
Crescendo avrei voluto un padre, il mio non c’è mai stato. E tu, nel tuo delirio divino, non solo mi hai dato un padre, ma uno con i segni di Cristo.
Ho una madre devota, totalmente immersa in te,
e nella tua fantasia hai detto: “Questa la tengo per me”, ma te ne metto altre accanto.
E così sono arrivate Mara Mimi, Maria José, Lina…
La vita mi ha resa madre,
e anche lì non ti sei fermato. Quella maternità l’hai allargata oltre il sangue e ho imparato a sentire figli anche chi non ho partorito.
Essendo figlia unica ho desiderato fratelli,
e oggi ho una grande famiglia di uomini e donne combattenti, con qualità diverse dalle mie,
che completano tutto ciò che io non sono.
Nei momenti più difficili, quando mi sono sentita inghiottire, sono sempre arrivate anime, a volte solo di passaggio,
ma esattamente quelle necessarie per sorreggermi.
E quando sembra mancare qualcosa, o prima ancora di riuscire a pensarlo, Tu ci sei, come se non potessi fare a meno di esserci.
Davanti a tutto questo, cosa posso mai restituire?
E l’unica cosa che ti sento sussurrare è:
Ama mio Figlio come io ho amato te.
Solo questo?!
Sei un povero pazzo.
E allora lo amo, amo te
e questa tua immensa, travolgente follia.
Tua, con tutti i miei limiti.
Sonia De Marco
20 Marzo 2026
