
Sabato 24 gennaio, in Via Senatore Cittadella, 5 a Onara di Tombolo (PD), l’arca Chiara di Luna ha inaugurato la nuova sede della neo associazione Veritas Vincit Aps costituita nell’aprile 2025.
Questo evento ha avuto il sapore delle cose costruite con pazienza. Un momento di gioia e calore, vissuto come il coronamento di un percorso iniziato sette anni fa e diventato, oggi, una vera casa per il gruppo e per chi vorrà avvicinarsi alle tematiche che trattiamo. Fin da subito si è percepito che quello non era solo un traguardo: era soprattutto un inizio.
La notizia dell’inaugurazione e dello scopo dell’associazione è finita in prima pagina sul Mattino di Padova, (qui l’articolo completo ) che ha riportato fedelmente nel giornale cartaceo quanto Chiara aveva detto a riguardo.
Purtroppo lo stesso articolo, gestito da un altro giornalista che si occupa della parte web, ha messo un titolo falso, che ha comportato uno tsunami di insulti a Chiara, in quanto il titolo era “vede gli alieni, apre una sede per parlare con gli UFO”.
Invece noi parliamo di UFO, non con gli UFO, una semplice preposizione sbagliata che ha cambiato totalmente il senso. Da lì è partita una serie di reazioni negative: commenti duri, insulti e attacchi legati alla figura di Chiara e alla tematica extraterrestre.
Nel giro di poco l’articolo è stato ricondiviso da altre testate giornalistiche, circa dieci, con l’effetto di ritrovarsi improvvisamente esposti sotto i riflettori.
Il titolo è stato poi corretto, ma da quel frastuono iniziale è arrivato qualcosa di inatteso: tante telefonate e tanti messaggi da parte di persone che chiedevano di capire, di sapere di più.
Per il gruppo è stata una spinta potente, non prevista, ma che alla fine ha portato gran vantaggio in termini di pubblicità.
L’evento è stato aperto con Chiara che ha ringraziato le istituzioni per la presenza, in particolare il sindaco Luca Frasson e la vicesindaca Vanda Marchetti, e ha raccontato il senso profondo di questa apertura: creare un punto di riferimento sul territorio per fare rete, unire persone e associazioni di buona volontà e tenere accesi i valori dell’associazione, riassunti nel motto pace, amore e giustizia.
Chiara ha ripercorso le principali aree di impegno dell’associazione: dalla divulgazione all’appoggio di cause a favore della vita, fino al sostegno a una magistratura libera e indipendente. Con particolare attenzione ai temi delle stragi e ai nodi irrisolti che continuano a pesare sul nostro Paese, ha ribadito il valore dell’informazione come strumento di consapevolezza. Da lì, lo sguardo si è allargato alle crisi contemporanee, sociali e geopolitiche, e alla necessità di fermarsi a riflettere sulla direzione che stiamo prendendo. L’urgenza, ha richiamato, è riscoprire valori che non siano soltanto economici e assumersi scelte coraggiose e responsabilità, soprattutto pensando alle nuove generazioni.
Un passaggio centrale ha riguardato anche la tematica extraterrestre e il clima di scetticismo che la circonda.
Chiara ha affermato che proprio in questo momento storico è in corso, negli Stati Uniti, una fase di disclosure alimentata da testimonianze pubbliche di ex militari e da figure legate ai servizi, come ex agenti della CIA, e da dichiarazioni anche di segretari di Stato come Marco Rubio, ma che verrebbe ancora in parte tenuta sotto silenzio.
Da qui l’invito a un approccio più concreto: informarsi, studiare e verificare i fatti, senza affidarsi al credo o al giudizio frettoloso.
Nel discorso ha trovato spazio anche la dimensione solidale e, grazie alla presenza in sala di Giovanni Bongiovanni, presidente di FUNIMA International Onlus, è stato ricordato il legame nato anni fa e, presentando prodotti e progetti legati a filiere sostenibili, oltre a un’iniziativa recente a supporto di Gaza.
Ha richiamato anche il piccolo percorso visivo allestito in sede, con foto che raccontano le attività portate avanti dal gruppo in questi anni: volontariato, iniziative, divulgazione e altri filoni di impegno.
Poi è intervenuto il sindaco che ha detto di arrivare “da fuori” su alcune tematiche, ma ha sottolineato l’importanza di ascoltare e di non fermarsi al giudizio frettoloso.
Perché l’associazionismo, nella sostanza, è un bene per la comunità e spesso diventa un presidio concreto proprio dove le difficoltà sociali si fanno più evidenti. Ha ribadito il valore di una cittadinanza attiva che investe tempo ed energie per informare, confrontarsi e costruire.
E, a chiudere la parte istituzionale, ha riassunto con franchezza il proprio approccio: ascoltare prima di giudicare. Ha raccontato come oggi l’amministrazione locale si trovi spesso a fronteggiare soprattutto problemi sociali, non sempre adeguatamente sostenuti da livelli superiori, e ha ribadito che l’associazionismo, in tutte le sue forme, fa bene, perché nasce da persone che investono tempo, energie e passione per la comunità.
Citando anche Daniele Silvestri, ha richiamato il valore dell’onestà intellettuale: parlare di ciò che si conosce e, sul resto, esprimere opinioni con prudenza.

Dopo gli interventi, ha preso la parola Giovanni Bongiovanni.
Ha ricordato il legame nato anni fa con Chiara e con il gruppo e ha ribadito che l’associazionismo fa bene ed è, in un certo senso, anche terapeutico.
Ha raccontato il lavoro sul campo portato avanti dall’organizzazione, dalle comunità indigene in Sud America alle aree più fragili del mondo, citando l’impegno attuale a sostegno della popolazione di Gaza e sottolineando quanto, oggi, la comunicazione diretta renda impossibile non vedere.
Nel suo messaggio, Giovanni ha legato l’attivismo a un percorso interiore: la crisi più profonda, ha spiegato, è quella della coscienza, e iniziative come questa sede servono anche a favorire un risveglio, creando rete tra persone, associazioni, istituzioni e cittadini.
In chiusura, ha richiamato l’importanza di portare nel mondo i propri valori senza presunzione, aprendo anche alla riflessione sulle tematiche extraterrestri non come curiosità fine a sé stessa, ma come ricerca del messaggio e del significato che potrebbero avere per l’essere umano.

Infine è stato annunciato il calendario delle attività: a partire dal 30 gennaio la sede ospiterà eventi e incontri ogni venerdì, indicativamente dalle 20:00 alle 22:00, dedicati alle tematiche trattate dall’associazione, con l’invito a restare in contatto tramite sito, pagine social e recapiti.
L’inaugurazione si è conclusa con una grande festa, ma soprattutto con la percezione netta di un passaggio importante.
Per l’arca essersi strutturati e costituiti associazione è un sogno che si realizza in quanto essendo coscienti che stiamo vivendo i tempi dell’apocalisse, percepiamo il peso della responsabilità e il fatto di aprire le porte al territorio diventa necessario per creare un punto di incontro reale, capace di accogliere e richiamare quelle anime che, oggi più che mai, hanno bisogno di essere risvegliate, sperando di compiere sempre al meglio le aspettative che il cielo ha verso di noi.
Questa è stata l’inaugurazione laica per farci conoscere al territorio, adesso non vediamo l’ora di accogliere Giorgio il 28 febbraio per poter fare insieme a lui e a chi sarà presente l’inaugurazione spirituale.

Un fraterno abbraccio a tutte le arche.
fratelli dell’arca Chiara di Luna.
1 Febbraio 2026
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