La mia stella, la terra promessa.

Di Patricia Aboal

Perché ho chiamato “terra promessa” la mia stella, lo voglio condividere con tutti voi fratelli.p>

La mia stella, la terra promessa.

Di Patricia Aboal

Perché ho chiamato “terra promessa” la mia stella, lo voglio condividere con tutti voi fratelli.p>

L´01/01/2026, all’arca madre Sonia Tabita, alla fine del pranzo che abbiamo condiviso con Giorgio, prima di alzarsi per andare a prepararsi per l’intervista con Dario Sanfilippo, Giorgio si è toccato la tasca sinistra, vicino al cuore, e ha detto: “Prima devo fare un dono”. Ho capito che avrebbe consegnato il rubino a qualche fratello. Il mio cuore ha iniziato a battere forte, mi sono sentita nervosa, perché ho pensato che forse Giorgio poteva dire il mio nome. Dopo una pausa in silenzio, come se non si ricordasse a chi lo dovesse dare, ha detto – e non ricordo le parole esatte, perché in quel momento stavo morendo d’ansia – ma so che ha detto: il rubino è per “LA MIA PATO”, che sono le parole più belle che si possano ascoltare, perché l’onore più grande è essere del Padre, appartenere al Padre, stare con il Padre.

Giorgio ha spiegato che il Cielo gli aveva cancellato dalla mente il fatto che io non avessi la stella, ovviamente per un motivo, perché con il Padre niente è casuale.

Perché ho chiamato “terra promessa” la mia stella, lo voglio condividere con tutti voi fratelli, perché siete la mia famiglia e perché questa famiglia mi ha aiutata e mi aiuta a crescere spiritualmente.

Nel 2010 stavo attraversando un periodo difficile con il diabete, che avevo scoperto da circa 3 anni. Da poco avevo iniziato a usare l’insulina e vivevo montagne russe di glicemie, stati d’animo opposti, ecc. La mia vita non aveva un vero senso. Cercando la salvezza del mio corpo, ho trovato il cammino per salvare l’anima.

Quell’anno ho viaggiato a Córdoba per incontrare Raúl Bagatello, per curare il mio diabete. In quell’incontro ho capito che non ero nessuno di speciale per chiedere al Cielo di cancellare la mia croce, che dovevo abbracciarla con dignità e responsabilità e andare avanti. “Casualità” della vita, nel mio gruppo di viaggio c’erano i fratelli dell’arca di Fray Bentos, che mi hanno invitata a far parte di un gruppo che seguiva un tale Bongiovanni, e ho detto di SI. Avevo 25 anni, tutto a livello materiale, ma ero vuota. Posso assicurare che il momento più bello della settimana era il lunedì delle “mateadas” con i fratelli, mentre leggevamo i messaggi del Cielo.

L’unica persona dell’arca di Fray Bentos che aveva la stella era la responsabile. In quegli anni mi avevano detto che Giorgio consegnava la stella a chi lavorava e serviva duramente nell’Opera: era un onore quasi irraggiungibile, per cui non pensavo che un giorno avrei potuto averla.

Anni dopo sono entrati a far parte della mia vita Chacho ed Erika, ai quali sarò sempre grata, perché con i loro mille aneddoti e il loro esempio di vita sono riusciti a contagiarmi il loro amore e la loro passione per l’Opera, un’Opera diversa, incomprensibile per molti, un’Opera di militanza, di servizio nella semplicità, nel sacrificio, nella fede e nella disponibilità assoluta, dove ci si trasforma in un soldato attivo, dove comprendere che la Causa è più grande di noi stessi, dei nostri desideri e dei nostri bisogni è fondamentale per poter servire con successo il Cristo.

Nei miei primi passi ho avuto soldati di prima linea come Proto, Almendras, Paco, Lore, Jorge, Mabel, Adriana, Domingo. Quelle persone per me erano e sono Maestri. Quante cose potrei raccontare di ciò che ho vissuto insieme a loro, quante prove ha messo il Padre, prove che nessuno si immagina, dove sono stata testimone soprattutto di Erika País, la mia bussola, una sorella che mai, mai ha perso la fede né l’allegria.

Queste persone hanno ricevuto la stella, i miei fratelli, quei soldati erano i miei punti di riferimento di lavoro e di fede inesauribile, che cercavo di imitare e  imparare giorno per giorno.

Con gli anni è arrivata OUR VOICE, e il viaggio è diventato più intenso e più bello. Nel 2018 ho aperto le porte di casa mia a più di 20 ragazzi e abbiamo formato il gruppo di OV Fray Bentos. Sono stata mamma del cuore per tutti loro e mi hanno resa la persona più felice del mondo.

Nel 2020 sono rimasta incinta e la mia vita ha fatto un giro inaspettato. Il Cielo mi ha chiesto di venire in Italia e ho detto di SI. Lasciando tutto: casa, amici, fratelli, lavoro, è stato per me un salto nel vuoto. L’ho fatto, anche se andava contro i miei desideri personali, perché ho sempre sentito che se me lo chiedeva il Cielo tramite Giorgio, era la cosa giusta.

Siamo andati a vivere in Friuli, dove Simo già faceva parte del progetto Casa Giovani del Sole. Lì ho avuto un grande esempio di sacrificio e servizio da parte del dottor Lautieri e di Elena Forgiarini, ai quali sono grata per tutto ciò che ci hanno dato.

Nel 2022 un giorno Giorgio mi ha chiamata a una missione alla quale ho detto di SÌ. Per me è stato un onore, un privilegio. Quel giorno è iniziato il mio cammino verso la mia “terra promessa”.

Poche ore prima della nostra missione Giorgio aveva consegnato la stella a una sorella e, per questioni personali, debolezze, ho sentito che non era giusto, ho provato invidia, gelosia, ecc.

Mentre eravamo in macchina in viaggio con il Comandante, avevo in testa alcuni pensieri sui miei sentimenti negativi. Giorgio ha iniziato a parlarmi della stella, mi stava leggendo nella mente, perché ha demolito uno a uno i miei pensieri con le frasi che mi ha detto. Ricordo che l’ultima è stata: “In questo momento non ho una stella da darti, se no te la darei, ma per me tu hai già la stella, sei un mio soldato, aspetta che presto te la darò.” Con amore infinito il Padre mi ha dato parole di consolazione, ma ha anche risvegliato in me una grande tentazione. Sono passati gli anni e la stella non arrivava mai, perché quella sera in cui Giorgio mi ha detto che mi avrebbe dato la stella, il mio ego ha vinto. Sono entrata in una spirale negativa, sapevo che stavo sbagliando, eppure sono caduta nell’arroganza di pensare: “La merito, la merito più di altri”. Tante volte ho pensato: “È giusto che la dia a me prima che ad altri fratelli che sono più nuovi”.

Pur sapendo chi è Giorgio, molte volte la mia mente ha vinto. I miei demoni si chiedevano il perché di tante consegne del rubino. La frustrazione mi vinceva perché il mio nome non veniva pronunciato, sentivo rabbia, non provavo felicità per gli altri fratelli. Nei momenti in cui questi sentimenti negativi si impadronivano di me, mi rendevano cieca.

Mi vergognavo, ma uscivano inevitabilmente, erano parte di me, e dovevo affrontarli, accettarli e lavorare per eliminarli.

Chi ero io per giudicare un disegno del Padre, i Suoi tempi, la Sua volontà? Perché mettere in discussione una decisione che viene dal Cielo?

Quanto sono stata arrogante, miserabile e stupida. Lo sono stata… ancora lo sono, ma continuo a lavorare con tutto il mio cuore per migliorare.

Accanto a me, senza giudicarmi, con amore, pazienza e profonda spiritualità, c’è sempre stato e sta Simo, il mio amore, di cui mi sento tanto orgogliosa. Senza dubbio il suo modo di accompagnarmi è stato fondamentale per affrontare la mia oscurità.

Quasi alla fine del mio percorso verso la terra promessa sono entrate nella mia vita Cecilia, Verita e Yesi, che amo con tutta la mia vita e ammiro. Tutte queste persone, con il loro esempio e la loro luce, mi hanno aperto gli occhi e il cuore e la spirale negativa, i miei demoni, si sono fatti piccoli, piccolissimi. Mi sono sentita infinitamente minuscola e ho iniziato a vedere tutte le benedizioni che il Padre mi stava dando e quanta umiltà mi mancava. Potevo solo inginocchiarmi davanti al nostro Padre, chiedergli perdono e donargli la mia vita.

Giorgio, papà, Maestro, Comandante, il nostro faro, Nibiru Arat Ra, l’Uno e l’Altro, la voce del Padre, non ci sono vie di mezzo in questo: o crediamo o non crediamo, e se diciamo SÌ, è SÌ, per sempre. Non dimentichiamolo mai, non dimentichiamo di essere come Giobbe, non perdiamo la fede e l’obbedienza nell’umiltà. Il Cielo ci ha chiesto un up-grade, e ringrazio il Padre che mi ha fatta aspettare anni per la mia stella, perché mi ha permesso di vedere tante debolezze, tanti limiti che ho.

Ma mi ha anche ricordato quanto sono fortunata: il Padre è un Padre generoso, a me ha dato tutto, più di quanto potessi immaginare o meritare, perché mi ha dato la Verità e mi ha dato tutti voi, la mia famiglia.

Seguendo il tuo esempio, alzo la mia croce, ti seguo e ti consegno la mia vita, che non è mia, ma tua, Cristo. Ti consegno la mia famiglia, che non è mia, ma tua. In te confido, in te sono, in te tutto posso.

Sia fatta sempre la tua volontà e non la mia.

Per sempre devota.

La tua Pato.

5 Gennaio 2026


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