
La parola “Famiglia”: quando la pronunciamo, un soffio antico attraversa il cuore.
Immediatamente pensiamo alla madre, al padre, ai fratelli, alle sorelle, ai figli…
Volti che ci sono familiari, presenze con cui condividiamo la casa, il sangue, il nome, il respiro quotidiano dell’esistenza.
Ma questa parola sacra può forse essere confinata entro un cerchio tanto piccolo?
Può la sua luce essere limitata dagli spazi di una sola dimora terrena?
La Madre è l’inizio di ogni cammino, la radice nascosta di ogni vita.
Guardarla è come scorgere un lembo di cielo aperto (Rumi), un varco da cui filtra la luce dell’Assoluto.
Quando la madre prega, i mondi si aprono: i portali celesti si spalancano come se riconoscessero, nel suo sussurro, il linguaggio originario della Creazione.
Amo questa verità, perché mi ricorda che la TERRA, questo pianeta vivo e pulsante, non è un semplice corpo celeste che fluttua silenziosamente nello spazio.
La Terra ha un’Anima.
E quell’Anima è la Madre Santa, il soffio divino che sostiene ogni battito, ogni nascita, ogni sogno.
Chi, se non Lei, può comprendere sino in fondo il mistero delle lacrime di una madre, dei suoi sospiri, delle sue veglie silenziose, delle sue preghiere che bruciano come stelle?
La Madre Primordiale, da cui sgorga ogni vita, è allo stesso tempo figlia, sorella, antenata.
È il cuore segreto di ogni famiglia.
E noi, tessuti dal suo stesso filo luminoso, siamo parte della sua grande trama.
Se potessimo vedere con gli occhi dello spirito, ci accorgeremmo che dietro le generazioni, oltre il velo del tempo, esiste un nodo antico: una scintilla che mostra che tutti noi, in un passato remoto, eravamo uniti, intimi, fratelli sotto una stessa luce.
Ma crescendo di numero, abbiamo creato distanze, confini, separazioni.
Eppure, se impariamo a guardare con gli occhi dell’amore e della gratitudine, con lo sguardo che sorpassa le forme e riconosce l’essenza, scopriremo che siamo ancora un’unica famiglia cosmica.
Una sola vibrazione intrecciata nell’Oceano del Vivente.
Solo se uniremo i nostri cuori rinascerà in noi quella piccola lampada di luce, una luce che, accesa insieme alle altre, diventerebbe una corona luminosa intorno alla Terra, un cerchio radiante capace di far sorridere perfino gli angeli.
L’amore di una madre è il linguaggio senza tempo, la prima preghiera, la nota che tutte le anime riconoscono, persino quelle che vivono in mondi lontani.
Perciò guardiamo i più piccoli con gli occhi della Madre: occhi che sono pozzi di compassione, di tenerezza insondabile, di forza silenziosa.
Amiamo ogni creatura come fa una madre che dona tutto, anche quando non viene vista, anche quando rimane sola con il proprio cuore acceso come un altare.
Così come la Madre Santa, che offrì il suo unico Figlio affinché il mondo potesse rinascere alla Vita eterna.
Diventiamo allora la corona mistica della Terra, la cupola vibrante di luce che innalza al Cielo i dolci canti dell’amore, della bontà, della dolcezza incondizionata dei suoi abitanti.
Lasciamo che la nostra Terra risplenda come un tempio vivo, pronto ad accogliere la Grande Famiglia Universale, portatrice di doni di saggezza stellare, conoscenza antica, valori cristici sublimi e memorie celesti.
Una famiglia che giunge non per separarci, ma per unirci nella verità.
Non per giudicare, ma per guarire.
Non per cambiare ciò che siamo, ma per risvegliare ciò che siamo sempre stati.
E quando questo incontro avverrà, la nostra luce e la loro si intrecceranno come due fiamme gemelle… coronando finalmente l’Unione Eterna.
Matilda Mulla
24 novembre 2025
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