
Questa illustrazione artistica mostra i sette pianeti appartenenti alla stella TRAPPIST-1 come potrebbero ipoteticamente sembrare visti dalla Terra. Le dimensioni e le posizioni relative sono realizzate in scala. Questo sistema planetario è piccolo, a partire dal suo Sole TRAPPIST-1 che non è molto più grande del nostro pianeta Giove; inoltre tutti i pianeti finora scoperti sono molto vicini alle dimensioni della Terra. Questa particolare disposizione di pianeti con un doppio transito riflette una configurazione effettiva del sistema durante i 21 giorni di osservazioni effettuate dal telescopio spaziale Spitzer della NASA alla fine del 2016. Questo sistema è stato scoperto e rivelato attraverso le osservazioni proprio del telescopio spaziale Spitzer della NASA e del telescopio TRAPPIST (TRAnsiting Planets and PlanetesImals Small Telescope) situato sulla superficie terrestre in Cile.
Il pianeta più piccolo mai fotografato: TWA 7b
Notizia di appena due giorni fa, del 25 giugno 2025 a seguito di una pubblicazione scientifica nel sito nature.com: il telescopio spaziale James Webb è riuscito letteralmente a fotografare per la prima volta l’esopianeta più piccolo che la nostra tecnologia astronomica abbia mai fotografato direttamente.
Orbitante attorno alla giovane stella TWA 7 nella costellazione dell’Antilia (Macchina Pneumatica in italiano), visibile dall’emisfero sud del nostro pianeta, il pianeta oggetto di questa immagine “per ora” da record si chiama TWA 7b: la lettera “b” sta a indicare il secondo oggetto scoperto nel sistema stellare di TWA 7. Questo è il meccanismo di denominazione utilizzato oggi dagli astronomi per nominare gli esopianeti appena scoperti.
Distante dal nostro Sistema solare (e quindi da noi) circa 111 anni luce, il pianeta TWA 7b è il pianeta più piccolo ad essere stato fotografato direttamente da un telescopio.
In base alle recenti osservazioni la sua massa è di circa il 30% quella di Giove e circa 100 volte la massa del nostro pianeta Terra; sembrerebbe che la sua temperatura media sia vicina ai 47°C (320 gradi Kelvin). Finora tutti gli altri esopianeti che erano stati fotografati direttamente dagli osservatori a terra o dai telescopi spaziali avevano dimensioni e massa maggiori di quest’ultimo.
Ad oggi è quindi stato l’ultimo pianeta al di fuori del nostro Sistema solare ad essere stato aggiunto al database dell’enciclopedia online exoplanet.eu.
È possibile andare a leggere tutte le caratteristiche proprie di questo pianeta finora scoperte nella pagina dedicata nel dettaglio alle informazioni e ai suoi parametri: exoplanet.eu – TWA 7b.
“[Un Universo] onde possiamo stimare che de stelle innumerabili sono altre tante lune, altre tanti globi terrestri, altre tanti mondi simili a questo”.
Man mano che passa il tempo, con l’affinarsi delle tecniche di ricerca, con l’immissione in orbita di telescopi spaziali sempre più potenti e capaci e con la costruzione in cima alle catene montuose di osservatori sempre più grandi, questa civiltà umana riesce a compiere dei piccoli passi verso la comprensione di dove realmente ci troviamo e di ciò che è l’Universo.
Già da alcune centinaia di anni, più precisamente dal 1584, l’astronomo e filosofo italiano Giordano Bruno fu uno dei primi a suggerire che le stelle potessero ospitare sistemi planetari simili al nostro. Tuttavia, la mancanza di strumenti di osservazione avanzati ha impedito qualsiasi conferma di queste teorie per molti secoli.
Nella sua opera “De l’infinito, universo e mondi” datata appunto 1584, Giordano Bruno esprime liberamente l’idea di un mondo infinito (quello che oggi chiamiamo Universo) dove trovano posto innumerevoli stelle e pianeti, «onde possiamo stimare che de stelle innumerabili sono altre tante lune, altre tanti globi terrestri, altre tanti mondi simili a questo». Già 441 anni fa veniva ipotizzata nero su bianco l’esistenza di altri innumerevoli sistemi solari e innumerevoli pianeti extrasolari.
Più recentemente, le ricerche e le osservazioni di esopianeti negli anni ’80 non sono state completamente ignorate, ma respinte perché mancavano solo di prove sufficienti. Le teorie sulla loro esistenza sono state perlopiù considerate e rigettate in assenza di prove. All’epoca lo “scetticismo scientifico” consisteva nel non accettare qualcosa senza prove concrete.
Per questo motivo si può tranquillamente sostenere che alla data del 5 ottobre 1995 la civiltà umana della Terra considerava che in tutto l’Universo osservabile gli unici pianeti esistenti erano quelli del Sistema solare, appena 9.
Giordano Bruno avrebbe dovuto aspettare ben 411 anni per vedere accettata la sua spiegazione dell’Universo.
Questo perché il 6 ottobre 1995, gli astronomi Michel Mayor e Didier Queloz avrebbero effettivamente confermato la scoperta del primo esopianeta orbitante attorno a una stella simile al Sole, chiamato 51 Pegasi b.
Oggi, alla data della stesura di questo scritto, a distanza di 30 anni dalla scoperta del primo esopianeta, oltre i 9 pianeti suddetti ne sono stati scoperti e confermati altri 7508: un numero in costante e netto aumento con il passare del tempo.

Il primo esopianeta scoperto dal telescopio spaziale James Webb è anche il più piccolo mai fotografato. La stella (al centro) è stata oscurata tramite la sovrapposizione di un cerchio nero dai bordi tratteggiati per rimuovere la sua luce brillante. Un disco blu sfocato circonda la stella, composto da materia spaziale. La macchia arancione, in alto a destra vicina alla stella è il pianeta TWA 7b, appena scoperto e confermato, in orbita attorno ad essa. Una macchia arancione più debole, lontana dal centro, indica una stella lontana sullo sfondo dello spazio cosmico. (Crediti: ESA/Webb, NASA, CSA, A.M. Lagrange, M. Zamani)
Il sistema stellare TRAPPIST-1: sette pianeti simili alla Terra
Prendiamo ora in considerazione la stella TRAPPIST-1, una stella distante da noi circa 39,5 anni luce, appartenente dal nostro punto di vista alla costellazione dell’Aquario.
Senza addentrarci troppo nel dettaglio della cronologia delle varie scoperte, oggi dopo circa 9 anni di studi e osservazioni, sappiamo che attorno ad essa orbitano ben 7 pianeti. Per completezza vorrei elencarli qui di seguito, in ordine di scoperta:
Già questo numero così elevato di esopianeti scoperti attorno a una sola stella è un dato insolito ma la vera questione a dir poco straordinaria su questo sistema stellare è la seguente: tutti e sette questi pianeti hanno le dimensioni della nostra Terra!
Alcuni sono un po’ più piccoli, altri leggermente più grandi, ma sono tutti pianeti rocciosi con caratteristiche molto simili al nostro pianeta.
E non solo. Tre di essi, TRAPPIST-1 e, TRAPPIST-1 f e TRAPPIST-1 g si trovano nella cosiddetta fascia abitabile, cioè ad una distanza dalla stella attorno alla quale orbitano tale per cui in base all’energia emanata da quest’ultima l’acqua sulla superficie di questi tre pianeti si troverebbe allo stato liquido.
E non solo. Su tutti e tre questi esopianeti, attraverso l’analisi della luce da loro emessa (o meglio della luce emessa dalla stella attorno alla quale orbitano e riflessa sulla loro superficie), è stata proprio rilevata la presenza di acqua! Quindi c’è la conferma della presenza di acqua e dovrebbe trovarsi allo stato liquido!
Molto ci sarebbe da dire analizzando i dati che gli astronomi hanno raccolto su questo sistema stellare, uno tra tutti è il seguente: in una pubblicazione scientifica del 2018 è stato annunciato che il pianeta TRAPPIST-1 d potrebbe avere sulla sua superficie la presenza di grosse quantità di acqua allo stato liquido sotto forma di oceani. Anche se le sue dimensioni sono il 78% di quelle del nostro pianeta, in questo studio è indicato che esso abbia una quantità relativa di acqua di circa 250 volte quella della Terra!
In un arco temporale di appena 20 anni circa, come “civiltà umana” attuale del pianeta Terra siamo passati dal sostenere che non esisteva nessun altro pianeta al di fuori del Sistema solare, al riuscire a capire la composizione molecolare superficiale degli esopianeti oggetto di studio a distanze di decine e decine di anni luce!
E questo è solo uno dei sistemi stellari che sono oggetto di interesse da parte degli astronomi.
Un giorno lontano, se la terribile e sciagurata situazione geopolitica mondiale delle nazioni di questo nostro bellissimo pianeta ce lo permetterà, magari riusciremo a superare la distanza di questi 40 anni luce per andare ad ammirare con esattezza le meraviglie di questi sette pianeti simili alla nostra amata Terra.
“Esistono migliaia e migliaia di mondi come il vostro”
A conclusione di questa brevissima panoramica sulle recenti scoperte astronomiche effettuate da parte della comunità scientifica terrestre, vorrei ora riportare le parole che il celebre contattista siciliano Eugenio Siragusa scrisse e divulgò nel lontano mese di maggio del 1982.
Un testo contenente riflessioni e comunicazioni scritto a una distanza temporale di più di dieci anni prima della scoperta del primo esopianeta e a una distanza temporale di circa 35 anni prima della scoperta del sistema stellare di TRAPPIST-1, contenente 7 esopianeti molto simili al nostro pianeta.
HO SCRITTO IL 26 MAGGIO 1982:
UNA CONVINZIONE ERRATA
UNA CONVINZIONE SENZA SENSO LOGICO CREDERSI I SOLI ABITANTI INTELLIGENTI DELL’UNIVERSO.ABBIAMO NELLA GALASSIA, IN CUI È IMMERSO IL NOSTRO SISTEMA SOLARE, BILIONI DI MILIONI DI MONDI SIMILI E DISSIMILI DAL NOSTRO.
HANNO DETTO:
L’UNIVERSO PULLULA DI VITA E DI INTELLIGENZA. LA VOSTRA IGNORANZA VI PORTA A CREDERE CHE LA VOSTRA SPECIE SIA UNICA, LA SOLA ESISTENTE SUL VOSTRO PIANETA.
È SOLO FRUTTO DELLA NON CONOSCENZA DI CIÒ CHE REALMENTE ESISTE E POTETE SOLO IMMAGINARE.
ESISTONO MIGLIAIA E MIGLIAIA DI MONDI COME IL VOSTRO, CON LA STESSA FAUNA, LA STESSA FLORA E GLI STESSI ELEMENTI. LA DIFFERENZA SOSTANZIALE CHE ESISTE NEI CONFRONTI DEI TERRESTRI SONO IL GRADO EVOLUTIVO E LA INSTAURATA SUPER-CIVILTÀ IN GRAN PARTE DI ALTRI PIANETI SIMILI AL VOSTRO, REGOLARMENTE ABITATI DALLA VOSTRA SPECIE.
ESISTONO POI ALTRI NUMEROSISSIMI GLOBI CON CARATTERISTICHE DIVERSE ED ABITATI DA SPECIE INTELLIGENTI, ANCHE SE DISSIMILI DA VOI.
L’INTELLIGENZA NON SI SPOSA SOLO CON LA VOSTRA FORMA.
EUGENIO SIRAGUSA

Ancora una volta abbiamo visto come Eugenio Siragusa abbia anticipato di decenni le scoperte scientifiche realizzate ai giorni nostri.
Chissà se ora chi non ha mai preso in seria considerazione e riflettuto sinceramente sui contatti con intelligenze extraterrestri di Eugenio Siragusa possa iniziare a rendersi conto.
Chissà se ora qualcuno potrà riflettere un momento su come si sono svolti realmente i fatti.
Chissà se l’interrogativo “chi erano e da dove venivano gli esseri da cui riceveva comunicazioni Eugenio Siragusa?” possa ora farsi strada seriamente all’interno dell’animo di chi viene a conoscenza di questi riscontri attuali?
Andrea Macchiarini
1 Luglio 2025

LO SPIRITO CREANTE DELL’AMORE NEL COSMO
DAL CIELO ALLA TERRA BUONASERA, OGGI VIAGGEREMO NELL’INFINITO. VENITE CON ME. GUARDATE! GUARDATE E ASCOLTATE QUESTA ARMONIA. GUARDATE QUESTE IMMAGINI, L’UNIVERSO INFINITO. GIOITE E RALLEGRATEVI CHE ESISTETE IN QUESTA ETERNA COSMICA VERITÀ, IN QUESTA ETERNITÀ. GUARDATE, AMMIRATE E FATENE TESORO DELL’AMORE CRISTICO CHE VIGE NEL COSMO, DOVE LO SPIRITO SANTO TRAMITE I GENI SOLARI DI

IL COSMO È COMPOSTO DA 150 BILIONI DI UNIVERSI
NEWS. IL DOTTOR GEORGE SMOOT DELL’UNIVERSITÀ DELLA CALIFORNIA E JOHN MATHER DEL GODDARD SPACE CENTER, UN ISTITUTO DI RICERCA DELLA NASA HANNO RICEVUTO IL 10 DICEMBRE DEL CORRENTE ANNO IL PREMIO NOBEL PER L’ASTROFISICA E L’ASTRONOMIA PER AVER AVUTO IL MERITO DI AVER ELABORATO LE PRIME IMMAGINI DELLA NASCITA DELL’UNIVERSO RISALENTE A 14 MILIARDI
Allegati:
- I “giganteschi macigni” nelle immediate vicinanze di Saturno
- Anelli di Saturno: “Vecchi” solo 100 milioni di anni (Prima parte)
- Vesta: un frammento di un mondo intero
- Unione e divisione: l’energia nucleare (seconda parte)
- 24-12-24 I grandi movimenti del Cielo
- 16-12-24 Le comete: trasportatrici spaziali dei mattoni per la vita
- 10-12-24 Asteroidi in rotta di collisione: il pericolo dell’arrivo improvviso
- 3-12-24 Come in alto così in basso
- 9-11-24 I risconti attuali alle comunicazioni ricevute da Eugenio Siragusa (Prima parte)
- 25-10-24 Le megacostellazioni satellitari, un oscuro futuro prossimo
