
In un grigio e freddo pomeriggio autunnale di sabato, veniamo convocati per un appuntamento che si preannuncia molto speciale. Un momento di riflessione, ma anche di profonda commozione, poiché proprio in questo 9 maggio ricorre l’anniversario della scomparsa di un essere molto speciale: il suo nome era Peppino Impastato.
Un giovane uomo, emblema e martire della resistenza contro la mafia italiana. Ha dimostrato come l’arte sia in grado di scuotere le coscienze e cambiare il modi di pensare della massa.
Grazie al suo talento, il suo carisma e un profondo spirito rivoluzionario, è riuscito a risvegliare la coscienza del cambiamento in migliaia di persone. Ancora oggi la sua eredità è alla base di molti movimenti rivoluzionari che, ispirandosi a lui, portano avanti le proprie battaglie contro un sistema mafioso che cerca sempre di mettere a tacere chi gli si oppone, proprio come fecero con lui, ma che non è mai riuscito, né mai riuscirà, a cancellarlo dalla memoria collettiva.
È a lui che questa cronaca è dedicata, così come a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, lottano ogni giorno per la libertà e la giustizia.
E’ così che Davide apre l’incontro, seguito da Georges che introduce l’intervista al nostro importantissimo ospite.
Già il titolo stesso dell’evento ci invita a riflettere ben oltre le risposte e le rivelazioni offerte da Giorgio, portavoce del grande maestro Adoniesis: un essere che, con amorevole disponibilità e pazienza, ha accettato di rispondere alle nostre domande per approfondire diverse verità spirituali, universali e umane, oggi più che mai necessarie da trasmettere e divulgare in questi tempi così turbolenti.
Sulle note di “Honrar la vida”, un brano interpretato dalla cantante argentina Marilina Ross, Davide prende la parola per una breve introduzione e per dare il benvenuto a tutti.
Georges inizia chiedendo a Giorgio:
– Quando intitoliamo questo incontro “Il mondo nell’abisso”, come lo interpreti?
Giorgio:
“Quando penso al mondo nell’abisso, il mio pensiero va all’Africa, a Gaza, all’Ucraina. Penso al fatto che non si voglia nominare né dire quanti morti ci siano davvero; lo sanno, ma non lo dicono. Sono morte più di un milione di persone. L’Ucraina non ha più giovani, ha ornai una popolazione anziana. Penso alle mafie, al narcotraffico, all’inquinamento radioattivo. Penso che il mondo sia davvero in un abisso.”
Senza dubbio un tema come l’individualismo non poteva mancare in questo dialogo e al riguardo Giorgio risponde che
questa solitudine porta alla depressione e, di conseguenza, all’autodistruzione”. Sottolinea poi quanto sia fondamentale il lavoro nelle comunità che portano avanti cause giuste, a prescindere dal fatto che si tratti di atei, credenti oppure no, così come chiunque creda nella verità che noi, come collettivo comunitario, portiamo avanti. “Questi divulgatori hanno l’obbligo di far conoscere la verità che si nasconde dietro le menzogne dei potenti.”
Tornando un poco indietro nel tempo, Georges introduce due temi di riflessione e consultazione spirituale. Uno di questi riguarda il fatto che sono ormai passati più di trentasei anni da quando, da parte sua e di Eugenio Siragusa, vengono divulgati avvenimenti che nel tempo si sono regolarmente verificati: lo considera un trionfo o un successo?
Giorgio risponde che non gli interessa pensarci. Sebbene l’intera verità extraterrestre si sia compiuta esattamente come era stato detto e scritto, ciò che gli sta più a cuore è capire se tutto questo serva ad aiutare, a dare speranza, a sostenere i giovani e a dare manforte alle cause giuste. Il suo pensiero va ai propri figli e alla rabbia che provano di fronte a così tante ingiustizie.
L’altro tema riguarda invece Poimandres e il suo significato. Giorgio ne parla come della forza creante (lo Spirito Santo): Poimandres è il Cristo, e il Cristo si trova nel punto più alto, persino sopra Dio (il Padre Adonay). Il Cristo si incarna poi in Gesù, di conseguenza Poimandres assume sembianze umane nella figura di Cristo Gesù. Solo in questo modo possiamo comprendere perché il Cristo rivesta un ruolo così elevato, al di sopra di chiunque altro.
Dialogando sul tema della Confraternita,a Giorgio viene chiesto se questa possa essere considerata una scuola dello spirito. La sua risposta è sì, ma aggiunge che, sia in passato sia al giorno d’oggi, non siamo stati ancora capaci di comprendere appieno certe verità e rivelazioni universali. Per spiegarlo traccia un breve percorso cronologico illustrandone le ragioni, e conclude accennando al fatto che verso l’anno 2100, forse, tali questioni potranno finalmente essere insegnate e comprese con maggiore naturalezza dalle nuove generazioni.
Sempre rimanendosul confronto tra passato e presente, gli viene chiesto di tracciare un parallelismo tra le barbarie commesse in quei diversi periodi storici. Risponde affermando che, sebbene in passato siano sempre esistiti massacri e ingiustizie,essi venivano pensati e realizzati secondo i mezzi disponibili all’epoca; non esistevano le armi nucleari di oggi, né il pericolo imminente di un annientamento totale che, al giorno d’oggi, è lasciato nelle mani di pochi potenti pronti a usarlo a proprio piacimento.
È proprio per questo motivo che ORA abbiamo l’aiuto degli extraterrestri, la cui presenza si è fatta più intensa per evitare che si arrivi ad un simile epilogo.
Giorgio prosegue spiegando che, grazie al loro livello superiore d’intelligenza, sono molto più evoluti e potrebbero, se lo volessero, annientarci per le nostre azioni, ma non lo fanno. Interverrebbero soltanto se noi utilizzassimo le bombe atomiche per autodistruggerci; solo allora interverrebbero per impedirlo. Paradossalmente, continuano ad avere speranza in noi, attendono e non intervengono.
Per questo motivo sono così importanti le manifestazioni dei cerchi nel grano, la sfera di Buga, l’esistenza dei vari contattati che si sono susseguiti nel tempo e che ci sono ancora oggi, compreso, nel mio piccolo, questo servitore contattato da Adoniesis
È in questo modo che preparano il loro arrivo in questo tempo, si manifestano in luoghi strategici dove si trovano centri atomici e armi di distruzione di massa, per dimostrare che possono proteggerci ed evitare tale fine, agendo affinché i conflitti attualmente in corso non degenerino e salvaguardando al contempo la Madre Terra da una distruzione tanto inimmaginabile quanto implacabile..
Emerge poi il tema del LIBERO ARBITRIO, a proposito del quale Giorgio ci spiega che esso rappresenta la prova tangibile del fatto che siamo stati creati da Dio e che, nella sua infinita misericordia, Egli ci ha fatto il dono più grande, quello di poter scegliere in totale libertà. Tuttavia, si è sbagliato, perché l’uomo è perverso con sé stesso e con il pianeta che gli è stato affidato poiché l’essere umano non accetta limiti, e lo ha ampiamente dimostrato quando, di fronte al Cristo inviato da Dio, ha scelto di ucciderlo, mostrando tutta la propria arroganza.
Non poteva mancare il tema dell’ANTICRISTO:
“L’Anticristo è il DENARO. I venditori del ‘PRODOTTO CRISTO’ sono l’Anticristo. Una dimostrazione di questo sono gli evangelisti legati al governo Trump che benedicono le sue azioni belliche lasciando intendere che chiunque non sia d’accordo verrà eliminato. Un’ulteriore dimostrazione è che perfino l’attuale Papa ha affrontato Trump e si è schierato contro di lui.”
Giorgio ci spiega:
“Teologicamente, l’Anticristo è il denaro, è un dio creato dall’uomo e l’Anticristo condiziona tutti gli uomini. Per questo il principe di questo mondo ci tiene tutti nelle sue mani e ci manipola. L’unico modo per non cadere nelle sue trappole è USARLO esclusivamente per fare il bene; se lo UTILIZZIAMO in questo modo, allora diventa uno strumento STRAORDINARIO.”
Sempre a proposito del denaro e del suo utilizzo, Georges fa notare come esistano comunità, molte delle quali indigene, che si basano sul sistema del baratto e vivono in questo modo senza alcun problema. Giorgio aggiunge che queste comunità non si sono lasciate tentare dal denaro e che gli extraterrestri hanno contatti con esse e considerano quel modo di vivere come qualcosa di assolutamente naturale.
È in questo momento che Giorgio riprende il tema di Peppino Impastato, definendolo una fonte d’ispirazione per le nuove generazioni, un attivista unico contro la mafia. Nonostante le sue stesse origini familiari fossero segnate dall’ambiente mafioso, crescendo divenne un super-attivista e un grandissimo pacifista; proprio per questo motivo, e per essersi rifiutato di seguirne la tradizione, ne fu ordinato l’assassinio nel modo più brutale. Peppino aveva la capacità di far cambiare mentalità alla gente, ponendosi come un vero e proprio punto di riferimento per il cambiamento.
In questo fitto e variegato ventaglio di argomenti,Georges nomina diverse personalità sia del mondo artistico sia di quello religioso e invita Giorgio a descrivere ciò che ciascuna di esse gli ispira.
Madre Teresa: una santa con le sue contraddizioni.
Giovanni Falcone: un martire della giustizia.
Che Guevara: un rivoluzionario utopista ingenuo.
Papa Francesco: la prova che a volte lo Spirito Santo può cambiare i Papi.
Eugenio Siragusa: mio padre spirituale.
Totò Riina: capo stupido, ignorante, puro criminale astuto al servizio dei potenti.
Nino Di Matteo: incarnazione dell’etica.
Giorgia Meloni: Giuda delle sue stesse idee.
Ma si sofferma su Gaspare Mutolo:
“Un assassino obbediente, mafioso pentito, che alla fine ha consegnato interamente i suoi beni allo Stato, un credente che porta la stella; un serio esempio di pentimento e un simbolo di vittoria contro la mafia.”
E proprio sul pentimento Giorgio continua dicendo che Dio lo accetta, ma in cambio di qualcosa.
Di cosa?
In cambio del dare la propria vita per la comunità, offrire la propria vita a Cristo, fare il bene. E cita l’esempio del ladro condannato sulla croce accanto a Gesù: si pente all’ultimo momento e viene perdonato, poiché rinuncia a tutto ciò che amava per difendere Cristo e lo fa con sincerità. Quindi, quando offri tutto al Padre si compie il pentimento, dice Giorgio.
A questo punto dell’intervista sorge una domanda che molti di noisi pongono:
Da dove nasce l’espressione “La Musica che Salva il Mondo”?
Giorgio racconta della sua passione giovanile per il rock progressivo, un interesse coltivato anche grazie al fatto che conduceva un programma radiofonico. Tutto questo lo portò ad avere una connessione speciale con la musica. Grazie a questo, e proprio attraverso la musica inserita nei Podcast, le persone si sono interessate a conoscere il messaggio che offre. La musica come mezzo artistico rivoluzionario capace di cancellare le frontiere e compiere miracoli di pace e comprensione tra le persone.
Cita come esempio il cantante cileno Víctor Jara, assassinato dalla dittatura di Pinochet, poiché con la sua arte mobilitava le masse attraverso il messaggio trasmesso nei suoi testi, nella sua voce e nella sua sublime interpretazione. Era capace di cambiare il pensiero di molte persone e ciò non conveniva alla politica fascista dominante dell’epoca.
“Con Roger Waters accade la stessa cosa. Si è opposto al sistema e lo hanno relegato a New York, non gli permettono di viaggiare né di fare altre tournée perché il suo discorso non fa comodo a i potenti.”
“Sonietta e Taty”
A questo punto veniamo trasportati in un momento di profonda commozione, guidati per mano da Sonietta e Tatiana Tree (sorella dell’Arca e attivista del movimento Voces Insurgentes – OUR VOICE URUGUAY). Le due ragazze ci prendono per mano e ci mostrano un modo di onorare la vita attraverso la loro arte, offrendoci uno sguardo poetico, amorevole, riflessivo e rivoluzionario sulla realtà e sul dolore vissuto in Palestina, una terra che, come dicono loro stesse, è imprigionata e devastata. Questa volta la narrazione scorre attraverso gli occhi di Belén, una bambina palestinese dilaniata, come tante infanzie violate ogni giorno fino a oggi.
Dopo questo momento commovente, che senza dubbio lascia tutti i presenti con molto su cui riflettere, l’intervista continua con Giorgio che offre la sua riflessione sull’accettazione delle sue stigmate che hanno sanguinato quotidianamente e ininterrottamente da più di vent’anni, sul suo dolore e su come siamo arrivati a oggi, quando gli episodi non avvengono più ogni giorno, ma meno frequentemente, per un totale che ormai ha superato le diecimila sanguinazioni.
“È tanto, lo accetto, mi onoro, perché ormai a 63 anni sto vivendo una sorta di tregua mistica. Quando si manifestano è tremendo e posso rivelare ciò che sento, con verità assoluta. Provo compassione per l’umanità, il desiderio di aiutare la gente e accetto tutto quel dolore perché io non sono di questo mondo; da dove vengo non ci sono scontri, non ci sono guerre, c’è musica, ci si aiuta gli uni con gli altri, non esiste il male e, se si presenta, viene respinto con forza. Non bisogna farlo.”
“Allora immagina qualcuno che sanguina e soffre quel tremendo dolore della crocifissione, che ha ferite che non si infettano e che, inoltre, ha la consapevolezza di venire da un altro luogo. Ecco perché io non accettavo il sanguinamento.”
“Puoi pensare: perché non l’ho detto prima? Ora che sono arrivato a più di diecimila volte, sì, lo confesso.”
“La differenza innegabile è che amo Cristo. Solo se vivi il Getsemani puoi comprenderlo e quando termina la sanguinazione mi sento un eroe, ogni rifiuto svanisce e chiedo un milione di volte perdono per aver provato ciò, e LUI mi dice: ALZATI! SOLLEVATI E ANDIAMO.”
Fa inoltre riferimento al fatto che diversi stigmatizzati del passato e del presente hanno attraversato questi stessi sentimenti. È ciò che dobbiamo vivere, ma siamo noi a scegliere se lasciarci o meno tentare dal demonio in quei momenti di negazione. E aggiunge:
“Voi siete più fedeli, più devoti, perchécredete senza vedere altro, mi tolgo il cappello, credete: perché beati coloro che credono senza toccare e senza vedere.”
A questo proposito Georges interviene con una riflessione e chiede a Giorgio:
Come vedi i membri di questa scuola evolutiva? in fondo, per percorrere questo cammino ed essere un po’ degli “eroi”, siamo tutti in qualche modo stigmatizzati, ma poi ci si rende conto che esiste un disegno divino scientifico-spirituale, fatto di reincarnazioni e vite passate, che ci ha condotti in questo luogo.
Giorgio lo conferma dicendo che la Confraternita, OUR VOICE, FUNIMA, PIER GIORGIO e così via esistono perché c’è un disegno divino che pianifica e unisce questa confraternita, in questa confederazione. Questi esseri sanno che ci sono persone idonee a ripopolare questa Terra, a patto che ne abbiano le qualità e che sia necessario.
Questi esseri sono convinti che, grazie a noi, non sarà necessario annientare il pianeta proprio per le condizioni religiose, politiche, filosofiche e scientifico-spirituali extraterrestri che ci legano a loro. Quest’ultimo aspetto, dice Giorgio, io lo metterei al primo posto.
23 maggio. Georges menziona un nuovo anniversario della strage di Falcone. Giorgio confessa di aver pianto quel giorno quando apprese la notizia, perché provava rabbia verso se stesso per non essere stato lì ad aiutarlo e si promise che, se fosse accaduto ad altri uomini come lui, li avrebbe aiutati. E infatti successe, e lui li accompagnò quando avvenne.
In un altro 23 maggio, Georges gli ricorda che durante una manifestazione di due anni fa, subì la repressione da parte delle forze militari fasciste, insieme a diversi giovani, e gli chiede come si possa a far breccia nel cuore dei giovani. Giorgio risponde che in quell’occasione furono colpiti e sfondarono il muro della polizia. I ragazzi lo videro come un uomo più anziano, un padre, un adulto, che non si tirava indietro e osava; allora si misero al suo fianco, ebbero coraggio e spinsero insieme a lui. Ci sono molti giovani che fanno questo e dice di amare le flottiglie che vanno a Gaza:
“Rischiano la loro libertà per questo. Gli extraterrestri guardano verso quei gruppi e sanno che ci sono elementi che possono creare una nuova civiltà.”
Antimafia
Georges definisce Giorgio Bongiovanni un punto di riferimento dell’Antimafia per la politica attuale, dato che Antimafia Duemila è il quotidiano più letto su questo tema. Lo riconoscono sia gli amici che i nemici, perché se il capo della mafia ritiene che siamo i più credibili, se la stessa mafia ti considera credibile, allora il nostro giornale è il più importante. Perfino l’FBI lo legge, così come i procuratori e i giudici. Per questo Georges ringrazia tutto il gruppo mondiale che fa parte di Antimafia Duemila.
Georges chiede a Giorgio il suo punto di vista teologico sulla Palestina:
“Palestina: è come Cristo che oggi stanno nuovamente crocifiggendo.
I sionisti ebrei sono i Giuda criminali che vogliono uccidere i fratelli del Cristo e la pagheranno molto cara davanti a Dio, perché Dio esiste e ha suo figlio Gesù Cristo e, poiché Dio è giusto, ristabilirà l’ordine.
Vede i musulmani, il Medio Oriente, l’Iraq come fratelli materialisti della Palestina che invece di difenderla non fanno nulla; solo l’Iran lo fa, non soltanto politicamente ma anche spiritualmente.”
Riguardo ai detenuti e alla sua opinione teologica, Giorgio spiega che sia in Sud America sia in qualunque carcere del mondo, la tortura esercitata sui detenuti deriva dall’ideologia fascista. Tale tortura rende il prigioniero ancora più feroce.
Questa nefasta forma politica serve affinché questi giovani, una volta usciti, contagino altri con la stessa ferocia e così si alimenta la criminalità per poter riempire ulteriormente le carceri. Quanto più le carceri sono piene, tanto più il fascista sente di aver svolto il proprio lavoro; anche a livello politico è così. Non si vuole una società che possa cambiare. Abbiamo strutture moderne che potrebbero essere trasformate, ma la politica fascista punta solo alla repressione: bisogna reprimere i piccoli criminali e perdonare i criminali in colletto bianco, affinché il sistema si autoalimenti e non abbia mai fine.
Gli viene chiesto anche del bambino prodigio argentino Milo e della sua esperienza mistica. Giorgio risponde che, se lui fosse stato rinchiuso in carcere, si sarebbe suicidato il secondo giorno, non avrebbe resistito. L’alto indice di suicidi tra i giovani dipende anche dall’influenza sbagliata della Chiesa e dagli educatori, molti dei quali fanno parte dello stesso sistema fascista.
“L’abisso nel mondo si applica al nostro microcosmo?”
Giorgio dice di no, non a tutti. I membri della confraternita vivono con gioia e speranza nel cambiamento, poiché in effetti siamo i pionieri di una guerra di pace che vinceremo:
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE.
UN’ULTIMA DOMANDA…
Lotta sociale, canto, musica, maestri spirituali, profezie, segni, la sfera di Buga, Milo, le stigmate… con tutto questo teatro della vita, il regista Adoniesis… cosa ci riserva?
Giorgio dice:
“Penso che alla fine, Egli creda nell’uomo. Sa meglio di chiunque altro che il mondo è nell’abisso, ma allo stesso tempo continua a tollerare l’odio più grande che questo uomo compie contro la Terra. Ricordando il capitolo 6 della Genesi, si racconta che Dio annientò il mondo per molto meno di questo e oggi arrivano perfino a uccidere suo figlio. Tuttavia, essi sanno che esistono uomini e donne saggi. Vede la Terra come un campo di sporcizia pieno di bellissimi fiori, rose e cose buone che meritano di essere colte e salvate… per questo ne vale la pena e per questo vi dico tre parole:
RESISTETE, RESISTETE, RESISTETE.”
Commovente e significativa conclusione di questo incontro. Sonia e Tati ci fanno nuovamente vibrare l’anima con il loro canto e la loro poesia che incorniciano un finale indimenticabile.
Commovente e significativa conclusione di questo incontro. Sonia e Tati ci fanno nuovamente vibrare l’anima con il loro canto e la loro poesia che incorniciano un finale indimenticabile. Taty ci offre un canto che rivela il suo sentire davanti alla sofferenza di Giorgio in ciascuna di queste sanguinazioni, per oltre diecimila volte… mentre Sonietta racconta quella sofferenza di ogni evento e ci mostra con le sue parole la singolarità di ogni formazione apparsa nelle sue stigmate, con una saggezza che porta tutti noi fino alle lacrime.
Fin qui arriva la mia recensione di un incontro davvero indimenticabile. La mia riflessione su tutto ciò che è stato vissuto in questo freddo pomeriggio autunnale è che ci resta ancora molto da assimilare, molto da fare come esseri che fanno parte di questo cammino, che abbiamo scelto di percorrere senza condizionamenti ma con un forte impegno nella lotta contro le ingiustizie. Dobbiamolavorare fianco a fianco con i nostri cari e coraggiosi giovani che portano avanti tutte le cause giuste che valorizzano.
Allo stesso modo, il lavoro iniziato ormai più di tre decenni fa per la divulgazione del messaggio di Cristo e il fatto di essere sempre sostegno e appoggio al nostro emissario del cielo Giorgio, è ciò che ci mantiene ancora attivi e vigili davanti alle tantissime cose che restano da fare, rispettando sempre i tempi e i disegni celesti. Continueremo a lavorare per loro e con loro con il più grande di tutti gli amori, quello che ci inonda e ci spinge ogni giorno a viverlo e realizzarlo.
“Getsemani,
le rose non le ho chieste
e sbocciano qui
tra ferro e frenesia.
Non mi negherò
se perfino la mia carne è tua,
diecimila volte combatterei
se quando guardo
anche lui mi guarda.”
Autrice: Tati Tree
Con amore fraterno.
Claudia Jacue
16 maggio 2026. Arca Uruguay
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