L’apparenza della giustizia

"Di Laura Tuttolomondo

La maggior parte delle persone che ho conosciuto ha speso le proprie energie nell'apparire, difficilmente le persone riescono a oltrepassare...

L’apparenza della giustizia

"Di Laura Tuttolomondo

La maggior parte delle persone che ho conosciuto ha speso le proprie energie nell'apparire, difficilmente le persone riescono a oltrepassare...

La maggior parte delle persone che ho conosciuto ha speso le proprie energie nell’apparire, difficilmente le persone riescono a oltrepassare lo strato superficiale che ci circonda o sono rare le persone che ci riescono facilmente.

Sono distratte persino da loro stesse e si aspettano dagli altri gli accorgimenti che a loro sfuggono e così nascono i complimenti che sta alla nostra sostanza capire se sono sinceri o meno, allora coprono i difetti con i pregi e guai a chi nota i primi!

Mettiamo le foto di profilo orizzontali frontali, cambiamo posizione luogo e luce, ma la sostanza è la stessa di prima senza neanche l’intenzione di capirla solo il bisogno di apparire.

Come fanno le multinazionali o altre aziende a essere prime nel loro settore? Si autocomplimentano, allora facciamolo pure! Se Giorgia Meloni è una ministra cristiana allora io sono Rita Levi Montalcini in barca a vela.

Se Nordio è il ministro della giustizia zio Paperone è Robin Hood, tanto chi se ne accorge? Beh una Fiat non si può paragonare a una Ferrari, un chihuahua non abbaia come un alano, ma sono della stessa categoria.

Da come vediamo le cose e dal metro di misura che utilizziamo, se lo affidiamo agli altri non siamo più padroni neanche di quello, anche per questo i nazisti avevano inventato la moda, da piccoli ci vestiva la mamma perché non eravamo capaci noi e da grandi ce lo dicono loro visto che l’abito fa il monaco.

A volte, anche se il vestito è da monaco, riusciamo a ricordare chi siamo realmente ma questo richiede coerenza disciplina e capacità logica perché nell’ingannare gli altri finiamo per ingannare noi stessi da qui nasce l’ambivalenza e la confusione, perdiamo di vista persino noi stessi e allora affidiamoci agli altri che ne sanno più di noi.

Che dire? I nostri fratelli di altre dimensioni non fanno complimenti e di conseguenza non ne ricevono, semplicemente sono consapevoli, vestono una tuta che si adegua alle loro forme, non parlano ma si fanno capire e raramente si fanno vedere.

Noi siamo di questa dimensione e dobbiamo prenderne coscienza.

I migliori Giudici di noi stessi siamo appunto noi stessi, sappiamo anche quello che nascondiamo o non diciamo per paura di ferire; quindi non arriveremo alla telepatia perché questa capacità si sviluppa attraverso la trasparenza, una qualità ridicolizzata dalla nostra società dalla quale cerchiamo di adeguarci dimenticando appunto chi siamo.

Laura Tuttolomondo

19 Febbraio 2026