
Corpo, cervello, braccia, gambe… ingegneria umana della Creazione.
Una macchina perfetta che custodisce il soffio originario dello Spirito Omnicreante. Materia limitante e al tempo stesso dimora del vero Essere.
Ricerche e osservazioni scientifiche hanno rilevato che, nel momento esatto della fecondazione dell’ovulo da parte dello spermatozoo, in quel preciso nanosecondo in cui si incontrano, è possibile registrare un bagliore luminoso, una sorta di esplosione “solare” generatrice di Vita fisica, con l’unico scopo di accogliere un’anima e uno spirito che faranno esperienza della terza dimensione.
Dimensione nella quale il pensiero lineare, gerarchico, schematico, digitale, matematico e materia-centrico diventa prigione per la Gnosi.
Laddove fluidi chimici trasportano una genetica solare e necessariamente coesistono in una dicotomia continua: bene e male, bianco e nero, alto e basso, davanti e dietro, futuro e passato, maggiore e minore, luce e oscurità, Padre e Figlio.
Ed è in questo contrasto — e forse per necessità — che percepiamo la Gerarchia Divina e Celeste come Alfa e Omega, primo e ultimo, origine e fine. Ma… e se non fosse così?
Il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo e il Cristo diventano metriche attraverso le quali tentiamo di assimilare la Loro importanza nel modo in cui concepiamo il nostro universo limitato e limitante. L’uno nasce dove l’altro termina.
Ma se il concetto umano di “Figlio”, “Padre”, “Legge”, “Ordine” e “Caos” avesse varianti differenti da quelle che, per semplice necessità di sopravvivenza, siamo costretti a concepire?
Così come un circuito elettrico deve obbedire alla legge di Ohm, di Kirchhoff, di Faraday, a equazioni e principi necessari per trasportare energia — essendo la luce elettrica una delle sue molteplici manifestazioni — e senza tale ordine il caos (cortocircuito) ne interromperebbe la funzione, allo stesso modo la macchina umana si aggrappa a schemi di pensiero generati dalla chimica che permette il funzionamento del corpo che ospita lo spirito.
Ma… e se il trascendere dipendesse proprio da un “cortocircuito” umano?
Da questa prospettiva, facendo nuove tutte le cose, possiamo intravedere come Giorgio inizi lentamente a condurci verso la concezione della vera natura del Cristo, di Dio Padre e dello Spirito Santo, al di fuori dell’ordine necessariamente stabilito fino a questo momento — ordine divenuto terreno fertile per il controllo umano da parte del potere delle tenebre.
Gesù disse io sono la via, la verità è la vita, però disse anche un’altra cosa altrettanto importante, non dico più importante. Quando gli chiesero del padre, il regno del padre, lui rispose cercate il regno di Dio e la sua giustizia, non ha detto il suo amore. Eppure Cristo è l’amore incarnato, è l’amore dei superamori, però non ha detto cercate il regno di Dio e l’amore, cercate il regno di Dio e la sua giustizia nel Vangelo.
Quindi ha messo come pilastro, come al centro del valore assoluto da rispettare la giustizia. Non perché è superiore all’amore, no, l’amore è superiore solo a se stesso. Tutti gli altri sentimenti sono sotto l’amore, compresa la giustizia, ma l’amore esiste solo se c’è equilibrio e giustizia.
Si complementano. Cosa possiamo fare? Quello che stiamo facendo. Ti posso dire cosa farà Dio? Distruggerà il mondo per giustizia, non la terra, il mondo.
È possibile distinguere tra le manifestazioni che riguardano l’Amore e quelle che riguardano la Giustizia.
L’Amore come strumento evolutivo quando comincia a manifestarsi l’Ego Sum e l’essere umano, prendendo coscienza di sé e abbandonando lo spirito collettivo, si domanda: che cosa sono esattamente?
Sono un bagliore? Sono un capriccio? Sono una storia?
Io sono Amore. Sono emanazione dello Spirito Santo che dal nulla — o da Sé stesso — mi ha creato. Sono Amore perché, di fronte a una domanda tanto trascendentale in un momento storico ed evolutivo altrettanto trascendentale, concepiamo la Creazione come un atto che nasce da un sentimento d’Amore, che successivamente umanizziamo e riconosciamo simile a ciò che motiva noi stessi alla copulazione e alla generazione della vita.
Concepire la procreazione come istinto di sopravvivenza della specie implica un salto qualitativo: iniziamo a percepire che l’Ordine nell’Universo si fonda sulla Legge dell’Amore.
Per Amore il Padre inviò il Suo Unigenito.
Per Amore Egli si lasciò uccidere.
Per Amore perdoniamo settanta volte sette e porgiamo l’altra guancia.
Gesù ha vissuto pienamente la verità, ma poi ha compiuto un’azione che supera la verità e la giustizia: ha scelto di andare oltre la verità e la giustizia per amore, salvandoci.
Non lo capisco, non lo capisco questo amore. È un amore che non si può capire. Ma la verità è che lui lo ha fatto perché può fare tutto: è il Re, e il Re si può permettere tutto.Gli abbiamo fatto pena, ci voleva bene, ma non lo meritavamo. Quindi non era giusto, quindi non era vero, ma lui lo ha fatto.
Questo significa che nel concetto di verità e giustizia subentra un nuovo concetto, perché se Gesù lo ha fatto, diventa vero e giusto. Ciò che Gesù fa diventa vero e giusto anche se prima non lo era.
Quindi: seguite la verità e la giustizia, ma per amore potete salvare anche un amico che non lo merita, dimostrando che l’amore è sempre il sentimento, il valore più grande che esiste in tutto l’universo. Deve essere giusto ed equilibrato, ma l’amore è ancora più grande.
Questo vi lascio e questo dovete fare. Questo ho fatto. Può anche darsi che sia andato contro il Padre, ma andando contro il Padre ha dato al Padre un segno, che il Padre ha capito benissimo: proveniva dallo Spirito Santo, l’intelligenza onnicreante, l’amore che supera tutte le cose, l’amore incondizionato, l’amore che non è sbagliato.
Quindi lo Spirito Santo, tramite Cristo, ordina al Padre che quella cosa va fatta per salvare le povere creature stupide, indegne, miserabili, deficienti quali siamo noi. Perché tra queste ci siamo anche noi che poi ci innamoriamo di Lui e veniamo salvati.
E quindi il Padre, di fronte al volere supremo dello Spirito Santo, obbedisce.
Il primo a obbedire al volere dello Spirito Santo è proprio il Padre.
Il primo a non obbedire a sé stesso ma allo Spirito Santo è proprio il Padre, al quale tutti dobbiamo obbedienza. Compreso il Figlio.Ma se lo Spirito Santo si sveglia dal suo silenzio — lui che crea continuamente con amore, crea senza sosta — e dice: “Questo voglio”, il Padre lo fa.
Tutti i padri, tutti i geni solari lo fanno, perché quello è l’unico vero Dio: l’intelligenza onnocreante.
Spero che capiate questo linguaggio. Lo so, è un linguaggio di un’altra dimensione, ma è la verità. È affascinante.
Un giorno capiremo davvero chi era Cristo. Ancora non lo abbiamo capito, nemmeno le Chiese, nessuno, o quasi nessuno. Ma io sì.
Lo capiremo. Stiamo ancora lavorando. Non siamo pronti. Cristo è il Figlio di Dio, questo lo sapete. Ma chi era davvero, ancora non lo sapete.
Lo saprete. Ve lo dirà il Padre. Chi meglio del Padre può dirvi chi era il Figlio? Presto ve lo dirà Lui.
È difficile partire da qui.
“Io vi manderò lo Spirito di verità che vi dirà tutte le cose celesti che adesso non potete capire.”
Un giorno il Padre vi dirà chi era il Figlio, perché glorifica il Figlio, perché esalta il Figlio e perché si compiace in Lui. E perché fa anche cose che non sono nella legge. “Signore, Padre, risuscita questo ragazzo: gli voglio bene.”
Una cosa contro la legge.
Quindi un giorno sapremo davvero chi è Gesù Cristo, il Figlio di Dio.
Poi al Padre piace creare, quindi crea anche nuove leggi.
No, il Padre non crea nuove leggi: è lo Spirito Santo, semmai, che crea nuove leggi alle quali il Padre si adatta.
Così è più preciso.
E tuttavia, in alcuni miracoli del Cristo, incontriamo un’esposizione apparentemente non necessaria della Sua capacità e natura, che difficilmente può essere catalogata esclusivamente come manifestazione d’Amore, ma piuttosto come manifestazione di Potere.
Non sono qui soltanto per Volontà dell’Amore del Padre.
Sono qui perché devo manifestare il Potere dello Spirito Santo.
Non è in Me soltanto il Padre, dal quale emano senza dover evolvere come avete dovuto fare voi. In Me è presente e si manifesta anche lo Spirito Santo stesso, concretizzando la Trinità.
Così, da materia inanimata come l’argilla, Egli è capace di far nascere la vita sotto forma di uccelli; di richiamare alla vita corpi abbandonati dalle loro anime da tre giorni; e non solo: acqua, terra, aria e fuoco soccombono alla Sua sola Volontà.
La manifestazione del Potere non è una dimostrazione d’Amore, bensì un atto di Giustizia.
Possiamo allora comprendere che il Padre manifesta l’Amore che ci chiama a evolvere, mentre lo Spirito Santo manifesta la Giustizia che ordina il caos e sostiene la Creazione?
In una società più evoluta, anche l’uccisione di un animale verrebbe considerata un atto grave, perché anche l’animale possiede uno spirito individuale.
Ma da dove nasce questo spirito?Nasce dallo Spirito onnicreante, che ha stabilito le leggi della vita e che ci ha ordinato di nutrirci per trasformarci, evolverci e compiere il nostro cammino.
Tuttavia Cristo ha mostrato qualcosa che va oltre questo sistema.
Egli non ha distrutto la legge, ma ha dimostrato che esiste un valore capace di superare tutte le leggi della vita: l’amore.
Cristo ci ha ricordato che la creazione non nasce da un freddo sistema di combinazioni elettromagnetiche o matematiche.
Queste esistono, ma vengono dopo.All’origine della creazione c’è un sentimento: l’amore.
Per questo motivo tutto ciò che viene compiuto con amore può persino superare le leggi della materia, comprese le leggi che governano la vita e la morte.
Cristo lo dimostra con la sua resurrezione.
Nessuno è mai risorto come lui.
Ma non si tratta di una ribellione contro il Padre.
Al contrario, è il Padre stesso che attraverso Cristo vuole ricordarci una verità profonda:tutte le leggi della creazione sono infallibili, ma esiste una legge che le supera tutte: l’amore.
Sacrificare la propria vita per salvare quella di un altro, secondo la logica della natura, appare contro natura.
E da un certo punto di vista è vero.Ma dal punto di vista del Creatore è la dimostrazione più alta del senso dell’universo.
Tutto ciò che esiste è stato creato per amore.
Cristo salva i suoi amici per amore, ma poi risorge, dimostrando che persino la morte può essere vinta.
Questo significa che la legge suprema della natura può essere superata quando l’atto nasce dall’amore.
E allora accade qualcosa di straordinario:
Dio, che dovrebbe punire chi viola la legge, invece benedice quell’atto, perché è un atto d’amore.Ma Cristo non è soltanto il Figlio di Dio.
Questo lo sappiamo tutti.
Sappiamo che è la manifestazione del Padre.
Sappiamo che è l’amore incarnato.
Sappiamo che sarà colui che giudicherà il mondo.Eppure questo non esaurisce il mistero di Cristo.
C’è qualcosa di ancora più grande.
Gli apostoli stessi avevano iniziato a intuire questo mistero.
Tommaso, vedendo Gesù comandare alle forze della natura, disse:
«Chi è mai costui che comanda al vento, all’aria e alla terra?».
La domanda è sorprendente. Gli apostoli vedevano miracoli ogni giorno.Guarigioni, prodigi, segni straordinari.
Eppure Tommaso non si stupisce del miracolo. Si stupisce di qualcos’altro.
Si stupisce del fatto che Gesù comandi alle forze della natura. E da questa domanda nasce una riflessione più profonda: chi è davvero colui che abita nel corpo di Gesù di Nazareth?
Cristo contiene il Padre. Cristo manifesta il Padre. Ma dentro Cristo c’è anche qualcosa di ancora più grande.
Quella forza che chiamiamo Spirito Santo. Per molto tempo lo Spirito Santo è stato presentato solo come un concetto teologico. Ma in realtà è la forza viva dell’intelligenza onnicreante.
È la sorgente dell’amore che genera la creazione. Ed è per questo che il Padre concede tutto al Figlio.
Gerarchicamente il Padre è superiore. Eppure il Padre riconosce nel Figlio qualcosa di straordinario.
Qualcosa che manifesta pienamente quella forza originaria. Per questo il Padre gli obbedisce.
Noi diciamo che il Padre concede.
Ma in realtà il Padre riconosce e obbedisce a quella forza divina che nel Figlio si manifesta pienamente.
E questa è forse la compenetrazione più grande mai avvenuta nella storia dell’universo.
Molti esseri divini sono esistiti. Molti avatar sono venuti nel mondo.
Ma una compenetrazione totale tra uomo, creazione, natura e principio divino come quella avvenuta in Gesù di Nazareth non si è mai più verificata.
Un uomo di trentatré anni che contiene dentro di sé l’intero universo.
Questo è il mistero di Cristo.
E forse è per questo che tutte le civiltà dell’universo si fermano davanti a questa forza.
E questo mistero non è ancora stato pienamente compreso. Un giorno lo capiremo.
Possiamo dire che dall’Amore si nasce, ma nella Giustizia si permane e si evolve?
La natura cristica trascende allora il concetto stesso di Dio: nessuno giunge al Padre se non attraverso di Lui, perché Egli ha creato anche il Padre dal quale proviene.
Fede, certezza, paure sono stampelle che ci trattengono nel vecchio ordine e ci spingono verso quel “caos” effimero e necessario che precede il “cortocircuito”: l’esplosione luminosa di una nuova aurora nella quale possiamo trascendere dall’Amore alla Giustizia.
Erika Pais
2 Marzo 2026
