
Entri in quella stanza e ti immergi in una dimensione differente, calda, intima, morbida, silenziosa. Una nebbiolina ti avvolge lo sguardo e offuscata si manifesta la visione.
In tutto questo, emerge una luce caravaggesca ad illuminare un corpo disteso su di un giaciglio. Ora tutto è messo a fuoco, perché ti trovi faccia a faccia con la Verità.
Faccia a faccia con la Verità, con le tue paure, le tue debolezze, le tue prove, le tue miserie, le tue mancanze, i tuoi peccati, la tua rovina, la tua fine.
Faccia a faccia con la Verità, con il tuo coraggio, la tua forza, la tua disciplina, la tua saggezza, il tuo orgoglio, il tuo onore, i tuoi talenti, il tuo splendore.
Faccia a faccia con la vita e con la morte.
Entra l’uomo vecchio ed esce quello nuovo. Vieni spogliato delle tue ceneri e poi rivestito di un abito d’oro.
Incroci lo sguardo con quegli occhi sofferenti, ma sereni al tempo stesso, e consapevoli di aver vinto il mondo, vinto la morte, vinto se stessi. E allora in quegli occhi intravedi l’infinito. In quell’istante, ti ci immergi e fai il tuo viaggio nell’universo sconfinato.
Scorgi galassie, pianeti, lo spazio infinito, poi torni indietro e rivedi in quegli occhi Gesù, il Salvatore, che ti sorride con lo sguardo, come per dirti: “Sì, sono io, ce l’ho fatta anche stavolta. Non avere paura”.
Poi ci sono i Segni, e il timore di guardarli troppo. Perché le cose sacre si sentono, si percepiscono, si intuiscono, senza bisogno di osservarle con gli occhi fisici.
E quindi giusto uno sguardo, per proiettarsi a duemila anni fa, e per capire il significato di tutto ciò che quest’uomo prova ogni volta che incontra il Cristo.
Il tempo non esiste in quei momenti, perché la dimensione spirituale non lo contempla come noi lo intendiamo. E in quella stanza tutto è spirito. Tutto è trasceso, leggero, candido e ovattato.
Percepisci i battiti del cuore che stentano a governare l’emozione di trovarti lì, in ginocchio, a contemplare faccia a faccia la Verità che si manifesta.
E tutto si compie, per l’ennesima volta, come la prima.
Luigi Benedetti
30 dicembre 2025
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