Il mondo interiore e il messaggio di Gesù Cristo

Di Facundo Pérez

È stato detto: «Dai lo-ro frutti li riconoscerete» e «Un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni» (Matteo 7:16–18; Luca 6:43).

Il mondo interiore e il messaggio di Gesù Cristo

Di Facundo Pérez

È stato detto: «Dai lo-ro frutti li riconoscerete» e «Un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni» (Matteo 7:16–18; Luca 6:43).

Desidero condividere un pensiero che custodisco dentro di me durante queste ultime settimane, riguardo al quale potrei anche sbagliarmi. Per questo motivo, prego chiunque legga queste parole di sottoporle, se lo desidera, a un proprio filtro interiore.

È stato detto: «Dai loro frutti li riconoscerete» e «Un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni» (Matteo 7:16–18; Luca 6:43).

Credo che questo insegnamento offerto dal maestro Gesù sia applicabile a ogni ambito della nostra vita. Nel cammino spirituale, la linea tra il vero e il falso è spesso estremamente sottile, se non sfumata. A volte, piccoli dettagli — che sul piano spirituale sono sproporzionatamente grandi — determinano ciò che è autentico rispetto a ciò che è falso. Per tale ragione, Gesù Cristo, in quanto unico riferimento di perfezione, ci ha fornito gli strumenti precisi per agire nella nostra vita quotidiana. Ci ha insegnato che il discernimento non deve basarsi unicamente su ciò che appare vero, ma sui frutti che produce.

Comprendo inoltre che, nel cammino spirituale, vi siano momenti in cui il nostro mondo interiore ci indica una direzione molto precisa e che, nella maggior parte dei casi, stabilisce il nostro modo di essere e come ci relazioniamo con gli altri. A livello argomentativo, tale direzione può sembrare corretta da ogni punto di vista e può essere accompagnata da segnali o esperienze. Su questo punto desidero porre un’enfasi particolare.

Cristo, duemila anni fa, ci ha dato la chiave su come agire di fronte a queste situazioni. Quando parla dei frutti degli alberi, ci insegna anche che dobbiamo confrontare ogni esperienza interiore con il Suo messaggio. Vale a dire, il mondo interiore e tutto ciò che si può sperimentare devono essere posti, responsabilmente, sotto un filtro infallibile: la vita di Gesù, i Suoi insegnamenti e il Suo esempio, così come li troviamo nel Nuovo Testamento.

Se il nostro operato, come risultato del nostro mondo interiore, è coerente con il messaggio dato da Gesù Cristo, allora esso è vero e i suoi frutti saranno coerenti con l’albero da cui nascono. Se non fosse conforme al Suo insegnamento, quello stesso filtro dovrebbe permetterci di scorgerne la falsità. Non dobbiamo dimenticare che l’ego possiede i propri meccanismi di sussistenza e tende a proiettarsi nel tempo e nello spazio, cercando di giustificare il nostro agire errato e presentandolo quasi come se rispondesse a un bene superiore. Allo stesso modo, esso può essere influenzato da forze negative che ci distolgono dal cammino corretto.

Così come un frutto buono non può provenire da un albero cattivo, il nostro cammino e le nostre azioni devono essere coerenti con quanto Gesù ci ha insegnato duemila anni fa. Ciò ci darà la misura del fatto che stiamo camminando con fermezza e sul sentiero giusto. È inoltre importante comprendere che l’applicazione di tale filtro deve avvenire a partire dall’amore, dall’unione e dall’umiltà, e non dal giudizio, dall’orgoglio o dalla separazione.

Comprendo che questo stesso scritto possa rappresentare una prova per me. Perciò, chiedo al Padre che mi conceda l’umiltà e l’amore necessari per attraversare ogni prova con rettitudine, discernimento e fedeltà alla verità.

Facundo Pérez

28 Febbraio 2026

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