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tendere la manoDi Paolo Golinelli

Se-rvire per Se-ntire!

Sono entrato a far parte dei volontari che si dedicano agli ultimi, quelli della strada, quelli che ognuno di noi almeno una volta ha denigrato e disprezzato (perché puzzano, perché sono sporchi, perché rubano e sono inutili alla società) oramai da un anno e mezzo.

Siamo un piccolo gruppo di volontari, fratelli nell’opera, accomunati dalla voglia di se-rvire il prossimo per se-ntire che egli è parte di noi, un riflesso della nostra stessa coscienza e le leggi universali lo palesano, portando un senso di gratitudine, compassione e gioia nel fare ciò che facciamo.

Questo non significa che siano sempre rosa e fiori, anzi... molte volte si rimane sconfortati, offesi, fraintesi dalle risposte o dai comportamenti di questi fratelli disagiati, ma proprio per questo superiamo il nostro limite di percezione, di vedere oltre alla forma, di vedere oltre alle emozioni e i pensieri ordinari... si, vedere con gli occhi dell’anima, senza giudizio, senza attaccamento al risultato e al bisogno di voler essere rispettati.

Questo è il vero lavoro interiore che mi serve, che ci serve, domare la personalità per far emergere la nostra essenza animica, i nostri talenti, la porta del cuore che si apre nella via stretta.

Mi accorgo allora che per quanto possano rispondermi in malo modo o senza premura, mi stanno evidenziando tutto il loro dolore, solitudine, rancore e paura... è come se mi dicessero “ehi amico mi vedi sono qui, sto male dentro, non riesco a dirtelo in altro modo ma ti prego ascoltami, guardami, perché nessuno vuole ascoltarmi davvero, a nessuno importa di me sai... Del cibo non mi importa voglio che tu mi consideri, voglio che tu mi parli e mi ascolti anche solo per 1 minuto”.

Lui, loro sono me, sono le mie parti ferite che mi porto dentro, dimenticate, inascoltate, sofferenti ed ogni volta che le osservo attraverso questi fratelli, io mi guarisco e mi amo sempre di più, perché non puoi amare davvero il prossimo se per primo non ami completamente te stesso, con tutti i tuoi difetti, debolezze e bisogni.

“Non è sempre domenica” si dice, no? Infatti alcune volte la voglia di andare a fare servizio ai bisognosi viene meno, almeno per me, la stanchezza, il freddo, il caldo, gli impegni della vita mi danno un motivo per rimandare alla volta successiva ma se riesco a superare questo inganno dell’ego, se riesco a compiere questo super sforzo, allora avrò spostato il mio limite più in alto, avrò disciplinato un po’ di più la personalità e mi sarò identificato con quello che sono davvero...!

Si, spetta solo a me la scelta, sono proprio io che decido se giacere nel comodo stato dell’ignavia oppure ascoltare con volontà, fede e fiducia il mio cuore, la mia anima che sussurra al mio orecchio. Ogni occasione è buona per migliorarsi, se fossimo veramente attenti, svegli, ogni giorno ci sarebbero tante circostanze in cui esprimere il noi migliore di noi ma non è cosi, possiamo però prenderne atto e adoperarci affinché ciò accada!

Quello che voglio trasmettere in realtà per chi non lo avesse ancora capito o meglio se-ntito col cuore, è semplicemente la verità delle leggi. “Cosi fuori, cosi dentro", la legge di corrispondenza, la sto comprendendo sempre meglio ogni giorno.

Da alcuni anni studio le leggi cosmiche ma l’esperienza è l’unica via per divenirne autoconsapevoli, sapere ed essere devono crescere di pari passo, questo ora lo comprendo come mai prima d'ora.

Sono grato al Padre, alla Madre, al Cristo che in me albergano e vivificano la mia anima, sono grato per questa opportunità che il cielo mi ha dato, che ho cercato, sono grato per i fratelli che con me condividono il se-rvire il prossimo in ogni modo possibile, con loro si sta consolidando un legame animico che va oltre l’amicizia personale; quando ritorno a casa mi dico: “ma perché poi stasera ero così stanco da non voler andare?”, la risposta è sempre: “non importa ora sto bene, mi sento meglio, ho ascoltato il mio cuore, ho fatto qualcosa davvero importante per me e di conseguenza per le persone a cui mi sono dedicato, loro sono lo strumento per cui il padre vuole che io sia in lui”.

Ho scritto queste poche righe, per trasmettere alla mia coscienza in primis, ciò che sento ed esperimento, poi per condividerle con chi vorrà leggerle, in modo che comprenda quanto in realtà possiamo fare se solo sfruttassimo ogni occasione di essere il noi migliore di noi, di manifestare i doni del padre che ci ha donato, per crescere in lui, per divenire come lui, perché quel lui divenga, “Io Sono la via, la verità”! Grazie vita!!

Un granello di sabbia chiamato Paolo che il vento del tempo spazzerà via ma ciò che in realtà sono è immortale, la coscienza!

Paolo Golinelli
26 Aprile 2022

Allegati:

 - 2-11-20 L'amore non è utopia

- 24-12-11 Morire d'amore
https://www.thebongiovannifamily.it/messaggi-celesti/2011/4048-morire-damore.html

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