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i giorni AgustinDi Agustín Saiz

Quando abbiamo Cristo nel nostro cuore, qualsiasi luogo o situazione divengono per noi un tempio, un mantra o una preghiera. È così che ci liberiamo dalle proiezioni idealizzate che inevitabilmente la nostra mente costruisce. Non abbiamo bisogno di essere da nessuna parte ed i giorni trascorrono secondo un disegno intelligente al di fuori di noi. Al di là di quello che facciamo, il giorno ha uno scopo per noi. Qualcosa o qualcuno inevitabilmente viene al nostro incontro. Dio gioca tutti i giorni in questo modo.

Credo fermamente che questa idea rompa la concezione classica del tempo e dello spazio. Ce ne aspetta una nuova, forse quella del regno dei Cieli. I nostri giorni passano orbitando attorno ad un sole che si nasconde tra le nuvole. A momenti appare ed in altri scompare. Il mistero è intermittente e la sua apparenza finisce quando ci ritroviamo con l'ordine naturale che coordina ogni cosa. Origine e destino dei quali inevitabilmente facciamo parte.

È una sensazione di estrema bellezza sentirsi amati e sapere che qualcuno attende di essere riconosciuto da noi. Così i nostri giorni trascorrono nel crocevia della materialità che ci trafigge, come un tessuto che si strappa nell’istante stesso in cui la luce vuole farci visita. Se il proposito del giorno si è realizzato, siamo benedetti per averlo raggiunto.

Quando ciò avviene, svanisce per un po' lo psichismo cristallizzato delle industrie, i commerci, le istituzioni … Lontane sono quelle strutture nell'universo limitato dove proiettiamo nel nulla qualcosa che non siamo. Tutto diventa assurdo per un po' e finché dura quell'istante non vi è un minimo di volontà per continuare ad apportare energia a quelle crudeli entelechie che hanno saturato il pianeta.

È così che un cristiano vive i suoi giorni, anelando di tornare ad abitare la natura per la quale siamo stati creati. Il regno dei Cieli, un pianeta esterno o un tramonto in qualsiasi luogo sono sufficienti. Un uccello ci parla e l'insetto che si posa sulla mano o sulla testa sono il simbolo criptato, che articolerà il resto della giornata ad una chiave segreta che ci tiene desti… si avvicina qualche presagio. Un vestigio di felicità o un raggio di luce, non importa se sono effimeri quando portano la certezza che qualcosa o qualcuno è venuto a trovarci.

Cristo è la luce dei nostri giorni. Li modella come argilla. Ci motiva in ogni chiamata per sciogliere il nostro essere dal tessuto del tempo. Gioca timido con noi inizialmente. E poi si fa ossessivo come un amante geloso che fa cadere a pezzi le pareti della nostra stanza fino a buttare giù tutto un edificio. Elegantemente ci prende dal mento e con determinazione e dolcezza ci fa voltare soavemente fino ad incrociare i nostri sguardi. Ci parla attraverso un personaggio eccezionale o stravagante per richiamare la nostra attenzione. Ogni giorno e attraverso qualsiasi persona che possiamo incontrare, in qualunque posto.

Così ho vissuto i miei giorni nell'opera di Cristo.

Con la luce brillante degli avatar solari che folgora il mio petto.

Così ho scoperto di essere un eterno punto nell'infinito. Così continuerò a viverlo per sempre.

Ogni cellula morta cade dal mio essere, come polvere su un sentiero di pietre ardenti nella luce del mezzogiorno. O su una spiaggia di fango nell'oscurità della notte. Nel frattempo la mia luce si fa largo verso il profondo azzurro del Cielo, fino a toccare con le mie mani la stella che le guida.

Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro?

E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?

E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?

Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta…

Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena.

(Matteo 6, 26-34)

Agustín Saiz
14 Aprile 2022


Allegati:

- 14-03-22 In difesa dell'opera di Cristo nella fine dei tempi
https://www.thebongiovannifamily.it/cronache/cronache-dalle-arche/cronache-dalle-arche-2022/9373-in-difesa-dell-opera-di-cristo-nella-fine-dei-tempi.html

- 9-10-20 "Verso l'aldilà andrà il giusto"
https://www.thebongiovannifamily.it/cronache/cronache-dalle-arche/cronache-dalle-arche-2021/8940-verso-l-aldila-andra-il-giusto.html

- 30-12-20 Parravicini, la Gna e il cammino verso la trasformazione della vita
https://www.thebongiovannifamily.it/cronache/cronache-dalle-arche/cronache-dalle-arche-2021/8810-parravicini-la-gna-e-il-cammino-verso-la-trasformazione-la-trasformazione-della-vita.html

- 25-09-20 Un artista visionario argentino annuncia la missione di Bongiovanni
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