
Questo bisogno, questo nuovo tentativo del mio essere di imprimere su una “carta” digitale lettere, segni, virgole e sospiri risponde all’ispirazione suscitata dai più recenti (ma antichi) discorsi che la nostra guida, amico e Maestro Giorgio ci ha offerto sul denaro e sulla sua influenza in questo mondo di cui, per ora, facciamo parte.
Non è il discorso in sé a provocarmi insonnia e inquietudine, insieme a certezza e comprensione, ma il modo in cui questi concetti, espressi e trattati nei diversi incontri, conferiscono forma a tutta la conoscenza iniziatica ricevuta fino a questo momento.
Così ovvio che non può essere visto
Vale a dire, come tutto il bagaglio di informazioni e valori che compongono la struttura del cammino evolutivo che dobbiamo percorrere vengono amalgamati, completati e sostenuti da un’equazione che, proprio perché così basilare, così ovvia e tanto mimetizzata nel nostro divenire umano e storico, non viene affatto contemplata.
Il denaro e la sua influenza su ciascuno di noi fanno parte del gruppo delle prime chimere che cerchiamo di razionalizzare, analizzare e gestire, e con cui ci confrontiamo all’inizio del cammino. Associamo il denaro semplicemente alla materia e alla rinuncia ad essa.
Per questo motivo, immediatamente e istintivamente, gli attribuiamo un valore secondario per poter proseguire con la prova successiva, perché è esattamente ciò che ci si aspetta da un iniziato.
Ed ecco che si rivela la prima illusione che aggiungiamo al fardello di illusioni che ci impediscono di realizzare la Gnosi nella sua infinita totalità.
il concetto mistico del denaro
Ed è anche lì che scopro come il concetto mistico, reale e completo del denaro e della sua realizzazione chiuda il cerchio nella tanto necessaria e desiderata realizzazione. È come la ciliegina sulla torta nel banchetto del Matrimonio Celeste.
Perché al di là della naturale irrequietezza che deve possedere lo spirito che risponde alla chiamata, oltre alla predisposizione all’apprendimento e alla disponibilità al servizio che caratterizza l’iniziato, c’è anche, prima e soprattutto, l’influenza che il denaro ha esercitato nel tempo sul nostro essere e sui nostri spiriti.
Il denaro, quindi, come concetto ed essenza, lungi dall’essere un primo ostacolo facile da superare a causa dell’ovvietà di ciò che rappresenta, è invece, senza alcun dubbio, la spada di Damocle che pende su di noi in ogni istante.
La maggior parte delle decisioni che prendiamo sarà sempre, in misura maggiore o minore, soggetta ad esso. Sia dal punto di vista pratico e materiale nell’esecuzione di certe attività e compiti umani legati alle decisioni, sia dal punto di vista spirituale, rispetto alla possibilità di portare avanti tali decisioni o all’influenza che la carenza o il possesso di denaro esercitano sul nostro stato d’animo e sul nostro spirito.
Il denaro è quindi per eccellenza il conduttore del nostro libero arbitrio, il direttore d’orchestra della nostra sinfonia scolastica.
Strumento e carnefice…
Il colpo da maestro del maligno. Il sangue che l’Anticristo ha lentamente iniettato nel nostro GNA e che scorre nei nostri corpi eterici, manifestandosi attraverso emozioni, pensieri e sofferenze.
Almeno questo è ciò che credo di aver compreso ascoltando il Verbo, che ultimamente si è soffermato molto su questo tema, non a caso, ma perché questo è il tempo.
Ma il Verbo non ci viene donato come un semplice cumulo di informazioni, bensì sviluppato all’interno di un ventaglio di presupposti intrisi di una plausibile filosofia logica, libera di essere interpretata secondo la visione e la comprensione di chi ascolta.
Con questi diversi presupposti ed esempi che Giorgio ci fornisce quando approfondisce l’argomento, che ho costruito tutto ciò che sto esprimendo qui, come a voce alta, per ripercorrere il filo del pensiero se fossi in errore, o per approfondire con chi, come me, si è fermato a valutare l’importanza del tema che mi coinvolge.
Occorre quindi sviluppare quanto segue per spiegare perché sostengo tutto ciò.
Così come ogni essere umano può desiderare cose diverse, tuttavia il denaro è quell’unica cosa, unica nel suo genere, che ogni creatura umana desidera avere almeno una volta nella propria esistenza, tanto quanto desidera la vita. È l’unico elemento che è riuscito a unire sotto di sé l’intera specie umana nella società. È un desiderio condiviso da tutta la razza umana.
Maggiore o minore importanza a seconda dell’esperienza
Al denaro e al posto che occupa nella nostra vita attribuiamo maggiore o minore importanza a seconda dell’esperienza individuale maturata nel corso dell’esistenza. Il modo in cui ci siamo relazionati ad esso è direttamente proporzionale alla capacità con cui saremo in grado di gestire il nostro processo di liberazione verso la gnosi.
Se nella vita abbiamo sofferto la mancanza di denaro o abbiamo incontrato difficoltà a causa della sua assenza, probabilmente allora avremo molta più paura di perderlo o di tornare a esserne privi. Così come un marcato sentimento di avere il diritto di possederlo e di meritarlo. “È giusto che il denaro non manchi, è ingiusto che manchi” e la mia relazione con il Divino all’inizio ruoterà attorno all’accettazione e a ciò che mi potrebbe essere concesso. Di conseguenza, anche le decisioni spirituali che lo coinvolgano o che possano portare a una sua perdita o carenza risulteranno più conflittuali rispetto a quelle che non lo riguardano, nonostante ci si creda capaci di rinunciarvi per amore. Questo non è né bene né male, è un semplice frutto della società.
Mancanza o abondanza
Se, al contrario, non abbiamo mai avuto problemi di mancanza di denaro, ci risulterà più difficile gestire relazioni e concepire uno spazio che non sia governato dalla sicurezza che il denaro ci garantiva in passato. Semplicemente non ci è mai stato necessario imparare a gestire e vivere senza denaro. Non sappiamo cosa significhi esserne privi, non possiamo comprendere ciò che vive o ha vissuto chi ne è carente, e la mia relazione con il Divino sarà legata alla capacità di condividere ciò che per grazia mi è stato dato, e alla gratitudine. Sicuramente nelle nostre decisioni spirituali il denaro occupa un posto rilevante per via della dicotomia tra rinuncia, colpa, grazia che il denaro porta con sé. Anche questo non è né bene né male, è semplice istinto di sopravvivenza.
Ovviamente esistono infinite eccezioni e regole, ma in generale il rapporto tra l’essere sociale e l’ambiente si divide, a grandi linee, in queste due ampie categorie.
Chi più e chi meno, ma questi sono presupposti reali con cui gli individui si confrontano rispetto alla mancanza o all’abbondanza di denaro.
Ora, perché è possibile effettuare questa classificazione? Perché il sistema in cui viviamo è stato progettato attorno a questo valore assoluto del denaro, in modo da generare comportamenti ed emozioni basilari e facilmente identificabili, facilitando la manipolazione sociale in generale.
Il denaro è l’eccezione al principio: “Come in alto, così in basso”.
Infatti, il denaro è stato concepito per gestire una struttura che funziona in modo opposto alla dinamica Celeste, ma al tempo stesso è in grado di influenzarla, poiché il conflitto che il denaro genera nello spirito dell’essere umano viene proiettato verso il Padre dall’individuo, attraverso il rapporto che egli ha con il Padre.
E poiché questo valore, questo concetto di compravendita può essere gestito da ogni individuo, indipendentemente dall’impegno spirituale che possiede e dall’etica o morale che manifesta, offre una falsa libertà di poter abbracciare valori condivisi tra tutti gli uomini. Valori che producono sensazioni umane, mentre i valori spirituali sono più difficili da raggiungere e non procurano soddisfazione immediata e tangibile.
Il denaro e la sua esistenza si fondano sulla schiavitù dell’essere umano, la dinamica Celeste si fonda sulla libertà dell’Essere.
Il denaro classifica gli individui in base alla quantità, la dinamica Celeste è infinita e ogni creazione è unica, quindi impossibile da classificare o raggruppare.
Il denaro, alla fine, è finito e per avere valore deve essergli attribuito; la dinamica Celeste è infinita e possiede in sé il proprio valore, nessuna creatura può limitarla.
Il denaro è tangibile, sia nella sua espressione fisica che come rappresentazione grafica di valore e, come ogni cosa tangibile, può cessare di esistere. La dinamica Celeste è invece intangibile ed eterna.
È il denaro il motore di ogni conflitto umano che condurrà infine al compimento delle Scritture.
Le differenze sociali, culturali e religiose che alimentano i conflitti trovano sempre la propria origine nel godimento commerciale e/o territoriale; l’Armageddon, la reazione degli zigos, tutto ha come origine il denaro.
E come via valida per poter combattere ciò che esso genera, invece di auto-convincerci di non esserne controllati o di essere capaci di rinunciarvi, dobbiamo accettare il ruolo da protagonista che il denaro occupa, per poi, a poco a poco, permettere al Padre di compiere la Sua opera nello spirito di ciascuno.
Perché agli uomini non è possibile affrontare e vincere un Dio… nemmeno il dio denaro che abbiamo scelto quando Cristo ci pose la domanda che ci ha condannati:
Chi volete servire, il Cesare dio denaro o mio Padre?
…Quella parte della battaglia per le nostre anime è tra dei…
Se noi permettiamo che l’arbitrio umano cambi direttore d’orchestra, allora potremo riconoscerci nell’ineffabile, rinunciare al tangibile e abbracciare l’eterno.
Erika Pais
9 Luglio 2025
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