
Giorgio, il sacrificio e l’amore silenzioso di chi resta.
Giorgio l’uomo che oggi ha lasciato la sua confraternita per affrontare da solo un sacrificio che tutti, fin dall’inizio, sapevano sarebbe toccato a lui.
Non per altro, ma perché era l’unico che potesse farlo.
Attorno a questa consapevolezza si è costruita una calma condivisa, una normalità difficile da spiegare a chi non era presente.
Giorgio era pienamente consapevole del dolore che lo aspettava.
Non lo ha nascosto ai suoi compagni, né ha cercato di alleggerirlo con parole rassicuranti. Lo ha riconosciuto apertamente, come si fa tra persone che si conoscono bene e non hanno bisogno di fingere.
Prima di andare, ha parlato a tutti con poche frasi, dette con semplicità e senza alzare la voce:
“Se muoio vi guarderò da lassù. Se vivo ci vediamo dopo. Se il padre cambia idea torno subito”.
Parole che non avevano lo scopo di colpire, ma di mettere ogni possibilità sul tavolo. In quelle frasi c’era la sua lucidità, la sua paura di non riuscire a compiacere il Padre, ma anche il legame con chi lo stava ascoltando. Nessuno lo ha interrotto. Nessuno ha risposto subito.
Non perché mancassero le emozioni, ma perché erano già condivise.
I presenti gli volevano bene, e questo traspariva nei gesti più che nelle parole:
negli sguardi che lo seguivano, nella calma con cui nessuno ha provato a fermarlo, nell’accettazione di una scelta che faceva male proprio perché era necessaria. Per loro, lasciarlo andare era un atto non evitabile, anche se assunto con una naturalezza quasi disarmante.
La scena non è stata segnata da drammi o saluti solenni. Tutto si è svolto con una semplicità che poteva sembrare fredda a un osservatore esterno, ma che in realtà raccontava un legame profondo.
In quel momento, il modo più sincero di stargli accanto era non opporsi.
Giorgio si è allontanato da solo, con passo regolare. L’amore dei suoi compagni non lo ha trattenuto, ma lo ha accompagnato in silenzio. Era normale, per loro, che fosse così. In certe situazioni, l’affetto non chiede di restare: accetta, comprende e lascia andare.
Grazie Giorgio per questo ennesimo sacrificio, più di 9000 sanguinazioni come tu hai calcolato, tu che prendi la croce di Cristo per tutti noi è tutta l’umanità …
Ti amiamo tanto …
Roberto Pisana
26 Dicembre 2025
