Erich von Däniken: la tua tenacia e le tue verità sono state molto più che ricordi del futuro; hanno seminato coscienza

Di Jean Georges Almendras

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Erich von Däniken: la tua tenacia e le tue verità sono state molto più che ricordi del futuro; hanno seminato coscienza

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Quel pomeriggio di luglio, in pieno inverno, alla fine degli anni Settanta a Montevideo, uscii con un gruppo di amici dal cinema Iguazú, nell’Avenida principale della capitale dell’Uruguay, una sala cinematografica che oggi non esiste più; tutti intonavamo la colonna sonora di un film eccezionale dello scrittore svizzero Erich von Däniken, tratto dal suo libro ‘Ricordi del futuro’, titolo che ebbe anch’esso un clamoroso successo internazionale.

Quel giorno, con i miei amici (tutti entusiasti del tema della presenza extraterrestre) avevamo apprezzato il film in modo sorprendente; come sorprendente era stato a quei tempi lo stesso scrittore, che stava rivoluzionando i media europei e latinoamericani con le sue ricerche legate alla presenza di esseri extraterrestri nei tempi passati, o meglio, ai loro legami con le civiltà dell’antichità.

Questo scrittore, all’età di novant’anni, è deceduto questo sabato 10 gennaio e, in sua memoria, anche se non ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente, sebbene abbia parlato molto della sua opera letteraria in numerose conferenze che ho tenuto insieme alla mia compagna Erika in Uruguay, non posso non dedicargli uno scritto meritato.

Questo perché, da quando ho visto quel film e, poco tempo dopo, nel momento in cui ho scoperto in una delle pagine interne di una copia de ‘El Diario’ di Montevideo la foto del contattato extraterrestre Eugenio Siragusa, con un titolo quanto mai eloquente, ‘Eugenio Siragusa, ambasciatore degli extraterrestri’, fino ai giorni nostri, è passata molta acqua sotto i ponti in materia di divulgazione della presenza extraterrestre, e anche per quanto riguarda la mia professione di giornalista; un dettaglio esistenziale tutt’altro che secondario che non posso lasciare nell’ombra.

All’interno dell’Opera del contattato Giorgio Bongiovanni (e dopo aver conosciuto negli anni 1992 e 1993 Eugenio Siragusa in Sicilia, a Nicolosi), con Erika abbiamo svolto un’intensissima attività di divulgazione, sia in radio che in televisione, dentro e fuori dall’Uruguay, e organizzato conferenze, su quegli esseri dello spazio di cui hanno parlato tanti contattati e lo stesso Erich von Däniken, un aspetto che oggi ha la sua meritata rilevanza; tanto da aver deciso di includerlo in questo scritto.

Aggiungo inoltre che, negli anni Settanta, parlare di esseri extraterrestri significava entrare nel mondo dello stupore, ma anche in un mondo estremamente inquietante, a causa dell’esistenza di un livello molto elevato di scetticismo riguardo all’argomento. E bisognava essere molto audaci per esporlo. Ed erano i contattati come Siragusa in Italia, come George Adamski negli Stati Uniti e come Erich von Däniken in Svizzera, come scrittore, a metterci la faccia per raccontare al mondo le loro esperienze e i risultati delle loro ricerche. Poco tempo dopo sarebbero emerse altre figure: Juan José Benítez, altro storico scrittore e ricercatore, e Billy Meier, altro storico contattato svizzero di quegli anni.

Oggi la morte di Erich von Däniken, al quale sopravvivono la moglie Elisabeth Skaja, la figlia Cornelia e due nipoti, è una notizia che sta facendo il giro del mondo, perché la sua impronta, il suo lascito, non sono passati inosservati.

Inoltre, è stata una figura estremamente controversa, soprattutto a livello personale, perché il suo percorso lo ha portato dalla fama alle più grandi difficoltà, come la mancanza di risorse finanziarie, persino la prigionia e lo scandalo, a causa delle sue proposte nel campo dell’ufologia.

Ma in particolare per il fatto che la sua proposta principale affrontava la teoria secondo cui gli extraterrestri visitarono le antiche civiltà; teoria che gli causò una controversia molto seria con la comunità scientifica e, da parte di quest’ultima, un certo disprezzo, che lui ignorò letteralmente senza attribuirle importanza, perché, come diceva nei suoi interventi giornalistici e nei suoi libri (venduti a tonnellate in tutto il mondo in tutti questi anni) “Sono assolutamente sicuro che molto al di sotto della Grande Piramide d’Egitto ci siano ancora delle camere e che in queste stanze troveremo la letteratura dei tempi antichi”.

A proposito del suo libro “L’oro degli Dei”, fu letteralmente accusato dall’archeologo Juan Moricz, che lo definì come bugiardo e truffatore, sostenendo che Erich von Däniken non era mai stato nei tunnel citati in quella pubblicazione, ma che tutto il racconto si basava su conversazioni.

Lo scrittore svizzero, senza particolare preoccupazione, ammise che il racconto era stato inventato. Anni dopo aggiunse: “In molti dettagli mi sbagliavo, ma è qualcosa di normale nella scienza. Quando si indagano molte cose, più tardi si apprende che la propria interpretazione può essere errata; quindi, bisogna ammettere che in alcuni casi ci si sbagliava, ma non in ciò che è più importante. La cosa principale è che gli extraterrestri sono stati qui migliaia di anni fa, hanno creato l’intelligenza umana attraverso la manipolazione genetica e hanno aiutato i nostri antenati con una certa tecnologia”.

Erich von Däniken fu oggetto di critiche e diffamazioni, come si diffamano sempre coloro che parlano di verità universali. Nel 1991 ricevette il premio Ig Nobel, nella categoria letteratura, per il suo libro “Ricordi del futuro”. In quell’occasione, lo scrittore svizzero fece una dichiarazione particolarmente forte, che non posso ignorare o omettere in questo omaggio a lui e alla sua eredità.

Erich von Däniken disse qualcosa, se si vuole profetico: “Gli extraterrestri sanno di noi perché siamo parte del loro DNA, e gli extraterrestri torneranno da noi”.

Le affermazioni dello scrittore svizzero, oggi scomparso fisicamente, sono il suo più grande lascito; un lascito che ha resistito alla prova del tempo. Lui ha reso popolari le sue verità con tenacia e assoluto coraggio, senza lasciarsi intimidire dalle critiche e dagli attacchi furibondi rivolti al suo lavoro da parte dell’accademia scientifica e degli intellettuali addormentati dell’epoca.

Per me personalmente, per Erika Pais, mia compagna nella divulgazione della realtà extraterrestre, e sicuramente per i nostri maggiori punti di riferimento comuni, come Giorgio Bongiovanni, ovviamente; Pier Giorgio Caria, il nostro grande divulgatore; il giornalista nostro amico Jaime Maussan, e sicuramente, se fosse ancora in vita, anche il collega e ricercatore Adhemar Gevaerd, tra altri legati alla nostra Opera, Erich von Däniken occupa un posto di privilegio nella storia mondiale della ricerca sulla presenza extraterrestre.

La sua odissea fu molto precisa: esaltare e sottolineare, per esempio, le ipotesi del “paleocontatto” e degli antichi astronauti, fornendo inoltre spiegazioni a determinate caratteristiche di reperti archeologici, la cui origine, sempre secondo le sue affermazioni, non sarebbe sufficientemente documentata dall’archeologia accademica.

Erich von Däniken ha diffuso le sue idee all’interno della comunità scientifica di un’epoca estremamente razionale; ma i suoi lavori di ricerca hanno risvegliato una grande quantità di coscienze e molte di quelle generazioni devono alla sua tenacia e alla sua trasgressione ricorrente l’attuale alto livello di conoscenza sul tema alieno.

Le sue verità sono state, sono e continueranno ad essere le verità di un Universo che né l’ignoranza né l’indifferenza umana potranno demolire; non lo hanno fatto mentre era in vita, ora ancora meno, perché la sua impronta è enorme, così come enorme è il nostro rispetto per questo operatore che abbiamo conosciuto intimamente attraverso un film degli anni Settanta; ma non un film qualsiasi, era una delle sue opere maestre “Ricordi del futuro”. Un film che, cinquant’anni dopo, rappresenta definitivamente uno dei ricordi del presente più affascinanti, belli e sconvolgenti, e che oggi traduciamo intensamente in un omaggio profondamente sentito alla sua opera e alla sua persona.

Grazie Erich! Per essere stato coinvolto in così tante imprese archeologiche e per non aver mai mollato, né per la tua tenacia, e forse già allora Adoiniesis ti osservava e ti vegliava.

Georges Almendras

13 gennaio 2026