
Parte 1
Sabato 25 aprile 2026, a Wetzikon, si è svolta l’inaugurazione della nuova comunità “Dal Cielo alla Terra” – Costa Dorata del Sole.
In un’atmosfera tranquilla ma allo stesso tempo intensa, amici, fratelli e sorelle si sono riuniti per vivere insieme questo momento speciale. Fin dall’inizio si percepiva chiaramente che non si trattava semplicemente di un evento, ma di un momento di raccoglimento, di introspezione e di orientamento interiore condiviso.
Giorgio Bongiovanni ha aperto la serata con un’immagine potente: le comunità che nascono oggi sono come un piccolo Davide di fronte a un grande Golia. Non attraverso la forza esteriore, il potere o l’influenza, ma attraverso la verità, la forza spirituale e la fedeltà a Cristo, anche ciò che appare piccolo può confrontarsi con ciò che sembra invincibile.
Dalle sue parole è emerso chiaramente che un’Arca non deve essere intesa come un’istituzione religiosa. Non è un tempio di pietra né un’organizzazione nel senso classico, ma uno spazio spirituale d’incontro: un luogo in cui le persone si riuniscono per prepararsi interiormente e assumersi una responsabilità.
Un’Arca non vive attraverso strutture, ma attraverso la qualità delle persone che la compongono.
È stato sottolineato che ciò che conta davvero sono i valori vissuti: giustizia, fratellanza, libertà, misericordia e rispetto per la vita. Questi valori non devono essere solo pensati o creduti, ma concretamente realizzati nella vita quotidiana. Ed è proprio qui che risiede la vera sfida.
Un concetto particolarmente profondo è stato quello dell’Arca come una sorta di banco di prova spirituale. Piccole comunità all’interno dell’umanità nelle quali si verifica se l’uomo è capace di costruire una nuova forma di convivenza. Non basata sul potere o sull’egoismo, ma sulla verità, sulla responsabilità e sulla maturità interiore.
In questo contesto è stato anche chiarito che l’uomo non può attendere passivamente un aiuto dall’esterno. Intelligenze superiori possono osservare, accompagnare e sostenere interiormente, ma non risolveranno mai i problemi al posto dell’umanità. La scelta rimane sempre all’uomo. Ed è proprio qui la prova: se l’uomo è disposto a usare la propria libertà nel bene.
Nel corso della serata l’attenzione si è poi spostata sul cammino interiore dell’essere umano. Giorgio ha parlato dello sviluppo dell’anima, della reincarnazione e del libero arbitrio. Prima di ogni incarnazione, ha spiegato, l’anima sceglie un percorso utile alla propria evoluzione. Tuttavia questo percorso non è rigido: può essere modificato dalle scelte dell’uomo, sia nel bene che nel male.
Un’immagine significativa ha accompagnato questa spiegazione: l’anima come una goccia nell’oceano dello spirito divino. Questa goccia intraprende un lungo viaggio attraverso la creazione, accumula esperienze, impara, comprende e sviluppa coscienza, fino a giungere a riconoscere non solo “io esisto”, ma “io sono”.
Il senso di questo cammino non risiede solo nella vita stessa, ma nella conoscenza, nell’amore e nel ritorno all’origine.
Prima dell’intervista vera e propria, è stato dedicato uno spazio anche alla storia e al significato della Svizzera. Si è ricordata la nascita della Confederazione nel 1291, l’idea di libertà e la figura simbolica di Guglielmo Tell, che – indipendentemente dalla sua esistenza storica – rappresenta un potente simbolo di indipendenza e fermezza interiore.
La Svizzera è stata descritta come un Paese nato non dal potere, ma da una scelta di unione. Una comunità di uomini liberi che hanno deciso di sostenersi reciprocamente. Questo stesso principio è stato collegato alla realtà attuale: anche oggi le comunità nascono non per imposizione, ma per scelta interiore.
In questo contesto anche la città di Zurigo ha assunto un significato particolare. Giorgio ha spiegato che la scelta di questo luogo non è casuale. Zurigo non è solo un centro economico, ma un punto con un ruolo simbolico profondo all’interno delle strutture globali di potere e influenza. Proprio per questo, la presenza di un’Arca può essere vista come un controbilanciamento silenzioso: piccolo, discreto, ma spiritualmente attivo. Ancora una volta emerge l’immagine di Davide contro Golia, su un altro piano.
Un momento molto personale è stato quello in cui è stata posta la domanda su come una persona possa capire se appartiene a questo cammino. La risposta è stata semplice ma profonda: bisogna sentirlo. Non è una decisione puramente razionale, ma un riconoscimento interiore, simile all’innamorarsi. Qualcosa che non si può forzare.
Tuttavia questo sentire deve crescere, essere verificato e confermarsi nella vita. Attraverso lo studio, le esperienze e le prove. Perché la vera appartenenza non si manifesta nell’entusiasmo iniziale, ma nella continuità.
Il primo momento della serata si è concluso con ulteriori riflessioni su responsabilità, libero arbitrio e valore della vita. Dopo questi intensi contenuti è stata fatta una breve pausa prima di proseguire con la seconda parte.
Parte 2 – Il marchio della bestia, il potere del denaro e il ritorno di Cristo
Durante l’incontro è stato affrontato uno dei temi più forti e delicati dell’intervista: il significato del “marchio della bestia”, il ruolo del denaro nel mondo attuale, la figura dell’Anticristo, Giuda Legion, la crisi geopolitica globale e, soprattutto, il ritorno di Cristo.
Giorgio Bongiovanni ha spiegato che il marchio della bestia non deve essere inteso solo come un simbolo esterno, politico o tecnologico. Nella sua essenza, il marchio della bestia è il denaro: non semplicemente come mezzo materiale, ma come “dio denaro”, ovvero quella forza che domina l’uomo, influenza la coscienza, guida le nazioni e determina le scelte dei potenti.
Il denaro può anche essere utilizzato per il bene: per aiutare chi soffre, sostenere i più deboli e promuovere la giustizia. Ma quando l’uomo vive per il denaro, quando diventa il centro della sua esistenza, allora esso si trasforma in una forza che può imprigionare l’anima.
In questo senso anche le tecnologie moderne, i sistemi digitali e le strutture finanziarie globali sono viste come conseguenze di una realtà più profonda. Non è l’oggetto in sé il marchio della bestia, ma lo spirito che lo anima: il dominio del denaro sull’uomo.
Giorgio ha collegato questo tema all’Apocalisse, parlando delle grandi potenze mondiali, delle “due bestie” e del “drago”. Secondo la sua interpretazione, i poteri politici, militari ed economici sono, in diversa misura, subordinati alla logica del denaro.
Per quanto riguarda Giuda Legion, ha chiarito che non lo considera l’Anticristo in sé, ma piuttosto uno strumento, una manifestazione di questo sistema. Il vero Anticristo è lo spirito che domina attraverso il potere del denaro.
Il discorso si è poi ampliato alla situazione geopolitica attuale. Giorgio ha sottolineato che il mondo si trova in una fase estremamente critica, in cui i conflitti non nascono più principalmente da ideologie o religioni, ma da interessi economici.
Anche il rischio di una terza guerra mondiale, potenzialmente nucleare, è legato a questa dinamica. Gli Stati agiscono per difendere interessi e strutture di potere, e la guerra diventa l’espressione estrema di un sistema dominato dal denaro.
Una parte centrale dell’intervista ha riguardato la missione spirituale di Giorgio. Egli ha ribadito di non voler essere al centro, ma di considerarsi un messaggero, un ponte verso Cristo.
La figura centrale deve essere sempre Gesù Cristo: il Figlio di Dio, il maestro, il redentore.
Cristo è stato descritto non solo come divino, ma profondamente umano. Un essere che ha amato, sofferto e vissuto pienamente l’esperienza umana, e proprio per questo è vicino all’uomo e lo comprende.
Il ritorno di Cristo è stato presentato non come una data precisa, ma come un processo già in atto. Cristo è già presente a livello spirituale, attraverso segni e manifestazioni. La sua rivelazione pubblica avverrà secondo il volere del Padre.
Sono stati toccati anche temi legati al cinema e alla tecnologia. Film come Terminator, Abyss e Incontri ravvicinati del terzo tipo sono stati citati come possibili anticipazioni intuitive della realtà. Anche l’intelligenza artificiale è stata vista come parte di un sistema più ampio.
Infine, Giorgio ha parlato della vera spiritualità. Non basta conoscere o comprendere: la spiritualità autentica si manifesta nell’azione. Nel difendere la giustizia, nel sostenere i deboli, nel prendere posizione contro l’ingiustizia.
Una spiritualità passiva non è vera spiritualità.
Ha poi sottolineato l’importanza dell’educazione dei figli: non solo sicurezza materiale, ma valori come il coraggio, la giustizia e la responsabilità.
In conclusione, ha lasciato un messaggio semplice ma potente:
non perdere mai l’entusiasmo e l’amore per la propria missione spirituale.
Perché tutto può cambiare nella vita, ma non deve mai spegnersi il fuoco interiore che guida verso la verità e verso Dio.
Maurizio Spirito
30 Aprile 2026
Allegati:
Rinnovamento cosmico e mistico nella Resurrezione di Cristo
Apocalisse, guerra, profezia di Fatima e contatto cosmico. Intervista ad Adoniesis
Apocalisse e Armagheddon, la guerra messianica degli Stati Uniti e Israele contro l’Iran Intervista a Giorgio Bongiovanni.
Il tempo è venuto. Verità e giustizia nell’era nucleare Intervista a Giorgio Bongiovanni.
L’infanzia di Gesù e la missione di Cristo Il ritorno di Cristo sempre più vicino?
