
“Padre, Padre, Padre…” Come un mantra, questa parola sgorga da me. Non è un semplice suono, ma una forza vitale alla quale mi aggrappo nel vuoto, nella debolezza, nel timore umano di non essere all’altezza del Suo desiderio di servizio. Improvvisamente, i fiumi di colori, i profumi e le immagini celestiali svaniscono. Sento il freddo. Vedo il grigio che traspare dalle tue parole, Giorgio, nella testimonianza del tuo Getsemani. In quel dolore, che è specchio di quello di Cristo, affiorano i miei peccati e le mie mancanze d’amore — di questa vita e di quelle passate. Sprofondo in un pesante senso di colpa, un fardello che sembra schiacciarmi al suolo. Poi, continuo ad ascoltare il tuo podcast, avvolto dalle note sublimi della musica che amo, leggo le parole profonde di Marco Marsili che agiscono come un balsamo. Il mio spirito viene sollevato. La pesantezza si dissolve e quelle immagini indescrivibili tornano a circondarmi, finché non mi sento un tutt’uno con esse.
Il vento, non è più movimento d’aria, ma un danzatore sinuoso che mi guida. I profumi non percezioni, ma sostanze celestiali che mi avvolgono. La Luce un calore che si fa abbraccio infinito.
In questo stato di grazia, una Voce mi parla: “Basta, creatura Divina! Tu sei parte di Me e di tutto ciò che ho creato. Non sentirti separata, non sentirti piccola; tu occupi esattamente lo spazio che Io ho progettato per te. Trasforma questo senso di colpa. Non soccombere ai pensieri oscuri, ma sublimali. Supera ogni debolezza e non chiedere più perdono; chiedi piuttosto la forza di servire. Servi i tuoi fratelli per servire Mio Figlio, il Cristo, attraverso il Mio messaggero Giorgio, i suoi e i miei figli.
Donati, più ti donerai, più Mi amerai per imparare ad amare te stessa.” Fiumi di lacrime scendono ora sul mio volto. Mi sento ricca, benedetta, amata. In me arde solo il desiderio di correre, di lottare, di restituire almeno una millesima parte della vita che mi è stata donata.
All’improvviso, un grido scaturisce dal cuore con una forza nuova: “Giorgio, Giorgio, Giorgio… Aiutami ad aiutarti!”
Resta solo un immenso, struggente desiderio: quello di essere stretta nel tuo abbraccio Giorgio.
Simonetta Ercoli
28 aprile 2026
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