell’energia assopita in loro, canalizzandola attraverso la via stretta (come una lama di rasoio) e minima (come la cruna di un ago).
 
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Rappresentazione disegnata dei chakra principali centrali con l'aggiunta delle relazioni dita- chakra sushumna, canale centrale di energia è la linea bianca centrale che parte della zona sacrale sino alla sommità del capo.
Da tempo, la Via Regale in mezzo a loro, li istruiva dicendo: “Sforzatevi di entrare dalla porta stretta”, si riferiva anche al risveglio della forza energetica e vitale che da millenni, i Santi Yogi Himalayani definiscono in sanscrito: Kundalini. Senza entrare nei tanti dettagli e nei termini che scandiscono queste parti, si può delimitare il discorso, spiegando che si tratta di Corpi sottili presenti nei Corpi Eterico e Astrale, situati sull’asse della colonna vertebrale. Attraverso puri pensieri e pure azioni, si innalza questa potente energia e va ad albergare in piani più avanzati dell’essere umano irradiando tutte le parti del corpo che ovviamente, assumono la loro influenza guaritrice e rigenerante. Quindi, lungo la spina dorsale fisica si “sovrappone” il canale cerebrospinale eterico invisibile chiamato sushumna (canale di energia dal sanscrito) che parte dalla base del tronco e raggiunge l'estremità della testa; esso percorre tutta la zona centrale del corpo attraversando altri punti centrali del corpo sottile che sono anche le sette chiese di cui parla San Giovanni nell’Apocalisse e i sette vortici di energia che i millenari maestri himalayani chiamano chakra (ruota dal sanscrito).
 
I chakra dei piedi sono i più importanti centri secondari del chakra principale, Muladhara (in relazione al radicamento con la Terra e all’affermazione: “IO ESISTO” interconnesso all’istinto di vivere l’esistenza nel piano fisico materiale umano, come sensazione primordiale). Essendo i piedi il simbolo del piano più materiale per la ragione che è la parte del corpo più a contatto con la terra, rappresentano il piano fisico che è sempre più o meno in relazione con il mondo sotterraneo, le qualità della natura inferiore o addirittura la connessione con le qualità derivante dagli inferi. Essi simboleggiano il punto attraverso il quale l'essere umano è maggiormente esposto agli attacchi del male (seducenti tendenze mentali, piaceri e desideri dei sensi e dell’ego più ottuso e avido), impulsi che possono servire all’individuo ma che bisogna assolutamente saper armonizzare e gestire per fini evolutivi e non distruttivi o autodistruttivi e tali segreti sono giunti a noi tramite molti santi e alchimisti. Attraverso di essi, la forza della terra sale dalla terra lungo le gambe fino al la nostra colonna cerebrospinale fluendo poi, nel nostro corpo. Se restiamo nei cattivi pensieri e nelle azioni disarmoniche prive di amore verso la vita, verso il prossimo e verso noi stessi, blocchiamo il fluire di questa energia che invece, deve unirsi negli altri flussi che scorrono in noi attraverso altri punti energetici più alti (la sommità del capo, il cuore, ecc…), i punti dove scorrono i flussi degli alti ideali, dell’intuizione divina e della carità.
 
GESU’, PENETRANTE PROFUMO COSMICO – CRISTO, FORZA TELESMA
 
Gesù era un essere puro, completamente sublimato dall’essenza Cristica, impregnato di profumo cosmico volle far evaporare la sua divina quintessenza in coloro che sapevano e volevano interiorizzarla.
 
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Ermete Trimegisto, nella Tavola di Smeraldo proferisce: “E’ la Forza forte di tutte le forze… Essa vincerà tutte le cose sottili e penetrerà tutte le cose spesse” dice anche: “il Sole è Suo Padre”, attraversa in ogni dove, compresi gli esseri umani. Enuncia l’esistenza della forza Telesma, termine alchemico che indica la sostanza primordiale dalla quale sarebbe scaturita ogni cosa; Brahmā (dal sanscrito, Spirito Assoluto); Etere cosmico (ipotetica sostanza, estremamente rarefatta e imponderabile, presente in ogni parte dell’Universo (anche nel vuoto, che in verità, non esiste); Essenza Onnipresente perché contemporaneamente Terra e Cielo, movimento e stasi. Disse ancora Trimegisto: ”Le tenebre si allontanano da Lui” Da ciò deriveranno meravigliosi adattamenti».
 
PURIFICAZIONE DONO DELLO SPIRITO - VIRTÙ PER IL CORPO FISICO, EMOTIVO, SPIRITUALE E MENTALE
 
Avere i piedi lavati rappresenta anche, simbolicamente, aver portato a termine la purificazione.
Quest’archetipo lo si ritrova nell'Iliade di Omero, con la storia di Achille: alla sua nascita, la madre, Teti, lo aveva immerso nelle acque dello Stige, il fiume dell'odio, per renderlo invulnerabile. Ma avendolo tenuto per i talloni, questa parte del piede non era stata bagnata e Achille morì a causa di una freccia avvelenata che ricevette nel tallone durante la guerra di Troia.
Gesù avverte la necessità di rendere più attivo questo fluire energetico e magnetizzarlo con il sostegno della Madre Terra.
Unisce all’acqua i loro piedi ma più importante è il suo tocco di fuoco perché senza di esso nessuna energia può risalire. Con la misericordia di un fratello maggiore verso i suoi piccoli, scatena una potente alchimia facendo attraversare la stagnante energia che dorme come ‘la bella addormentata’ e la trascina dai rivoli dei cinque sensi. Canalizza il Prana (Energia Universale, Cosmica dal sanscrito), nella sushuma per gli altri sei chakra e li unisce con le altezze del loto dei mille petali, sede che canalizza il potere che ispira i Santi, porta dell’unità cosmica da cui tutto procede: Brahmā (dal sanscrito, Spirito Assoluto).
 
ACQUA MATRICE DELLA VITA
 
L’acqua è matrice di vita ma della materia informe. Senza il fuoco, l’acqua ristagna. Senza la potenza del fuoco, la vita non potrebbe manifestarsi, nella Genesi è scritto e tramandato: “E lo spirito di Dio aleggiava sopra le acque”.
 
“Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.”
Giovanni 13: 1
 
Gesù aveva poche ore a Sua disposizione, i tempi erano corti ormai, sapeva benissimo che quella era la Sua Pasqua e solo in quei pochi momenti poteva preparare i dodici alla dura missione che avrebbero svolto nel mondo: doveva renderli desti! Era necessario per loro: “andare nel mondo come leoni di autocontrollo”, espressione usata a metà dell’800, da Swami Sri Yukteswar (maestro di Yogananda) per disciplinare i suoi seguaci.
L’acqua è composta da 2 parti impalpabili di idrogeno (principio femminile) e 1 parte di volatile ossigeno (principio maschile), appena scatta la scintilla tra loro, i due elementi s’infiammano d’amore l’uno per l’altro e non danno vita ad un terzo gas ma ad un corpo liquido che rappresenta un altro stato della materia. Gesù aveva queste conoscenze e sapeva anche che l’acqua ha capacità d’adattabilità e che si lascia oltrepassare, penetrare e impregnare dai raggi del sole, dalle sostanze della Madre Terra, dalle qualità delle vibrazioni che ha intorno. L’acqua e il fuoco, a contatto diretto si annullano perché l’acqua spegne il fuoco mentre il fuoco fa evaporare l’acqua. Ci vuole un contenitore per far sì che i due elementi (acqua e fuoco) cooperino insieme senza distruggersi (serve un pentolino per mettere l’acqua sul fuoco). Gesù come contenitore, usò il corpo fisico (abitacolo o tempio dello spirito). Attraverso le Sue mani, si unì ai due elementi e generò il fuoco filosofale che, per legge della penetrazione, fece scattare l’alchimia: condusse la purezza di spirito nell’acqua prendendo da essa, parte della sua forza matrice e la canalizzò nei sottili circuiti energetici dei suoi amici, quei pochi che poi, sul Monte degli Ulivi, raccomanderà al Padre dicendo:
 
“Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi.” e poi amplifica questa richiesta implorando: “per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità. Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa”.
Giovanni 17: 9
 
La lavanda dei piedi fu un gesto di igiene fisico, un insegnamento esemplare di umiltà e servizio sociale, un aiuto spirituale e intellettuale ma anche e un preambolo alla nuova alleanza.
 
Gesù si commosse profondamente e dichiarò: «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà».
Giovanni 13: 21
 
Nell’infinità del Suo Spirito, era intensamente turbato per Giuda perché grazie alla Sua Onniscienza sapeva che stava progettando una cattiva azione, conosceva la sua natura interiore e anche il karma delle sue azioni passate oltre ché le predizioni dei profeti ma diede anche a lui un’altra possibilità lavandogli i piedi e penetrando anche nel traditore la Sua Luce guaritrice e alchemica in ogni cellula del suo corpo; ad imitazione di Suo Padre: il Sole. Purtroppo, quando il cuore è privo d’amore e la mente è inebriata dall’illusione delle sue testarde convinzioni e tendenze errate, il maestro non può intervenire e la legge del libero arbitrio vince.
Giorgio Bongiovanni ci ha più volte spiegato che il peccato maggiore di Giuda fu il suicidio perché Gesù lo avrebbe perdonato e lo avrebbe aiutato a neutralizzare gli effetti delle sue cattive azioni attraverso la nuova alleanza (un corretto sviluppo spirituale grazie ai nuovi insegnamenti), e soprattutto al Supremo Sacrificio della croce.
Forze gli Apostoli non si accorsero di nulla ma Gesù li inondò di vibrazioni luminose che li aiutò a progredire in piani più avanzati dei loro corpi sottili.
 
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 MISTERI COSMICI DEL MONDO SUBLIME
 
Preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi».
Luca 22:19-20
 
«Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti,
in remissione dei peccati.
 
Matteo 26:26-29
Maschile - Femminile
Pane - Vino
Grano - Uva
Carne - Sangue
Fuoco che esce da me è l’Amore - Acqua che esce da me è Vita
Luce che esce da me è Saggezza - Spirito Eterno e Vivo
 
Simboli solari perché è il Sole li produce per saziarci dissetarci; simboli di Cristo, del Verbo o Vibrazione Om che è il Non-nato Principio Divino o Brahmā, Spirito Imperituro, entità molto più vasta del sole e non si manifesta attraverso il nostro sole poiché nell’immenso cosmo, esistono numerosi soli.
 
TUTTO IN UNA NOTTE – LA CONGIURA CONTRO IL RAGAZZO DI NAZARET
 
Nei tre anni della sua predicazione, capitò a scontrarsi contro gli attacchi dei sommi sacerdoti del tempio di Gerusalemme, i suoi iniqui nemici. Nei Vangeli si ricordano alcuni rimproveri del Verbo della Verità a costoro i quali mancava la virtù di un cuore nell’amore.
Dice Voce del Signore:
 
[…]Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i sepolcri ai profeti e adornate le tombe dei giusti e dite:
Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri
non ci saremmo associati a loro per versare il sangue dei profeti;
e così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli degli uccisori dei profeti.
Ebbene, colmate la misura dei vostri padri!
Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?
Matteo 23: 29
 
In quei tempi infatti, i sommi sacerdoti erano al comando, essi esercitavano a turno tale decoro. A coprire pienamente la carica vi era un singolo sommo sacerdote, la massima autorità spirituale vivente per gli ebrei e in carica a vita, la cui parola era assimilata a verità che altra autorità non poteva contraddire, il suo nome era Caifa, il quale pretese la crocifissione del ragazzo dell’Amore Oltremisura.
E’ scritto: “siccome era sommo sacerdote in quell'anno, profetizzò che Gesù doveva morire”
Fecero accadere tutto in una notte perché non era possibile organizzare un vero processo per ammazzare il Dio dell’Amore Supremo, l’erede del Regno di Giustizia e Pace che non avrà mai fine.
Gli ipocriti sommi sacerdoti del tempio, dall’animo putrido colmo di puzzo e di ogni iniquità, volevano a tutti i costi eliminarlo perché gelosi, invidiosi, assetati di potere materiale, avidi e bramosi di dominare il popolo seduti sui più lussuosi altari. Non potevano rischiare di perdere le loro lunghe vesti di dominio.
 
i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote Caiafa, e deliberarono di prendere Gesù con inganno e di farlo morire.
Ma dicevano: Non durante la festa, perché non accada qualche tumulto nel popolo.
Matteo 26: 3
 
In parole moderne potremmo tradurre: «Non ammazziamolo di sabato perché è la nostra festa (per gli ebrei il sabato è sacro), abbiamo il pranzo di Pasqua con l’agnello; non possiamo rischiare distrazioni da un’eventuale sommossa del popolo che lo ama. Uccidiamolo di giovedì o al massimo di venerdì così abbiamo il tempo di rimuovere il corpo».
Temendo di prendere su di sé il karma, gli stolti sacerdoti, credettero di scaricare la colpa sui romani. Per la giustizia umana apparentemente ci riuscirono ma per la giustizia divina? Ciò dimostra il loro squilibrio interiore e la loro cecità di spirito.
Sbrigativamente, simularono, delle rapide accuse e tirarono nell’imbroglio i romani, gli unici adatti ad uccidere l’innocente prendendosi la colpa d’omicidio. I colonizzatori italiani, erano ignari delle conoscenze religiose del popolo ebraico, non conoscevano le Sacre Scritture, l’esistenza dei profeti, le profezie e neppure chi fosse Gesù; era un popolo conquistatore educato alla guerra e al dominio di potere. Per i sommi sacerdoti, erano perfetti da dissuadere su argomenti di loro incompetenza e per mantenere l’ordine popolare avrebbero ucciso senza problemi un unico uomo.
Il successivo incarico, quello più rischioso, era plagiare il popolo il quale aveva accolto festante Gesù, agitando rami di palma all’entrata di Gerusalemme, come dissuaderli nel loro malefico tranello? Per la Pasqua, come consuetudine, si sceglieva la liberazione di un prigioniero e la “Razza di Vipere”, come ben li definiva San Giovanni Battista, radunò a pagamento degli urlatori per far gridare il nome di Barabba e opprimere la folla dalle loro urla.
 
IL RAGAZZO DI NAZARET S’ALLONTANO’ DA OGNI ILLUSIONE E TRIONFO’ – IL GIOVANE VIRTUOSO
 
getsemani
Gesù, il ragazzo trent’enne di Nazaret era solo quando patì la solitudine nel Getsemani, il tradimento, l’arresto, le accuse, l’odio altrui scagliarsi contro di lui, le flagellazioni, il casco di spine, gli sputi, le risa, la via crucis, le cadute, le spinte, le perforazioni con i chiodi, la crocifissione…. In quelle ore, il suo Cristo si era ritirato da lui, per dagli la prova della croce. A fargli scudo c’era il suo più alto e profondo Sé, dove regnavano sovrani la sua forza di volontà e il suo libero arbitrio.
 
Verso l’ora nona gridò: “Eli Eli lama sabactàni?” (dall’aramaico, Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?)
Matteo 27: 46
 
A consolare il suo calvario c’erano le pie donne, la Madre, la sua Maddalena ma dei dodici, solo Giovanni poiché gli altri Apostoli, si erano nascosti dal terrore. In quelle ore, la forza del maligno era potente contro di Lui, a differenza di prima, quando doveva predicare per volontà del Padre. Nel primo periodo della Sua missione infatti, era in mezzo ai nemici e non lo toccavano, le tenebre fuggivano al solo profumo della Sua Presenza come fu inciso sulla Tavola di Smeraldo: "Le tenebre si allontanano da Lui” Ermete Trimegisto. Nel primo tempo della Sua eterna opera, le forze del male erano impotenti contro di Lui.
Il giovane virtuoso della Palestina pativa senza colpa le torture fisiche e verbali dagli ingannevoli accusatori ma accettò per amore, solo per amore dei suoi amici quel flagello ingiusto. Doveva dare l’esempio di quanto aveva professato. Molti Divini maestri del passato istruirono la via della libertà spirituale ma il giovane figlio del Verbo cristico, decise di non lasciare istruzioni scritte, libri, riti o dottrine ma mostrare con l’esempio visibile e pratico come si fa. Perfezionò un comandamento e istruì i dodici dicendo:
 
“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”.
Giovanni 15: 12
 
Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro:
 
Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea, dicendo che bisognava che il Figlio dell'uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocefisso e risuscitasse il terzo giorno.
Luca 24: 1
 
Il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria
Matteo 25,31
 
Gesù di Nàzaret: essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse … a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio
Atti 10,39-42
 
Oggi, 4 aprile 2021, Giorgio Bongiovanni sanguina dalle stigmate permanenti nel suo corpo dal 1989. Personalmente, ho visto più volte le sue sacre perforazioni, ho sentito l’espandersi del profumo sidereo che accompagna questo fenomeno Celeste e che rimane nell’aria anche al termine del fenomeno, l’ho visto soffrire per i dolori che gli provocava, l’ho visto reagire sempre con il sorriso e gli occhi immersi in una dimensione di pace e reverenza. Un miracolo che si ripete e che mi rende testimone, come testimoni sono stati i discepoli quando si sono trovati al fianco di Gesù Risorto. Pare inverosimile ma è la verità. Oggi Gesù si mostra attraverso un uomo semplice ma virtuoso; un uomo che incarna gli insegnamenti del Vangelo di Cristo e che porta i suoi segni soffrendo insieme a Lui per amore dei suoi amici.
Gesù profetizzò: “Non vi lascerò orfani, ritornerò in mezzo a voi”, una promessa che sta mantenendo.
In eterna gratitudine al mio padre spirituale Nibiru Arat Ra, ANIMA UNIVERSALE, che mi ha istruito con pazienza e dedizione.
 
Con amore
Licia Lucarelli
Crotone, 4 Aprile 2021
 
Allegati:

- 23-02-21 La tribù giovannea e l’avatar Yogananda
https://www.thebongiovannifamily.it/messaggi-celesti/2021/8912-la-tribu-giovannea-e-l-avatar-yogananda-insieme.html

- 19-12-20 L’esistenza tra Cielo e Terra: Spiritualità ed azione
https://www.thebongiovannifamily.it/cronache/cronache-dalle-arche/cronache-dalle-arche-2020/8792-l-esistenza-tra-cielo-e-terra-spiritualita-ed-azione.html

- 7-12-19 Cronaca ritiro Yoga all’arca Crotone
https://www.thebongiovannifamily.it/cronache/cronache-dalle-arche/cronache-dalle-arche-2019/8268-cronaca-ritiro-yoga-all-arca-crotone.html

- 1-07-15 Cristo è la Luce del Sole
https://www.thebongiovannifamily.it/arche-2015/6095-cristo-e-la-luce-del-sole.html

- 8-09-14 Segno cristico
https://www.thebongiovannifamily.it/arche-2014/5717-segno-cristico.html

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