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lodo100Il più grande disastro ambientale della storia del Brasile e forse del Sudamerica
Quanto Vale la vita e la biodiversità del Brasile per una multinazionale?
Sono davvero impressionanti le immagini della gigantesca e densa ondata di fanghi tossici che è arrivata sulle coste brasiliane dell’Oceano Altlantico  portata dal Rio Doce, 17 giorni dopo il crollo delle dighe dei bacini di lagunaggio delle scorie minerari della  Samarco, una joint venture delle multinazionali Vale e BHP Billiton (ma in realtà tutto è in mano al colosso minerario australiano).
(FOTOGALLERY)

piramide100Una differenza di temperatura di 6 gradi: ancora presto per avanzare ipotesi
Il primo risultato «impressionante» del progetto internazionale Scan Pyramids, che utilizza le più sofisticate tecnologie non invasive di ricerca. L’origine del fenomeno è, forse, un corridoio nascosto all’interno del monumento
di Paolo Virtuani

A pochi giorni dalla presentazione del 25 ottobre, il progetto Scan Pyramids annuncia già i primi «impressionanti» risultati. Alla piramide di Cheope, la più grande delle tre piramidi di Giza, sono state rinvenute anomalie termiche. Lo ha annunciato lunedì sera in una conferenza stampa davanti ai grandi monumenti Mamdouh el-Damaty, ministro delle Antichità dell’Egitto insieme agli archeologi internazionali che fanno parte del progetto.

giornatamondialealimentazio100Ieri, alla vigilia della Giornata mondiale dell’alimentazione, l’Unione europea ha organizzato all’Expo di Milano la conferenza “Combattere gli sprechi alimentari. Nutrire il pianeta”, dalla quale è emerso che «Ogni anno, nell’Unione europea E si sprecano circa 100 milioni di tonnellate di alimenti e ciò rappresenta un pericolo sia per l’ambiente che per l’economia».

La Commissione europea, ha anche lanciato un video di sensibilizzazione sull’argomento e il  Commissario europeo per la Sanità e sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, ha sottolineato: «Se non interveniamo, i rifiuti alimentari potrebbero superare i 120 milioni di tonnellate entro il 2020. Per i cittadini europei è importante capire meglio l’importanza e i benefici delle tecnologie alimentari e adottarle in quanto strumento utile per risparmiare denaro e ridurre contemporaneamente la nostra impronta ambientale. Questo video presenta le tecnologie alimentari di uso più comune, che contribuiscono a prolungare la data di scadenza dei nostri alimenti. Per decenni, tecnologie alimentari come la pastorizzazione lampo, gli antiossidanti, i frigoriferi ecologici e il congelamento shock ci hanno aiutato a preservare la qualità, la sicurezza e il sapore dei nostri alimenti. È giunto ora il momento di riconoscere il potenziale di queste tecnologie nel raggiungimento del tanto agognato stile di vita salubre e nella riduzione degli sprechi alimentari».

plastico100Foto: Legambiente.it
Nel mondo non ci sono solo i cinque continenti che conosciamo. Ce ne sono altri fatti interamente di tappi, bottiglie, reti, buste e frammenti di plastica di ogni dimensione che occupano gli oceani per migliaia di chilometri quadrati e girano e si spostano con le correnti e le maree. Sebbene i mari siano vasti, secondo studiosi e ambientalisti il problema starebbe oggi iniziando a raggiungere un punto di crisi, tanto che perfino le aziende e alcune tra le multinazionali più importanti, come la Coca-Cola e la Dow Chemical, avrebbero deciso coalizzarsi con gli ambientalisti e di correre ai ripari. Ad affermarlo è il nuovo report, intitolato “Stemming the Tide” (Arginare l’onda), prodotto da Ocean Conservancy, in collaborazione con il Centro McKinsey for Business and Environment. Basandosi sullo studio del 2014 guidato da Jenna Jambeck dell’università della Georgia e pubblicato sulla rivista Science, Ocean Conservancy ricorda come dei circa 275 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno da 192 nazioni che si affacciano sul mare, una media di 8 milioni di tonnellate finisca annualmente sugli oceani: “è come se ogni minuto un camion della spazzatura si recasse in spiaggia e scaricasse il proprio contenuto sul mare”. Entro il 2025, si legge ancora, “i nostri oceani potrebbero contenere una tonnellata di plastica per ogni tre tonnellate di pesci”.

hielopolar100L’estensione marina è la quarta più ridotta da quando sono iniziate le osservazioni spaziali

L’11 settembre 2015 ha rappresentato una data simbolica per ovvie ragioni, con le commemorazioni per le vittime dell’attacco terroristico alle Torri gemelle che hanno unito il mondo occidentale e non solo. Quest’anno, però, lo stesso giorno ha fornito al pianeta un altro segnale d’interesse globale, benché di tutt’altra natura: come ha certificato la Nasa poche ore fa, l’11 settembre 2015 il ghiaccio marino artico sembra aver toccato il suo minimo annuale. Secondo una prima analisi dei dati satellitari da parte degli scienziati della Nasa e del National snow and ice data center (Nsidc), l’estensione del ghiaccio marino si è ridotta a 4,41 milioni di kmq, ovvero 1,81 milioni in meno della media 1981-2010.

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