
DAL CIELO ALLA TERRA
ADONIESIS A GIORGIO:
DESTATI FIGLIUOLO!
SI, SIGNORE!
VIENI CON ME!
SI, SIGNORE. DOVE ANDIAMO? TI SEGUO DOVUNQUE!
VOGLIO CHE PARLI CON UNA PERSONA CHE HO AUTORIZZATO A PARLARTI.
SI, SIGNORE. CHI È QUESTA PERSONA, SIGNORE?
È GIUDA.
VA BENE SIGNORE, LO ASCOLTERÒ. TU SARAI VICINO A ME?
SI, CERTO, IO OSSERVERÒ.
E MI HA PORTATO IN QUESTO LUOGO MEZZO OSCURO ED HO VISTO QUESTO RAGAZZO QUARANTENNE, E ME LO RICORDO DEL VOLTO, PERCHÉ ERA LUI.
CIAO GIOVANNI.
CIAO GIUDA.
E LUI MI DICE: ERAVAMO AMICI E FRATELLI.
SI, LO ERAVAMO. ADESSO SIAMO NEMICI ED AVVERSARI.
NO, SIAMO SEMPRE FRATELLI, GIOVANNI.
SIAMO FIGLI DELLO STESSO PADRE.
SI, HAI RAGIONE GIUDA. COSA VUOI DA ME?
PERCHÉ IL SIGNORE MI HA PORTATO DA TE?.
VOGLIO CHIEDERE PERDONO, GIOVANNI, AL PADRE, TUO TRAMITE.
VOLEVO SOLO ESSERE PIÙ BRAVO. ERO SUPERBO, ERO PRESUNTUOSO, MI PIACEVANO I SOLDI, MA AMAVO CRISTO. VOLEVO CHE LUI MANIFESTASSE LA SUA POTENZA, MA NON AVEVO CAPITO NIENTE, PERCHÉ CRISTO È IL PRIMO, PERCHÉ È L’ULTIMO, PERCHÉ È IL PIÙ GRANDE, PERCHÉ SI FA PICCOLO E POTENTE SIGNORE DELL’UNIVERSO, PERCHE È ANCHE UNA GOCCIA D’ACQUA DELL’OCEANO.
L’HO CAPITO TARDI.
PERCHÉ GIUDA TI SEI UCCISO E NON HAI CHIESTO PERDONO? HO CHIESTO IO.
PERCHÉ HO GIUDICATO ME STESSO DIMENTICANDO QUELLO CHE GESÙ CI AVEVA DETTO: “NON POTETE GIUDICARE NEMMENO VOI STESSI”.
HAI RAGIONE GIUDA, È COSÌ. NON POSSO FARE NIENTE PER TE. POSSO SOLO SPERARE E PREGARE CHE TU COMPIA LA TUA MISSIONE. TENTARE TUTTI NOI, LA NOSTRA FEDE, PER RENDERCI PIÙ FORTI, PER RENDERCI PIÙ UBBIDIENTI E DISPONIBILI AL SIGNORE. HAI CAPITO GIUDA?
SI, HO CAPITO. FARÒ CIÒ CHE MI STATE CHIEDENDO E CHE MI AVETE CHIESTO. MA POI SARÒ PERDONATO?
SI CHE LO SARAI. MA DEVI COMPIERE LA TUA MISSIONE E DEVI UBBIDIRE E SOFFRIRE. SOFFRIRE PER POI CAPIRE E AMARE.
GIUDA MI DICE:
IL PADRE MI HA DETTO DI DIRTI, CARO GIOVANNI: RACCOMANDA AI TUOI FRATELLI DI NON ESSERE COME ME, DI NON AVERE INVIDIA, DI NON AVERE GELOSIA, DI NON RAZIONALIZZARE, NON RAGIONARE COME HO FATTO IO CON CRISTO. PERCHÉ LA RAGIONE UMANA, LA RAZIONALITÀ UMANA TI PORTA NEL BARATRO DELL’AUTODISTRUZIONE E DELLA DEPRESSIONE.
CONFIDATE SEMPRE IN CRISTO, SEMPRE!
CRISTO SEMPRE MI RIPETEVA E RACCOMANDAVA.
A ME, CHE ERO TRA I SUOI MIGLIORI AMICI: GIUDA, GIUDA, IL CUORE, NON LA MENTE!
GRAZIE GIUDA DEL MESSAGGIO.
ED È SVANITO, È SVANITO TUTTO.
HO CHIESTO AD ADONIESIS.
SIGNORE, HO RISPOSTO BENE?
FIGLIUOLO, NON HAI RISPOSTO BENE SOLO, NON HAI RISPOSTO, PERCHÉ NON ERI TU CHE RISPONDEVI, MA IL CRISTO CHE HA PARLATO PER TUA BOCCA.
OH SIGNORE MIO! GRAZIE SIGNORE, SEMPRE A VOI DISPONIBILE OGGI, DOMANI E SEMPRE!
Vostro
Pianeta Terra / 11 Luglio 2025 /G.B.
DAL CIELO ALLA TERRA
Giuda Iscariota: parliamone un po’.
LA FIGURA DI GIUDA NON È COME CE L’HA PRESENTATA LA RELIGIONE, FACENDOSI CONDIZIONARE ANCORA UNA VOLTA DALL’INGANNO DI LUCIFERO.
GIUDA HA TRADITO GESÙ, NEL SENSO CHE NON LO HA CAPITO, NON HA COMPRESO LA METODOLOGIA CHE GESÙ VOLEVA METTERE IN ATTO, IN QUANTO GIUDA ERA UNO DEI PIÙ CREDENTI, UNO DEI PIÙ LOGICI, E UNO DI COLORO CHE LO AMAVANO DI PIÙ.
EGLI SI ASPETTAVA DA GESÙ CRISTO CHE METTESSE PIENAMENTE IN PRATICA I SUOI POTERI DIVINI E PIÙ VOLTE LO SOLLECITÒ AD ATTUARLI: DI FRONTE AL TEMPIO DI GERUSALEMME, QUANDO CI ANDÒ IL MAESTRO DEL SINEDRIO ZERAH, QUANDO ANDARONO GLI ALTRI MAESTRI FARISEI, IL GESÙ CRISTO DISSE: “DISTRUGGETE QUESTO TEMPIO E IO LO FARÒ RISORGERE”. GIUDA NON CAPIVA, CREDEVA SI TRATTASSE DAVVERO DEL TEMPIO E LO SOLLECITAVA A DARE DIMOSTRAZIONE PUBBLICA DEI SUOI POTERI CHE VENIVANO DA DIO. MA GESÙ GLI DICEVA: “APRI IL CUORE, GIUDA, E NON LA MENTE”.
VOLENDO SIGNIFICARGLI CHE LUI SAPEVA CHE GLI CREDEVA, MA SPESSO ANTEPONEVA LA MENTE AL CUORE IMPEDENDOSI LA PIENA SINTONIA CON IL SUO MAESTRO.
GIUDA EBBE LA CERTEZZA ASSOLUTA CHE GESÙ ERA CRISTO QUANDO LO VIDE RESUSCITARE LAZZARO POICHÉ GLI ERA A FIANCO QUANDO LO FECE USCIRE DAL SEPOLCRO.
QUINDI EGLI SAPEVA CHE ERA CRISTO E PENSAVA CHE “SE AVEVA RESUSCITATO I MORTI QUANDO SI TROVERÀ DI FRONTE AGLI SCRIVI ED AI FARISEI DARÀ DEI SEGNI CHE FARANNO TRAMORTIRE TUTTI E LI FARÀ INGINOCCHIARE DAVANTI A LUI”.
SPESSO GIUDA SI DISTACCAVA DALLA PREDICA DI GESÙ PER ANDARE AL SINEDRIO DOVE PENSAVA DI TROVARE ALLEATI PER UNA SUA SALITA AL POTERE, CHE IL MAESTRO NON VOLEVA E FACILITARGLI COSÌ LA SCALATA ALL’APICE DELLA POTENZA PER CONCEDERGLI LA POSSIBILITÀ DI DARE QUEL SEGNO CHE LUI SI ASPETTAVA, MA GESÙ SI FACEVA SEMPRE PIÙ UMILE TRA GLI UMILI E GIUDA COMINCIÒ A NON CAPIRE.
E QUANDO NELL’ULTIMA CENA GESÙ GLI DISSE: “QUELLO CHE DEVI FARE, FALLO SUBITO” EGLI INTESE CHE FINALMENTE IL MAESTRO AVEVA ACCETTATO LA SUA LOGICA E GLI CONCEDEVA DI ATTUARE IL SUO DISEGNO. ED ANCHE QUANDO GESÙ DISSE: “UNO DI VOI MI TRADIRÀ”, E TUTTI I DISCEPOLI SI GUARDARONO, LUI RIMASE TRANQUILLO PERCHÉ SAPEVA DI NON ESSERLO PERCHÉ LUCIFERO LO AVEVA CONFUSO E LUI AVEVA CERTEZZA DI NON POTERLO TRADIRE E DI STARE OPERANDO COME SUO DISCEPOLO FEDELE PER PORTARLO VERSO LA GLORIA.
FU QUANDO LO PRESERO LE GUARDIE E LO ARRESTARONO, E IL MAESTRO NON OPPOSE RESISTENZA, CHE COMINCIÒ A DUBITARE.
GLI ALTRI FUGGIRONO, TRANNE GIOVANNI, E LUI SEGUÌ IL DRAPPELLO CHE PORTAVA VIA GESÙ SINO AL TEMPIO E LÌ PRESE FINALMENTE COSCIENZA CHE IL MAESTRO NON AVREBBE DATO NESSUN SEGNO DIVINO PALESE PERCHÉ AVEVA SCELTO, PER AMORE, DI UMILIARSI. SOLO IN QUEL MOMENTO CAPÌ DI NON AVER COMPRESO GESÙ E SI SUICIDÒ PER IL RIMORSO.
GIUDA CREDEVA, FONDAMENTALMENTE COME GLI ALTRI E PIÙ DEGLI ALTRI, MA VENNE ADDITATO COME SIMBOLO DI TRADIMENTO, COME IL FIGLIO DELLA PERDIZIONE, PERCHÉ LUI SIMBOLEGGIA OGNI UOMO CHE SI FA VINCERE DALLA LOGICA UMANA, DALLA MENTE E NON DAL CUORE.
EGLI SÌ SUICIDÒ PERCHÉ CAPÌ LA CAUSA DEL SUO ERRORE NELL’ANTEPORRE LA MENTE AL CUORE, FACENDO COSÌ VINCERE LUCIFERO E FACENDO MORIRE, SIMBOLICAMENTE, CRISTO NELL’UOMO.
PER TALE SUICIDIO IL PADRE SOLE DOVEVA PUNIRLO DI SECONDA MORTE, MA PER LA SUA FEDE CHE PUR NUTRIVA FORTE E PER IL SUO SERVIZIO CHE COMUNQUE AVEVA FATTO, GLI DIEDE L’OCCASIONE DI RISCATTO NELLA MISSIONE CHE DOVEVA PUNIRE COLORO CHE AVEVANO CROCIFISSO SUO FIGLIO.
ALLORA LO SPIRITO DI GIUDA SCELSE DI NASCERE NEL CORPO DI HITLER PER ARRIVARE AL POTERE E STERMINARE LA RAZZA EBRAICA, MA NON HA COMPIUTO LA SUA MISSIONE E QUINDI È ANCORA IN FASE DI RISCATTO, DI PROVA, ESSENDOSI ANCORA UNA VOLTA FATTO CONDIZIONARE DAL VALORE MENTALE VOLENDO CONQUISTARE IL MONDO E SVIANDO IN TAL MODO IL PROGRAMMA PER IL QUALE ERA STATO DESTINATO.
NON RIUSCÌ A CONQUISTARE ISRAELE ED ELIMINARE TUTTI GLI EBREI, IL POPOLO ELETTO CHE AVEVA TRADITO PRIMA DIO E LE SUE LEGGI E POI RIGETTATO E CROCIFISSO SUO FIGLIO.
CIÒ CHE ERA STATO DETTO, SCRITTO E TRAMANDATO DOVEVA COMPIERSI SECONDO LA LEGGE DELL’OCCHIO PER OCCHIO, DENTE PER DENTE. LA LEGGE IRREPLICABILE DEL PADRE CHE GLI UOMINI CONOSCONO E CHE, SOPRATTUTTO IL POPOLO SCELTO A PRATICARLA, AVEVA TRADITO E RINNEGATO.
GIUDA SCELSE DI ESSERE L’ANGELO DELLA GIUSTIZIA PER RISCATTARE IL SUO ERRORE, MA ANCHE PER PUNIRE E CASTIGARE COLORO CHE AVEVANO TRADITO LA SUA FIDUCIA E L’AMORE DI COLUI IN CUI EGLI CREDEVA FORTISSIMAMENTE.
È QUESTA LA VERA STORIA DI GIUDA ISCARIOTA, COLUI CHE È PASSATO ALLA STORIA COME TRADITORE DI CRISTO, MA CHE IN REALTÀ SBAGLIÒ PER ECCESSO DI ZELO E PER CONDIZIONAMENTO UMANO E MENTALE.
Giorgio Bongiovanni
Porto Sant’Elpidio / 4 dicembre 1990 /G.B.
L’ineffabile, l’arbitrio e la tangibilità del denaro
– di Erika Pais –
Questo bisogno, questo nuovo tentativo del mio essere di imprimere su una “carta” digitale lettere, segni, virgole e sospiri risponde all’ispirazione suscitata dai più recenti (ma antichi) discorsi che la nostra guida, amico e Maestro Giorgio ci ha offerto sul denaro e sulla sua influenza in questo mondo di cui, per ora, facciamo parte.
Non è il discorso in sé a provocarmi insonnia e inquietudine, insieme a certezza e comprensione, ma il modo in cui questi concetti, espressi e trattati nei diversi incontri, conferiscono forma a tutta la conoscenza iniziatica ricevuta fino a questo momento.
Vale a dire, come tutto il bagaglio di informazioni e valori che compongono la struttura del cammino evolutivo che dobbiamo percorrere vengono amalgamati, completati e sostenuti da un’equazione che, proprio perché così basilare, così ovvia e tanto mimetizzata nel nostro divenire umano e storico, non viene affatto contemplata.
Il denaro e la sua influenza su ciascuno di noi fanno parte del gruppo delle prime chimere che cerchiamo di razionalizzare, analizzare e gestire, e con cui ci confrontiamo all’inizio del cammino. Associamo il denaro semplicemente alla materia e alla rinuncia ad essa.
Per questo motivo, immediatamente e istintivamente, gli attribuiamo un valore secondario per poter proseguire con la prova successiva, perché è esattamente ciò che ci si aspetta da un iniziato.
Ed ecco che si rivela la prima illusione che aggiungiamo al fardello di illusioni che ci impediscono di realizzare la Gnosi nella sua infinita totalità.
Ed è anche lì che scopro come il concetto mistico, reale e completo del denaro e della sua realizzazione chiuda il cerchio nella tanto necessaria e desiderata realizzazione. È come la ciliegina sulla torta nel banchetto del Matrimonio Celeste.
Perché al di là della naturale irrequietezza che deve possedere lo spirito che risponde alla chiamata, oltre alla predisposizione all’apprendimento e alla disponibilità al servizio che caratterizza l’iniziato, c’è anche, prima e soprattutto, l’influenza che il denaro ha esercitato nel tempo sul nostro essere e sui nostri spiriti.
Il denaro, quindi, come concetto ed essenza, lungi dall’essere un primo ostacolo facile da superare a causa dell’ovvietà di ciò che rappresenta, è invece, senza alcun dubbio, la spada di Damocle che pende su di noi in ogni istante.
La maggior parte delle decisioni che prendiamo sarà sempre, in misura maggiore o minore, soggetta ad esso. Sia dal punto di vista pratico e materiale nell’esecuzione di certe attività e compiti umani legati alle decisioni, sia dal punto di vista spirituale, rispetto alla possibilità di portare avanti tali decisioni o all’influenza che la carenza o il possesso di denaro esercitano sul nostro stato d’animo e sul nostro spirito.
Il denaro è quindi per eccellenza il conduttore del nostro libero arbitrio, il direttore d’orchestra della nostra sinfonia scolastica.
Strumento e carnefice…
Il colpo da maestro del maligno. Il sangue che l’Anticristo ha lentamente iniettato nel nostro GNA e che scorre nei nostri corpi eterici, manifestandosi attraverso emozioni, pensieri e sofferenze.
Almeno questo è ciò che credo di aver compreso ascoltando il Verbo, che ultimamente si è soffermato molto su questo tema, non a caso, ma perché questo è il tempo.
Ma il Verbo non ci viene donato come un semplice cumulo di informazioni, bensì sviluppato all’interno di un ventaglio di presupposti intrisi di una plausibile filosofia logica, libera di essere interpretata secondo la visione e la comprensione di chi ascolta.
Con questi diversi presupposti ed esempi che Giorgio ci fornisce quando approfondisce l’argomento, che ho costruito tutto ciò che sto esprimendo qui, come a voce alta, per ripercorrere il filo del pensiero se fossi in errore, o per approfondire con chi, come me, si è fermato a valutare l’importanza del tema che mi coinvolge.
Occorre quindi sviluppare quanto segue per spiegare perché sostengo tutto ciò.
Così come ogni essere umano può desiderare cose diverse, tuttavia il denaro è quell’unica cosa, unica nel suo genere, che ogni creatura umana desidera avere almeno una volta nella propria esistenza, tanto quanto desidera la vita. È l’unico elemento che è riuscito a unire sotto di sé l’intera specie umana nella società. È un desiderio condiviso da tutta la razza umana.
Al denaro e al posto che occupa nella nostra vita attribuiamo maggiore o minore importanza a seconda dell’esperienza individuale maturata nel corso dell’esistenza. Il modo in cui ci siamo relazionati ad esso è direttamente proporzionale alla capacità con cui saremo in grado di gestire il nostro processo di liberazione verso la gnosi.
Se nella vita abbiamo sofferto la mancanza di denaro o abbiamo incontrato difficoltà a causa della sua assenza, probabilmente allora avremo molta più paura di perderlo o di tornare a esserne privi. Così come un marcato sentimento di avere il diritto di possederlo e di meritarlo. “È giusto che il denaro non manchi, è ingiusto che manchi” e la mia relazione con il Divino all’inizio ruoterà attorno all’accettazione e a ciò che mi potrebbe essere concesso. Di conseguenza, anche le decisioni spirituali che lo coinvolgano o che possano portare a una sua perdita o carenza risulteranno più conflittuali rispetto a quelle che non lo riguardano, nonostante ci si creda capaci di rinunciarvi per amore. Questo non è né bene né male, è un semplice frutto della società.
Se, al contrario, non abbiamo mai avuto problemi di mancanza di denaro, ci risulterà più difficile gestire relazioni e concepire uno spazio che non sia governato dalla sicurezza che il denaro ci garantiva in passato. Semplicemente non ci è mai stato necessario imparare a gestire e vivere senza denaro. Non sappiamo cosa significhi esserne privi, non possiamo comprendere ciò che vive o ha vissuto chi ne è carente, e la mia relazione con il Divino sarà legata alla capacità di condividere ciò che per grazia mi è stato dato, e alla gratitudine. Sicuramente nelle nostre decisioni spirituali il denaro occupa un posto rilevante per via della dicotomia tra rinuncia, colpa, grazia che il denaro porta con sé. Anche questo non è né bene né male, è semplice istinto di sopravvivenza.
Ovviamente esistono infinite eccezioni e regole, ma in generale il rapporto tra l’essere sociale e l’ambiente si divide, a grandi linee, in queste due ampie categorie.
Chi più e chi meno, ma questi sono presupposti reali con cui gli individui si confrontano rispetto alla mancanza o all’abbondanza di denaro.
Ora, perché è possibile effettuare questa classificazione? Perché il sistema in cui viviamo è stato progettato attorno a questo valore assoluto del denaro, in modo da generare comportamenti ed emozioni basilari e facilmente identificabili, facilitando la manipolazione sociale in generale.
Il denaro è l’eccezione al principio: “Come in alto, così in basso”.
Infatti, il denaro è stato concepito per gestire una struttura che funziona in modo opposto alla dinamica Celeste, ma al tempo stesso è in grado di influenzarla, poiché il conflitto che il denaro genera nello spirito dell’essere umano viene proiettato verso il Padre dall’individuo, attraverso il rapporto che egli ha con il Padre.
E poiché questo valore, questo concetto di compravendita può essere gestito da ogni individuo, indipendentemente dall’impegno spirituale che possiede e dall’etica o morale che manifesta, offre una falsa libertà di poter abbracciare valori condivisi tra tutti gli uomini. Valori che producono sensazioni umane, mentre i valori spirituali sono più difficili da raggiungere e non procurano soddisfazione immediata e tangibile.
Il denaro e la sua esistenza si fondano sulla schiavitù dell’essere umano, la dinamica Celeste si fonda sulla libertà dell’Essere.
Il denaro classifica gli individui in base alla quantità, la dinamica Celeste è infinita e ogni creazione è unica, quindi impossibile da classificare o raggruppare.
Il denaro, alla fine, è finito e per avere valore deve essergli attribuito; la dinamica Celeste è infinita e possiede in sé il proprio valore, nessuna creatura può limitarla.
Il denaro è tangibile, sia nella sua espressione fisica che come rappresentazione grafica di valore e, come ogni cosa tangibile, può cessare di esistere. La dinamica Celeste è invece intangibile ed eterna.
È il denaro il motore di ogni conflitto umano che condurrà infine al compimento delle Scritture.
Le differenze sociali, culturali e religiose che alimentano i conflitti trovano sempre la propria origine nel godimento commerciale e/o territoriale; l’Armageddon, la reazione degli zigos, tutto ha come origine il denaro.
E come via valida per poter combattere ciò che esso genera, invece di auto-convincerci di non esserne controllati o di essere capaci di rinunciarvi, dobbiamo accettare il ruolo da protagonista che il denaro occupa, per poi, a poco a poco, permettere al Padre di compiere la Sua opera nello spirito di ciascuno.
Perché agli uomini non è possibile affrontare e vincere un Dio… nemmeno il dio denaro che abbiamo scelto quando Cristo ci pose la domanda che ci ha condannati:
Chi volete servire, il Cesare dio denaro o mio Padre?
…Quella parte della battaglia per le nostre anime è tra dei…
Se noi permettiamo che l’arbitrio umano cambi direttore d’orchestra, allora potremo riconoscerci nell’ineffabile, rinunciare al tangibile e abbracciare l’eterno.
La percezione dell’illusione, il vivere nei sensi umani, il voler adattare ciò che ci è stato insegnato come “giusto” a tutto ciò che sperimentiamo, il seguire una linea di pensiero lineare, l’intelligenza emotiva dormiente, il concepire l’universo come parallelo alla nostra esistenza, guardare l’orizzonte ma vedere solo una linea… essere uomini e donne pensanti, questo è Giuda. Giuda rappresenta il sistema, il mondo, il cervello, il pensiero, la logica. Giuda rappresenta tutto ciò che siamo. È inutile vederlo fuori, perché lo abbiamo dentro. Non si tratta solo di rinnegare il nostro Maestro, si tratta della nostra concezione del mondo. Oggi ti ha parlato, come la fine e l’inizio di ciò che siamo e viviamo. Poco fa, mentre soffrivo, soffocavo perché non riuscivo a capire il Padre, e poi ti ho sentito nel podcast e tutto è tornato al suo posto, e qualcosa è sprofondato dentro di me: lo sguardo severo del Padre.
Per tutta la vita, vicino a te, ho avuto una paura terribile di essere Giuda o anche solo di assomigliargli, e pensavo che non essere Giuda fosse solo una questione di lealtà… ma oggi capisco che non è così. Non essere Giuda significa molte cose che dobbiamo ancora realizzare, e soprattutto significa certezza e pace. Certezza che il Padre sta ancora scrivendo la storia di ognuno di noi, e pace di fronte a qualsiasi cosa Egli possa scrivere per noi. Certezza che solo il Padre dovrebbe essere il nostro pilota, e pace che arriveremo sempre, prima o poi, dove Lui vuole che arriviamo. Sento solo il desiderio di servirLo, e rifiuto qualsiasi cosa possa venire da me che vada contro la Sua volontà, cioè contro qualsiasi azione umana che Egli desideri compiere per fare la Sua volontà. La linea è molto fina, molto sottile, molto tenue, e può essere vista solo con gli occhi del cuore spirituale. Grazie sempre
Erika Pais
11 Luglio 2025
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