
Non sono molte le citazioni del vangelo che riguardano l’infanzia di Gesù, argomento sempre avvolto da un velo di mistero. Eppure è risaputo dell’importanza dei primi anni di vita nello sviluppo di una persona, del suo carattere, della sua personalità.
La figura di Gesù è stata valutata giustamente dalle gesta e dai miracoli compiuti durante la sua missione, da ragazzo trentenne quale era, ma pochi sono i dati per poter formare un quadro preciso e dettagliato sui suoi primi anni di vita e sulla sua infanzia.
Per fortuna, oggi abbiamo la possibilità di consultare un cronovisore vivente, immortale, che attraverso il tempo ci mostra le immagini e i ricordi passati che hanno coinvolto la persona di Gesù. Tutto ciò che ruota intorno a questo ragazzo, uomo-Dio, possiamo farlo nostro ascoltando lo spirito di verità che aleggia da sempre nel tempo e che attraverso i suoi personaggi, megafoni umani, parla al mondo mediante la genìa di Giovanni. Ma siccome il mondo è sordo ai suoi richiami, si è scelto un piccolo numero di anime sensibili, perché già conoscono la sua voce e comprendono le sue parole.
Non possiamo separare la figura di Gesù da quella dei due Giovanni, e non solo perché questi erano legati a lui duemila anni fa, uno il precursore e l’altro il discepolo da lui amato, ma anche e soprattutto perché questi tre spiriti rappresentano un’unica voce, un unico insegnamento, un’unica stirpe solare che, a partire dai tempi di Atlantide fino ai giorni nostri, porta alla luce la verità in tutte le sue sfaccettature. Ed è per questo che oggi possiamo conoscere fatti e vicende riguardanti i primi anni di vita di Gesù in Palestina.
A proposito di ciò, si è tenuta a Milano sabato 21 febbraio 2026 una bellissima intervista fatta a Giorgio Bongiovanni intitolata proprio “L’infanzia di Gesù e la missione di Cristo”.
Attraverso le numerose risposte che Giorgio ha saputo dare, siamo venuti a conoscenza di un Gesù come nessun testo sacro ce lo aveva descritto, in dettagli e particolari che solo chi ha vissuto insieme a lui può raccontare.
La nascita di Gesù
Ad esempio, oggi sappiamo che il Cristo si è costruito il suo corpo nel seno della Santa Madre, ovvero che scientificamente il seme biologico è stato inserito nell’ovulo di Maria. Questo seme aveva un codice genetico non umano il quale ha prodotto il corpo perfetto di Gesù, che avrebbe ospitato lo spirito del genio solare Cristo.
Sappiamo che Gesù, già appena nato, aveva un quoziente intellettivo elevatissimo. Egli era già consapevole di essere strumento del figlio di Dio. Al momento della nascita, Gesù stabilisce un contatto tra lo spirito di Cristo e lo spirito cosmico della Santa Madre. In questo modo, egli diviene il dominatore degli elementi naturali, acqua, aria, terra, fuoco.
La sua formazione e il legame con il Battista
Nella sua grandissima umiltà, Gesù è poi cresciuto adattandosi alle regole del mondo, giocando come tutti i bambini, studiando a scuola e seguendo l’insegnamento e le regole degli Esseni. Ma in realtà era lui il maestro, era lui che nel rispetto delle regole insegnava agli altri l’essenza cristica. Era lui che insegnava agli Esseni i precetti di Atlantide, e non il contrario. Il legame con il Battista era talmente forte che questi andava dagli Esseni per ascoltare gli insegnamenti di Gesù.
Giovanni il Battista era molto triste per il fatto che non poteva accompagnare Gesù nella sua missione. Giovanni aveva un temperamento molto forte e avrebbe difeso Gesù fino all’ultimo, andando anche contro il programma di Cristo, per cui è stato fermato con l’arresto e poi con la sua morte fisica. Prima del suo arresto, Gesù lo va a trovare di notte dicendogli che non avrebbe dovuto intromettersi nella sua missione, promettendogli anche che un giorno avrebbe raccontato all’umanità la vera identità di Gesù Cristo. E questo sta accadendo proprio oggi.
Gesù guariva tutti con la Sua gioia
Sappiamo che Gesù provava gioia nella commiserazione. Quando si riunivano le folle con migliaia di persone, Gesù imponeva le mani e guariva tutti. I malati venivano sanati attraverso la sua gioia, cioè si nutrivano della sua felicità e guarivano, perché Gesù riusciva ad essere felice vedendo la gioia nel prossimo. Lui avrebbe voluto fare felice anche Giuda e in questo frangente il genio solare Cristo rischiava di perdersi, sperimentando una cosa che non conosceva, cioè la tristezza profonda, il vuoto totale. Ecco perché il Padre lo manda nel Getsemani, facendolo tentare dal suo strumento che lo prova nell’amore e nella fedeltà. Ma Cristo riesce a vincere la tentazione, trasformando la sua tristezza in gioia.
La peculiarità di Cristo Figlio di Dio
La peculiarità di Gesù Cristo è che lui è il Figlio di Dio. Lui è la Via, la Verità, la Vita. A lui tutto è concesso. Cosa può fare l’apostolo Giovanni? Cosa può fare il maestro Yogananda? Cosa può fare San Francesco? Cosa può fare Padre Pio? Cosa può fare Krishna? Cosa può fare Buddha? Molto! Tutti loro possono fare molto, ma non tutto!
E cosa può fare Gesù Cristo il Figlio di Dio? Tutto!
Moltissime altre rivelazioni ci sono state donate nel corso dell’incontro, che potete rivedere per intero nel link sottostante.
In fede,
Luigi Benedetti
27 febbraio 2026
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